La Carinzia, classica meta dei turisti pleinair austriaci e non solo, offre tanti spunti per una vacanza attiva a tutta natura: dagli scenari alpini, fruibili anche grazie a moderni impianti di risalita, alle verdi vallate solcate da fiumi, canyon e spettacolari cascate.
Indice dell'itinerario

Qual’è il luogo migliore dove fare una vacanza attiva in camper? Senz’altro la Carinzia è nella top ten delle mete più adatte a chi vuole fare sport in un paesaggio mozzafiato. E con i suoi eccellenti campeggi non è escluso che la regione possa conquistare la vetta!

Alla sua estremità nord-occidentale s’innalza il Grossglockner (3.789 m), una delle montagne più belle dell’Austria. Intorno al Grande Campanaro (questo il significato del nome) si estende il Parco Nazionale degli Alti Tauri, la più vasta area protetta delle Alpi Centrali che sconfina nell’Ost Tirol e nel Salisburghese. La Carinzia è una terra di ghiacciai e cascate, grandi laghi e torrenti, popolata da stambecchi, camosci, lupi, volpi, aquile, gipeti. E ai piedi del Grossglockner inizia l’Alpe Adria Trail, un itinerario escursionistico di 750 chilometri che in 43 tappe raggiunge il mare di Trieste attraversando Carinzia, Slovenia e Friuli.

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Grossglockner da Kaiser Franz Josefs Hohe

Heiligenblut e il Grossglockner

Da Lienz scavalcando il colle di Iselsberg si scende nella valle del Möll, il torrente che nasce dal Grossglockner. Per la sosta si può puntare verso il campeggio di Grosskirchheim, situato poco oltre il paese di Döllach: una pista ciclopedonale conduce nel piacevole centro abitato formato da vecchi masi circondati dai prati. Il tracciato prosegue lungo il torrente, per poi attraversarlo con un ponte in legno; poco dopo un sentiero a destra conduce verso la cascata Gartlwasserfall, quindi sale lungo il rio verso un antico mulino in legno e alcuni punti panoramici.

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Valle Moll presso Winklern

Il risparmio in una card

Proseguendo verso Heiligenblut troviamo ancora una cascata, la Jungfernsprung con il suo sentiero ad anello, e poi lo svettante campanile della parrocchiale di Heiligenblut, che sembra indicare la vetta del Grossglockner. Un grande parcheggio sotterraneo precede il centro del paese, in parte vietato alle auto, mentre il campeggio si trova in basso, vicino al Möll. La sosta è d’obbligo, anche per acquistare presso l’ufficio turistico la Kärnten Card, che offre l’accesso gratuito a musei, parchi a tema e impianti di risalita come la cabinovia che da Heiligenblut sale ai 2.552 metri di cima Schareck, da cui si gode un eccezionale panorama sul Grossglockner e su 33 cime oltre i 3.000 metri.

Funicolare del Reibech

La card offre inoltre uno sconto di 4 euro per la Grossglockner Hochalpenstrasse, la strada a pagamento più famosa delle Alpi. Il percorso si biforca 5 chilometri dopo il pedaggio, e conviene affrontare al mattino presto il ramo di 8 chilometri che porta al belvedere Kaiser Franz Josefs Höhe di primo mattino il luogo è quasi deserto e si può ammirare in tranquillità il vasto ghiacciaio Pasterze, dominato dalle pareti innevate del Grossglockner. Il parcheggio multipiano in stile centro commerciale che domina il piazzale a quell’ora è ancora vuoto, ma a metà giornata la struttura accoglie le centinaia di auto che raggiungono il belvedere (forse sarebbe stato più opportuno realizzare un parcheggio sotterraneo, visto che ci troviamo al confine di un parco nazionale).

Lasciando il camper…

Quindi si può tornare al bivio e percorrere l’altro ramo della strada che in 7 chilometri sale al tunnel dell’Hochtor (2.504 m) e prosegue sul versante del Salisburghese, raggiungendo in altri 6 chilometri il vasto piazzale panoramico di Fuscher Törl (2.428 m). Da qui un ramo di strada selciata sale con stretti tornanti al belvedere dell’Edelweiss Spitze (2.571 m): inadatto ai v.r., il percorso può essere effettuato in bici, o in alternativa imboccando a piedi il sentiero che taglia i tornanti.

Da Fuscher Törl la strada scende verso il fondovalle e diventa meno interessante; meglio tornare sui propri passi, concedendosi una sosta al laghetto Fusch o percorrendo il breve sentiero che dal tunnel sale al passo dell’Hochtor (2.576 m). Chi ha intenzione di compiere un’escursione più impegnative può tornare al belvedere Kaiser Franz Josefs Höhe e percorrere il sentiero che alto sul ghiacciaio conduce alla Wasserfallwinkel (imboccare il tunnel a destra del negozio di souvenir). Richiede invece 5 ore la prima bella tappa dell’Alpe Adria Trail, che si snoda in discesa fino a Heiligenblut.

20220201_Presso la scuola di Heiligenblut
Presso la scuola di Heiligenblut

Il giorno successivo – in bici o con un mezzo agile – si può visitare il Goldgräberdorf, ovvero il villaggio dei cercatori d’oro, o percorrere la strada che si snoda a balcone sul versante solatio della vallata. Da Heiligenblut si sale al primo tornante della strada del Grossglockner (fin qui non occorre pagare il pedaggio) e si prosegue dritto fino a un mulino in legno: da qui un viottolo sale al Goldgräberdorf, mentre a destra la strada balcone prosegue a mezzacosta (nel bosco e poi tra i pascoli) arrivando ad Apriach, dove si trovano il Bergbauern Museum e una serie di mulini. La strada continua a mezzacosta fino a Mitten, quindi si abbassa a tornanti verso Döllach.

202200201_Castello di Dollach
Castello di Dollach

I canyon e il Trentino della diga

Per raggiungere il settore orientale del parco degli Alti Tauri si percorre la strada 106 che attraversa l’ampia valle del torrente Möll: qui i motivi di interesse non mancano, a cominciare da due gole attrezzate per la visita.

A Flattach si svolta a destra per Raggaschlucht attraversando il ponte e salendo al parcheggio della Gasthof Raggaschlucht. Si va in piano, poi si sale a destra fino alla biglietteria: dopo pochi metri si entra nella gola dove una serie di passerelle in legno (sicure ma scivolose) costeggiano il torrente Ragga e ne superano le rapide. L’ambiente è affascinante, con il frastuono dell’acqua e l’ombra fitta della gola sempre più stretta (indispensabili munirsi di giacca a vento e scarponcini). Di fronte a una cascata il sentiero sale a stretti tornanti uscendo su un’assolata pista forestale, che torna in circa un’ora e mezza alla biglietteria.

Ripresa la strada 106 e proseguendo per 4 chilometri si trova a sinistra un’altra forra, più nota e frequentata: la Groppensteinschlucht, a cui si accede da Raufen, poco prima di Obervellach. Qui lo spettacolo è offerto da alcune cascate imponenti e dalle lunghe balconate in legno a picco sul torrente (la visita dura circa 2 ore, entrambe le forre sono chiuse in caso di pioggia).

Con altri 12 chilometri lungo la 106 si arriva a Kolbnitz. Alle prime case del paese si prende a destra la strada che, con un piccolo svincolo, risale tra le case e conduce al parcheggio della funicolare di Reissek. L’impianto, con una pendenza dell’82%, supera in tre tronchi 1.500 metri di dislivello arrivando ai 2.237 metri di Schoberboden. In questo eccezionale punto panoramico c’è una sorpresa: la società degli impianti idroelettrici ha reso fruibile ai turisti il trenino di servizio alle dighe, che in poco più di tre chilometri porta al ristorante nei pressi dei bacini artificiali. Con una breve passeggiata si raggiunge il punto panoramico sul Grosse Mühldorfer See (2.319 m), da cui si sale al vicino lago Kleine Mühldorfer.

La valle di malta

Si procede ora lungo la 106 fino a Lendorf, dove si prende l’autostrada A10 fino all’uscita di Gmünd in Kärnten. Dopo una sosta nel grazioso nucleo fortificato – abitato da artisti che animano gallerie, esposizioni e mercatini d’artigianato – si prosegue per la Maltatal. Il nome (la valle dell’acqua cadente) è una promessa mantenuta: la prima cascata domina il villaggio di Brandstatt, mentre subito dopo il pedaggio c’è la Melnikfall.

Discesa verso Dollach

Per risalire tutta la strada è bene partire al mattino presto. La stretta valle è dominata da fitti boschi: nessun paese, poche Gasthaus. Dopo il rifugio Gmünderhütte il percorso entra in un tunnel, ma si può percorrere a piedi un tratto dell’antica via acciottolata che domina la gola del torrente. Poi iniziano i semafori che regolano i tratti a senso unico alternato, e dopo lunghe soste e molta pazienza si arriva infine nella parte alta della valle, dominata da un’imponente diga (1.902 m) presso la quale si trovano i parcheggi per i bus. Con il camper si può invece proseguire lungolago fino a un parcheggio dedicato (dove è vietata la sosta notturna).

Il paesaggio è imponente e sono molte le possibilità di escursioni nel parco: dal comodo viottolo che costeggia il lago per 5 chilometri, al sentiero che sale alla panoramica cima Arlhöhe (2.326 m) e a quello che entra nella Kleinelental. In alternativa si può camminare sul coronamento della diga fino a raggiungere il panoramico terrazzo sospeso su 200 metri di vuoto. Ci sono inoltre il modernissimo edificio dell’albergo e del bar, dove è allestita un’esposizione sull’energia idroelettrica. Tutto è pensato per trasformare la diga in un’attrattiva turistica: un esempio che potrebbe essere seguito anche in Italia, anziché (come avviene in molti casi) chiudere i coronamenti delle dighe al transito pedonale.

20220201_atellier di un artista a Gmund

Le gole tra i larici

Dalla Kaiser Franz Josefs Höhe (2.369 m), che si può raggiungere in camper o con il Wanderbus, si scende a ripide svolte a fianco della funicolare lungo il Gletscherweg Pasterze, arrivando sulle sponde del sabbioso Sandersee. Lo si costeggia e si attraversa l’emissario Möll su un ponte sospeso, si risale un poco quindi si scende al lago artificiale Margeritzen (2.000 m), costeggiandolo sulla sponda meridionale. Prima della diga si svolta a destra seguendo il costone che domina la gola del Möll.

In lieve discesa a mezzacosta nel lariceto si raggiunge malga Trogalm. Da qui si scende a sinistra con molti tornanti alla cascata Leiterfall, quindi si attraversa il Möll uscendo nei pascoli della Bricciuskapelle (1.629 m, 3.30 ore). Si prosegue sul viottolo in lieve discesa toccando malga Sattelalpe e poi uno spettacolare pulpito panoramico a picco sul bosco. Poco dopo si lascia la strada che fa un tornante per proseguire dritto sul sentiero a mezzacosta nel lariceto, si fanno pochi passi su uno stradello poi a sinistra si ritrova il sentiero che va in piano nel bosco passando due ponti e un mulino, quindi esce sull’Alte Glocknerstrasse: sull’asfalto della vecchia strada si scende dolcemente fino a Heiligenblut (1.288 m, 1.30 ore).

A spasso tra i mulini

Non lontano dal confine sloveno suggeriamo una tappa in una piccola valle che s’insinua verso le cime dolomitiche dei Karawanken. Da Klagenfurt si percorre la 91 per il Loiblpass, si attraversa il ponte sulla Drava e dopo 7 chilometri si prende a destra per la Bodental. Si supera una sella e si arriva alla Gasthof Sereining, dove si può parcheggiare. Da qui si prosegue a piedi sulla strada che –toccando diversi mulini – termina alla Gasthof Bodenbauer, in un prato sullo sfondo delle pareti di grigio calcare al confine con la Slovenia.

20220201_canale di un mulino
Canale di un mulino

Si continua sul viottolo che tra gli abeti porta a una zona umida, per tenersi a destra e poi alzarsi con diversi tornanti assolati. Dopo un cancello si ritrova a sinistra un sentiero segnato che taglia altri tornanti e arriva a un bivio (2 ore). Si lascia a sinistra il tracciato per la Klagenfurterhütte e si svolta a destra lungo il 603, uscendo presto nei pascoli dell’Ogrisalm. Si segue per pochi passi la strada di accesso alla malga, poi si ritrova a destra il sentiero 603 in lieve discesa nel fitto bosco. Usciti su una sella, si piega a sinistra proseguendo a saliscendi e affacciandosi sulla valle della Drava. Poi si confluisce su una strada su ghiaia e si esce nel pratone di Ogrisbauer: qui si gira a destra sul sentiero 10 che scende nella fitta abetaia fino ai prati di Bodenbauer, dove si chiude l’anello e si torna a Sereining (1.45 ore).

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