Il borgo pontino è una meta ideale per una giornata di svago tra natura, storia e meraviglie architettoniche d’ogni epoca
Indice dell'itinerario

Un monumento della natura, un grande luogo della storia. La doppia definizione si adatta bene a Gaeta, città romana diventata nell’Ottocento una piazzaforte dei Borboni, e al vicino promontorio di Monte d’Orlando, difeso verso il mare aperto dalla scogliera della Montagna Spaccata. In vista delle rocce, la spiaggia di Serapo consente un bagno di fine stagione. 

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Gaeta, spiaggia di Serapo
Gaeta, spiaggia di Serapo

Il centro storico di Gaeta

Nel centro storico – che guarda verso il golfo di Gaeta, la città di Formia e i Monti Aurunci – è da non perdere una visita alla cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano, costruita intorno al Mille e affiancata da un elegante campanile. All’interno, bassorilievi antichi e pavimenti cosmateschi si affiancano al fastoso altare barocco. Proseguendo nel centro storico si raggiungono il museo diocesano, la pinacoteca e la chiesa di San Francesco.

Il castello, che è stato a lungo un carcere militare, è oggi in fase di restauro. Dall’altra parte del promontorio, da un posteggio oltre il quale la strada scende in direzione di Serapo, si sale al santuario della Montagna Spaccata, arroccato sulla scogliera.

Gaeta, la falesia dal belvedere del Santuario
Gaeta, la falesia dal belvedere del Santuario

I dintorni

Una scalinata permette di inoltrarsi nella spaccatura della roccia, che secondo la tradizione è stata creata da un terremoto avvenuto al momento della morte di Cristo. Altri gradini portano al livello del mare nella Grotta del Turco, un magnifico arco naturale. Inizia dal santuario il viottolo che sale verso il Monte d’Orlando, tutelato dagli anni Ottanta e inserito dal 2004 nel Parco della Riviera di Ulisse.

La stradina sale in una fitta lecceta; da un tornante la si lascia per salire verso destra su un sentiero che porta ad affacciarsi sulla scogliera, alta un centinaio di metri e percorsa da difficili vie di arrampicata. Il luogo è comodo, ma richiede attenzione. Più in alto si toccano i monumenti che ricordano l’assedio del 1860-’61 che segnò la fine del Regno delle Due Sicilie.

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Gaeta, una polveriera borbonica
Gaeta, una polveriera borbonica

Da uno slargo si visitano le polveriere Carolina, priva di tetto, e Real Ferdinando, che ospita un museo dedicato all’area protetta. Un viottolo porta alla polveriera Trabacco, che ospita il nuovo Museo del Mare. Continuando a salire si raggiunge l’ingresso della Batteria Anulare, della fine del XIX secolo, saltuariamente aperta alle visite. Un sentierino conduce a un affaccio verso la fortezza e il centro di Gaeta. Un’ultima scalinata porta alla spianata sommitale, dove sono il faro e il mausoleo di Lucio Munazio Planco, il notabile romano originario di Gaeta che fondò la città di Lione. La passeggiata, soste incluse, richiede un paio d’ore. 

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Testo e foto di Stefano Ardito

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