Campeggi e aree di sosta permettono di programmare una vacanza con tutti i comfort sull’Alto Garda un vero paradiso per gli amanti della vita en plein air. Leggi le nostre proposte: un mix fra percorsi tradizionali e meno battuti.
Per una buona mezz’ora il sentiero non molla. Una salita aspra, ritagliata spesso in mezzo a macigni appollaiati alla roccia in barba ad ogni legge della fisica: roba da camosci, che infatti su queste cime vivono da tempo immemorabile. La cresta però si fa via via più vicina finché una tabella della SAT non annuncia la fine dell’ascesa, un incrocio di sentieri a pochi metri dalla vetta del Monte Guil: a seguire il bivacco Baita Segala, piegando a destra invece la strada per il rientro alla base, scelta obbligata per tornare al camper parcheggiato all’ingresso dell’abitato di Pregasina.
I percorsi in bici e di trekking sul Lago di Ledro
Un tracciato impegnativo, in alcuni punti persino esposto, ma quasi tutto in quota. La visione appare improvvisa dietro una cengia, dopo un’oretta di buon passo lungo la cresta: girando lo sguardo a sinistra si svela il Lago di Ledro in tutta la sua estensione, da Molina fino a Pieve, a destra invece ecco il Garda fino a Malcesine ed oltre.
Da questo affaccio si riesce a comprendere appieno la straordinaria bellezza del luogo, fermi su una roccia a contemplare un panorama che è una sorta di campionario dell’offerta che l’alto Garda è in grado di proporre a chi non si vuole limitare a frequentarne le spiagge o i più facili sentieri. Acqua e roccia, un connubio alla scoperta del quale è possibile andare modificando di volta in volta punto di vista e prospettive.

I sentieri a disposizione di escursionisti e appassionati di mountain bike sono numerosissimi e gran parte di essi si avviluppa intorno alle maestose cime che precipitano verso le sponde del più esteso lago d’Italia, nel punto di confine fra la provincia di Trento, il Veneto e la Lombardia. Da queste parti infatti si arriva anche per mettere in acqua la barca, il surf o il kite, visto che il triangolo compreso fra Limone, Malcesine e Torbole è particolarmente apprezzato dai velisti grazie alla costanza dei venti che vi soffiano.
Ma qui si viene anche per scalare le pareti dei monti, soprattutto di quelli che circondano l’abitato di Arco, diventate con gli anni vere e proprie tappe imprescindibili per i climbers di tutto il mondo. Numerose le opportunità anche per chi vuole dedicarsi alla scoperta del territorio in tranquillità, a bordo di una bici da passeggio: piste ciclabili e itinerari organizzati permettono di scorrazzare in lungo e in largo senza dover mai ripercorrere le stesse strade.
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Prati di Nago (1.540 m) • Monte Altissimo (2.050 m)
3 chilometri • Due ore (solo andata)
L’ascesa ai duemila metri del Monte Altissimo, che a dispetto del suo nome non è la cima più elevata della corona di montagne che circondano la punta settentrionale del Lago di Garda, è una delle escursioni più frequentate dell’area. Il punto di partenza, raggiungibile da Torbole attraverso una tortuosa strada di montagna, si trova al parcheggio ricavato in località Prati di Nago.
Da lì si stacca il sentiero 601 che attraversa a più riprese la strada forestale di cui si servono invece gli appassionati di mountain bike e raggiunge prima il Monte Varagna e poi l’Altissimo, dove fa da sentinella il Rifugio Damiano Chiesa della SAT. Straordinario, da lassù, il panorama che si gode su tutto l’Alto Garda.
Per il ritorno si può intraprendere il medesimo cammino dell’andata o proseguire lungo la cresta seguendo il sentiero 651 per sette chilometri fino a raggiungere la Baita dei Forti sul Monte Baldo e scendere a Malcesine con la funivia panoramica, purché ci si sia opportunamente organizzati.

Busatte (160 m) • Tempesta (80 m)
3,2 chilometri • Due ore (solo andata)
Una straordinaria passeggiata con il Lago di Garda costantemente sullo sfondo: lo garantisce il sentiero che dalla località Busatte, poco sopra Torbole, raggiunge Tempesta rimanendo sospeso ad un centinaio di metri sulla costa orientale del bacino benacense. Tre articolate scalinate (i gradini metallici sono in tutto 387) collocate nei punti più impervi permettono di superare comodamente gli ostacoli naturali rappresentati dall’aspra conformazione rocciosa di questo tratto di sponda lacustre e costituiscono l’attrattiva più spettacolare del percorso.
Lasciato il mezzo (purché di dimensioni contenute) al parcheggio delle Busatte si superano dapprima la pista per le mountain bike e poi il parco avventura, quindi si imbocca il ben segnalato sentiero fino a raggiungere Tempesta, superando prima la scala al Salt de la Cavra, quindi quella a Corno de Bò, la più lunga, e infine quella di Val Calcarole.
Per tornare si può scegliere se fare dietrofrónt sul medesimo sentiero o scendere sulla Gardesana e attendere il pullman di linea dell’ATV.
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Pregasina (540 m) • Punta Larici (900 m)
2,3 chilometri • Un’ora e mezzo (solo andata)
Nelle giornate più terse la veduta che da Punta Larici abbraccia il territorio compreso fra Torbole e Sirmione è considerata tra le più emozionanti del Garda. Per arrivare al punto panoramico bisogna salire fino alla frazione di Riva chiamata Pregasina: purtroppo parcheggi in grado di ospitare mezzi ingombranti non ce ne sono, dunque si valuti l’opportunità di salire fin lassù a piedi o in mountain bike attraverso il sentiero del Ponale (si veda il quarto itinerario).
Il sentiero 422, che interseca in più punti la strada forestale, parte dalla chiesetta del cimitero e raggiunge la rupe che si protende verso il lago sottostante all’altezza di Capo Reamol: attenzione a non farsi rapire dalla vista perché il punto più panoramico si trova a picco sul Garda sopra uno strapiombo che chi soffre di vertigini dovrebbe evitare di raggiungere.
Per tornare a Pregasina si può percorrere a ritroso lo stesso sentiero oppure completare l’anello che conduce a Malga Palaer prima e al Passo Rocchetta poi, per un totale di sei chilometri e mezzo.
Riva del Garda (90 m) • Barcesino, Molina di Ledro (660 m) • Dromaè (1.520 m) • Mezzolago (650 m)
15 chilometri • Sette ore
Il sentiero ciclopedonale del Ponale è diventato una delle attrazioni turistiche più significative di tutto l’alto Garda: ricavato sul sedime della strada letteralmente intagliata nella roccia a metà dell’Ottocento e da qualche decennio dismessa, conduce da Riva del Garda alla valle di Ledro attraverso tornanti e gallerie a picco sul lago.
Una volta raggiunta Biacesa, le opportunità di cammino o pedalata si moltiplicano: l’itinerario qui proposto, precluso alle bici, devia da quelli maggiormente battuti alla scoperta di anfratti meno conosciuti. La proposta è quella di salire verso Molina di Ledro e svoltare a destra prima dell’abitato verso Barcesino: dopo una rapida visita alla chiesa della Madonna Addolorata e alla sua originale Via Crucis si imbocca il sentiero 451 fino a Bocca Giumello prima e a Bocca di Dromaè poi, da cui si scende lungo la Val di Dromaè fino a raggiungere Mezzolago.
Da qui si può fare ritorno lungo la passeggiata che costeggia il lago di Ledro avendo l’accortezza di salire a Besta lungo il sentiero che entra nella Val d’Oro fino alla Madonnina, da cui si gode uno splendido panorama sullo specchio d’acqua sottostante.

Riva del Garda (85 m) • Cima SAT (1.230 m)
4 chilometri • Quattro ore (solo andata)
È uno dei sentieri più panoramici del territorio, anche se fra i meno facili, visto che richiede di superare alcune vie ferrate e dunque impone di dotarsi dell’attrezzatura necessaria: tuttavia il gioco vale la candela, visto che si sale sulle pareti della Rocchetta a picco su Riva del Garda e sulle propaggini settentrionali del lago.
Per godere appieno di tutte le opportunità offerte dall’escursione si consiglia di raggiungere il Bastione salendo con il nuovissimo ascensore panoramico: da lì il sentiero 404 conduce dapprima alla Capanna Santa Barbara e subito dopo all’omonima chiesetta, appollaiata sulla parete.
A quel punto due le opzioni: poco prima della chiesetta si può imboccare la Via ferrata dell’amicizia, che scala dopo scala e brivido dopo brivido conduce ai 1.200 metri di Cima SAT; in alternativa si può procedere lungo il sentiero 404 e, superata una breve ferrata, incrociare i sentieri 413 prima e 418 poi per raggiungere la stessa vetta panoramica. Inutile precisare che la veduta, da lassù, è davvero mozzafiato.
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Anello del Monte Brione
4,5 chilometri • Due ore
Sembra una mezzaluna rocciosa adagiata nella piana del fiume Sarca, una punta in direzione di Arco e una che lambisce le acque del Garda: si tratta del Monte Brione, lacerto geologico dei tempi in cui da queste parti la facevano da padroni i ghiacciai. Un punto strategico durante la Prima Guerra Mondiale, quando la linea del fronte fra Italia e Austria correva proprio pochi metri a nord delle spiagge lacustri: quanto fosse importante nella linea di difesa asburgica lo testimoniano le casematte dislocate lungo il cammino che parte alla fine del lungolago.
Dal Forte San Nicolò, di fronte al porto omonimo, si sale oltre la statale e ci si immette in quello che è stato denominato Sentiero della Pace, per raggiungere il Forte Garda, il più imponente, da cui si apre una splendida vista sul lago più grande d’Italia; più avanti si trova la Batteria di Mezzo, di dimensioni ridotte e studiata per controllare i movimenti sul lato orientale; all’estremità settentrionale si stendono infine i ruderi del Forte di Sant’Alessandro, oggi aggrovigliati alla folta vegetazione cresciuta loro intorno. Per tornare si può sfruttare la strada forestale.
Laghel (220 m) • Ceniga (110 m)
5,3 chilometri • Due ore (sola andata)
Laghel è una località che si stende al di sopra del castello che domina l’abitato di Arco e in prossimità delle più importanti falesie di arrampicata per cui l’Alto Garda è famoso in tutto il mondo. Il sentiero 431 permette di attraversarla tutta in quota e di spingersi fino al ponte romano di Ceniga: lasciato il camper al parcheggio alla base della Via Crucis, al termine di Via Calvario, si sale in mezzo ad una delle più belle olivaie del territorio fino a raggiungere la chiesetta di Santa Maria.
Qui si sale alla sua destra e ci si inerpica fino a raggiungere l’enorme croce sulla vetta del Colodri, a cui si può arrivare anche con la via ferrata che parte dalla piscina di Prabi: la vista da lassù ripaga di tutti gli sforzi fatti per salirci. Il sentiero viaggia in cresta a picco sulla vallata del fiume Sarca fino a superare la cima del Monte Colt, quindi inizia a declinare leggermente prima e significativamente poi: al termine della discesa, poche decine di metri più avanti, ecco il ponte romano di Ceniga.
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Bosco Caproni, Sentiero della Maestra. Moletta (100 m) • Dosso Grande (570 m)
4 chilometri • Un’ora e quarantacinque minuti (solo andata, più il tempo necessario a visitare il bosco)
Quarantaquattro ettari di bosco estesi alla base del Monte Stivo, in località Pianaura, raggiungibile dalla Moletta e da San Martino, a nord di Arco: da lì parte il sentiero 667 che in poco più di mezz’ora conduce ai confini dell’ex proprietà Caproni, il pioniere del volo aereo italiano nato da queste parti. Ceduto all’amministrazione comunale, il bosco è oggi diventato un parco storico-naturalistico di grande interesse: si trova qui, infatti, la lecceta più settentrionale d’Europa.
E si trovano qui le incisioni rupestri di Pianaura e le scenografiche cave di oolite da cui per secoli si è cavata la pietra per realizzare alcune preziose statue (come quelle che adornano il Prato della Valle a Padova). Giunti al Dosso Vastrè ci si può addentrare nel sentiero delle trincee realizzate dagli austriaci per controllare la vallata sottostante: straordinario il panorama sul Castello di Arco e sul Monte Brione, anche se ancora più straordinaria è la veduta che si gode salendo qualche chilometro più a nord e raggiungendo Dosso Grande. Si rientra lungo lo stesso sentiero.

Informazioni pratiche
Dove sostare
- L’area di sosta più attrezzata della zona (è illuminata e dispone di acqua, pozzetto e parco giochi) è quella di Riva del Garda, situata in Via Brione a nord di Porto San Nicolò: quaranta gli stalli a disposizione per una sosta massima ammessa quarantott’ore a 0,50 euro l’ora.
- In alternativa è possibile fermarsi ad Arco nell’ampio parcheggio a ridosso del centro storico sulla strada che porta verso Prabi (Via Caproni Maini): la sosta è ammessa per settantadue ore, 10 euro il costo giornaliero. Per pozzetto e acqua occorre però spostarsi nel parcheggio di Caneve, in Via Rovereto.
- Una seconda area di sosta ad Arco si trova in Via Santa Caterina 10, a poche centinaia di metri dal centro storico: gli stalli sono dieci per un costo giornaliero di 10 euro (sosta massima consentita quarantott’ore).
- In Val di Ledro un’opportunità di sosta – fruibile solo da aprile a ottobre – si trova in Via Peluca a Bezzecca: sono ventidue stalli a cinque minuti a piedi dal centro, anche qui al costo di 10 euro al giorno.
- Infine, di recente aperto all’ospitalità pleinair, l’Agritur Maso Lizzone di Ceniga (tel. 0464 504793, www.masolizzone.com) dispone di sette piazzole con ogni comodità destinate però a mezzi medio-piccoli a causa della limitata ampiezza della strada di accesso.
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Per quanto riguarda i campeggi, invece, numerose sono le strutture presenti sul territorio. Si segnalano, fra le altre:
- Il Campeggio Brione a Riva del Garda, poche decine di metri a nord rispetto all’area camper (Via Brione 32, tel. 0464 520885, www.campingbrione.com), aperto da aprile a metà ottobre
- Il Camping Arco ai piedi della rupe del castello di Prabi, molto ombreggiato e dotato di ogni comfort (Via Legionari Cecoslovacchi 12, tel. 0464 517491, www.arcoturistica.com)
- Il Camping Arco Lido (località Linfano, tel. 0464 505077, www.arcoturistica.com), proprio sul lago nei pressi della foce del fiume Sarca.
Indirizzi utili
Azienda per il Turismo Garda Trentino, Largo Medaglie d’Oro al Valor Militare 5, Riva del Garda, tel. 0464 554444, www.gardatrentino.it.
Per le informazioni sulle piste ciclabili è attivo il sito curato dalla Provincia Autonoma di Trento.
Per indicazioni più precise sui sentieri sono molto dettagliati i siti delle due sezioni della SAT (la società alpinistica tridentina che costituisce la più grande sezione del CAI) di Riva del Garda e di Arco.
Qui trovi invece informazioni per costruire il tuo itinerario personalizzato e qui le proposte di escursione più dettagliate.
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