Con un van a noleggio da Parigi alle spiagge dello sbarco degli Alleati passando per Le Mont-Saint-Michel. Nell’ottantesimo anniversario del D-Day puntiamo la prua in Normandia tra antiche abbazie, castelli fortificati, cittadine costiere e falesie mozzafiato
Indice dell'itinerario

Siamo sempre stati affascinati dalla più defilata delle regioni francesi. La costa della Normandia sprigiona un fascino magnetico, con il mare impetuoso che s’infrange sulle bianche scogliere a picco sull’Atlantico. Le spiagge di sabbia che raccontano una pagina della storia recente, lo sbarco degli Alleati del 6 giugno 1944, hanno sempre stuzzicato la nostra curiosità; quest’anno, poi, ricorre l’ottantesimo anniversario del D-Day: quale occasione migliore per viaggiare in camper e ripercorrere alcuni degli scenari più noti della Seconda Guerra Mondiale?

Optiamo per la formula fly & drive: abbiamo solo quattro giorni a disposizione per organizzare al meglio un roadtrip che mette insieme storia, natura, cultura e gastronomia. La nostra scelta, che si rivelerà azzeccata, è atterrare in uno degli aeroporti di Parigi e noleggiare un van, soluzione agile e comoda per affrontare una vacanza on the road di pochi giorni e con soste frequenti.

Colmi di aspettative per questa nuova avventura ci imbarchiamo a Fiumicino alla volta di Parigi Orly. Ritiriamo il camper sotto un cielo plumbeo nella sede di noleggio più vicina all’aeroporto, ed eccoci lungo la A11 alla volta di Le Mont Saint-Michel e le spiagge della Normandia.

Le Mont Saint-Michel, una piramide sul mare

Uno squarcio di azzurro fra le nuvole crea un suggestivo gioco di luci sull’isolotto di Le Mont-Saint-Michel, sospeso fra terra e mare. Da Parigi Orly ci sono volute circa tre ore e mezzo di guida per arrivare fino alla costa settentrionale francese, nella regione della Bassa Normandia, al confine con la Bretagna. Il susseguirsi di sabbia, polder e pascoli erbosi punteggiati da pecore crea un paesaggio unico.

Non si può che restare impressionati dall’ampiezza delle maree e dalla varietà di ambienti naturali: in dodici ore si passa da un luogo arido e desertico a un’infinita prateria verde solcata da canali. Non stupisce che l’intera isola, con l’abbazia benedettina dalle forme gotiche che sembra uscita da una fiaba, sia inclusa dall’Unesco nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Victor Hugo la definì “una piramide sul mare”, descrivendo il fenomeno delle maree che rendono l’isola accessibile solo tramite un ponte-passerella durante la bassa marea o via mare con l’alta marea.

Superato il ponte si entra nel borgo fortificato cinto da mura medievali e si inizia la salita verso l’abbazia posta sulla sommità del monte. Secondo la tradizione la prima chiesa fu fondata all’inizio dell’VIII secolo, dopo che al vescovo di Avranches apparve in sogno l’arcangelo Michele. Il culto del santo, ampiamente diffuso in tutta Europa fin dall’antichità, ha fatto di Le Mont Saint-Michel, sede di una comunità benedettina dal 966, una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità.

Da non perdere il chiostro e l’annessa abitazione dei monaci, eccezionale esempio di gotico normanno. Vale la pena gironzolare nel borgo fino al calar della sera: una cena a Les Terrasses de la Baie, da cui si gode una magnifica vista sulla marea che avanza, rende indimenticabile la prima tappa del viaggio.

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Étretat, tra le bianche scogliere

Per apprezzare al meglio la vista mozzafiato sulle falesie della Côte d’Albâtre suggeriamo di scegliere le prime ore della mattina o il tramonto. La strada che sale dal paese di Étretat costeggia prima un campo da golf e poi in sequenza i tre archi a picco sul mare. Non resta che sdraiarsi su un prato e godersi lo spettacolo che si apre sulla Manica, coccolati dal suono del mare e dai versi degli uccelli marini. Vale la pena fare un salto a Les Jardins d’Étretat, che offrono una vista eccezionale sulla famosa scogliera Aiguille. Le sculture vegetali create dall’architetto paesaggista Alexandre Grivko che digradano verso il mare regalano uno splendido colpo d’occhio.

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D-DAY tour

Les Braves

Omaha Beach 

Omaha Beach è una delle cinque spiagge del D-Day, una delle più grandi operazioni militari della storia. Il 6 giugno 1944 gli Alleati arrivarono sulle coste della Francia per aprire un secondo fronte in Europa. Il litorale fu diviso in settori e i nomi in codice delle spiagge (Utah Beach, Gold Beach, Juno Beach, Sword Beach e Omaha Beach) vennero scelti dai comandanti dell’operazione.

Monumento ai caduti

Les Braves (“i coraggiosi”) è un’installazione composta da tre stele d’acciaio simili a vele che simboleggiano la speranza, la libertà e la fraternità. Un’opera realizzata nel 2004 dall’artista francese Anilore Banon per celebrare il sessantesimo anniversario dello sbarco.

Cimitero Militare Americano

A pochi minuti di strada dal monumento ai caduti, a Colleville-sur-Mer, il grande prato verde con file infinite di croci bianche  – sono 9.386 – perfettamente allineate ricorda le vittime americane che hanno perso la vita in questi lidi per portare a termine l’Operazione Overlord. 

D-Day Omaha Museum  

Per comprendere le dinamiche e le tecniche di guerra utilizzate a Omaha Beach bisogna recarsi al Musée D-Day Omaha a Colleville-sur-Mer, a due passi dalla spiaggia. Qui sono custoditi reperti originali e ricostruzioni di situazioni reali in tempo di guerra conservati nell’edificio militare americano.  

Pointe du Hoc

Tra Omaha Beach e Utah Beach, è una tappa obbligata per comprendere l’inferno di quella notte. Un luogo disseminato di immensi crateri dove caddero le bombe lanciate dagli Alleati. Si può camminare lungo le fortificazioni ma non avvicinarsi alle scogliere, che l’erosione ha reso particolarmente pericolose.

Cimitero Militare Tedesco

In località La Cambe una mesta distesa di croci nere invita a riflettere sull’assurdità delle guerre e sull’importanza di trovare pacifiche soluzioni ai conflitti. Tra il cimitero e la vicina strada statale sorge il Giardino della Pace, con più di mille alberi – ciascuno dei quali reca il nome del donatore su una piccola targa – che formano con il vicino cimitero un insieme unico al mondo.

Per visitare in camper altri luoghi oltre alle spiagge della Normandia, scopri di più sul sito dell’Ente del Tursimo Francese.

Bayeux, la città dell’arazzo

Bayeux merita una tappa già solo per la cattedrale di Notre-Dame, splendido esempio di architettura normanna. Si dice che il vescovo Odon de Conteville commissionò il ricamo dell’arazzo, considerato un capolavoro del Medioevo, per decorare la navata. Il manufatto racconta in immagini la storia della battaglia di Hastings del 1066, evento decisivo nella conquista normanna dell’Inghilterra che ebbe come protagonisti Guglielmo I duca di Normandia e Aroldo II d’Inghilterra.

An old watermill in Bayeux, France

Oltre seicento figure sono ricamate con fili di lana colorati e con dovizia di particolari su una tela di lino lunga più di 68 metri. Per continuare il tour nei luoghi dello sbarco è interessante il Musée Mémorial de la Bataille de Normandie, con la ricostruzione degli eventi che si svolsero nell’estate del 1944.

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Honfleur, la città dei pittori

Quest’anno la Normandia celebra i 150 anni del movimento pittorico impressionista: tra le mete da non perdere c’è il centro medievale di Honfleur con le sue magiche atmosfere. Non stupisce che numerose gallerie espongano ancor oggi tele dei maestri del passato e della scena artistica contemporanea. Velieri e barche ormeggiati nel porto antico formano un quadretto suggestivo soprattutto all’imbrunire.

Honfleur

Per apprezzare questa tranquilla cittadina non resterà che perdersi nelle stradine acciottolate del Vieux-Bassin, entrare nei bistrot e gustare la cucina tipica, dalla gustosa zuppa di pesce alle immancabili ostriche.

L’avventura volge al termine e iniziamo il viaggio di rientro verso il deposito del van e l’aeroporto di Orly. Lungo la strada per Rouen pranziamo ai margini di un campo di papaveri, godendo il silenzio della campagna interrotto soltanto dal frinire delle cicale. Anche di queste emozioni è fatto il viaggio in libertà.

La chiesa bucata

L’abbazia di Jumièges, o quel che ne resta, è la testimonianza di uno dei più antichi monasteri benedettini presenti in Normandia. Il complesso – le cui forme ricordano quelle dell’abbazia cistercense di San Galgano, nel Senese – fu fondato nel VII secolo da San Filiberto e più volte distrutto. 

Victor Hugo la definì la più bella rovina di Francia: con le bianche torri alte 46 metri è uno splendido esempio di arte romanica a pochi passi dal placido corso della Senna.

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Dove sostare in camper tra le spiagge della Normandia

  • Le Mont-Saint-Michel Sono presenti grandi parcheggi aperti dalle 8 alle 22 per tutti i tipi di veicoli a circa tre chilometri di distanza dall’isola. Da qui si arriva al monte con la navetta, in bici o a piedi.
  • Beauvoir le Mont-Saint-Michel – 3 les Brèches Parcheggio riservato ai camper dotato di 9 piazzole. Costo 20 euro al giorno, a 300 metri da negozi (panetteria e pasticceria, bar tabacchi, ristoranti); da qui si può raggiungere facilmente Le Mont-Saint-Michel a piedi o in bicicletta attraverso la pista ciclopedonale lungo il Couesnon; Camping du Mont-Saint-Michel, Route du Mont-Saint-Michel, www.camping-montsaintmichel.com. Aperto da aprile a fine settembre, è il campeggio più vicino all’isola.
  • Bayeux Sono disponibili ampi parcheggi poco fuori dal centro storico, a meno di un chilometro dall’abbazia; per la sosta notturna si può far conto sul Camping Municipal des Bords de l’Aure de Bayeux, Boulevard d’Eindhoven, www.camping-bayeux.fr/fr/accueil-sp1.ph; costo 23 euro servizi inclusi.
  • Equemauville Camping La Briquerie, 300 Route de Trouville, www.campinglabriquerie.com; costo 30 euro servizi inclusi.  

Dove mangiare

Bayeux Restaurant Bonbonne, 13 Rue Saint-Jean, www.restaurant-bonbonne.fr. 

Honfleur Restaurant L’Escale, 3 Rue de la Ville, lescalehonfleur.wordpress.com.

TESTO A CURA DELLA REDAZIONE FOTO DI EDOARDO BONI

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