Piccolo manuale per la visita pleinair di Genova: dallo spettacolare palcoscenico marino del Porto Antico alle vie del centro storico, fino alle pendici delle alte colline. E una volta trovato l'approdo giusto, è tutta una scoperta
Indice dell'itinerario

Alla scoperta di Genova in camper, dai siti patrimonio Unesco ai suoi inconfondibili carruggi. Grazie al suo centro storico medievale di ben 113 ettari, tra i migliori conservati in Europa, Genova si presenta con un intreccio di carruggi stretti, bui e libertini, piazze e palazzi storici che la rendono una meta affascinante per chi è alla ricerca di arte, storia, odori e sapori nate dall’intreccio di culture diverse che nei secoli si sono incontrate nel suo magnifico porto. Diversità che convivono, atmosfere tradizionali ed esotiche insieme: il più colorato melting pot italiano tiene lo sguardo al mare, agli arrivi e alle partenze, per continuare a bilanciare il vecchio e il nuovo, il ricco e il povero. Anche per un weekend in camper.

Genova, un crocevia di storie

Piazza de Ferrari_Genova

Nel Porto Antico e nel bacino mercantile sbarcano uomini e merci da ogni latitudine, e nell’inconfondibile Palazzo San Giorgio, con le facciate interamente ad affresco, venne fondato l’omonimo Banco (secondo alcuni si tratta della prima vera banca moderna). Proprio nei vicoli di fronte si trova ancora oggi il miglior cambio al nero per chi arriva da lontano, con pochi soldi in tasca e grandi speranze. Ma c’è anche chi parte, da questa patria di grandi navigatori: se è certo che a Genova ebbe i natali Andrea Doria, è convinzione diffusa che anche Cristoforo Colombo fosse di qui.

E non a caso la città conserva alcune delle più grandi raccolte sulla natura e sui popoli della terra, dall’imperdibile Acquario al Galata Museo del Mare al Centro Nazionale sull’Antartide, passando per il Museo d’Arte Orientale e il Museo delle Culture del Mondo di Castello D’Albertis.

I palazzi del centro storico

Pur dominando una delle più potenti repubbliche della nostra storia, fin dal ‘500 Genova ospitò le vacanze dei sovrani d’Europa nelle dimore patrizie della Strada Nuova, nelle fresche stanze del Palazzo Ducale che fu sede governativa per sei secoli, nei sontuosi giardini di Palazzo Doria o nelle corti porticate di Palazzo Reale, in Via Balbi. Per contro, genovese era Giuseppe Mazzini che qui fondò la Giovine Italia, si nascose in compagnia di Garibaldi e tramò con il concittadino Goffredo Mameli, come ricorda il bel Museo del Risorgimento da poco rinnovato per il bicentenario mazziniano.

Un sepolcro del Cimitero Monumentale di Staglieno.

Qui perfino la morte riesce a essere originale: il Cimitero Monumentale di Staglieno, dove le statue di angeli dai volti delicati e pie vedove in merletti si alternano a muse pagane e tempietti ellenizzanti, è considerato tra i più importanti d’Europa. Accanto al suo Pantheon riposano artisti e letterati genovesi e non – tra loro Fabrizio De André, Federico Sirigu, Fernanda Pivano, Edoardo Sanguineti – e tanti patrioti non solo risorgimentali – lo stesso Mazzini, Nino Bixio e Michele Novaro, il compositore dell’inno nazionale, ma anche Ferruccio Parri, partigiano e presidente del Consiglio del primo governo di unità nazionale nell’Italia libera dal nazifascismo.

Aree di sosta camper e parcheggi a Genova

La Superba non ha la fama di essere camper-friendly, ma qualche buon approdo non manca: un’area attrezzata in via Funtanin 1 presso Pons Caravan, il Marina Park in via della Marina e il Parking garage Olimpo in via Bellucci. Altrimenti bisogna optare per i campeggi, più lontani dal centro città.

Gli irriducibili della sosta libera possono invece far rotta verso le colline a pochi chilometri dal centro, che offrono molteplici occasioni in incredibili parcheggi panoramici nel verde degli alpeggi dell’Alta Via, con vedute spettacolari sulla Lanterna e sul Porto Antico.

Da lassù partono sentieri di montagna tra vette scistose, prati fioriti e laghetti verde smeraldo dall’atmosfera alpina, ma che in un attimo digradano verso valle. C’è addirittura una sorta di grande muraglia, un’antica rete di torri e fortificazioni collegate da facili trekking adatti alla famiglia e comodamente raggiungibili dal centro con la funivia storica.

Passeggiate perfette anche per chi è appassionato di farfalle o di fragoline di monte o per chi vuol visitare un monastero isolato, dalla superba vista sul mare, che sa far sorridere anche il più anticlericale dei mazziniani per il grande presepe animato fatto di nocciole, noci e pigne, con tanto di struzzi, stambecchi, lepri, scoiattoli, taglialegna e lavandaie.

A spasso per la città

L’acquario di Genova

Il nostro itinerario è pensato per una permanenza di qualche giorno che possa accontentare grandi e piccini, con visite culturali e ludiche da alternare alle escursioni. A meno di non essersi organizzati in altro modo, conviene dirigersi all’Acquario – ben indicato sin dall’autostrada – approfittando subito della preziosa possibilità di sosta. Il biglietto cumulativo alle strutture del Costa Edutainment, che può essere utilizzato per un ingresso a tutte le attrazioni (l’Acquario e la Foresta dei Colibrì, la Biosfera, il Museo del Mare, la Città dei Bambini, l’ascensore panoramico Bigo e la visita al sommergibile Nazario Sauro), è valido un anno e offre uno sconto del 50 per cento sul prezzo del parcheggio. E’ la soluzione più immediata per raggiungere sia il centro storico e gli altri musei, sia la funicolare Zecca Righi per la salita ai forti.

L’Acquario

L’Acquario, con le nuove presenze di lamantini e pinguini e con gli imperdibili squali, delfini e piranha o le vasche tattili delle razze, focalizzerà l’attenzione dei bambini; ma l’area del Porto Antico offre oggi sempre più, tanto che può essere utile spezzare la visita in due giorni. Alla Biosfera, ricavata nella bolla disegnata da Renzo Piano, si passeggia liberi tra farfalle tropicali e ibis rossi, e interessantissimo è il Galata Museo del Mare, ben lontano dalle accademiche esposizioni di storia.

Ci si può improvvisare galeotti salendo appunto su una galera, la nave remiera dell’antico porto, oppure si può immaginare di dover affrontare mari in tempesta imbarcandosi come emigranti, con tanto di controllo passaporti prima di salire su un piroscafo in partenza per le Americhe, vivendo una traversata nelle cuccette ricostruite di terza o prima classe. Davvero unica la nuova attrattiva inaugurata nel maggio di quest’anno: la visita al sommergibile S518 Nazario Sauro è un’esperienza emozionante in cui ci si può sentire comandanti di un mezzo da guerra sotto il livello del mare, anche se saldamente ancorati al molo.

Città dei bambini

Ormai classica la salita al Bigo, altra struttura uscita dalla matita di Renzo Piano che ricorda le gru scaricamerci: un ascensore panoramico dalla cabina trasparente sale ruotando fino a un’altezza di 40 metri, assicurando una vista a 360 gradi sulla città. Chi ha figli piccoli può invece portarli nella Città dei Bambini, un concentrato di attività ludico-didattiche diviso per fasce di età, che permettono di scoprire l’elettricità o la forza dell’acqua, la vita in un formicaio o una moderna sala di regia, l’arrampicata sportiva o la magia delle bolle di sapone; e quando si decide che i pargoli ne hanno avuto abbastanza, si può partire per una passeggiata in centro.

Cattedrale di San Lorenzo

A qualche decina di metri dal mare ecco le inconfondibili strisce che caratterizzano la cattedrale di San Lorenzo. Due leoni ottocenteschi all’ingresso custodiscono un duomo medioevale con begli affreschi e sculture di varie epoche; nel Museo del Tesoro si trovano numerose opere di una certa importanza tra cui il Sacro Catino, un piatto verde che per secoli contese al Santo Cáliz di Valencia il titolo di Graal.

Leone ingresso cattedrale di San Lorenzo Genova
Uno dei leoni all’ingresso della cattedrale di San Lorenzo

Piazzetta delle Erbe

Proseguendo, si arriva in Piazza Giacomo Matteotti e quindi in Piazza Raffaele De Ferrari, su cui si affacciano il Palazzo Ducale e il Teatro Carlo Felice. Una breve deviazione sulla destra, tagliando Via di Porta Soprana, porta alla Piazzetta delle Erbe, il salotto culturale di Genova, dove si possono trovare mercatini di libri con letture di poesie, raccolte di antiquariato e banchi di spezie esotiche.

Strada Nuova

Dal Vico della Casana attraversiamo ora Via dei Macelli di Soziglia, con la Loggia della Mercanzia in fondo a sinistra e Piazza Fontane Marose a destra; di fronte, superando la chiesa della Maddalena, si arriva in Via Garibaldi, la cinquecentesca Strada Nuova dove si trovano le collezioni d’arte di Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, un percorso museale nei saloni che appartennero all’aristocrazia cittadina.

Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo

Percorsa Via Lomellini, sede del Museo del Risorgimento, risaliamo la piazza con la facciata neoclassica della Santissima Annunziata del Vastato e l’universitaria Via Balbi sino a trovarci di fronte all’ingresso del Palazzo Reale, il cui museo custodisce tra l’altro splendide tele del Guercino, di Anton van Dyck e di Luca Giordano. Giusto alla fine della via, appena prima della stazione, lo storico impianto dell’ascensore di Montegalletto conduce al Museo delle Culture del Mondo di Castello D’Albertis.

Oltre alle sezioni di etnomedicina e di musiche dei popoli, la raccolta comprende fotografie e souvenir dei viaggi dell’eccentrico proprietario della dimora (costruzione neogotica sui resti di una fortificazione del XVI secolo), che a cavallo fra l’800 e il ‘900 compì per tre volte il giro del mondo e una volta il periplo dell’Africa, viaggiando per mare e per terra e allestendo ben 103 orologi solari in tutto il pianeta, di cui dieci al castello. Da qui il ritorno verso il punto di partenza guadagna indubbiamente di fascino se si percorre tutta la Via di Prè fino a quella Via del Campo ritratta da Fabrizio De André.

Forti e sentieri

La pista che s’inerpica al Forte Puin.

I forti che dominano Genova sono in gran parte allargamenti e consolidamenti delle strutture della Repubblica ad opera dei regnanti di Sardegna, decisi a proteggere da eventuali attacchi francesi il territorio ligure che avevano da poco annesso. La salita agli itinerari dei parchi urbani si effettua con la storica funicolare Zecca Righi, che da Largo della Zecca (alla fine di Via Cairoli) sale fin sotto la Torre della Specola, a ridosso del Forte Castellaccio.

Forte Castellaccio

Il punto di partenza dell’escursione è raggiungibile anche in auto dall’uscita Genova Est seguendo le indicazioni per Parco Peralto, ma questo percorso è assolutamente impraticabile da camper e caravan perché si attraversano due porte di altezza ridottissima, ponti con portata massima di 20 quintali e tornanti strettissimi che costringono alla manovra perfino una station wagon. Parzialmente restaurati, i forti non sono visitabili all’interno, ma il loro profilo regala un’attrattiva particolare ai sentieri; l’itinerario proposto si può percorrere in meno di 4 ore.

Forte Sperone

Dal piazzale del capolinea, a circa 300 metri di quota, si sale lungo le mura oltre l’osservatorio astronomico prendendo a destra al bivio che supera con un fossato il punto d’accesso alla prima costruzione militare, poco visibile tra la vegetazione. Superato il Forte Sperone, già a 450 metri di quota, si esce dalla strada asfaltata con il “cancello dell’avvocato” per immettersi nell’Anello del Diamante; la scoscesa sterrata, stretta e segnata con un cerchio rosso, prosegue indicata come accesso all’Osteria delle Baracche, della quale approfittare per un ottimo spuntino.

Forte Puin

Superata la locanda si segue il Sentiero delle Farfalle, con cartelli che insegnano a riconoscere i numerosi lepidotteri (visibili soprattutto in primavera). Il percorso devia a sinistra verso la collina inerpicandosi verso il Forte Puin, ben restaurato ma di proprietà privata, da cui si intravvedono alcune delle curve più panoramiche della ferrovia Genova-Casella, una delle rare linee a scartamento ridotto ancora in funzione.

Forte Diamante

Scendendo dal versante opposto della collina, lungo il sentiero già si riconosce sullo sfondo la sagoma del Forte Diamante: il tracciato sale dolcemente con un primo tratto in ombra, poi diventa una lunga pista erbosa, panoramica su entrambi i lati, e si arrampica bruscamente sino all’edificio. Gli ultimi tornanti portano a 667 metri di altitudine in prossimità di una selletta che conduce anche a un’antica neviera.

Forte Begato

Nei giorni feriali di bassa stagione, due o tre veicoli di piccole dimensioni possono trovare posto in prossimità della chiesa della Madonna del Garbo, indicata dal centro, parcheggiando nel piccolo piazzale panoramico; avendo cura di non intralciare le manovre degli autobus di linea, nella piazzetta è tollerata la sosta notturna. Da qui, seguendo il sentiero segnalato da un pallino rosso, si raggiunge il Forte Begato, a poca distanza dallo Sperone, passando di fronte al Museo di Storia e Cultura Contadina.

Leggi anche: “Borghi della Liguria in camper: i 6 da non perdere”

Sull’Alta Via di Ponente

Il Sentiero delle Farfalle.

Per raggiungere gli 800 metri delle cime che caratterizzano gli immediati dintorni della città si esce dall’autostrada al casello di Genova Bolzaneto, in Val Polcevera, e si seguono le chiare indicazioni per il santuario della Madonna della Guardia. La strada più ampia e scorrevole è quella che costeggia il torrente passando Pontedecimo e Isoverde, mentre la più rapida ma stretta è quella di Ceranesi che si trova proprio alla base del Monte Figogna, su cui sorge il santuario.

Nonostante le curve e la carreggiata ridotta, vale la pena salire a questo luogo mariano attivo sin dal ‘500, accolti da un ampio e ombreggiato parcheggio panoramico. I buoni camminatori non perdano inoltre il sentiero che in circa 9 chilometri scende fino a San Quirico ripercorrendo il vecchio tracciato della guidovia, un trenino su gomma che dal 1929 al 1967 portò i pellegrini al santuario; fino alla realizzazione della strada nei primi anni ’60, infatti, la struttura era raggiungibile solo a piedi o grazie a questo curioso tram di montagna. I primi 2 chilometri, sino alla galleria, sono i più panoramici e i meno faticosi per il rientro.

Piani di Praglia

Da qualsiasi strada si arrivi a Ceranesi e a Gazzolo si incontrano le indicazioni per gli 850 metri dei Piani di Praglia: ed è quassù che si nasconde il paradiso camperistico genovese. I tratti asfaltati che conducono al confine con il Piemonte sono costeggiati da piazzali sterrati dove pernottare tranquillamente e fare colazione con vista assicurata. Partendo dalla carrozzabile che sale da Campomorone verso i Piani si raggiunge la selletta di Prou René (825 m), in prossimità di un parcheggio con area picnic e cartellonistica: qui inizia il bel Sentiero Naturalistico dei Laghi del Gorzente, un itinerario ad anello di media difficoltà che segue in parte il tracciato fra il Passo dei Giovi e il Turchino.

L’Alta Via di Ponente

Dal parcheggio la sterrata supera una costruzione e diventa un sentiero nel bosco di aghifoglie, sino alla bella conca di Prato del Gatto e al Giogo di Paravanico. Sulla sinistra rimangono le antiche neviere, mentre si incontra la strada bianca utilizzata dai veicoli fuoristrada per raggiungere i laghi. Si può scegliere di seguire il brecciato, più breve ma meno panoramico; in alternativa, le frecce di legno del sentiero seguono l’Alta Via di Ponente dalla biforcazione di Prato Leone all’Osservatorio del CAI (905 m). Il Bric di Guana, poco oltre, è il tratto più elevato del percorso (964 m), da dove si ridiscende verso il Lago Lungo: giunti sulle sponde, si può attraversare il bacino sulla diga bassa di Lago Bruno e costeggiare lo stesso Lago Lungo, oppure seguire la sterrata sul lato superiore che ritorna verso il parcheggio.

Appena qualche tornante dopo il Prou René si può infine raggiungere il Passo dei Piani di Praglia, dopo il quale la strada svolta verso nord. Qui, da un ampio e comodo parcheggio con possibilità di sosta notturna, parte il sentiero per Monte Pennello, Punta Martin e Rocca del Garsello: le palestre degli alpinisti genovesi, una meta perfetta anche per chi ama camminare in montagna occhieggiando i riflessi del mare.

Testo di Federica Botta Foto di Alessandro De Rossi

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