Di norma chi va a prendere un traghetto verso nuovi lidi non presta attenzione alla città che ospita il porto, o semplicemente non ne ha il tempo. Quanto al ritorno, neanche se ne parla: finita la vacanza, troppa è la voglia di casa. Riguardo ad Ancona, si tratterebbe di un’occasione sprecata. Quanto c’è da vedere è lì a due passi dalle banchine, e non a caso i croceristi in transito nella bella stagione si dirigono verso il centro storico compiendo la loro visita in poche ore.

Cosa vedere ad Ancona lungo il mare
Già arrivando si sfiorerà la Mole Vanvitelliana, popolarmente chiamata Lazzaretto in quanto fu utilizzata per la quarantena per chi sbarcava provenendo da paesi in sospetto di peste, e più tardi come prigione (ne parla il Casanova nelle sue memorie). Il bell’edificio pentagonale è opera, come ricorda il suo nome, del Vanvitelli che qui ad Ancona lasciò, come si vedrà, altre testimonianze.
Si lasci quindi il camper nella fila d’attesa dell’imbarco, per poi dirigersi verso il varco doganale. Già senza uscire dal porto si possono ammirare uno dietro l’altro il grande arco eretto in epoca romana in onore dell’imperatore Traiano, che ingrandì e fortificò il porto, e alle sue spalle il settecentesco Arco Clementino, costruito su progetto del Vanvitelli.

Si va ora a cercare il varco doganale che porta al centro della città, sbucando su una piazza chiusa da un lato dall’edificio classicheggiante del Teatro delle Muse. Prendendo da qui a sinistra Via della Loggia, fiancheggiata da storici palazzi, ci s’imbatte quasi subito nella straordinaria facciata della Loggia dei Mercanti, quattrocentesca opera di Giorgio da Sebenico in gotico fiorito, e poco più avanti nell’autentico gioiello costituito dalla chiesetta romanica di Santa Maria della Piazza: al suo interno, da una vetrata del pavimento si possono ammirare i mosaici della preesistente basilica paleocristiana.

Proprio di fronte, verso il porto, c’è un antico varco pedonale detto popolarmente “la portella” con a fianco Via Sottomare, quel che resta di un lungo passaggio coperto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che, mirati al naviglio ormeggiato nel porto, distrussero invece buona parte del quartiere limitrofo.
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Cosa vedere ad Ancona nel centro storico
Risalendo alla destra della suddetta chiesa si sbuca a fianco del quattrocentesco Palazzo della Prefettura, con due archi e la torre campanaria; da qui ci s’affaccia in Piazza del Plebiscito (detta anche Piazza del Papa per la statua di Clemente XII, che troneggia in mezzo a una scalinata), chiusa sul fondo dalla chiesa di San Domenico, ove si può ammirare una pala del Tiziano, qui operante negli ultimi anni della sua vita.

Sulla destra della piazza, nel Museo della Città si può ammirare un curioso dipinto seicentesco il cui autore, che evidentemente mai era stato ad Ancona, rappresenta i suoi abitanti vestiti come turchi: in fondo non a caso la città è anche nota come porta d’Oriente.
Dalla chiesa, risalendo verso Corso Matteotti, ecco stagliarsi il massiccio arco Ferretti, risalente al 1220 e popolarmente chiamato “arco di Carola”. Da qui per Via Bernabei si raggiunge Via Pizzecolli, ove s’incontrano altri palazzi storici: fra questi, sulla sinistra, Palazzo Bosdari è sede della pinacoteca e conserva, oltre a una pala del Tiziano, un preziosissimo dipinto del Crivelli.

Poco più avanti si affaccia su una piazzetta la trecentesca chiesa di San Francesco alle Scale, con il bel portale in pietra d’Istria di Giorgio da Sebenico. Proseguendo ancora si sbuca in Piazza Stracca, una sorta di belvedere con vista sul porto e sulla baia. Qui si fronteggiano la chiesa del Gesù, opera del Vanvitelli dalla caratteristica facciata curva, e il Palazzo degli Anziani del XIII secolo, così chiamato perché un tempo ospitava il Consiglio della città.
Più avanti il Palazzo Ferretti è sede del Museo Archeologico, le cui collezioni ripercorrono la storia della città a partire dalla civiltà picena (interessante il sarcofago romano, detto del vinaio per il soggetto del bassorilievo che lo decora).

Nella successiva Piazza degli Scalzi, l’omonima chiesa dalla grande cupola poligonale fronteggia le bifore trecentesche del Palazzo del Senato, a fianco del quale una stradina porta ai resti dell’anfiteatro romano, scoperti solo rimuovendo le macerie dell’ultima guerra.
Dallo Scalone Nappi al teatro delle Muse
Tornando alla piazza, s’imbocca lo scalone Nappi – immortalato da Luchino Visconti nel suo celebre film Ossessione, che girò in parte ad Ancona nell’immediato dopoguerra – per raggiungere la cattedrale di San Ciriaco in stile gotico- romanico, simbolo della città. Ben visibile in cima al colle Guasco, l’edificio fu costruito nel luogo di un preesistente tempio romano (e non greco, come si credeva un tempo) dedicato a Venere. Il campanile isolato al suo fianco era in realtà originariamente una torre di guardia. I leoni del protiro diventano anche più rossi al tramonto, meta tradizionale degli anconetani nelle sere d’estate.

Chi non se la sente di affrontare questa lunga camminata quasi tutta in salita, può raggiungere la chiesa in ascensore: si trova poco oltre Santa Maria della Piazza, alla base di una scalinata che porta al Palazzo degli Anziani (gli orari vanno controllati sul posto).

Tornati in basso, a fianco del teatro delle Muse, da un palazzo all’angolo su cui spicca una decorazione attribuita al Vanvitelli, si imbocca Corso Mazzini (o Corso Vecchio) fino a incontrare la fontana delle Tredici Cannelle o “del Calamo”, perché con tale nome qui sorgeva anticamente una porta a segnare i limiti della città. A fianco della fontana c’è il popolare chiosco dei frutti di mare, famoso anche fuori città per i suoi aperitivi con assaggi di prodotti locali, dalle raguse allo stoccafisso. Ancora qualche passo ed eccoci in Piazza Roma, presieduta dalla pittoresca Fontana dei Cavalli.
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Tornando verso la spiaggia
La nostra visita si conclude qui, ma chi ha ancora tempo può spingersi verso Piazza Cavour, la più bella della città; oltre la quale, passando in mezzo a due edifici in stile razionalista (rispettivamente il Municipio e le Poste centrali) si va ad imboccare l’alberato Viale della Vittoria che si conclude dopo un chilometro contro il Monumento ai Caduti, beffardamente qui chiamato torta nuziale sia per la sua forma, sia perché costituisce un classico fondale per le foto dei matrimoni.

Là sotto c’è il cosiddetto Passetto, la spiaggia degli anconetani. Si può ammirarla dalla scalinata che la raggiunge o dal vicino ascensore, che nella bella stagione funziona al modico prezzo di un euro per l’andata e il ritorno. Dall’alto si scorge la curiosa roccia chiamata “seggiola del papa”; chi ha tempo per scendere passerà davanti a una serie di grotte, usate un tempo come rimessaggio per le barche dei pescatori, oggi come seconda casa dai fortunati possessori.
Si ritorna al porto, comodamente prendendo il filobus il cui capolinea è all’inizio del viale. Scesi in Piazza delle Muse si può coronare la visita alla città con un ultimo bel reperto: passando davanti alla chiesa del Santissimo Sacramento e attraversando una piazza ecco l’ex chiesa di Sant’Agostino di cui resta un magnifico portale del 1460, anch’esso opera di Giorgio da Sebenico. Ora possiamo anche salpare, o riprendere la via di casa.
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Testo e foto di Luigi Alberto Pucci

Dove sostare in camper
Ancona, come tutte le città italiane di una certa dimensione, ha seri problemi di parcheggio. Oltre il Monumento ai Caduti si trovano comunque spazi liberi, usufruiti dai camperisti di passaggio; in alternativa ci si può portare con il camper direttamente davanti alla cattedrale: in un caso o nell’altro si percorrerà all’incontrario l’itinerario proposto. Si ricorda inoltre che è vietata la sosta durante le ore notturne nell’ambito dell’area portuale.
- Area attrezzata nel parcheggio del grande magazzino Auchan; zona industriale Baraccola
- Area attrezzata in Via Marconi di fronte al parcheggio della zona Archi
- Area Attrezzata in Via Sanzio Blasi, Località Posatora
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