Per arrivare al Passo del Tonale, si parte dall’area camper Paradiso e si percorre a piedi Via San Bartolomeo fino al suo termine (al parcheggio dell’ultima torre), dove inizia il pianeggiante sentiero Torbiera del Tonale. Dodici punti di osservazione e un piccolo centro visitatori con un allestimento didattico guidano alla conoscenza di questo inconsueto ambiente naturale.
Per chi vuole salire senza fatica c’è la cabinovia che dal versante lombardo porta al Passo Paradiso (2.585 m), dove si ammira un vasto panorama sulle Vedrette di Presena e si visita la Galleria Paradiso: scavata nel granito per offrire ai soldati un riparo da gelo e neve, oggi ospita un allestimento multimediale dedicato alla Guerra Bianca.
La cabinovia sale ancora alla Capanna Presena (2.783 m) e con un terzo tronco arriva al Passo Presena (2.997 m), offrendo una visione aerea sugli omonimi ghiacciai (in parte coperti da teli bianchi per rallentarne la fusione).

Per le escursioni a piedi è meglio scegliere il versante opposto della valle salendo fino al parcheggio della seggiovia Valbiolo, da cui un chilometro di stradina asfaltata – non adatta a mezzi di grandi dimensioni – porta all’Ospizio San Bartolomeo (1.971 m, piccolo parcheggio). Si continua a piedi sullo stradello verso est tra i pascoli, si lascia un ramo a sinistra e in quindici minuti si arriva a un bivio: qui si prende a sinistra il sentiero 160 che si alza in diagonale tra i pascoli e poi nel bosco di abeti e larici; dopo quaranta minuti si trova un altro bivio, da cui una breve rampa porta al ripiano su cui sorge il Forte Zacarana (2.096 m). L’imponente edificio in calcestruzzo un tempo controllava il Passo del Tonale da una posizione dominante, mentre oggi offre un magnifico panorama sulle cime e le vedrette della Presanella.
Per chi ha gambe allenate
Chi desidera cimentarsi in un’escursione più lunga e ad anello ha due possibilità. La più facile prosegue sul sentiero 160 che entra in piano nella Val Strino e prosegue a mezza costa fino a confluire sul sentiero 137 con cui si sale a sinistra; presto si arriva a un bivio dove si prosegue sul 137A che risale un valloncello fino alla Città Morta (2.500 m, due ore), un vasto insediamento militare che ospitava le truppe austro-ungariche; con una breve salita sul sentiero 161 si raggiunge una sella (2.560 m) da cui il panorama si riapre sulla Presanella.

Qui si arriva anche con il tracciato – più breve ma a tratti un po’ aereo – che dal Forte Zacarana percorre, con segnavia SM7, il crinale fra la Val Strino e la Val Vermiglio (un’ora e mezzo). Dalla sella si può fare una breve digressione per cresta fino alla panoramica cima del Monte Tonale Orientale (2.696 m, venti minuti). Quindi si scende con il sentiero 161 sul versante del Passo del Tonale, prima in diagonale a destra tra i pascoli, poi con lunghi tornanti fino al fondo della Valbiolo, che si percorre costeggiando un laghetto artificiale fino all’Ospizio San Bartolomeo (un’ora e mezzo).
Le tre facce di Vermiglio
Dal Passo del Tonale sei chilometri di SS42 sul versante trentino portano al Forte Strino, situato sulla stessa linea strategica del sovrastante Forte Zacarana. Venne costruito con possenti murature in pietra a partire del 1860 per controllare la strada del Tonale e fu rimodernato alla fine del secolo, con una nuova copertura in cemento. Saccheggiato dopo la guerra, è stato restaurato nel 1995 e ora ospita un suggestivo museo dedicato al primo conflitto mondiale e in particolare alla Guerra Bianca, nella quale le truppe italiane e austriache affrontarono gli impervi ambienti delle pareti e dei ghiacciai della Presanella.

Un altro museo dedicato alla Grande Guerra è visitabile nel vicino centro di Vermiglio; nel moderno edificio che ospita anche l’ufficio turistico, è possibile reperire materiale informativo per la visita delle tre frazioni che compongono il Comune. Dal parcheggio del centro fondo si percorre un tratto di Via della Prada, poi si sale su Via del Barech, arrivando subito tra le antiche case di Pizzano; attraversata la statale, si sale ancora fino a una stradina in piano, che a sinistra porta alla cappella di Santa Caterina e alla casa del Dazio; in direzione opposta si raggiunge la ben visibile chiesa di Santo Stefano, dove inizia la frazione Fraviano.
Lungo la via omonima si incontrano le cinquecentesche case Casalini, Delei e Gobi, ma è bene girovagare anche tra le viuzze su cui si affacciano antichi edifici ben restaurati. La Via di Fraviano prosegue a mezza costa e porta alla frazione Cortina, con casa Rici, il ponte sul rio da cui si scorge in basso il mulino, una chiesetta e casa Fantini. Si scende su un viottolo tra le case e svoltando a destra si attraversa un altro ponte sul rio Cortina, da cui si può risalire al mulino comunitario: restaurato nel 2016, è di nuovo funzionante e visitabile su richiesta.
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