A un’ora da Roma, il Lago di Bracciano è un meta perfetta da raggiungere in camper, abbinando il relax allo sport all’aria aperta e alle passeggiate tra borghi, rocche e castelli
Bracciano, il castello Orsini-Odescalchi
Indice dell'itinerario

Un tiepido pomeriggio d’autunno alla guida del mio camper: bianche nuvole squarciate da un cielo azzurro si specchiano nell’acqua immobile del lago di Bracciano. Mi sembra di essere finita nella tavolozza di un pittore impressionista. Il kayak scivola silenzioso, una pagaiata dopo l’altra, quasi a non voler disturbare l’arrivo degli uccelli migratori. Lascio alle mie spalle Anguillara Sabazia, un promontorio da cartolina dominato dalla chiesa collegiata. Sulla destra, in lontananza, posso scorgere Trevignano Romano. Davanti a me, in alto sui rilievi, il sole che va verso il tramonto accende la sagoma del castello Orsini-Odescalchi di Bracciano. Qualunque sia la stagione, a qualunque ora del giorno, non mi stanco mai di quest’oasi di natura e tranquillità. In tutte le stagioni c’è sempre qualcosa di nuovo da vivere al lago di Bracciano, una prospettiva inedita che accende la curiosità e invoglia a ritornare, anche in camper.

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Canoe polinesiane sulle acque del Lago di Bracciano
Canoe polinesiane sulle acque del Lago di Bracciano

Nella caldera del vulcano

La forma tondeggiante del Lago di Bracciano, il secondo bacino del Lazio per estensione dopo quello di Bolsena, ne suggerisce l’origine. Si tratta di una vasta caldera, ovvero una depressione formatasi trecentomila anni fa in seguito al crollo della camera magmatica che alimentava il distretto vulcanico sabatino. Inutile cercare sulla mappa un fiume immissario. Le acque pulite del lago, che già nel I secolo dopo Cristo venivano convogliate alla volta di Roma, sono alimentate da sorgenti sotterranee. Mentre l’Arrone, il corso d’acqua considerato l’emissario, va a sfociare nel territorio di Fiumicino. Vediamo allora come vivere il Lago di Bracciano in camper.

In sosta nel centro storico di Bracciano
In sosta nel centro storico di Bracciano

Bracciano

È il principale abitato del lago e l’unico a sorgere in posizione elevata, sulle alture che circondano il bacino. Le origini di Bracciano risalgono all’epoca romana, ma fu nel Medioevo che il borgo si sviluppò grazie all’influenza della famiglia Orsini. Il centro storico, raccolto ai piedi del castello, presenta angoli piacevoli; e non mancano eleganti caffè dove sedersi all’aperto.

Fermati in Piazza IV Novembre, con la sede del Comune e la fontana settecentesca, spesso occupata da mercatini di oggettistica e prodotti tipici. Poco lontano imbocca Via della Collegiata: subito sulla sinistra ecco la chiesa e il convento di Santa Maria Novella, oggi del Museo Civico e dell’archivio storico. Proseguendo sulla stessa via sali fino al duomo dedicato a Santo Stefano, il cui aspetto attuale è del XVII secolo.

Castello Orsini Odescalchi: un camminamento di ronda
Castello Orsini Odescalchi: un camminamento di ronda

Il Castello Orsini-Odescalchi

Con la sua mole imponente il Castello Orsini-Odescalchi è una delle mete più suggestive e interessanti del Lago di Bracciano. La sua storia è legata alla famiglia Orsini, che lo fece costruire intorno al 1475 e vi abitò fino al XVIII secolo. Fu quindi acquistato dagli Odescalchi, che tuttora vi risiedono. Per la visita metti in conto un’ora o anche di più se vuoi visitare con calma i vari ambienti.

Bracciano, Castello Odescalchi: la Sala del Letto Siciliano. Ph. Michela Bagatella
Bracciano, Castello Odescalchi: la Sala del Letto Siciliano. Ph. Michela Bagatella

Nel percorso si passa attraverso l’appartamento nobile, la sala delle armi e la cappella, un gioiello di architettura rinascimentale; quindi si sali all’esterno sulla torre panoramica e i camminamenti di ronda. Non stupisce che numerosi vip internazionali, fra i quali Tom Cruise, lo abbiano scelto quale location per i loro matrimoni: il maniero è in eccellente stato di conservazione, l’ambientazione di assoluto fascino, le vedute verso il lago davvero impareggiabili.

Una veduta di Anguillara Sabazia dal lungolago
Una veduta di Anguillara Sabazia dal lungolago

Anguillara Sabazia

Il nucleo antico, adagiato su un promontorio proteso verso il lago, è un intrico di vicoli, viuzze e ripide scalinate. Vale la pena di percorrerli fino a raggiungere la facciata della chiesa di Santa Maria dell’Assunta, costruita nel XVII secolo in posizione dominante sul borgo. Continuando a passeggiare incontrerai la cinta muraria che racchiudeva il quattrocentesco torrione, circondato dai giardini. Da qui scendi verso l’imponente Palazzo Baronale Orsini, elegante sede del Comune: anche senza entrarci puoi intravedere gli affreschi che decorano i soffitti delle sale.

Anguillara, la Porta dell'Orologio
Anguillara, la Porta dell’Orologio

Sei in prossimità della porta cinquecentesca, sormontata da un orologio. Da qui al lungolago sono pochi minuti a piedi. Dal pontile, tra Pasqua e la fine di settembre, un battello turistico effettua in circa due ore il giro del bacino, con tappe a Trevignano Romano e sul lungolago di Bracciano. Negli altri mesi, la calma assoluta regna sullo specchio d’acqua.

Un ritrovamento straordinario

Nel sito archeologico subacqueo della Marmotta, nei pressi di Anguillara, alcune campagne di scavo condotte tra il 1992 e il 2006 hanno restituito le tracce di un insediamento neolitico. Di particolare rilevanza le cinque piroghe rinvenute quasi integre, databili tra 7.000 e 7.500 anni fa, insieme a vari oggetti legati alla navigazione. Un recente studio condotto dal Museo delle Civiltà di Roma e l’Università di Pisa ha confermato che si tratta delle più antiche canoe neolitiche d’Europa.

Vigna di Valle, un velivolo al Museo dell'Aeronautica Militare
Vigna di Valle, un aeroplano al Museo dell’Aeronautica Militare

Vigna di Valle, nella storia dell’aviazione

Le sponde del Lago di Bracciano offrono l’occasione di visitare il Museo Storico dell’Aeronautica Militare, una dei più importanti esposizioni al mondo nel suo genere. Inaugurato nel 1977 e interamente ristrutturato in occasione del centenario della fondazione dell’Aeronautica Militare, il percorso di visita si snoda attraverso quattro enormi hangar che ospitano una vastissima collezione di velivoli. Si spazia dagli aeromobili in uso durante la Prima Guerra Mondiale ai moderni esemplari.

E non mancano pezzi straordinari come un pallone aerostatico di Garnerin, risalente agli inizi dell’Ottocento, e uno dei primi dirigibili dell’esercito italiano. Consiglio di effettuare il tour insieme a una delle guide del museo, prodighe nel rivelare notizie e dettagli sulla storia dell’aviazione, offrendo l’occasione di ripercorrere più di un secolo di storia dei conflitti mondiali. Negli spazi esterni, affacciati sul lago, non manca un ampio parcheggio adatto anche ai camper.

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Una veduta aerea di Trevignano Romano
Una veduta aerea di Trevignano Romano

Trevignano Romano

Continuano il giro in camper lungo il lago di Bracciano, notiamo che anche a Trevignano Romano è tangibile l’influenza della famiglia Orsini. Al loro nome è legata la rocca, raggiungibile a piedi con una passeggiata (l’ultimo tratto è su sentiero) che tocca anche la chiesa parrocchiale dell’Assunta.

Ma la prima cosa che devi fare arrivando a Trevignano Romano è rilassarti sul lungolago, sostando in uno dei tanti locali e fermandoti alle bancarelle del mercatino domenicale in piazzale del Molo.

Trevignano Romano, la Torre dell'Orologio
Trevignano Romano, la Torre dell’Orologio

Poi con calma esplora il nucleo storico, un curato gioiellino a pochi passi dallo specchio d’acqua. Il punto di riferimento è Piazza Vittorio Emanuele, con un bel caffè dove sederti all’ombra dell’antica Torre dell’Orologio.

Reperti di età etrusca al Museo Civico Archeologico di Trevignano Romano
Reperti di età etrusca al Museo Civico Archeologico di Trevignano Romano

Di fronte, varca la soglia del Palazzo del Municipio: il piano terreno ospita il Museo Civico Archeologico. Qui sono esposti vari reperti – tra cui urne cinerarie, vasi dipinti e gioielli – provenienti dalla necropoli etrusca di Trevignano, che proverebbe l’esistenza di un centro etrusco romano da alcuni ritenuto l’antica Sabatia.

Un reperto di età etrusca al Museo Civico Archeologico di Trevignano Romano
Un reperto di età etrusca al Museo Civico Archeologico di Trevignano Romano

Il parco naturale Bracciano Martignano

È una delle più importanti riserve naturali del Lazio, e tra quelle che possono vantare la maggiore biodiversità. Istituito nel 1999, il Parco Naturale Regionale Bracciano Martignano tutela un’area assai vasta a cavallo fra tre province e dieci comuni. Si va dalle sponde del Lago di Bracciano alla faggeta
di Oriolo. Dal piccolo Lago di Martignano al bosco di Macchia Grande e alla Caldara di Manziana. Dai 160 metri di altitudine del bacino maggiore agli oltre 600 del Monte Rocca Romana.

A ciò corrispondono una vegetazione assai diversificata – dai boschi di latifoglie alle zone umide, passando per le macchie mediterranee – e una grande varietà di specie presenti. Le tranquille acque del lago, anche grazie al divieto di utilizzo di imbarcazioni a motore, sono un rifugio di primaria importanza per l’avifauna migratoria. Tra le specie più comuni troviamo aironi, folaghe, cormorani, falchi, gufi e numerosi passeriformi.

L'area di sosta Blue Lake camper di Trevignano Romano
L’area di sosta Blue Lake camper di Trevignano Romano

Informazioni utili per sostare al lago di Bracciano in camper

Lazio-Lago di Bracciano-mappa

Dove sostare in camper al lago di Bracciano

Raggiungere Roma in treno

Sono due le stazioni ferroviarie nelle vicinanze del lago di Bracciano, posizionate lungo una delle due linee che collegano Roma a Viterbo. La stazione del treno di Bracciano si trova a pochi passi dal centro della cittadina. Quella di Anguillara Sabazia, a quattro chilometri dal borgo, è collegata da un servizio navetta. La linea effettua varie fermate urbane tra cui Valle Aurelia (coincidenza linea A della metropolitana), San Pietro (ideale per raggiungere la basilica di San Pietro e i Musei Vaticani ), Trastevere (scalo utile per il rione Trastevere) e Ostiense (linea B della metropolitana).

Testo di Michela Bagatella

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