Tra Cuneo e Roero si apre il paesaggio delle Langhe Piemontesi: per organizzare la vacanza in camper scegli la tua area di sosta tra quelle segnalate e convenzionate con il PLEINAIRCLUB ed esplora questo affascinante territorio che pullula di cantine e piccoli musei dedicati al vino.

Roero
Sono tempi di ricarica tra le rocche del Roero: quest’area del Cuneese dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco a meno di un’ora di strada da Torino è un inaspettato tesoro della porta accanto. È il Roero dei bianchi da uve Arneis e dei rossi di Nebbiolo, capaci di giocarsela con i grandi cru di Barolo e Barbaresco, borghi del vino non distanti in linea d’aria ma separati dalle sponde del fiume Tanaro: a sud, le Langhe pettinate dai vigneti; a nord, il più scapigliato Roero, costellato da vigne e frutteti. Ed è lo stesso Roero dei borghi medievali, dei castelli sabaudi e delle golosità – tante, troppe – da maneggiare con cura dopo la reclusione casalinga di questo 2020 difficile da dimenticare.

Le Rocche di Roero
Il Roero non sarebbe altrettanto affascinante senza le sue rocche: così vengono chiamati i crinali nudi e gli alti spuntoni di roccia sedimentaria dalle sfumature ocra che si allungano su una dorsale di quaranta chilometri da Bra fino a Cisterna d’Asti, l’unico Comune astigiano di questo frastagliato territorio esteso quasi per intero in provincia di Cuneo. L’origine di queste formazioni risale a duecentocinquantamila anni fa, quando il Tanaro, che scorreva su un altipiano emerso dal mare, deviò il suo tracciato sotto la forza d’urto di un altro fiume. Da questo processo d’erosione chiamato Cattura del Tanaro derivano la composizione sabbiosa, i sedimenti e i ciottoli, le conchiglie e i fossili che affiorano tra i campi di nocciole Tonda Gentile Igp e pere autoctone Madernassa.

Il fenomeno geologico provocò sconvolgimenti nelle vallate di scorrimento e voragini con alti dislivelli, cioè quell’ambiente naturale unico eletto a Ecomuseo delle Rocche, che adesso possiamo esplorare in libertà percorrendo – a piedi, in bici e di corsa – vari sentieri tematici mappati e digitalizzati: naturalistici, religiosi, culturali, sportivi, enogastronomici.

Il Sentiero Religioso
Chi cerca silenzio e spiritualità può incamminarsi sul Sentiero Religioso appena fuori il paese di Montà attraversando gioielli quali la chiesa romanica intitolata ai santi Giacomo e Filippo Minore, la Grotta dell’Agonia e le tredici cappelle del Santuario dei Piloni. La sorpresa finale si trova arrampicandosi sul Sentiero del Torion, vicino Vezza d’Alba: in cima alla collina sedetevi sull’enorme panchina, The Big White Bench, e godetevi il panorama.

Il Winetour
Se invece ciò che si cerca è un mix di gusto e movimento si possono esplorare i quattro percorsi dei Winetour tra i Cru del Roero: ci si muove tra particelle di vigneti d’alta qualità.
Il Winetour1, comincia a Canale, sede dell’Enoteca Regionale del Roero, e si dirige verso i cru del Renesio, Loreto e Mompellini con un percorso che si snoda dalla torre civica medievale verso il convento dei Cappuccini e la chiesa della Madonna di Loreto.
Il Winetour2 infila i paesi di Castellinaldo, Castagnito, Guarene e Vezza d’Alba e attraversa campi di frutta, nocciole e vigne come Serra, Trono e San Quirico.
Il Winetour3, il più selvaggio, si addentra tra i borghi più alti delle Rocche – Montà, Santo Stefano Roero, Monteu Roero – regalando gli scenari di rocce nude color ocra e i boschi di castagne della Madonna, varietà precoce raccolta dopo il 12 settembre, giorno del Santissimo Nome di Maria.

Oppure, semplicemente, si può seguire un itinerario inedito tra borghi e castelli sabaudi – come a Guarene e Govone – tra produttori di birra, sidro e vino. Da non mancare sono il Birrificio Artigianale Alba o le cantine Angelo Negro, Matteo Correggia, Dario Ceste, insieme alle altre etichette in assaggio nell’Enoteca Regionale del Roero.
“Il vino è per l’anima ciò che l’acqua è per il corpo”, scriveva lo scrittore e regista Mario Soldati. Ci piace considerarlo un invito attuale per ritrovarsi – a debita distanza, s’intende – in questo rifornito tempio di Bacco nel paese di Canale.
Testo e foto di Massimiliano Rella

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