Lungo il corso del Tagliamento che divide il Veneto e il Friuli, si stagliano mete affascinanti che si possono visitare in tutta comodità con il camper e la bici al seguito: Valvasone, Caorle, San Vito, Cordovado.
Di cà e di là de l’aghe, di qua e di là dell’acqua, dicono i friulani. Da sempre proverbiale linea di demarcazione un raro esempio di corso d’acqua naturale. Il suo letto è mai stato imbrigliato dalla razionalità dell’ingegneria, tanto potente ed inatteso si è manifestato in ogni epoca il suo improvviso e rabbioso precipitare a valle delle acque dai monti ruvidi della Carnia. Poi, raggiunta la bassa pianura, dopo ecco il re dei fiumi alpini trasformarsi in placido e sinuoso confine tra Veneto e Friuli, per sfociare infine nel Mare Adriatico fra Lignano e Bibione.

Valvasone
La nostra proposta di viaggio prende il via dal borgo medievale di Valvasone, sulla sponda destra del fiume, raccolto intorno al duomo neogotico del Santissimo Corpo di Cristo, arricchito dalla presenza dell’ultimo esemplare di organo veneziano del Cinquecento. In posizione leggermente defilata si delinea l’inconfondibile sagoma del castello: edificato nel XIII secolo, è in realtà oggi un agglomerato di diversi edifici circondati da un fossato, un tempo superato da un ponte levatoio.
Un canale, diversi ponticelli, stradine e piazzette acciottolate, porte turrite completano la passeggiata fra le vie del piccolo centro storico. A poca distanza si trova l’ampio greto del fiume, che in quest’area si fa parco fluviale, offrendo la possibilità di piacevoli escursioni a piedi e in bici nella natura. Casarsa della Delizia vale una sosta per fare incetta di vini e per seguire l’itinerario proposto dal Centro studi Pier Paolo Pasolini, che tocca i luoghi in cui l’intellettuale visse e lavorò fino al cimitero dove sono conservate le sue spoglie.

San Vito al Tagliamento
Proseguiamo quindi seguendo il corso delle acque fino a San Vito al Tagliamento, località insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. La sua originaria anima medievale si intuisce già dalle tre porte turrite che consentono l’accesso al paese. Il duomo, ricostruito alla fine del Settecento, è separato dal campanile, risalente alla fine del Cinquecento. Molto eleganti sono anche le facciate degli edifici che fanno da corona alla chiesa affacciata su Piazza del Popolo, tra cui la sede del Municipio e quella del Museo di Vita contadina.
Nel palazzo che ospita l’ufficio turistico – all’esterno del quale si apre la loggia comunale – è custodito un gioiello artistico: si tratta dell’antico teatro sociale Gian Giacomo Arrigoni, testimone della tradizione del piccolo teatro all’italiana settecentesco; oggi visibile in tutto il suo splendore grazie a una recente ristrutturazione. Del trecentesco castello è rimasto ben poco, solo la parte residenziale di un ampio edificio che si affaccia sulla piazza e che conserva ancora qualche bell’affresco. Oltrepassata invece la Torre di San Nicolò, si apre il suggestivo complesso dell’Ospedale dei Battuti, dove fin dalla metà del Trecento la confraternita offriva accoglienza e cure ai bisognosi: oggi, recuperati con sapiente restauro i principali ambienti, è un’area destinata a diventare centro di aggregazione cittadino.

Sesto al Reghena e Cordovado
A una decina di chilometri più a sud, ci attendono altre due piccole perle da aggiungere alla fila di tesori che sorge lungo il confine tra Friuli e Veneto. Il monastero fortificato di Santa Maria in Sylvis vale una tappa a Sesto al Reghena. Di questa abbazia benedettina risalente al VII secolo, una volta oltrepassato il torrione del ponte levatoio (unico ancora in piedi dei sette realizzati a difesa del luogo sacro), rimangono la bella basilica romanico-bizantina con la torre vedetta adattata a torre campanaria, la cancelleria di chiaro gusto romanico e la residenza abbaziale. Presso il piccolo ma efficiente ufficio turistico posto all’ingresso è possibile noleggiare gratuitamente un’audioguida in grado di fornire spiegazioni e interessanti approfondimenti.
Piccolo ma assai curato, il centro storico di epoca medievale è valso a Cordovado l’inserimento fra i Borghi più belli d’Italia. Attraversato il ponte custodito dalla torre scudata si accede il castello. L’antica struttura, trasformata e rielaborata nel corso dei secoli, custodisce al suo interno due grandi ville nobiliari, la cinquecentesca Villa Freschi di Cuccanea e la più tarda Villa Borra Mambrini. Merita una visita anche il seicentesco Santuario della Madonna delle Grazie che s’incontra qualche centinaio di metri prima del castello.

Il campanile pendente di Portogruaro
Verso l’Adriatico Scendendo ulteriormente verso il mare, lasciamo il Friuli per fermarci nella cittadina di Portogruaro, bagnata dal fiume Lemene su cui affacciano le eleganti facciate dei palazzi che testimoniamo l’importanza della cittadina tra Medioevo e Rinascimento. La visita del centro non può che iniziare da Piazza della Repubblica, dominata dalla mole della trecentesca loggia comunale con facciata a doppio spiovente merlato.
Davanti corre l’animato Corso Martiri della Libertà che percorriamo per un breve tratto per raggiungere il duomo, dalla facciata spoglia e piuttosto austera, di cui colpisce soprattutto il campanile pendente. Sul lato opposto si trova un caratteristico loggiato realizzato sul fiume dove un tempo venivano scaricate le merci provenienti dal mare. Poco distante invece s’incontra il caratteristico ponte di Sant’Andrea, su cui ancora oggi continuano a ruotare le pale di due mulini quattrocenteschi, oggi trasformati in sale espositive. Un piccolo angolo dal sapore veneziano dal quale è difficile allontanarsi.

Concordia Sagittaria
Puntiamo ora la prua del camper verso la vicina Concordia Sagittaria. Se si dispone di una biciletta al seguito, si può raggiungere l’ex colonia romana anche seguendo la bella pista ciclabile che segue il Lemene con una pedalata di quindici-venti minuti. Concordia divenne in età imperiale un importante centro all’incrocio fra la Via Postumia e la Via Annia: a testimoniare la sua prestigiosa posizione nello scacchiere strategico romano sono ancora oggi i resti di imponenti costruzioni pubbliche tra cui il porto, il teatro, il foro e le terme.
Il centro storico si sviluppa attorno un ampio piazzale su cui si affacciano la cattedrale di Santo Stefano, il campanile romanico, il battistero bizantino e gli scavi di una precedente basilica romana e di una estesa serie di palazzi paleocristiani di cui è possibile vedere solo le fondamenta. Passeggiando per la cittadina s’incontrano anche altre tracce della dominazione romana: ponte, terme, mura difensive e cimiteri spuntano fra le piazze e le strade.

Caorle in bicicletta
Dalla cittadina è il Lemene che bisogna seguire per raggiungere la laguna di Caorle: lasciato il Tagliamento più ad est, a tracciare l’ultimo lembo del confine veneto-friulano, al mare si arriva fra canali e rii che si arrotolano quasi su sé stessi intorno all’arteria principale rappresentata dal Canale Nicesolo.
La bicicletta diventa il mezzo privilegiato per addentrarsi in questo groviglio d’acque e ammirare gli edifici realizzati dai veneziani dapprima per la pesca e poi, dopo le necessarie ristrutturazioni, per trascorrere qualche giornata di villeggiatura. Giunti al mare, si stagliano sulla spiaggia le sagome dei palazzi e delle chiese di Caorle, antico borgo marinaro ritagliato fra le foci del Lemene e del Livenza, fino agli anni Trenta unico insediamento fra Venezia e Grado: dei tre rii che ne suddividevano il nucleo antico in due isole oggi è rimasto solo il porto canale, ma le architetture – fortunatamente ben restaurate – hanno mantenuto il fascino delle origini, anche grazie all’ampia diga litoranea che le ha protette dal mare.

Ed è proprio lungo questa diga che si trovano la suggestiva chiesetta della Madonna dell’Angelo – rifacimento settecentesco di un’antica basilica – collocata su una punta affacciata sul mare, e una nutrita serie di sculture realizzate sui blocchi di pietra collocati a difesa della cittadina. Passeggiando per il centro storico sembra di camminare per i campi e campielli di Venezia: le case del centro si caratterizzano per i colori sgargianti delle loro facciate, secondo gli stilemi tipici dell’architettura delle isole lagunari, e circondano in un abbraccio variopinto il vero tesoro cittadino, la cattedrale di Santo Stefano – edificata nell’XI secolo – con il suo straordinario campanile cilindrico.
Il borgo venne fondato con ogni probabilità da fuoriusciti di Concordia Sagittaria all’epoca dell’invasione degli Unni e fu oggetto dell’attenzione dei pirati a caccia di bottini facili: si spiegano così le torri di avvistamento e le mura difensive, che ci ricordano, mentre passeggiamo per le belle vie del centro, la dura vita di coloro che un tempo hanno abitato quelle zone e, soprattutto, la difficoltà di preservarne i gioielli più preziosi.
Se ami pedalare, ecco per te un itinerario da Udine a Grado in bicicletta!

Testo e foto di Gianluca Ricci

