Hai pensato alla Grecia per le tue vacanze estive in camper ma non vuoi andare in località troppo affollate? Ti portiamo nella Macedonia orientale e in Tracia dove la zona non è servita da aree camper ma in cui la sosta libera è tollerata.
È una regione d’oro, nel vero senso della parola, quella che si stende fra la penisola Calcidica e il confine con la Turchia. D’oro perché nel corso della storia le miniere del prezioso metallo della Tracia, note per la loro ricchissima vena, resero quella regione un vero crocevia di popoli – dagli ateniesi ai macedoni, dai turchi ai veneziani.
I segni del loro passaggio sono ancora oggi ben visibili, nonostante siano pochi i viaggiatori che si spingono da quelle parti, preferendo località di più sicuro richiamo. Eppure anche la Macedonia orientale e la Tracia sono in grado di offrire, a chi sa scoprirle, vere perle culturali e ambientali che poco hanno da invidiare a quelle più note del paese.
La Tracia, porta d’accesso della penisola greca
L’odierna Tracia greca è separata dalla Macedonia dal fiume Mesta, dalla Tracia turca dal fiume Evro e dalla Tracia bulgara dalla catena dei Monti Rodopi. Una lingua di terra stretta fra il mare e le montagne, di cui la cittadina di Kavala – ultimo importante centro abitato della Macedonia orientale – è la sentinella d’ingresso. Fondata come porto della romana Filippi, conobbe il suo momento di massimo splendore sotto il sultano Solimano il Magnifico, che la dotò di un meraviglioso acquedotto le cui vestigia, lunghe 270 metri, sono ancora oggi ben visibili nel centro cittadino.
Da lì si sale verso Panagìa, il quartiere antico caratterizzato dalle case color pastello di fattura tipicamente ottomana e dominato dalla massiccia mole del castello, realizzato nel XV secolo sui resti di una preesistente acropoli di epoca bizantina; inutile dire che dall’alto della sua torre circolare la vista sulla città è davvero straordinaria. Scendendo verso il lungomare, s’incontrano superbe tracce architettoniche della dominazione turca come l’Imaret a diciotto cupole, oggi diventato un albergo di lusso, la Moschea di Halil Bey e la casa di Mehemet Alì.

Thassos
Da Kavàla a Thassos il passo è davvero breve. Poco più di un’ora di navigazione ed ecco l’isola più settentrionale di tutta la Grecia: una sorta di enorme uovo galleggiante nell’Egeo che offre spiagge di incantevole bellezza e imponenti tracce del suo passato. Per quanto riguarda le prime, la costa meridionale è senza dubbio la più dotata: grazie alla strada costiera che compie il periplo dell’isola è possibile frequentarle senza dover mettere alla prova le proprie abilità di camminatori.
Gli amanti della vita mondana e delle spiagge ben frequentate possono scegliere fra la sabbiosa Psili Ammos, a metà strada fra Astrìs e Potòs, o Paradise beach, il cui nome è tutto un programma, sul lato orientale; e ancora Metallia beach, ricavata sul sito di un impianto di estrazione del ferro abbandonato da tempo e particolarmente suggestivo quale esempio di archeologia industriale. Chi preferisce i luoghi più appartati può dirigersi verso Thymonia, adatta anche alla sosta notturna, Livadi, anch’essa ospitale per gli equipaggi in camper, Trypitì e soprattutto Kekes, priva di sabbia ma impreziosita da un’acqua davvero cristallina.
Alika e Giola
Da non perdere sono le due vere attrazioni balneari dell’isola, Aliki e Giola. La prima è una piccola penisola che si protende in mare parallelamente alla costa nei pressi del paesino omonimo, ed è caratterizzata dalla presenza di un sito archeologico davvero straordinario, sia per la ricchezza dei reperti che per la loro posizione.
Una camminata nel bel mezzo di una folta pineta permette di passare dai resti del tempio dedicato ad Apollo, il cui crepidoma è lambito dalle onde del mare, a quelli delle due basiliche paleocristiane realizzate nel V secolo dopo Cristo, fino alle tracce di un’antica cava di marmo pregiatissimo, oggi semisommersa in seguito ai tanti terremoti che nell’antichità si accanirono contro l’isola.
Giola invece è un bizzarro fenomeno geologico, anch’esso forse provocato da qualche movimento sismico, una sorta di piscina naturale scavata nella roccia in cui il ricambio dell’acqua è garantito da una piccolissima apertura sull’orlo.

Da Limenas a Maries
Se si vuole evitare la ressa è opportuno arrivare la mattina presto; tenete però presente che soltanto nelle ore centrali della giornata è possibile godere la pienezza dei suoi colori. Un altro importante insediamento archeologico si trova nell’animato capoluogo Limenas, punto di riferimento per qualsiasi necessità: nonostante la cura per il luogo sia piuttosto approssimativa, è possibile ammirare i resti dell’antica agorà, proprio accanto al museo archeologico, e poco distante quelli del piccolo teatro utilizzato ancora oggi; salendo per un ripido sentiero si arriva al luogo in cui si trovava l’acropoli, oggi occupato dalle vestigia pericolanti di una fortezza medievale.
Più spettacolare e gratificante la visita al monastero Archangelos, fra Astridas e Aliki, dove la locale comunità di suore è orgogliosa di mostrare la bella chiesa del XVI secolo e il meraviglioso panorama che si ammira dalle mura di cinta. La data della sua costruzione è ignota, anche se le prime testimonianze scritte risalgono agli inizi dell’Ottocento; ciò che si sa è che dipende spiritualmente dal monastero di Filotheos sul Monte Athos.
Per concludere la visita all’isola prevedete una puntatina al paesino di Maries e al suo laghetto artificiale: i più ardimentosi possono partire da lì per ascendere alla vetta dell’Ipsario (1.206 m), la più elevata di Thassos. Nell’entroterra è da vedere anche Theologos, capoluogo ai tempi dell’impero ottomano: il suo minuscolo centro offre scorci davvero suggestivi, come suggestiva è l’offerta dei tanti ristoranti specializzati in spiedo alla brace. Fitta è la rete di sentieri che si intrecciano nell’interno, molti dei quali percorribili in mountain bike; non a caso proprio a qui si svolge ogni anno una delle competizioni più importanti del paese riservate alle ruote grasse.
Xanthi e dintorni
Tornati sulla terraferma, dopo una doverosa tappa al sito archeologico di Filippi puntiamo verso il confine con la Bulgaria alla volta della cittadina di Drama. A una quarantina di chilometri si trova la grotta di Aggitis, scavata dall’omonimo fiume. Una moderna passerella di legno e acciaio consente di esplorarla per seicento metri visitando la Camera delle ruote, dove campeggia una gigantesca ruota meccanica installata nel XIX secolo per produrre energia, e la Sala dell’acropoli, il più grande ambiente ipogeo della Grecia.
La meta successiva è la città di Xanthi, capoluogo dell’omonima prefettura, il cui centro storico – caratterizzato dalla presenza di numerose case ottomane a graticcio, spesso inclinate a causa dei tanti fenomeni sismici verificatisi in zona – è un piccolo gioiello. Fra gli edifici spiccano le dimore dei signori dell’industria del tabacco, particolarmente florida nel XIX secolo, ma solo alcune di esse sono state restaurate e destinate a nuova vita.
Per ammirare la città in tutta la sua estensione e spingere lo sguardo oltre la costa fino all’isola di Thassos, è consigliabile uscire dal centro in direzione di Galani. Da qui una strada tortuosa, ma percorribile da mezzi di ogni dimensione, conduce fino a un belvedere da cui è possibile ammirare i meandri che il fiume Nestos disegna nella piana sottostante e fra le colline che digradano al mare. E poi via verso l’Egeo fino a raggiungere Avdira (Abdera): qui si trovano le rovine della città che diede i natali al filosofo Democrito, in parte inserite in un sito con accesso a pagamento e in parte distribuite sulle modeste alture circostanti.
Porto Lagos
Poco distante si trova il villaggio di Porto Lagos, costruito sulle rive del lago costiero di Vistonida, habitat naturale di numerose specie di uccelli. Molto suggestivo è il monastero di San Nicola, costruito su un isolotto collegato alla terraferma da un ponte di legno diventato una delle maggiori attrazioni fotografiche della zona.
Agli amanti del birdwatching suggeriamo però di spostarsi qualche chilometro più ad est fino all’area paludosa che si estende da Fanari a Strimini e al lago Ismarida: vi trovano rifugio specie come fenicotteri, pellicani, aironi, cormorani e mignattai, favoriti dalla mancanza quasi totale di insediamenti umani.

Alexandroupoli
Poco più ad oriente, in direzione di Alexandroupoli, è possibile visitare le rovine dell’antica Maroneia, fondata nel VII secolo da coloni di Chios e diventata trecento anni dopo una potenza commerciale grazie alla produzione del vino Maronio, particolarmente apprezzato dai Greci dell’epoca: fra i resti spiccano quelli del teatro e del santuario dedicato – ovviamente – a Dioniso, dio del vino; tutt’intorno tracce delle antiche mura e di costruzioni realizzate nel corso della sua lunga vita, dalla preistoria ai Greci, dai Romani ai Bizantini.
Mesimvria
Altro interessante sito archeologico è quello di Mesimvria, una ventina di chilometri ad est: del luogo colpiscono i basamenti delle mura risalenti all’epoca della fondazione, nel VII secolo avanti Cristo, le tracce del santuario di Demetra in cui venne ritrovato un ricco tesoro e soprattutto i resti di alcune abitazioni private. Impossibile fare il bagno nel mare antistante, visto che gran parte del fondale è occupato da una parte della città che, per qualche movimento sismico, si è inabissata secoli or sono insieme alle strutture portuali.
La vicina Alexandroupoli non offre grandi attrazioni, se non la sensazione di trovarsi in uno dei luoghi storicamente più travagliati della Grecia: la città infatti passò definitivamente al regno ellenico soltanto nel 1920, quando l’esercito la strappò ai bulgari che a loro volta l’avevano sottratta al controllo dei turchi. Il suo nome in origine era Dedeagaç, trasformato in quello attuale in onore del re Alexandros: le tracce del suo passato emergono un po’ ovunque, anche se nessuna di esse presenta peculiarità tali da giustificare quella deviazione che è invece indispensabile se si vuole salpare per Samotracia.
Feres
Ancora più a est, a pochissimi chilometri dal confine con la Turchia segnato dai meandri del fiume Evros, sorge Feres. Il monumento più noto è la chiesa della Panaghia Kosmosotira (la Madonna salvatrice del mondo), considerata uno dei più importanti monumenti bizantini dell’intera Grecia. L’edificio, risalente al XII secolo, è situato all’interno di un recinto appartenente ad un monastero ormai scomparso ed è stato edificato come miniatura della più famosa chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli.
La città costituisce inoltre una valida base di partenza per visitare due importanti siti naturalistici presenti sul territorio: il parco nazionale del Delta dell’Evros, per accedere al quale è necessaria la richiesta di uno speciale permesso, e la foresta di Dadià-Lefkimi-Soufli, nei Rodopi orientali, quasi al confine con la Turchia; quest’ultimo è dal 1980 una riserva naturale dove trovano rifugio specie rare di uccelli come l’avvoltoio monaco, qui presente con una trentina di esemplari, e l’aquila di mare. Proprio lassù hanno scelto di stanziarsi, in un territorio difficile, isolato, poco frequentato, selvaggiamente bello. Gli stessi motivi che spingono il viaggiatore desideroso di sensazioni forti ad affrontare tutta quella strada.
Informazioni pratiche
QUANDO ANDARE
La primavera e il primo autunno sono i momenti migliori per godere delle bellezze della regione senza temere il sovraffollamento; tuttavia anche in piena estate la Macedonia orientale e la Tracia rimangono un po’ ai margini rispetto agli itinerari più gettonati e non è raro trovarsi in perfetta solitudine in spiaggia o durante la visita a un sito archeologico. Diverso il caso di Thassos, meta sempre più gettonata in particolare dai turisti provenienti dalla Bulgaria e dagli altri paesi balcanici. D’estate il caldo non è quasi mai eccessivo e capita che qualche rovescio rinfreschi l’aria per qualche giorno.
COME ARRIVARE
Via terra si attraversano Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Macedonia; da Trieste al confine di Bogorodica (Macedonia del Nord) ci sono 1.170 chilometri, più altri 200 per raggiungere Kavala.
Per raggiungere Igoumenitsa il sistema più comodo e veloce è quello di imbarcarsi da uno dei porti italiani da cui quotidianamente fanno la spola le navi delle maggiori compagnie. Anek Lines Italia, Minoan Lines, Grimaldi Lines, Superfast Ferriese i centri prenotazione Netferry.it e Traghettilines.it riservano tariffe speciali agli iscritti a PLEINAIRCLUB.
Una volta approdati a Igoumenitsa si imbocca l’autostrada E90 Egnatia Odòs in direzione del confine con la Turchia: Kavala dista quasi 500 chilometri. Due i porti per l’isola di Thassos: da Kavala ci si può imbarcare sui traghetti della Thassos Ferries diretti a Prinos; da Keramoti partono le navi della Thassos Ferries, della Aneth Ferries e della Thassoslink con destinazione Limenas. Quest’ultima opzione è preferibile sia perché la traversata è più breve ed economica, sia perché le corse si svolgono con maggiore frequenza (thassoslink.gr, www.anethferries.gr e thassos-ferries.gr).
DOVE SOSTARE
Nelle aree interessate dal servizio non sono presenti aree di sosta specificamente dedicate ai veicoli ricreazionali. La sosta libera è generalmente tollerata, avendo cura di non fermarsi in zone già sovraffollate, soprattutto in alta stagione, e di evitare comportamenti poco rispettosi dell’ambiente circostante. Il nostro consiglio è di fare riferimento alle numerose strutture ricettive all’aria aperta presenti sul territorio, tutte dotate di servizi efficienti e generalmente meno costose di quelle italiane.
Di seguito segnaliamo quelle utilizzate dall’autore:
- Thassos Camping Pefkari, tel. 0030/25930/51190, camping-pefkari.gr. Posizionato direttamente sulla spiaggia omonima a cinque minuti a piedi dal centro del paese più vicino, è dotato di ogni servizio e ampiamente ombreggiato. Sull’isola sono presenti altre strutture fra cui scegliere la più adatta alle proprie esigenze.
- Avdira Natura Camping, tel. 0030/25410/51040, camping-natura.gr. Dotato di spiaggia privata, anche se il mare non è di quelli che si ricordano, offre tutti i servizi necessari.
- Kryoneri Camping Kryoneri, tel. 0030/25330/61133, www.kryonericamping.gr. 56 piazzole non tutte ombreggiate a dovere a 300 metri dalla spiaggia, con servizi nuovi ed efficienti.
- Kavala Camping Alexandros, Nea Karvali, tel. 0030/2510/316240, www.campingalexandros.com. Ampio e ben organizzato, è l’unico campeggio a breve distanza dalla città; prima di accedervi conviene informarsi preventivamente sui programmi per la serata, poiché la struttura accoglie con frequenza feste di matrimonio, con le conseguenze sulla quiete notturna che ciò può comportare.
- Alexandroupoli Camping Alexandroupolis, tel. 0030/25510/28735, www.tieda.gr. È il campeggio municipale, molto verde e ombreggiato, a poca distanza dal centro cittadino e dal porto da dove salpano le navi per Samotracia.
INDIRIZZI UTILI
- Visit Thassos, www.visit-thassos.com. Contiene indicazioni esaustive per la visita all’isola sia per quanto riguarda i principali luoghi di interesse sia per quanto riguarda le spiagge; per avere dettagli più precisi su questo ultimo punto si può fare riferimento anche al sito www.greeka.com/eastern-aegean/thassos/.
- Ente Turistico della Macedonia Orientale e Tracia, www.emtgreece.com/en. Sul portale è possibile scaricare una guida in formato pdf sulle maggiori evidenze del territorio; sono inoltre disponibili informazioni sulle modalità di visita dei parchi naturali del territorio e delle principali città.
- Ente Nazionale Ellenico per il Turismo, www.visitgreece.gr.
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