Se è vero che ciascuna isola della Grecia rappresenta un mondo a sé stante, è altrettanto vero che alcune evidenziano una singolarità paesaggistica così spiccata da rimanere impresse più delle altre. Come Lemno, un’isola guardinga, che svela le sue bellezze in modo discreto a chi sa farsene ammaliare.
Con i suoi 476 chilometri quadrati, l’ottava isola greca per dimensione galleggia nel blu intenso dell’Egeo settentrionale a 84 miglia da Lesbo e a 70 da Kavala, la città sulla terraferma da cui si salpa per raggiungerla.

Leggendaria tappa del viaggio degli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, è una meta ancora poco gettonata se si escludono gli appassionati del kitesurf che frequentano il golfo nordorientale di Keros. Fatta eccezione per le prime due settimane di agosto, qui è ancora possibile trovare spiagge in cui l’unica compagnia è lo sciabordio delle onde o il soffio impetuoso del meltemi. Pur non essendo presenti dei campeggi veri e propri, gli spazi per la sosta sono ampi e numerosi, facilmente raggiungibili da ogni tipologia di mezzo e distribuiti su tutto il territorio.
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A differenza di altre isole greche qui non troverete aspre rupi e monti scoscesi, ma dolci colline e morbidi declivi inframezzati da distese di campi coltivati che finiscono in mare bordeggiando lunghe spiagge sabbiose e poco profonde. È il medesimo territorio che ospita siti archeologici di straordinaria importanza, un vero e proprio deserto, aree umide diventate la meta invernale di una variegata avifauna, sorprendenti concrezioni rocciose di origine vulcanica, spiagge chilometriche e calette raccolte. Questo e molto altro offre l’isola che secondo la tradizione offrì dimora ad Efesto, dio della metallurgia, cacciato dall’Olimpo da Zeus. Ed Efesto da lì non ha più voluto andarsene.
4 siti archeologici
Il santuario dei Cabiri

Collocato a nord della baia di Tigani, nella parte orientale dell’isola, sulla punta di Capo Chloe a picco sul mare, il santuario dei Cabiri era il luogo sacro in cui si svolgevano le cerimonie misteriche dedicate agli dèi Cabiri, pronipoti di Efesto che lo aiutavano a forgiare i metalli. La Scuola Archeologica Italiana di Atene ha riportato alla luce numerose testimonianze scultoree e architettoniche di questo importante sito. Ben leggibili sono la basilica romana e i due telesterion, gli edifici di culto delle iniziazioni, uno arcaico e uno ellenistico dotato di un lungo portico colonnato.
Per completare la visita è opportuno portarsi in uno zainetto costume, scarpette da acqua e asciugamano: una ripida scaletta conduce alla grotta di Filottete. Si tratta di una roccia solcata da una fenditura dalla quale si può entrare in acqua per uscire da un’apertura poco distante, immersi in un paesaggio davvero mitologico. Secondo la narrazione epica, qui il guerriero Filottete fu morso da un serpente e abbandonato dai compagni durante la navigazione per raggiungere Troia.
Efestia

Abitata ininterrottamente dal 1600 a.C. al 600 d.C., Efestia è stata la più grande e popolosa città dell’isola di Lemno. Situata a sud della baia di Tigani, venne riportata alla luce nel XVI secolo. Successivamente il sito fu oggetto di studio da parte della Scuola Archeologica Italiana di Atene, che ancora oggi vi conduce nuove prospezioni. Dell’antica città si sono conservati il teatro, le mura ciclopiche e il santuario, distribuiti all’interno di n tessuto urbano articolato e comunque ancora riconoscibile.
Poliochni
L’insediamento preistorico di Poliochni, fondato intorno al terzo millennio avanti Cristo, è considerato la prima città fortificata d’Europa. Situato nella parte sudorientale, nei pressi dell’abitato di Kaminia, divenne anch’esso oggetto dell’interesse della Scuola Archeologica Italiana di Atene, che a partire dagli anni Trenta del secolo scorso ne fece riaffiorare i resti.
L’individuazione, nel mezzo del tessuto urbano, di un’ampia sala dotata di sedute in pietra induce a pensare che lì si riunisse il parlamento della città, considerato per questo il più antico d’Europa. Da uno scavo effettuato nelle vicinanze intorno al 1885 proviene la celebre “stele di Kaminia”: lo studio del suo alfabeto fornirebbe una prova per attribuire un’origine orientale alla civiltà etrusca.
Tempio di Artemide
Poco fuori dalla città di Myrina, nei pressi della spiaggia di Avlona, si trovano i resti del tempio di Artemide, a pochi metri dalla battigia. Per visitarli bisogna entrare all’interno dell’Hotel Porto Myrina Palace e chiedere alla reception il permesso di scendere con l’ascensore in giardino. Qui, fra ombrelloni e tavolini, emergono le fondamenta di un edificio sacro dedicato alla dea della caccia.
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5 mete tra storia e fede
Myrina

È la città più grande e popolosa dell’isola, il centro nevralgico dell’intera comunità. A colpire, appena scesi dal traghetto, sono i resti imponenti della fortezza veneziana del XIII secolo. Dominano il paesaggio dall’alto di un promontorio che separa l’abitato dalla spiaggia cittadina. In venti minuti a piedi si sale in cima e da lì lo sguardo può spaziare verso le tre baie che si stendono lungo la costa occidentale dell’isola.
La visita è libera e non è difficile imbattersi in uno dei cervi che pascolano indisturbati, discendenti dei tre esemplari che gli abitanti di Rodi donarono agli isolani negli anni Settanta. Due sono le strade dello struscio serale, la Kida, via pedonale di collegamento al porto antico (dove si trovano utilissimi bagni pubblici e un ampio parcheggio valido per ogni evenienza) e il lungomare Navarchou Kountourioti, costellato di bar e taverne per ogni gusto e tasca.
Panagia Kakaviotissa

Si tratta di una chiesa completamente priva di tetto, realizzata nel XIV secolo all’interno di un’enorme cavità in cima al Monte Kakavos. Si raggiunge deviando a destra sulla strada che collega Myrina a Therma: una volta parcheggiato il mezzo, occorre camminare una mezz’ora lungo un sentiero abbastanza agevole ma comunque accidentato (munirsi di calzature adeguate). La vista del complesso e del panorama ripaga di ogni sforzo.
Chiese di Aghios Nikolaos

Subito a sud di Myrina, la chiesa di Aghios Nikolaos è posta in una posizione panoramica, sulla sommità di una penisola che racchiude il porto. Meno conosciuta, e anch’essa intitolata ad Aghios Nikolaos, è la chiesetta costruita su un isolotto presso Pounda Kalogeraki.
Kotsina
La spiaggia e minuscolo abitato di Kotsina, situati al centro dell’isola sulla costa settentrionale, verrebbero quasi ignorati se sul promontorio che domina l’una e l’altro non ci fosse la chiesa di Zoodochos Pighì, di epoca tardo bizantina. Realizzata su una preesistente fortezza di cui restano visibili le fondamenta, custodisce una fonte d’acqua sacra alla quale è possibile scendere attraverso un cunicolo. All’esterno si erge la statua dedicata a Maroula, un’eroina locale che, secondo la tradizione, nel 1478 avrebbe spronato gli isolani alla resistenza contro gli Ottomani afferrando una spada dalle mani del padre morente e lanciandosi contro i nemici.
Cimiteri militari
Sull’isola sono presenti due cimiteri di guerra, uno poco fuori Moudros, il centro più importante dell’isola dopo Myrina, e uno a Portiano, più piccolo del precedente. Entrambi accolgono le spoglie dei soldati australiani, neozelandesi, britannici, indiani e francesi che morirono durante la campagna bellica del 1915 per la conquista (non riuscita) dello stretto dei Dardanelli. A quell’epoca l’isola di Lemnos divenne la base operativa per le operazioni militari contro l’esercito ottomano. Nonostante sia trascorso più di un secolo, i due luoghi sono conservati in maniera impeccabile, a perenne ricordo di quella immane tragedia.
7 spiagge da sogno
Evgatis
Un’ampia spiaggia sabbiosa sulla costa sudoccidentale lungo la strada che collega Myrina a Kontias, grazioso villaggio caratterizzato dalla presenza di alcuni mulini a vento da poco ristrutturati. Un paio di strutture garantiscono qualche metro di spiaggia attrezzata, ma il resto è completamente libero. Il suo ingresso si trova in corrispondenza di una stradina sterrata alla fine del lungo rettilineo verso Kontias.
Aghios Ioannis
Una spiaggia di sabbia e sassi, bandiera blu per la qualità dei servizi offerti (tra cui docce e acqua corrente); va detto che i colori del mare non sono pari a quelli ammirati in altri litorali, se si esclude la parte più meridionale, nei pressi del porticciolo. Si trova qualche chilometro a nord del capoluogo Myrina.
Gomati

È una delle spiagge più belle dell’isola. Posizionata all’estremità nordoccidentale, nei pressi del deserto di Ammothines, è una lunghissima mezzaluna sabbiosa all’estremità della quale si trovano un beach bar e una taverna. Le acque sono cristalline e permettono di godersi bagni davvero rilassanti. Una delle sue peculiarità è rappresentata dalla presenza su una duna di un vecchio carro armato, con il cannone rivolto verso il mare, abbandonato alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Aghios Ermolaos
Piccola spiaggia in sabbia e sassi a breve distanza da Capo Falakro. È dotata di alcuni ombrelloni fissi e un paio di gazebo coperti di frasche, utili per difendersi dal sole. Passeggiando sulle rocce che la circondano, in una piccola rada è possibile individuare alcune formazioni rocciose simili a quelle del parco geologico.
Chavouli
Mare fra il verde, l’azzurro e il turchese, in una baia di modeste dimensioni ma ben riparata e non particolarmente frequentata. Si trova a sud di Moudros ed è una valida alternativa alla più famosa Fanaraki, posizionata qualche chilometro più a nord.
Fanaraki

A buon diritto è una delle spiagge più celebrate di Lemnos. In realtà le spiagge sono due, Megalo (grande) Fanaraki, con ampio parcheggio e lunga striscia di sabbia bianca, ben riparata dalle rocce che la circondano; e Mikro (piccola) Fanaraki, incastonata fra le rocce. Peccato che d’estate sia interamente occupata da ombrelloni e lettini.
Neftina
È il luogo migliore per una bella nuotata dopo la visita al santuario degli dèi Cabiri, da cui è separata da uno scosceso tratto di costa. Raggiungibile attraverso una stradina sterrata – poco adatta ai mezzi ingombranti – è annoverata fra le migliori spiagge dell’isola.
3 meraviglie di natura
Deserto di Ammothines

Secondo gli abitanti dell’isola, quello collocato a nord del borgo di Katalakkos sarebbe l’unico vero deserto del continente europeo, in quanto presenta tutte le caratteristiche geologiche specifiche di tale habitat. Se non è l’unico, con i suoi sette ettari di estensione di sicuro è il più piccolo. Camminare sulle sue dune sabbiose regala sensazioni speciali, pari a quelle vissute perlustrando deserti ben più noti e ampi.
Capo Falakro
Vi si concentrano alcune delle più spettacolari concrezioni rocciose dell’isola, di origine chiaramente vulcanica. Per arrivarci occorre seguire una strada bianca, percorribile però senza difficoltà, oltre il villaggio di Propouli. Centinaia di bolle si sono pietrificate nel momento in cui la lava ha incontrato l’acqua fredda del mare. Passeggiando per il parco geologico si resta meravigliati di ciò che la natura è stata in grado di fare, dipingendo quel breve tratto di costa con tutte le sfumature del giallo e dell’arancione.
Laghi salmastri
D’inverno i laghi salmastri collocati nella parte più orientale dell’isola, a ridosso della baia di Keros, sono tre. Il Chortarolimni con i primi caldi si prosciuga e si trasforma in una fertile pianura in cui far pascolare gli armenti. L’Asprolimni conserva un sottile strato d’acqua che con il sole crea suggestivi effetti di luce. Il lago di Aliki mantiene invece le sue caratteristiche morfologiche per tutto l’anno e nel periodo invernale garantisce riparo a decine di specie di uccelli migratori, fra cui splendidi esemplari di fenicottero. Nella bella stagione a volare nell’aria sono centinaia di vele degli appassionati di kitesurf, che qui trovano un vero paradiso per praticare il loro sport preferito.
La pasta di Plomari

Se ci trovassimo in Italia, sarebbe una “sfoglina”. Stupisce trovarla nel villaggio di Aghios Dimitrios, nel mezzo dell’Egeo, a tirare la sfoglia e a produrre pasta fresca che distribuisce in tutta l’isola. Lei è Fotini Garali, artigiana del mattarello e imprenditrice di successo, al punto che il suo pastificio Plomari è rinomato anche al di fuori dei confini di Lemnos. Nel suo laboratorio con punto vendita tira la pasta
in quindici tipologie, unendo agli ingredienti tradizionali anche spinaci, pomodori, carote e nero
di seppia.
Un paradiso per il kitesurf

Gli appassionati di kitesurf lo sanno bene: il golfo di Keros si trova in posizione privilegiata per sfruttare il gran vento che soffia in quella parte d’isola quasi tutti i giorni. In più, il fondale piuttosto basso e quasi completamente sabbioso rende le evoluzioni sulle onde assai più sicure. La spiaggia è completamente occupata dagli sportivi e dalla loro attrezzatura: vederli volare e saltare nella baia appesi alle loro vele variopinte è uno spettacolo davvero straordinario.
Come arrivare
Per raggiungere l’isola di Lemno occorre imbarcarsi sul traghetto che salpa dal porto di Kavala. La città dista 480 chilometri da Igoumenitsa, a cui è collegata tramite l’autostrada Egnatia Odos che porta fino al confine turco, e circa 150 da Salonicco. La traversata da Kavala a Myrina dura all’incirca quattro ore e viene garantita dalle compagnie Aegean Sea Lines ed Hellenic Seaways.
Per raggiungere il porto di Igoumenitsa dall’Italia vi sono numerose opzioni: i principali porti di imbarco sono Ancona, Brindisi e Bari.
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Sosta camper
Sull’isola di Lemno non sono presenti campeggi veri e propri. Nel golfo di Keros due strutture spartane ospitano camper e garantiscono i servizi minimi. ll più vicino all’idea di camping è il Kite Keros (camper più due persone 12 euro, aperto da giugno a fine settembre), collocato nell’estremità meridionale del golfo. Possiede servizi in muratura e offre l’opportunità di vuotare acque nere e grigie anche se non si pernotta nella struttura (al costo di 2 euro).
A seguire un elenco dei luoghi scelti dall’autore del servizio per pernottare in sicurezza e nel rispetto delle regole di civile convivenza.
- A Myrina c’è un ampio parcheggio del porto con bagni pubblici ottimi e puliti, ma rumoroso di notte. In alternativa si può raggiungere la spiaggia appartata di Platy Bay (39°51’17”N, 25°04’00”E).
- Nei pressi della spiaggia Aghios Ioannis un buon punto di riferimento è il parcheggio della spiaggia, dotato di acqua potabile e docce (39°55’38”N, 25°04’01”E). In alternativa qualche centinaio di metri più avanti, subito dopo la Taverna Akrogiali, si può imboccare la strada sterrata che conduce al mare fino a un ampio spiazzo (39°55’47”N, 25°03’52”E).
- A Gomati Il grande parcheggio confinante con la spiaggia permette di stazionare in libertà in posizione straordinaria; il bar chiude nel tardo pomeriggio (39°59’47”N 25°08’56”E).
- A Diapori il parcheggio della spiaggia, a sud di Kondias, permette di sostare vista mare potendo contare per la cena su una vicina taverna (39°51’14”N 25°10’25”E).
- A Lychna una lunga spiaggia sabbiosa che dà sulla baia antistante l’aeroporto. Lo spazio a disposizione è pressoché illimitato; la notte gli aerei non decollano né atterrano, per cui non vi sono fonti di disturbo sonoro (39°54’37”N 25°15’44”E).
- A Kotsinas la strada sterrata che costeggia l’intera spiaggia di Kotsinas presenta alcuni spiazzi perfetti per la sosta (39°56’40”N 25°16’35”E).
- A Louri, la spiaggia più meridionale dell’isola, sul versante orientale c’è un ottimo punto dove stazionare indisturbati è il parcheggio antistante la chiesa di Aghios Sozon, a sud di Fisini (39°48’25”N 25°21’47”E).
Dove mangiare
- A Myrina Taverna Kosmos, sul lungomare della città, offre prelibatezze di pesce a prezzi contenuti (tel. 0030/2254022050).
- A Diapori c’è Ouzo Menelaos, caratteristica taverna con tavoli sotto gelsi e acacie, a due passi dal mare: nel menù fagioli, fave, sarde e saganaki, oltre a ricchi piatti di pesce (tel. 0030/2254/051209).
- Ad Aghios Ioannis, Akrogiali è una tipica taverna con sedie e tavolini bianchi e azzurri a pochi passi dal mare (tel. 0030/694/5157896). A Gomati, Flomari c’è una taverna appollaiata sopra la baia: straordinari i fagioli in insalata e il polipo con la fava (tel. 0030/697/6144381).
- A Sardes da Mandella sotto un ampio pergolato si gustano gallo, coniglio, capra e lepre cucinati in modo impeccabile (tel. 0030/2254/061349).
- A Lychna, Ennoia Pochs è un ristorantino molto curato in cui gustare i piatti della tradizione rivisitati (tel. 0030/2254/072134).
- A Kotsina, Giannakaros è considerato il miglior ristorante di pesce dell’isola (prenotazione consigliata), tel. 0030/2254/041744.
- A Moudros c’è To Kyma situato al porto, buon rapporto qualità-prezzo, ottimi la zuppa di pesce e i calamari ripieni (tel. 0030/2254/071066).
- A Romanou trovi Stis Michalitsas lungo la strada verso il villaggio di Romanou, propone uno stufato di capretto memorabile a un costo davvero contenuto (tel. 0030/2254/072146).
- A Tsimandria, O Meraklis, che si trova nella piazza centrale del paese, è considerato il miglior ristorante di carne alla brace dell’isola (prenotazione consigliata), tel. 0030/2254/051277.
Ti è piaciuta questa proposta in una delle meno note isole della Grecia? Se su Lemno ricade la tua scelta per le vacanze un punto di riferimento è senza dubbio il sito dell’Ente Nazionale Ellenico del Turismo oppure Discover Greece e Greek Travel.
Per quanto riguarda nello specifico scopri di più sull’isola di Lemno.
testo di Gianluca Ricci

