La passeggiata a Guarene lungo il paramuro – una sorta di corridoio che in epoca medievale separava le mura di cinta dalle case – regala una splendida vista sulle colline delle Langhe, e nelle giornate limpide si distinguono la torre di Barbaresco e la città di Alba. Anche dal poggiolo, l’ampia balconata che si apre sui vigneti con il fiume Tanaro che scorre sulla valle, si gode un panorama impareggiabile sui dintorni.

Il borgo di Guarene
Dall’ingresso principale del paese, con l’edicola dedicata a Sant’Antonio, raggiungiamo Piazza Roma, il cuore del borgo su cui si affaccia il Municipio costruito nell’Ottocento. In passato la piazza ospitava una tinaia destinata alla pigiatura e alla fermentazione del vino appartenente alla famiglia dei Roero, a testimonianza dell’antica tradizione vitivinicola del territorio. Adiacente al Comune, il Palazzo Re Rebaudengo, restaurato nel 1997, è sede di un museo che raccoglie una pregevole collezione privata.
Percorrendo Via Alessandro Roero, la stradina a ciottoli intitolata all’ultimo discendente della nobile famiglia locale, raggiungiamo il castello che domina la collina, costruito nel Settecento su progetto di Carlo Giacinto Roero che la circondò di giardini. Oggi è un hotel che ha conservato i pregevoli affreschi sul soffitto, gli arredi e le opere d’arte appartenenti alla famie la chiesa della Santissima Annunziata, uno splendido esempio di barocco piemontese. I giardini erano collegati alla chiesa dei Santi Pietro e Bartolomeo da un voltone, un passaggio coperto che permetteva ai padroni di casa e ai loro ospiti di accedere direttamente alla tribuna privata per assistere alle funzioni religiose.
Merita un’occhiata dall’esterno la sconsacrata chiesa di San Michele, documentata sin dal 1379 e attualmente non utilizzata, e vale la pena visitare la pinacoteca che raccoglie tele di artisti quali Felice Casorati, Giacomo Soffiantino e Francesco Tabusso.

Fra le occasioni per visitare il borgo c’è il Cantè j’euv, un’antica tradizione che ancora vive il sabato precedente la domenica delle Palme: gruppi di giovani vanno per cascine cantando e invitando il padrone di casa a uscire e a regalare uova.
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