Tieni a portata di mano la tessera del PLEINAIRCLUB: sono tanti i vantaggi nelle strutture convenzionate della provincia di Lecce!
Indice dell'itinerario

Lunghe spiagge dorate, grotte marine, muri a secco che delimitano ulivi secolari: in camper alle Maldive del Salento con approdo in un confortevole campeggio a Salve.

Percorrendo in direzione sud la provinciale 215 da Gallipoli, dopo aver attraversato Marina di Mancaversa si arriva a Torre Suda: è la prima delle torri di avvistamento che incontreremo lungo il litorale volute da Carlo V alla fine del XV secolo per proteggere la costa occidentale pugliese dalle incursioni saracene. Tra agavi, fichi d’india, canneti e pini selvatici – paesaggio naturale inframmezzato da piccoli centri rivieraschi – il nastro d’asfalto segue l’articolato litorale rimanendone a breve distanza.

Dopo aver superato Marina di Torre San Giovanni lo scenario naturale è che appare ai nostri occhi si fa davvero suggestivo: verso la fascia costiera le tonalità cangianti del mare contrastano con la candida sabbia, verso l’entroterra il color rubino dei campi coltivati si abbina all’argenteo verde delle foglie d’ulivo agitate da una lieve brezza.

Ecco le soste convenzionate in provincia di Lecce grazie alla tessera del PLEINAIRCLUB!

Spiagge dai nomi fantasiosi

La strada ora si allontana leggermente dalla costa: per raggiungere il mare e le spiagge occorre prestare attenzione alla segnaletica che indica i lidi di balneazione, in alcuni casi raggiungibili su percorsi non asfaltati. Passiamo in rassegna uno dopo l’altro il Molo, il Lido Sabbioso, Bora-Bora, Malibù, Cocoloco: accoglienti spiagge dai nomi fantasiosi dove gli splendidi colori dell’acqua e le lunghe battigie sono contornati da ombrelloni, bar e ombrose pinete.

Durante i mesi di luglio ed agosto questi lidi vengono presi d’assalto: conviene apprezzarne la bellezza nei periodi di bassa stagione. Un susseguirsi di dune ci accompagna fino a Torre Pali, piccolo centro di vacanze il cui nome si riferisce all’omonima torre un tempo posta sulla terraferma ed oggi immersa nell’acqua a pochi metri dal bagnasciuga.

L’amichevole città

Siamo nel territorio comunale di Salve, cittadina inserita nel circuito dei Borghi Autentici d’Italia e detentrice della Bandiera Blu dal 2015. Borgo Terra, la parte più antica, è caratterizzata dalla presenza di torri difensive e antiche dimore signorili come Palazzo Montano e Palazzo De Notaris in Via Paradisi. Il cuore cittadino è rappresentato da Piazza Concordia, sulla quale affacciano i monumenti più importanti: Palazzo Ramirez, oggi sede del Comune e dell’Ufficio Turistico, e la chiesa Matrice dedicata a San Nicola Magno, la cui statua benedicente è posta in prossimità del sagrato su un’alta colonna.

All’interno della chiesa si conserva un organo del 1628 che richiama famosi musicisti attratti dalle sue timbriche originali. Vicino alla piazza si trova il frantoio ipogeo Le Trappite, costruito nel 1601, un’ampia grotta naturale ampliata per installare le macine e i torchi necessari alla lavorazione delle olive dalle quali si estraeva l’olio utilizzato per illuminare le strade di mezza Europa.

Dolmen e pajare

Anche I dintorni di Salve presentano alcune interessanti luoghi da visitare come la seicentesca chiesetta di San Lasi (San Biagio), sulla strada che conduce al Lido di Posto Vecchio: qui il 3 febbraio di ogni anno l’intera popolazione partecipa ai banchetti allestiti dinanzi alla cappella per i festeggiamenti del patrono.

Nelle immediate vicinanze sorge la masseria omonima che ha saputo conservare le architetture e l’atmosfera tipica di queste antiche e autonome realtà produttive. Qui tra continui saliscendi, piccole camere ornate dai vecchi mobili dei contadini, attrezzi di un tempo e giardini rivitalizzati con antiche colture si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo, abbagliati dal biancore della torre merlata e dei muri a secco, un tempo rifugio per gli animali e per gli uomini.

Una grande sedia a sdraio, simbolo del Lido Maldive del Salento, è invece il riferimento nell’agro cittadino per inoltrarsi lungo il Sentiero dei Fani. Tra gli aromi di timo e origano selvatico, tipici della macchia mediterranea, attraversiamo un paesaggio contraddistinto dalle pajare, costruzioni tronco-piramidali utilizzate per il ricovero degli attrezzi ed erette con pietra calcarea senza l’uso di malta. Scopriamo qui un dolmen la cui originalità è data, contrariamente a simili costruzioni ubicate nella regione, dall’essere per metà interrato nella roccia; poco più in alto raggiungiamo l’unica grotta preistorica visitabile in Puglia, preannunciata da un grande pagliaio.

Si doppia il Capo

Da non perdere l’escursione in barca per esplorare le grotte marine che s’aprono lungo la costa. Ci si può imbarcare dalla piccola darsena di Torre Vado, dal nome dell’ennesima torre costiera affacciata sul porto, distante circa dieci chilometri.

Via mare superiamo la rocciosa Punta Ristola, estremo lembo meridionale della Puglia, per trovarci in vista del Faro e del Santuario di Santa Maria di Leuca, sovrastanti la rada guardata anch’essa da un’antica torre. La piccola spiaggia che contorna il porto è punteggiata dalle bagnarole, cabine in tufo utilizzate dai proprietari delle splendide ville costruite agli inizi del XIX secolo, alcune delle quali abbelliscono ancora la riviera con i loro eleganti prospetti.

La navigazione ora procede verso Punta Méliso dove doppiamo il capo per lasciare alle nostre spalle lo Jonio e ritrovarci nell’Adriatico: abbiamo oltrepassato il tradizionale riferimento di demarcazione tra i due mari, un confine creato probabilmente dall’incontro di due correnti che, secondo quanto si racconta, è possibile vedere a occhio nudo nei giorni di calma piatta. Sulla rotta del rientro, per rompere la monotonia del déjà-vu, a tutti i passeggeri è offerto un bicchiere di vino che accompagna la degustazione di tarallini al pepe e delle tipiche friselle condite con pomodorini e olio extra vergine d’oliva, mentre un sole sempre più cocente ci ricorda l’imminenza dell’estate.

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Ti è piaciuto l’itinerario? Qui trovi tutte le aree di sosta in provincia di Lecce. E se invece punti all’entroterra, ti suggeriamo un angolo poco noto del tacco d’Italia.

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