Una vacanza in camper nel cuore verde delle Alpi Marittime, in Piemonte, dove si parlava occitano e si addentava un pane fatto di segale.
Indice dell'itinerario

Volete fare un viaggio tutto al femminile? Questo itinerario in Valle Gesso, nel cuore verde delle Alpi Mrittime, in Piemonte, è un viaggio da fare con le amiche. Con il camper e la bici al seguito.

«Devi volerci andare, in Valle Gesso», commentiamo mentre facciamo il punto sulla mappa nel piazzale della concessionaria dove abbiamo appena noleggiato un camper che ci accompagnerà in un remoto angolo della Granda. La strada che da Borgo San Dalmazzo sale pian piano di quota si sdoppia dopo Valdieri seguendo le due diramazioni principali del torrente – il Gesso della Valletta e il Gesso della Barra – che scendono dai versanti di Terme di Valdieri e di Entracque.

il centro storico di Valdieri

Qui valichi non ne ce sono; a meno di non avventurarsi a piedi sui passi del gruppo dell’Argentera, che annovera le vette più alte delle Alpi Marittime e il ghiacciaio più a sud dell’arco alpino, quello del Gelas. Diversa è la sorte delle due vallate confinanti, entrambe in comunicazione con la Francia: dalla Valle Stura di Demonte tramite il Colle della Maddalena si discende nella Valle dell’Ubaye; dalla Vermenagna si sale a Limone Piemonte e quindi al Colle di Tenda per continuare il viaggio verso sud lungo la Valle della Roja (al momento di andare in stampa la strada è ancora interessata da importanti opere di ripristino in seguito ai gravi danni causati lo scorso novembre dalla tempesta Alex).

Risiede nel selvaggio isolamento dei suoi boschi il segreto del fascino che conquistò tre generazioni di casa Savoia; inclusi Vittorio Emanuele III e la regina Elena, che fra le montagne della Valle Gesso ritrovava le atmosfere del suo Montenegro. A Sant’Anna di Valdieri, centro abitato dell’area protetta delle Alpi Marittime posto all’ombra dell’Asta Sottana, i reali avevano creato il loro buen retiro e le tracce si vedono ancora: lo sperduto paesino di lingua e tradizioni occitane si ritrovò d’un colpo ad avere ufficio postale, scuole e altri edifici che oggi sono al centro di un interessante progetto di rilancio del territorio tutto al femminile.

Valdieri, l’ archeoparco con la ricostruzione delle antiche abitazioni con tetti in paglia di segale

Il paese delle donne

Per saperne di più incontriamo Michela Formento, che da alcuni anni insieme alla sorella Marcella gestisce due strutture ricettive, la Casa Alpina e la Casa Regina; è stato per loro cosa spontanea creare una rete con altre quattro imprenditrici del luogo: Anna Rita Porcu, che gestisce la casa vacanze Bio Magia, Alessandra Borgnino, che ha dato vita all’Hosteria Regina, e Cinzia Damiano, titolare del negozio di alimentari I Bateur.

E ancora Cinzia Chiambretto alla guida della locanda Balma Meris, creata nell’antico asilo voluto dalla regina Elena: viene dalla pianura ma ha fatto di questo posto la propria casa, e offre una cucina tradizionale non solo ai suoi clienti ma anche ai camperisti della vicina area attrezzata (al momento di andare in stampa ci giunge notizia che non è più accessibile), che ricambiano la sua cortesia con l’efficacia del passaparola.

il centro faunistico

Anche l’antico edificio della guardia reale oggi è utilizzato come casa per ferie: «Quando l’abbiamo inaugurata gli abitanti del paese hanno collaborato dipingendo di rosso le persiane» spiega Michela. E prosegue: «Abbiamo cercato di creare dei collegamenti fra le realtà presenti nel territorio in punta di piedi, nel rispetto della comunità locale». Non si tratta solo di fornire posti letto ai turisti in cerca di paesaggi e aria buona, ma di tutelare gli abitanti del luogo e promuovere le energie del territorio e le sue tradizioni più antiche.

Come quelle legate alla storia dell’alpinismo, a cui è dedicata un’installazione all’ingresso del paese che celebra i protagonisti di memorabili ascese da queste parti. Come il ripristino dei sentieri che ripercorrono i luoghi dove si è combattuta la lotta partigiana contro il nazifascismo. E come l’Ecomuseo della Segale, che valorizza la cultura legata alla coltivazione di questo cereale: dal rito della battitura, che ancora oggi si rinnova nel periodo estivo dando vita a una suggestiva rievocazione, ai tetti in paglia che caratterizzano le architetture rurali poste lungo un percorso di visita dedicato.

A monte di Sant’Anna, Terme di Valdieri è l’antica stazione termale voluta da Vittorio Emanuele II (e la più alta d’Italia, a 1.370 m) legata allo sfruttamento delle acque sulfuree che sgorgano ad altissime temperature dal Monte Matto. Le Terme Reali, le piscine, l’albergo e il vicino ristoro sono in funzione soltanto nella bella stagione, in quanto la strada di accesso viene chiusa nel periodo invernale a causa del rischio valanghe. Punto di partenza per le escursioni verso il Rifugio Valasco, il luogo conserva altre tracce dei Savoia: fra queste la dimora alpina riservata a Rosa Vercellana, meglio nota come la Bela Rosin, amante e poi seconda moglie di Vittorio Emanuele II.

arrivo al rifugio Valasco

Più a valle, passaggio obbligato per chi arriva in Valle Gesso, Valdieri è l’abitato principale del territorio. Dal centro con una breve passeggiata si raggiunge la necropoli protostorica databile tra l’età del bronzo e la prima età del ferro. Ci troviamo alle pendici della Rocca San Giovanni e della Punta Saben, che ospitano l’omonima riserva naturale caratterizzata da peculiari endemismi come il ginepro fenicio, tipico della macchia mediterranea. Il vicino archeoparco propone invece le ricostruzioni delle abitazioni impiegate dalla popolazione coeva, animate da laboratori didattici.

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Ai piedi della diga

Intra aquas. Come suggerisce l’origine latina del toponimo, Entracque si trova nel bel mezzo di tre torrenti: il rio Colletto, il rio Busset e il Gesso della Barra. E le acque ci accompagnano nella passeggiata nel borgo (attenzione: vi è un divieto di transito ai veicoli ingombranti camper inclusi) che culmina in Piazza Giustizia e Libertà, su cui affacciano l’ottocentesco palazzo del Municipio progettato dall’architetto Gioacchino Rossi e la loggia del Mercato, mentre nel mezzo campeggia l’antica fontana ottagonale. Non lontano, una scalinata invita a raggiungere la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonino Martire, il cui sagrato è un balcone spettacolare verso la cima del Monte Aiera, la montagna simbolo di Entracque che sembra abbracciare il paese.

Piazza Giustizia e Liberta a Entraque

Gli interni in stile barocco conservano alcune significative testimonianze della cultura del luogo, come il Cristo che ogni cinque anni il Venerdì Santo viene portato in processione durante una sacra rappresentazione curata dai membri delle confraternite. Simbolo moderno di Entracque è invece l’impressionante diga della Piastra realizzata negli anni Sessanta del secolo scorso, contenente dodici milioni di metri cubi d’acqua; a cui un paio di decenni più tardi si è aggiunto un secondo sbarramento a 2.000 metri di altitudine, la diga del Chiotas, che ne contiene ventisette milioni.

Il Centro visite Luigi Einaudi permette di conoscerne le fasi di progettazione e costruzione con un interessante percorso di visita. Riscendendo verso valle s’incontra quello che, sotto la neve, diventa uno dei più importanti centri fondo delle Alpi Marittime; il camperista in cerca di tranquillità, dal canto suo, trova nelle vicinanze un’ampia area attrezzata.

L’escursione in e-bike

La luce del mattino filtra attraverso le tendine del camper mentre facciamo una sostanziosa colazione per prepararci a un bell’anello a pedali. Nel centro di Entracque ci attende Francesco Giraudo, accompagnatore cicloturistico CuneoAlps e titolare di un punto noleggio e-bike, che ha pronte per noi due biammortizzate con pedalata assistita: scopriamo con sorpresa che utilizzandole in modalità “eco” il compromesso tra assistenza e fatica ci soddisfa.

Il tour comincia con una lunga discesa per raggiungere prima l’area camper di Valdieri e poi il centro storico. Superata la necropoli seguiamo uno stretto sentierino affiancato da un canaletto fino ad incrociare la salita che porta al santuario della Madonna del Colletto. «Storicamente si ricorda come la zona in cui i primi partigiani avevano istituito un punto di ritrovo», ci racconta la nostra guida. «Dal punto di vista sportivo è invece uno dei tratti più rinomati del Giro d’Italia e una delle ultime salite della Granfondo La Fausto Coppi Officine Mattio.

le prelibatezze locali del ristorante Vecchio Mulino a Entraque

Oltre a rappresentare un collegamento con la Valle Stura, anche se nella stagione invernale la strada non viene sgomberata dalla neve quindi rimane chiusa». Superata l’area attrezzata per camper Real Park imbocchiamo un ampio sentiero fino a raggiungere Polifemo, installazione di land art realizzata grazie a un progetto finanziato dal Parco delle Alpi Marittime. L’occhio del ciclope – creato da una sezione di tronco di noce − è puntato sul ghiacciaio del Gelas, invitando a riflettere sull’allarme del riscaldamento globale che ne sta decretando la progressiva scomparsa.

Passiamo le piste di sci nordico, ora ricoperte di fiori primaverili, e sulla sinistra scorgiamo un ponticello che in pochi colpi di pedale porta al centro di Entracque e all’area di sosta per camper comunale. Noi invece puntiamo decise verso la diga sulla quale sono state allestite dieci vie di arrampicata artificiale che raggiungono il grado 6a; sulla sinistra invece si sviluppano tre vie naturali chiodate. Da qui è poca la strada che ci separa dai generosi taglieri di formaggi e salumi locali proposti dall’osteria Vecchio Mulino, posta – con grande soddisfazione dei viaggiatori itineranti – nei pressi della curata area di sosta: una sfiziosa pausa prima di attraversare in sella il centro storico e riconsegnare gli elettrici destrieri nelle mani della nostra guida.

Sant’Anna di Valdieri

Il rifugio di Vittorio Emanuele II

È Isi, la giovane e allegra pastore belga Malinois tenuta saldamente al guinzaglio dalla nostra guida Adriano Ferrero, a indicarci la via che dalle Terme di Valdieri sale fino a raggiungere il Pian del Valasco.

Al momento del nostro sopralluogo la strada carrozzabile che raggiunge il complesso termale era interrotta a causa dei danni dovuti alla tempesta Alex, ma per l’arrivo della bella stagione i lavori saranno terminati e la strada, così come le terme e il vicino Rifugio Casa Savoia, saranno nuovamente accessibili al pubblico.

Poco dopo aver superato il ponte temporaneo sul torrente Gesso s’incontra l’area di sosta attrezzata per camper e si prosegue sulla destra lungo una carrareccia che segue il corso del torrente. Lungo l’itinerario ogni tanto ci si offre la possibilità di scegliere una deviazione un po’ più impegnativa per terreno e pendenza. Da appassionate escursioniste cogliamo al volo l’opportunità, anche in un percorso piuttosto semplice come questo, di mettere alla prova le suole dei nostri scarponcini arrampicandoci su brevi ma erte salite rocciose.

Camping Valle Gesso


L’elemento che la fa da padrone nell’ambiente che ci circonda è però l’acqua: il torrente ci scorre accanto, dandoci anche occasione in un paio di punti di dissetarci con la cristallina acqua di montagna; di tanto in tanto, nelle zone in ombra o esposte a nord, incontriamo qualche accumulo di neve. La giornata è calda e senza vento, ma salendo verso i 1.763 metri di altitudine del Rifugio Valasco ai primi di maggio il disgelo non è ancora compiuto. «La presenza di così tanta acqua è dovuta alla vicinanza con il mare», ci spiega Adriano.

«Basti pensare che il Monte Clapier (3.045 m) che fa parte delle Alpi Marittime, settore del Gelas, dista dal mare in linea d’aria solo una quarantina di chilometri; le perturbazioni provenienti da sudovest si caricano di umidità nel Golfo di Genova e rientrano nella pianura cuneese dove scaricano attraverso piogge o nevicate: questo è il motivo per cui queste vallate sono sempre state estremamente ricche d’acqua e quindi anche di neve. Negli anni Settanta, quando abbiamo vissuto un periodo di microglaciazione, a Sant’Anna di Valdieri la sommatoria delle nevicate invernali superava i venti metri».

Ed è proprio una cascata ad annunciarci l’imminente arrivo al Pian del Valasco: alla sommità del salto si apre un ampio pianoro circondato da candide cime e attraversato dal torrente le cui acque qui scorrono lentamente disegnando un placido serpentone. Prima di prendere la carrareccia che punta decisa verso il rifugio rubiamo qualche scatto al grosso masso erratico che sembra provare a sbarrare la strada al torrente. Lo chiamano la Tomba di Merlino, ma il nome non si riferisce al celebre mago del ciclo arturiano bensì a un astrologo che scappato dalla corte di Galeazzo Sforza trovò rifugio proprio in Valle Gesso.

Al termine dell’agevole strada battuta che ci conduce all’ampio edificio eretto nel bel mezzo della piana, mentre sbocconcelliamo il meritato panino con la toma la nostra guida ci racconta le storie che ancora echeggiano entro questa corona di monti. Il Rifugio del Valasco era un tempo conosciuto come Casa Reale di Caccia: era stata voluta dal re Vittorio Emanuele II che per questi boschi amava cacciare stambecchi e camosci e poiché preferiva inseguirli a cavallo aveva fatto costruire strade da percorrere agevolmente in sella.

Ecco spiegata la presenza del percorso che raggiunge questo piano e sale ancor più in alto dividendosi poi a formare numerose vie lastricate. Per lungo tempo abbandonata, la palazzina è stata interamente ristrutturata e oggi ospita un piccolo museo, camere e un punto ristoro per gli escursionisti.

Le nostre gambe non sono ancora affaticate: decidiamo di proseguire ancora un po’ lungo il pianoro ammantato di crochi bianchi e viola. Il torrente per superare il dislivello tra il Pian del Valasco superiore e quello inferiore si lancia nel vuoto creando una cascata davvero suggestiva: un ultimo spettacolare scorcio prima di tornare sui nostri passi.

Informazioni pratiche

Dove sostare nella Valle Gesso?

Il Cuneese è una delle province italiane con la maggiore densità di aree attrezzate per la sosta dei veicoli ricreazionali, e la Valle Gesso è in linea con questa tendenza offrendo un’ospitalità diffusa per gli amanti della vacanza a stretto contatto con la natura. Per visualizzare l’elenco completo dei campeggi e conoscere tutte le aree sosta camper presenti nelle Alpi di Cuneo si consiglia di visitare il sito, sezione Dove Alloggiare.

  • A Entracque c’è il Camping Valle Gesso (Strada Provinciale per Valdieri 3, tel. 0171 978247, www.campingvallegesso.com): è la principale struttura ricettiva all’aria aperta della zona; dispone di piazzole ampie e ombreggiate con allaccio alla corrente e agli scarichi per le acque grigie, un blocco servizi rinnovato e, nel periodo estivo, piscina e animazione.
  • Il Campeggio Il Bosco (Strada Provinciale Santa Lucia 5, tel. 0171 978763 o 338 4723159, www.campeggioilbosco.it). C’è anche un’area attrezzata comunale in Via del Mulino 1, tel. 334 6209821; nei pressi del centro storico e del centro fondo.
  • Area camper Real Park in Località Ponterosso è un’area attrezzata.
  • Nella zona del Lago delle Rovine sono presenti dei parcheggi attrezzati adatti anche alla sosta dei camper e tende da cui prendono il via le escursioni alla volta del Rifugio Genova.
  • Valdieri c’è un punto sosta in Piazzale Brigate Partigiane e un’area di sosta con fontana e pozzetto di scarico nelle vicinanze delle Terme di Valdieri vicino all’Albergo Turismo in Regione Terme 3.
  • A Roaschia c’è l’area attrezzata I Funtanil (Via Circonvallazione 6 ,tel. 339 3597254 o 339 3597253,
    www.ifuntanil.com).

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