Il tuo camper è stato fermo per troppo tempo e adesso hai voglia di recuperare il tempo perso? Dai un’occhiata al nostro itinerario nella regione di Zara, in Croazia, con un breve sconfinamento a Sebenico. 
Indice dell'itinerario

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Zara, un museo en plein air

Alfred Hitchcock sosteneva che il tramonto di Zara fosse il più bello del mondo. “Incomparabilmente più bello di quello di Key West, in Florida”. Nel maggio del 1964 soggiornò all’Hotel Zagreb, una struttura oggi parzialmente chiusa ad esclusione del ristorante, sulla Riva Petra Krešimira IV. Memori di quanto affermò il grande regista, i turisti si affollano ad attendere il calar del sole al culmine della penisola di Zadar, sull’Istarska Obala. Seduti sui gradini di marmo bianco osservano lo spettacolo offerto dalla natura e ascoltano le imprevedibili note dell’Organo Marino, strumento composto da trentacinque canne di materiale plastico nascoste nella banchina.

Progettata nel 2004 dall’architetto zaratino Nikola Baši´c, quest’opera è davvero unica: trasforma il Mediterraneo in melodia. Sospinta dalle onde, l’aria contenuta nelle canne raggiunge prima i fischietti accordati dal professor Ivica Stama´c dell’Università di Zagabria, poi alcuni fori praticati sulla pavimentazione. Si crea così un’incredibile successione di suoni diversi: sette accordi e cinque tonalità, cifre caratteristiche della musica dalmata.

Poco lontano un’altra opera del geniale architetto locale cattura l’attenzione: il Saluto al Sole è una grande superficie circolare di pannelli fotovoltaici alimenta un gioco di luci colorate sincronizzato con i marosi e con la musica prodotta dall’organo acquatico. Attorno all’installazione, che ha un raggio di undici metri, sono riportati i nomi di tutti i santi delle chiese della città e la data del loro genetliaco. I trecento pannelli vitrei del manufatto consentono di produrre più di 46.000 kiloWatt all’anno, l’energia sufficiente a illuminare l’intero lungomare. 

Un goccetto di Maraschino 

Negli ultimi anni il centro storico di Zara è stato rinnovato: accanto a musei, chiese e siti romani, la città brulica di ristoranti tipici, negozi, pasticcerie e bar di tendenza dove concedersi un goccetto di Maraschino, un liquore dolce ottenuto dalla distillazione di marasche locali. Si produce nel rispetto di una ricetta inventata dai farmacisti francescani all’inizio del Cinquecento; originariamente era venduto come “pozione curativa” in singolari bottiglie dal collo corto prodotte nelle vetrerie di Murano. Articolato su un fazzoletto di terra lungo 600 metri e largo 300, interdetto ai veicoli, il centro storico conserva strade lastricate di candida pietra liscia.

Si possono ancora ammirare parte delle mura volute dalla Repubblica di Venezia a difesa dalle incursioni dei Turchi tra il XV e il XVI secolo: dal 2017, questa ed altre opere erette dalla Serenissima in territori italiani, croati e montenegrini rientrano nella lista dei siti protetti dall’Unesco. Sono state risparmiate dai terribili bombardamenti delle ultime guerre le cinquecentesche Porte di Mare e di Terraferma, situate rispettivamente a nord-est e a sud della città vecchia; ancora ben conservata, la seconda fu progettata dall’architetto veronese Michele Sanmicheli ed è dominata dal leone alato di San Marco.

Il centro storico di Zara

Posta nei pressi della Foša, l’animato Porto Piccolo, questa apertura rinascimentale dà accesso alla Piazza dei Cinque Pozzi che, come suggerisce il nome, un tempo era il fulcro dell’approvvigionamento di acqua dolce. In breve si raggiunge prima la veneziana Narodni Trg (Piazza del Popolo), quindi la Široka Ulica, la via più effervescente di Zara, e in breve si arriva al più importante complesso di monumenti e di chiese: in un’area circoscritta si possono ammirare il Foro Romano voluto da Augusto – non mancate una visita al contiguo museo archeologico, con la sua importante collezione di reperti preistorici – e l’imponente chiesa di San Donato, del IX secolo, caratterizzata dalla forma cilindrica e annoverata tra i più rappresentativi esempi di architettura bizantina della Dalmazia; per la sua acustica unica ospita diversi concerti, per lo più nel periodo estivo.

Assolutamente da non perdere è la romanica cattedrale di Sant’Anastasia, in parte eretta fra il IX e il XII secolo sui resti di una basilica paleocristiana; al suo interno si ammirano diversi affreschi, un prezioso coro ligneo del Quattrocento, il sarcofago con le spoglie della martire a cui è intitolato l’edificio e lo stupendo Polittico di Zara di Vittore Carpaccio. All’esterno siedono le merlettaie con i loro capolavori pazientemente ricamati a mano, come si faceva nel Quattrocento nell’isola di Pag.

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Nin

Quindici chilometri a nord di Zara, ecco Nin. Prima capitale dei croati, ha una storia antica legata ai Greci, ai Romani, agli Slavi, agli Avari – che la rasero al suolo – e, dal 1328, alla Serenissima Repubblica di Venezia. Le sue bellezze sono per lo più circoscritte nel centro storico, un isolotto collegato alla terraferma da due ponti (uno dei quali è stato gravemente danneggiato da un’alluvione lo scorso anno.

Nin ha un fascino speciale. Varcata la cinquecentesca Porta Sud (o Bardelina) in breve si arriva alla chiesa di Sant’Anselmo, prima cattedrale della Croazia. Merita una visita il museo parrocchiale, che espone straordinarie opere d’arte risalenti a un lungo arco di tempo compreso tra l’VIII e il XIX secolo.

Per approfondire la storia locale si può visitare il museo civico delle antichità, nella vicina Trg Kraljevac. Nelle sette sale di una rossa casa rurale si scoprono reperti d’epoca romana, una copia del fonte battesimale del principe Višeslav e perfino due liburne, navi da guerra volute da Costantino Porfirogenito.

Chiese e terme

Ma non è tutto. La minuscola chiesa di Santa Croce, eretta nel IX secolo e titolo diocesano fino all’Ottocento, è conosciuta come la più piccola cattedrale del mondo. Nella sua stessa piazza si trova la statua di Gregorio, vescovo noto per essersi battuto per la conservazione del glagolitico, il più antico alfabeto slavo: secondo la tradizione, toccare l’alluce del bronzeo manufatto pare porti fortuna.

Altre tappe da non perdere sono la medioevale chiesa dell’Incoronazione di San Nicola (si trova appollaiata su un modesto colle, sulla sinistra della strada principale che proviene da Zaton), il museo del sale e le saline, entrambi un chilometro ad est dal centro storico.

Durante la visita guidata si scoprono i segreti della produzione dell’oro bianco ottenuto per evaporazione dell’acqua di mare e le proprietà del costoso fior di sale (si tratta dei primi cristalli che si formano sulla superficie dell’acqua); povero di sodio, dal sapore delicato è centellinato dai migliori chef d’Europa, per insaporire pesce e verdure, cotti e crudi. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nonostante l’elevata concentrazione di cloruro di sodio, nelle vasche riescono a sopravvivere l’artemia salina – simile ad un gamberetto – e la salicornia europæa, succulenta pianta ben nota ai buongustai.

Chi è più attento al benessere può provare l’efficacia dei fanghi curativi presso il centro termale della Kraljiˇcina Plaža, la spiaggia della regina, dove da più di mezzo secolo – con rigoroso controllo medico – nei mesi luglio e ad agosto si praticano terapie specifiche atte a curare reumatismi, malattie della pelle e cellulite. Lambita da acque calde e poco profonde, Kraljiˇcina Plaža è una lunghissima spiaggia sabbiosa particolarmente adatta a famiglie con bambini piccoli; per chi apprezza le classifiche, Travel Channel l’ha inserita nella sua Top 100 delle spiagge di tutto il mondo.

Meraviglie adriatiche

Molto apprezzata dagli amanti del mare è anche Biograd na Moru (Zaravecchia), frizzante cittadina nautica situata di fronte all’isola di Pašman. Ci si può rilassare alla baia di Soline, fiancheggiata da una bella pineta, avventurarsi in un singolare sottomarino dal fondo trasparente che fa la spola con il paese di Sveti Filip i Jakov o programmare un’escursione in barca al parco nazionale delle isole Kornati, che l’ente del turismo croato chiama senza timore “la Polinesia dell’Adriatico”. Si tratta effettivamente di un paradiso marino, un incantevole dedalo di scogli vertiginosi (le corone), di baie lambite da acque trasparenti dove nuotano cernie e delfini, di isole carsiche, grandi e piccole.

L’isola di Pašman si raggiunge con il traghetto in quindici minuti di traversata da Biograd na Moru (l’attracco è sul lungomare, a nord della Obala Kralja Petra Krešimira IV). Un paio di chilometri ad occidente di Tkon spicca il monastero benedettino dei Santi Cosma e Damiano, sulla sommità del Monte ´Cokovak. Eretto nel XII secolo, poi più volte rimaneggiato, il complesso, ancora abitato da alcuni religiosi, comprende una chiesetta gotica e alcune rare iscrizioni in glagolitico.

Merita una visita anche la riserva ornitologica del parco naturale Vransko Jezero, a circa nove chilometri da Biograd na Moru (ingresso nei pressi del campeggio Vransko Lake Crkvine, a Pakoštane). Passerelle rialzate consentono di addentrarsi in un’area paludosa e raggiungere una torre dalla quale si possono avvistare anatre, aironi, tarabusi e folaghe. Una delle più spettacolari viste del lago Vransko si ha da un promontorio adagiato sulla costa settentrionale, in località Kamenjak (si accede da una stradina sterrata segnalata da alcuni cartelli).

Sebenico, la perla della Dalmazia

Il nostro viaggio lungo il litorale continua fino a Sebenico, un dedalo di stradine strette che, tra piccole piazze nascoste e deliziosi giardinetti, s’inerpicano fino alla fortezza di San Michele, appollaiata su un promontorio splendidamente affacciato sull’Adriatico. Cuore della città è la cattedrale di San Giacomo, da vent’anni inserita nell’elenco dei patrimoni dell’umanità stilato dall’Unesco con le seguenti motivazioni: “le caratteristiche strutturali (…) ne fanno un edificio unico ed eccezionale in cui le forme gotiche e rinascimentali sono state fuse armonicamente”. Uomini, donne e bambini: ben settantadue sculture raffiguranti i loro volti caratterizzano l’esterno della chiesa.

L’interno custodisce invece preziosi altari e il quattrocentesco presbiterio di Niccolò di Giovanni Fiorentino, architetto molto attivo in Dalmazia. Sempre sulla Trg Republike Hrvatske si affaccia la stupenda Loggia Vecchia del Sanmicheli, mentre a sud della Cattedrale, sulla Gradska Vrata, il museo civico (Gradski Muzej) raccoglie ed espone reperti archeologici e d’interesse etnografico portati alla luce nel territorio. Città d’arte e di cultura, Sebenico ha dato i natali a personaggi illustri, il più importante dei quali è Faust Vranˇci´c (Fausto Veranzio).

Chi era Fausto Veranzio?

Vescovo e inventore, umanista e filosofo, fu autore del Dizionario delle cinque lingue europee più nobili e di Machinæ Novæ, una sorta di manuale in cui descrisse una cinquantina di innovazioni tecnologiche. Alcuni modelli delle sue avveniristiche invenzioni si possono ammirare al Memorijalni Centar Faust Vranˇci´c a Luka, borgo dell’isola di Prvi´c (traghetti da Sebenico e da Vodice). Progettò mulini mossi dal vento o da correnti marine, ponti di metallo e pompe idrauliche. Nella tavola 38 è mostrata la sua invenzione più celebre: l’Homo volans raffigura una persona che volteggia appesa ad un paracadute rettangolare mantenuto aperto da una struttura rigida.

Nell’illustrazione sembra in fase di atterraggio a lato di un edificio storico, forse di un campanile di Venezia, città dove Vranˇci´c visse e morì il 17 gennaio 1617. Nessuno sa se questo prototipo fu costruito e sperimentato con successo; ma a noi, e probabilmente anche a tanti abitanti di Sebenico, piace pensarlo.

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