Non ti sei mai avventurato in Repubblica Ceca in camper? Il paese non è solo la Capitale Praga, città dal fascino indiscusso ma un mosaico di ambienti: dai paesaggi montani alle cittadine dalle architetture colorate, dai castelli da fiaba ai palazzi della lista Unesco. Siamo andati a scoprire la regione di Zlín, vicina al confine con Polonia e Slovacchia, che svela un inatteso mix di attrazioni e un’accoglienza calorosa verso il turista en plein air.
Zlín, la città di Tomaš Bat’a

Zlín sarebbe un’anonima città della Moravia orientale se nel 1876 non avesse dato i natali a Tomaš Bat’a. La città è il capoluogo della regione a cui dà il nome, che si estende grosso modo fra le città di Brno e Ostrava e il confine con Polonia e Slovacchia. A differenza di quello che si potrebbe pensare, non si tratta di un distretto dalla chiara impronta industriale: si trovano qui eleganti borghi dalle architetture curate, monumenti entrati a far parte del patrimonio dell’umanità dell’Unesco e contesti naturali che reggono il confronto con le montagne più celebrate dei dintorni. Motivi che valgono un viaggio in camper da queste parti, potendo contare su un’accoglienza calorosa e cordiale.
Chi era Tomaš Bat’a

Discendente da una famiglia di calzolai da otto generazioni, diede vita in breve tempo a una delle più grandi multinazionali nella produzione di calzature. Fu un imprenditore visionario e rivoluzionario, tanto che le sue politiche sociali e salariali, mirate alla ricerca di un equilibrio fra profitto e solidarietà, ebbero un riflesso anche nell’urbanistica della città. Non a caso oggi gli esperti parlano di “architettura Bata” per intendere quel funzionalismo architettonico che si declina attraverso una sapiente combinazione di acciaio, vetro, mattoni e cemento.
Tomaš Bat’a, che era arrivato al successo producendo scarpe di tela per le truppe impegnate nella Prima Guerra Mondiale, fece costruire ai propri dipendenti case, scuole e ospedali, oltre all’opificio che ancora oggi costituisce una sorta di monumento al suo ideatore. Colpisce il Bat’°uv mrakodrap, il grattacielo di Bat’a, caratterizzato dalla presenza di un ascensore-ufficio con tanto di scrivania e vetrine: alto sedici piani, svetta in mezzo a palazzine realizzate nello stesso stile, fra cui l’edificio che ospita un museo dedicato al fondatore.
A Kroměříž una magnifica residenza

Il Palazzo Arcivescovile di Kroměříž, situato a circa sessanta chilometri a sud di Brno, ha stupito chiunque l’abbia visitato nel corso dei secoli. La struttura originale tardo-quattrocentesca venne rimaneggiata nella seconda metà del Seicento, quando assunse la conformazione che lo caratterizza ancora oggi. Si tratta di un esempio magistrale di residenza principesca barocca arricchita dalla magnificenza dei giardini, che mescolano influenze italiane e olandesi, e dall’opulenza delle decorazioni interne. La visita guidata dura all’incirca un’ora e consente di ammirare la Sala dei Congressi alta 16 metri, utilizzata per alcune scene del film Amadeus di Miloš Forman.
Dalla Sala del Consiglio si gode un’impareggiabile prospettiva sui giardini. La pinacoteca è ricca di opere d’arte, la torre è alta 84 metri e raggiungibile attraverso una scala di 206 gradin. E soprattutto la biblioteca vanta circa 90.000 volumi, tra cui 169 incunaboli. Da non perdere il giardino (Květná zahrada), considerato il precursore di quello realizzato a Versailles: per ammirarne le perfette geometrie conviene salire sulla parte superiore del colonnato che lo racchiude in buona parte.
Buchlovice e i due castelli

Si viene fino a Buchlovice per ammirare le eleganti architetture barocche del suo maniero, collocato nel bel mezzo del villaggio; da non confondere con quelle più austere del castello di Buchlov, di origine medievale.

Alla fine del XVII secolo Jan Dětřich di Petřwald ne assegnò la realizzazione all’architetto Domenico Martinelli, che si ispirò allo stereotipo della villa italiana di tipo barocco. Ancora oggi si visitano le quindici sale e l’elegantissimo giardino. Stucchi, lampadari, maioliche e affreschi accompagnano il visitatore durante il percorso fra le stanze della residenza, mentre nel parco si ammirano decine di magnifici pavoni.
Holešov, il palazzo e l’antica sinagoga

Come gran parte delle città ceche, anche Holešov vanta il suo castello, realizzato nella seconda metà del XVII secolo. Un’importante attrazione è rappresentata anche dalle testimonianze della comunità ebraica che qui si insediò a partire dalla fine del Trecento e si sviluppò fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando l’Olocausto provocò la quasi totale scomparsa degli ebrei dalla città. La vecchia sinagoga, si salvò perché le sue architetture esterne erano – e sono tuttora – simili a quelle di un qualsiasi altro edificio. Il cimitero collocato nei pressi accoglie più di tremila tombe, le più antiche delle quali risalgono alla metà del XVII secolo.
Štramberk, un’esperienza particolare

Questa località, scenograficamente appoggiata alle pendici dei Monti Beskydy, con le sue piccole case in legno è definita “il presepe della Valacchia”. Nel cuore del centro storico attraverso stradine acciottolate si raggiunge la sommità del colle, dominata da una torre cilindrica di origine medievale. In passato apparteneva a un castello andato distrutto; oggi è un punto di osservazione da cui ammirare lo splendido paesaggio che si distende ai suoi piedi. Nel birrificio cittadino, dove si produce la celebre Trubač, è possibile godersi un bagno termale nella birra: un’esperienza davvero particolare. Chiunque arrivi qui non può evitare di assaggiare le orecchie di Štramberk, i tradizionali biscotti che vengono preparati nel giorno dell’Ascensione.
Si chiamano così perché la loro forma ricorda quella di un orecchio umano. Il motivo è legato a un cruento episodio accaduto nel lontano 1241, quando i Tartari attaccarono la Moravia. Gli abitanti di Štramberk si rifugiarono su un’altura vicina e misero in fuga gli assalitori rompendo le dighe di un bacino. Quando l’acqua si ritirò, gli abitanti scoprirono numerosi sacchi pieni di orecchie umane tagliate, destinate ad essere consegnate al Gran Khan come lugubre trofeo di guerra.
Modrá, l’insediamento fortificato

Nei pressi di Velehrad, a Modrá, si trova l’Archeoskanzen: si tratta della ricostruzione di un insediamento fortificato del periodo della Grande Moravia (IX secolo), realizzata sulla base dei reperti archeologici rinvenuti in loco. Nei pressi si trova anche il biotopo “Acqua viva”, all’interno del quale spiccano la piscina naturale – in cui è possibile rinfrescarsi nelle giornate estive – e lo stagno popolato da numerose specie di pesci: un tunnel di vetro consente di ammirare le loro evoluzioni subacquee.
Bat’a Kanal, una meraviglia tecnologica

In parte artificiale e in parte ricavato lungo il corso di fiumi, il Canale di Bat’a collega per 52 chilometri la città di Kroměříž a quella di Hodonín, al confine con la Slovacchia. Il progetto fu ideato da Jan Antonín Bat’a e realizzato fra il 1934 e il 1938 per trasportare la lignite dalla miniera di Ratíškovice alla centrale elettrica di Otrokovice, entrambe di proprietà della società calzaturiera. Danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e poi risistemato, rimase in servizio fino al 1972, anno in cui venne ufficialmente abbandonato.

Nel 1995 l’opera venne riaperta alla navigazione a scopi turistici sfruttando in parte anche il corso del fiume Morava; oggi è attraversato da una ventina di ponti, regolato da 13 chiuse e servito da 8 porti, mentre sulle sue rive corre una pista ciclabile lunga più di 80 chilometri. Numerose navi da crociera ne solcano le acque da nord a sud e viceversa, permettendo di godere in relax le bellezze del paesaggio moravo.
Velehrad, un centro spirituale

Nonostante il centro abitato non lasci trapelare alcun indizio, Velehrad è una delle località più ricche di storia della Repubblica Ceca. Qui sono stati recuperati interessanti reperti archeologici che testimoniano la sua frequentazione fin dal quinto millennio avanti Cristo. E qui sorge uno dei maggiori centri spirituali del paese, il monastero con l’imponente basilica dedicati all’Assunzione della Vergine Maria e ai Santi Cirillo e Metodio.
Agli inizi di luglio, nel giorno della festa dei due santi, Velehrad ospita un grande pellegrinaggio che vede accorrere migliaia di fedeli. Da qui i fratelli Cirillo e Metodio, provenienti da Salonicco, iniziarono nell’863 la predicazione cristiana in Moravia. Il monastero venne fondato nel XIII secolo dal margravio Vladislav Heinrich, ma l’attuale aspetto barocco è dovuto alla sua ricostruzione dopo un incendio che lo distrusse nel 1681. Chiuso dal governo comunista, venne riaperto a furor di popolo nel 1985, quando il pellegrinaggio nazionale, seppure vietato, si trasformò in una manifestazione contro il regime.
Monte Hostýn, la leggenda dei Tartari

La cima del Monte Hostýn, a breve distanza dalla cittadina di Bystřice, è meta dei pellegrini in visita alla basilica dell’Assunzione della Vergine Maria. Secondo una leggenda la Madonna, durante un assedio dei Tartari, fece sgorgare un potente getto d’acqua dalle viscere della montagna e contribuì alla cacciata del nemico.
Partendo dalla basilica, caratterizzata dalla presenza di due campanili e di un mosaico della Madonna da 260.000 tessere, si può ripercorrere un’affascinante Via Crucis con tredici cappelle in stile liberty. Una passeggiata fuori dall’ordinario che permette di apprezzare la bellezza della natura circostante. Per arrivare in vetta bisogna lasciare il mezzo nei parcheggi a valle e salire con le navette: un accorgimento necessario per salvaguardare il delicato ecosistema del territorio.
Pustevny, il liberty colorato

È la località più visitata dei Monti Beskydy, la catena che si snoda tra Repubblica Ceca e Slovacchia. In tempi antichi questo fu un luogo di ritiro e preghiera, come suggerito dal nome (Pustevny significa eremo). Fino al 1890 qui non esisteva nessun edificio. Le prime abitazioni furono costruite ispirandosi alle case in tronchi dei Carpazi e all’edilizia popolare della Valacchia. Nacquero così i primi rifugi in legno dipinti a tinte vivaci: edifici unici che aprirono la strada al cosiddetto stile liberty colorato, ancora oggi apprezzato dalle migliaia di visitatori che arrivano in auto o in seggiovia. Una volta giunti in vetta si apre un’ampia gamma di opzioni per passeggiate di grande effetto.

Da non perdere il sentiero di Valaška, che parte dalla stazione a monte della seggiovia e prevede il passaggio sul ponte di corda sospeso più lungo d’Europa. Esso conduce poi a una torre panoramica di grande effetto, in particolare nella parte finale, costituita da una passerella con il pavimento vetrato sospesa nel vuoto. In alternativa si può imboccare il facile sentiero che in un’ora e mezza conduce in cima al Monte Radhošt. Lì secondo una leggenda locale, abiterebbe Radegast, dio pagano della guerra, della vittoria, del sole e dell’abbondanza. La meta è rappresentata dalla cappella dei santi Cirillo e Metodio, da cui si gode uno splendido panorama sulla valle sottostante.
Memorie in movimento

Suddiviso in tre parti distinte e visitabili separatamente (“Le piccole città di legno”, “Il villaggio valacco” e “La valle dei mulini ad acqua”), il Museo all’aperto di Rožnov pod Radhoštěm raccoglie decine di edifici, alcuni originali e altri riprodotti fedelmente. A intervalli regolari alcuni figuranti in costume rappresentano momenti della vita quotidiana del passato, mantenendo viva la memoria di eventi folkloristici e tradizioni millenarie.
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Come arrivare

La distanza dal passo del Brennero a Kromeríž, la prima località in terra ceca toccata in questo itinerario, è di circa 700 chilometri. La lunghezza complessiva degli spostamenti sul territorio visitato è più o meno di 350 chilometri.
Strade e pedaggi
In Repubblica Ceca sono soggette al pagamento del pedaggio tutte le autostrade e alcune strade definite di “prima categoria”. Consulta l’elenco. Dal gennaio del 2021 è entrato in vigore il bollino autostradale elettronico, acquistabile online sul sito ufficiale o presso stazioni di servizio e chioschi di confine. Il costo varia da 310 corone (circa 12 euro) per il bollino da 10 giorni, a 440 (17 euro circa) per quello di un mese, fino a 1.500 (60 euro) per l’abbonamento di 14 mesi. Si ricorda, inoltre, che per accedere alle strade a scorrimento veloce dell’Austria occorre applicare sul parabrezza del veicolo l’apposita vignette, acquistabile presso le stazioni di servizio di confine.
Sosta camper
Le opportunità di sosta in Repubblica Ceca sono diffuse e numerose, anche grazie alla distribuzione capillare dei campeggi. A seguire l’elenco dei siti utili per visitare le località citate nel servizio.
- A Kromeríž c’è Cyklokemp Kromeríž (49°17’17”N, 17°24’45”E). In alternativa è possibile sfruttare alcuni parcheggi gratuiti in Švabinského nábreží 19, una strada poco trafficata a poche centinaia di metri dal centro (49°18’01”N, 17°24’08”E).
- A Buchlovice c’è Auto Camp Smradavka (49°04’46”N, 17°19’02”E), è piuttosto spartano, ma dotato di tutti i servizi essenziali.
- A Štramberk puoi sostare al Kemp Štramberk (49°35’38”N, 18°05’42”E), situato a un paio di chilometri dal centro cittadino; in alternativa c’è un ampio parcheggio isolato e tranquillo a Hranicky, più vicino alla partenza di alcune escursioni (49°35’20”N, 18°07’40”E).
- Frenštát pod Radhoštem Autokemp Frenštát (49°33’09”N, 18°12’12”E) elegante e curato, con ottimi servizi.
- A Velehrad c’è il Kemp Velehrad (49°07’07”N, 17°22’48”E). Piccolo e curato campeggio alle porte della cittadina. In alternativa c’è un ampio parcheggio gratuito davanti all’Archeoskanzen, a un chilometro dalla basilica (49°06’09”N, 17°24’36”E).
- A Spytihnev c’è il parcheggio gratuito e tranquillo nei pressi del porticciolo fluviale che si affaccia sulla Morava, nel tratto finale del Bata Kanal, su fondo erboso, privo di servizi
(49°08’05”N, 17°30’04”E).
Per organizzare il tuo viaggio in Repubblica Ceca in camper il punto di riferimento è l’Ente Nazionale Ceco per il Turismo ricco di informazioni e razionalmente suddiviso per territori e tipologie di attrazioni. Assai ricco e accurato anche il sito dell’Ufficio Turistico della Moravia meridionale.
testo di Gianluca Ricci