Lontana da mete più note, l’Albania è tutta da scopire. L’abbiamo girata in camper e trovata sorprendentemente accogliente. Incastonata tra Grecia e Montenegro è un sussegguirsi di sorprese, dal mare turchese della costa alla vivacità di Tirana.
L’ospitalità del Paese delle Aquile
L’aspetto più interessante di un viaggio in camper in Albania è probabilmente la possibilità di liberarsi dai pregiudizi. Innanzitutto, Shqipëri, il Paese delle Aquile, è un luogo sicuro. L’ospitalità è uno dei pilastri fondanti del Kanun, il codice morale di diritto consuetudinario che dal XV secolo regola la vita sociale e familiare albanese.
Tramandato oralmente per secoli e poi messo per iscritto, questo insieme di norme è sopravvissuto al dominio bizantino, a quello ottomano, alla dittatura comunista e persino alla crisi degli anni Novanta. Un sistema di valori capace di porsi al di sopra delle religioni praticate nel Paese, accomunate dal precetto “la casa di un albanese è di Dio e dell’ospite”.
Le regole della Besa, il codice d’onore albanese, prevedono che si rispetti la parola data e si faccia sfoggio di onestà. La vicinanza con lo Stivale è anche linguistica: un albanese su tre parla la nostra lingua, più della metà della popolazione ha dichiarato di amare l’Italia e un abitante su cinque ha visitato il nostro Paese.
“Se sei albanese e non hai almeno un parente in Italia sei orfano”, scherzano tra loro gli Shqiptarët. Troverete sempre qualcuno disposto ad aiutarvi, ad offrirvi informazioni, a tradurre per voi o accompagnarvi da qualche parte. E, spazio permettendo, nessuno vi vieterà la sosta in camper, diurna o notturna. Anzi, molti si prodigheranno per trovarvi un angolino nonostante il traffico.
La bandiera di Scanderbeg

Lungo la costa, a dire il vero, le aquile compaiono solo nell’onnipresente bandiera rossa con il rapace bicefalo, già simbolo dell’Impero Bizantino e poi stemma del condottiero e patriota Gjergj Kastrioti Skënderbeu (Giorgio Castriota Scanderbeg). Conosciuto come l’Atleta di Cristo, nel XV secolo riuscì a infliggere pesanti sconfitte all’esercito ottomano, sottraendo la regione al controllo del sultano. Oltre alla trascrizione del Kanun si devono a lui molte delle fortificazioni e delle cittadine storiche presenti lungo la fascia marittima.
Il profondo nord

A pochi chilometri dal confine con il Montenegro, Paese con cui condivide l’omonimo lago, Scutari (Shkodër) è considerata uno dei più antichi e autentici centri dell’Albania. La città è dominata dal castello di Rozafa (parcheggio in zona autobus, salita a piedi) ed è famosa per il ponte ottomano di Mes, perfettamente conservato (ottimo parcheggio gratuito, anche per la notte). Ma anche per il lungolago di Shirokë (pochi parcheggi oltre il paese), dove si assaggiano le rinomate anguille.
Le prime spiagge che s’incontrano sono quelle di San Giovanni Medua (Shëngjin) e Alessio (Lezhe), una costa incredibilmente cementificata che tuttavia nasconde due gioielli. Il primo è la Riserva naturale di Kunë-Vain-Tale (ingresso con possibilità di pernottamento e ottimi punti di osservazione), con stagni temporanei, lagune e pinete incredibilmente intatte. Il secondo è la spiaggia di Rana e Hedhun, la “Sabbia Buttata”, dove il vento crea grandi dune addossate alla falesia (parcheggio in fondo alla strada, nella pineta).
I castelli del Castriota

In direzione Tirana è presente una strada a scorrimento veloce a quattro corsie tuttora in fase di costruzione. Al momento del nostro sopralluogo l’unica uscita disponibile prima del bivio per Durazzo era quella di Fushë-Mamurras. Da qui è necessario proseguire su strade secondarie sino a Fushë-Krujë per imboccare la strada verso il castello di Kruja, la più grande fortificazione voluta da Scanderbeg, con il Museo Etnografico, il Museo Scanderbeg e un antico bazar (parcheggio a pagamento anche notturno, rumoroso per la sosta di autobus).
Verso il mare una lunga strada a tornanti conduce in circa un’ora alla fortificazione di Capo Rodoni (Kape i Rodonit), su un promontorio di arenaria costellato di piccole spiagge sabbiose. All’interno del Parco della Chiesa di Sant’Antonio, di proprietà della Comunità Francescana (ingresso a pagamento), è possibile pernottare in riva al mare godendosi una bella passeggiata sino al castello e ai numerosi bunker.
Oltre Tirana e Durazzo

Per chi viaggia a bordo di un camper la visita alla capitale Tirana potrebbe risultare un po’ complicata a causa del traffico intenso. Nondimeno la città sta compiendo numerosi sforzi per migliorare la qualità della vita e della mobilità. Prova ne sia la cura del verde, la presenza di numerosi parchi, la realizzazione di percorsi ciclabili che favoriscono gli spostamenti urbani in chiave green.
Piuttosto caotica è anche Durazzo (Durrës), che però offre alcuni camper-park (rumorosi e poco panoramici) nella zona del porto, a circa due-tre chilometri dalle principali attrattive: l’anfiteatro romano, la torre del V secolo e la grande moschea ottomana. Decisamente più agevole proseguire verso Kavajë e Lushnjë sulla strada a scorrimento veloce, lasciandola a Vilë-Ballaj, seguendo le indicazioni per la fortezza di Bashtovë, in un paesaggio rurale e pianeggiante. Il campeggio appena fuori le mura offre una possibilità di sosta.
Tirana, 3 mete da non perdere

Piazza Scanderberg
Cuore pulsante di Tirana, è pavimentata con marmi colorati provenienti da tutto il paese. Al centro campeggia la statua equestre dedicata all’eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderberg. Sulla piazza affacciano il Museo Storico Nazionale, attualmente chiuso per restauro, riconoscibile per il suo imponente mosaico sulla facciata.

Su un lato della piazza svetta la moschea ottomana di Et’hem Bey, un gioiellino di architettura islamica. Dietro alla moschea di nota la Torre dell’Orologio, da cui si gode una bella vista sulla città.
Piramide di Tirana

È stata inaugurata nel 1988 come mausoleo dedicato al generale e leader albanese Enver Hoxha. Dopo anni di abbandono l’edificio e il contesto in cui è inserito sono stati interamente ripensati e ristrutturati a opera dello studio di fama internazionale MVRD. Oggi è un moderno spazio multimediale, punto di ritrovo e contenitore di eventi.
Bunk’Art 1 e Bunk’Art 2
Situati all’interno di due ex bunker antiatomici collocati rispettivamente nella periferia e nel centro di Tirana, questi musei ripercorrono l’era del regime comunista in Albania e la storia della polizia segreta, offrendo un’esperienza immersiva e toccante.
Lagune costiere

Le aree protette delle lagune costiere rappresentano una delle grandi sorprese di questa costa non più selvaggia: ospitano una grande varietà di uccelli rari, in particolare fenicotteri e pellicani dalmati.
A Divjakë, oltre il fiume Shkumbini, si trova l’ingresso del Parco Nazionale della laguna di Karavasta, una fascia umida di stagni salmastri, antiche saline, dune e macchia mediterranea che ospita numerose colonie di fenicotteri e pellicani ricci.
Al centro visite una torre panoramica permette una vista a 360° e una coppia di pellicani si lascia ammirare abbastanza da vicino. Poco oltre il centro visitatori partono i sentieri che, al di fuori del periodo di nidificazione, permettono di avvicinarsi all’Isola dei Pellicani. Sulla spiaggia in fondo alla strada una passerella permette di osservare la tradizionale pesca all’anguilla (parcheggi e campeggi per la sosta).
Romani e bizantini

Ripresa la strada a scorrimento veloce, oltre Lushnjë si trova il monastero di Ardenicës (parcheggio gratui- to, solo diurno), uno dei più grandi e meglio preservati luoghi di culto ortodossi del Paese. Poco oltre Fier non si può mancare una tappa al Parco Archeologico di Apollonia, con il teatro, il tempio dell’acropoli, il piccolo museo e il monastero ortodosso di Santa Maria. Il sito è dotato di un ampio e comodo parcheggio dove è consentita la sosta notturna. Sulla costa, la foce del fiume Seman è un delta ricco d’acqua, con un alternarsi di spiagge libere e gestite, circondate da pinete: un ottimo posto dove scegliere tra i tanti campeggi o una sosta in natura.
Finestre sul passato

Prima di scendere ancora verso sud vale la pena di allontanarsi dalla linea costiera per visitare Berat, una delle più antiche città albanesi. Eretta su un’ansa del fiume Osum, è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco per la sua originale architettura. Le case del quartiere Kala e Mangalem, proprio sotto il castello, si contraddistinguono per le grandi finestre a bovindo, eredità dell’epoca ottomana e bizantina, che creano un curioso alternarsi di bianco e nero.

All’infuori dai numerosi campeggi sul fiume non è facilissimo parcheggiare (qualche spazio è presente nella zona autobus dell’acropoli), ma la passeggiata sui vicoli selciati del centro storico, tra i cortili nascosti e le grandi porte, vale lo sforzo.
La curiosità
L’albanese è una lingua indoeuropea a sé stante in uso principalmente in Albania, Kosovo e Macedonia del Nord. L’alfabeto è basato su quello latino con l’aggiunta di alcune lettere modificate come “ç” ed “ë”, e di digrafi come dh, gj, ll, nj, rr, sh, th, xh, e zh per rappresentare suoni specifici che possono risultare inusuali per un parlante italiano: come “dh” (simile al “th” inglese di “the”) e “th” (simile al “th” inglese di “thanks”).
Valona e le falesie del sud

Prima di arrivare alla caotica Valona (Vlorë), uno sterrato sul bordo della laguna e della salina di Narta conduce alla spiaggia di Hidrovor Beach, uno dei pochi tratti di litorale e non cementificati, dove hanno ripreso a nidificare le tartarughe marine. Il minuscolo centro storico in mattinata ospita un pittoresco mercato, ma il problema del traffico non è da sottovalutare. Da vedere il monastero di Zvërnec, che si raggiunge con una lunga passerella in legno sulla laguna partendo da un affollato parcheggio sulla costa.
Sul lungomare di Orikum sono presenti dei parcheggi a pagamento; è l’unico accesso per la penisola di Karaburun, affacciata sul canale di Otranto: un promontorio che la presenza militare ha preservato intatto, visitabile in barca durante il giorno.

Subito a sud, una lunga galleria conduce alla Green Coast tra Himarë e Saranda, dove il paesaggio cambia completamente. Abbandonate le lunghe spiagge sabbiose di pianura, con pinete e lagune, si è accolti da una ripida falesia bordata di minuscole baie dall’acqua cristallina. Purtroppo quello che doveva essere un paradiso è stato recentemente deturpato dalla proliferazione edilizia e dalla privatizzazione, che ha reso inaccessibile gran parte del litorale. Resta l’eccezione, in bassa stagione, del piccolo castello e della baia di Porto Palermo.

Anche la bella costa di Saranda non si è salvata dalle speculazione edilizia e dal traffico, diventando poco adatta al turismo itinerante in estate. Vale tuttavia la pena di attraversare la città per raggiungere il Parco Nazionale di Butrinto, al cui interno è presente un’area archeologica con i resti di un’antica città romana con teatro, agorà e basilica (parcheggio all’ingresso, purtroppo spesso completo). Il profilo di Corfù che si staglia di fronte e la vicinanza al confine non lasciano dubbi: la Grecia è vicina. Ma questo è un altro viaggio.
Marine litter

Con questo termine vengono definiti i rifiuti dispersi nell’ambiente marino, e la costa albanese purtroppo si segnala per il forte inquinamento da plastica. La questione è recente: la crescita economica ha moltiplicato i prodotti usa-e-getta e gli imballaggi monouso, soprattutto per le bibite, senza che sia stata istituita non solo la differenziazione, ma nemmeno una reale raccolta rifiuti. Difficile smaltire la propria spazzatura: i cassonetti già straripanti non vengono quasi mai svuotati. Unica soluzione è agire il più possibile all’origine, sfruttando la vendita sfusa di mercati e botteghe e facendo utilizzo di buste, bottiglie e contenitori riutilizzabili.
Sulle rotte dei Fenici
Anche l’Albania offre la possibilità di seguire una delle Smart Ways create dall’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa La Rotta dei Fenici. Uno dei luoghi simbolo di questa proposta è il Parco nazionale di Butrinto: un luogo ricco di suggestioni archeologiche, naturalistiche, paesaggistiche. All’ombra della sua rigogliosa natura è possibile scoprire i mille tesori dell’area protetta, strettamente legata all’Italia anche grazie ai numerosi archeologi del nostro Paese che hanno contribuito alla sua scoperta e valorizzazione.
L’Albania conserva altri importanti siti archeologici di livello internazionale, come Apolloni, Byllis, Finiqi, Amantia, Antigonea, senza dimenticare l’anfiteatro di Durazzo. Un’opportunità per gli amanti della cultura antica anche per entrare in contatto con la cultura locale e la gastronomia albanese.
Non ultimo, da Butrinto è possibile raggiungere facilmente in traghetto la greca Corfù, sede di un’altra Smart Way che prenderà forma a breve grazie al progetto EcoSeaRoutes sulle antiche rotte nautiche del Mediterraneo.

Come arrivare
Il tragitto via terra prevede il transito lungo le coste di Croazia e Montenegro. In alternativa, Grandi Navi Veloci e Ventouris Ferries collegano Bari a Durazzo; Adria Ferries serve anche la linea Ancona-Durazzo; A-Ships Management e Star Lines sono attive sulla rotta Brindisi-Valona.
Dai un’occhiata agli sconti che le compagnie marittime applicano agli iscritti al PLEINAIRCLUB!
Viaggiare in Albania in camper
Prima di affrontare un viaggio in Albania in camper va fatta qualche considerazione . Al di là delle situazioni di affollamento estivo, che ad agosto possono diventare soffocanti, viaggiare in Albania in camper lungo la fascia costiera albanese è piuttosto semplice. Negli ultimi dieci anni la rete stradale è stata ammodernata: da Scutari a Valona c’è una statale scorrevole che da Fushe-Krujë diventa un’autostrada gratuitaa quattro corsie in direzione sud. La cartellonista segue quella italiana e riporta quasi sempre il toponimo anche nella nostra lingua.
Fuori da Tirana e dalle principali cittadine il traffico è tranquillo. I distributori di carburante sono frequenti e dotati spesso di prese d’acqua (non sempre potabile). Ovunque si trovano lavazh (autolavaggi) che possono rappresentare un’ottima alternativa per il rifornimento idrico.
È importante ricordare che la maggior parte delle assicurazioni italiane non coprono il territorio del Paese: si rende necessario stipulare un’assicurazione RC Auto temporanea appena passato il confine, rivolgendosi a uno dei piccoli uffici disposti lungo la strada. È facile rifornirsi di gasolio e benzina nei numerosi distributori, dove si può effettuare generalmente il carico di acqua, non sempre potabile. Solo i campeggi veri e propri (piuttosto rari) hanno il pozzetto o offrono la possibilità di svuotare la cassetta del wc.
Documenti
Per soggiorni sino a 30 giorni è sufficiente la carta d’identità. La tessera sanitaria italiana non copre le prestazioni mediche ed ospedaliere, nemmeno in pronto soccorso: è consigliabile dotarsi di un’assicurazione sanitaria per la durata del viaggio. Anche per l’assicurazione del veicolo è necessario stipulare una polizza temporanea in frontiera. La patente italiana è valida.
Lingua e valuta
La lingua ufficiale è l’albanese; diffusissimo l’italiano. La cartellonista riporta quasi sempre il doppio nome italiano e albanese. La moneta ufficiale è il lek, non convertibile fuori dall’Albania. L’euro è accettato ovunque, generalmente con un cambio arrotondato di 100 lek per 1 euro. I pagamenti con carte di credito sono piuttosto difficili fuori dalle località turistiche.
Soste e campeggi
Per chi viaggia in Albania in camper è utile sapere che la sosta camper è generalmente tollerata nei parcheggi, anche per il pernottamento. Le principali attrattive turistiche e i parchi naturali offrono quasi sempre ampi spazi di sosta, spesso vigilati. Lungo la costa e sulle spiagge sono presenti numerosi parcheggi con presa d’acqua e allaccio alla corrente, e alcuni campeggi con qualche struttura in più (docce, bar, alimentari). I parcheggi e i punti sosta utilizzati dall’autrice nel corso del suo sopralluogo sono riportati nel testo dell’articolo. Di seguito indichiamo tre strutture ricettive albanesi presenti nella Guida Internazionale dei Campeggi Acsi.
- Omarë Lake Shkodra Resort, convenzionato ACSI
- Shkodër Camping Legjenda, convenzionato ACSI
- Himarë Moskato Camping, convenzionato ACSI
Cosa visitare
Non sono poche le attrazioni per chi decide di affrontare un viaggio in Albania in camper.
- Scutari Castello di Rozafa, aperto tutti i giorni ore 9-19.
- Lezhë Centro visite Riserva naturale di Kunë-Vain-Tale, aperto ore 9-18.
- Krujë Castello di Kruja Giardini della fortezza e bazar gratuiti e sempre aperti.
- Museo Etnografico e Museo Scanderbeg ingresso 4 euro, aperti ore 9-18.
- Capo Rodori, accesso camper costo 10 euro, aperto ore 9-18 comprensivo di pernottamento vigilato.
- Kavajë Fortezza di Bashtova, chiusa temporaneamente al momento del sopralluogo.
- Lushnje Parco nazionale di Divjakë-Karavasta, Centro Visite e torre panoramica aperti ore 9-18, ingresso 1 euro.
- Pojan Parco Archeologico di Apollonia, aperto ore 9-18, ingresso 4 euro più 6 per il Museo Archeologico.
- Butrinto Parco Archeologico di Butrinto, aperto ore 9-18, ingresso 10 euro.
Sapori di Shqipëria

Non aspettatevi di trovare supermercati o centri commerciali: in Albania la spesa si fa ancora al mercato ortofrutticolo, al forno o presso le piccole ma ben fornite macellerie. Fra i piatti tipici nazionali ci sono il byrek, la sfoglia croccante ripiena di formaggio, spinaci e carne, lo stufato di pecora cotto nel tavë (coccio), spesso con lo yogurt (tavë kosi), le polpette (qofte) e il kukurec, lo spiedino di interiora d’agnello.
testo di Federica Botta
Ti è piaciuto questo itinerario in Albania in camper?
