Sapevi che Utrecht è una delle più vivibili città dell’Olanda? Anche qui a Utrecht come ne resto del paese si va tutti i bici. Andiamo a scoprirla insieme? Segui il nostro itinerario. Ti accorgerai che il paese è davvero camper friendly e i campeggi sono molto diffusi e ben organizzati.
Indice dell'itinerario

Da dove è partito l’anno scorso il 99° Giro d’Italia? E dove ha preso il via nel 2015 il Tour de France? E qual è il paese con la più alta densità al mondo di biciclette rispetto agli abitanti? La risposta è sempre la stessa: l’Olanda. Nella terra dei tulipani e dei mulini a vento circolano quasi venti milioni di bici e l’84 per cento degli olandesi ne possiede almeno una. Secondo l’indice Copenhagenize 2015, che redige ogni anno la classifica delle città amanti della bici, al terzo posto dopo Copenaghen e Amsterdam si piazza Utrecht, località olandese risultata la migliore fra le piccole realtà urbane.

La pista ciclabile più antica d’Olanda

Ad appena trentacinque chilometri dalla capitale, questa accogliente cittadina di 330.000 abitanti – di cui circa la metà con un’età compresa fra i diciotto e i quarantaquattro anni – colpisce il visitatore per l’affascinante atmosfera e la notevole vivacità culturale. In verità il turista un po’ distratto può essere colpito, nel senso letterale del termine, anche da una delle novantamila biciclette che quotidianamente percorrono le vie di Utrecht inforcate da persone di ogni età! Scherzi a parte, l’impatto con questa comunità di pedalatori può essere davvero sorprendente.

D’altronde non è un caso che proprio qui nel 1885 sia nata la pista ciclabile più antica d’Olanda e sempre qui, nei pressi della stazione centrale, sia stato realizzato di recente il parcheggio per bici più grande del mondo (ne può contenere fino a 12.500).

Insomma, parliamo di una città dove la circolazione a basso impatto ambientale è una realtà ben consolidata e in continuo sviluppo. Utrecht – che la BBC ha definito uno dei luoghi più felici del mondo in cui vivere – guarda alle sfide del futuro non dimenticando il suo antico e prestigioso passato: correva infatti il 47 a.C. quando i Romani costruirono un forte (Traiectum) nell’odierna piazza del duomo (Domplein), il cuore del centro storico, a consolidamento del confine settentrionale del loro regno lungo il fiume Reno.

La storia di Utrecht

Alla fine del VII secolo il monaco anglosassone Willibrord fondò qui una missione da cui si sviluppò la città che, nel periodo medioevale, divenne la più grande e importante del paese. Fra il 1254 e il 1520 fu edificata la Domkerk, grande cattedrale gotica la cui navata centrale, che occupava l’attuale Domplein, fu distrutta nel 1674 da un devastante tornado e mai più ricostruita.

Ecco perché oggi la chiesa con splendido chiostro e giardini risulta separata rispetto all’imponente torre campanaria, la più alta d’Olanda con i suoi 112 metri, innalzata nel XIV secolo e simbolo stesso della città oltre che punto di riferimento per i turisti. Chi vuole saperne di più non può rinunciare all’esperienza offerta dalla Dom Under, un emozionante viaggio nel sottosuolo della piazza del duomo che, attraverso un video introduttivo e una visita guidata fra antichi reperti, ripercorre i duemila anni di storia di Utrecht.

Il centro storico di Utrecht

Una volta saliti i 465 scalini per arrivare in cima alla torre (con alcune soste nelle quali la guida illustra le enormi campane presenti ai vari piani), il panorama ripaga ampiamente della fatica: nelle giornate limpide in lontananza si distingue perfino Amsterdam, mentre in basso si distende tutta la città, con i caratteristici tetti e i canali medioevali che solcano il delizioso centro storico.

Ed è proprio attorno all’Oudegracht, il canale vecchio, e al più recente Neuegracht che pulsa la vivace vita cittadina, fra pittoreschi ponti, stradine lastricate, palazzi che si specchiano nell’acqua, negozi, birrerie, caffè e ottimi ristoranti. Le banchine dell’Oudegracht, costruite secoli fa per accedere direttamente alle cantine delle abitazioni soprastanti, oggi pullulano di localini e botteghe artigianali che sono parte del fascino di Utrecht (da non perdere il giro in battello fra i canali).

Qui è tutto a portata di passeggiata, o se preferite di pedalata, come i vari musei che arricchiscono l’offerta culturale di una città che vanta una delle università più importanti d’Europa, fondata nel 1636. Il Museum Speelklok, ad esempio, che attrae migliaia di visitatori ogni anno, è una stupefacente raccolta di strumenti musicali automatici: organi di strada, pianole, violini, orologi e scatole con carillon risalenti anche a secoli fa e tutti perfettamente funzionanti.

Chi invece vuole conoscere l’arte e la storia del cristianesimo cattolico e protestante in Olanda, non può perdersi il Museum Catharijneconvent, ospitato nelle sale di un bellissimo convento medioevale a poca distanza dal duomo. Presenta una vastissima collezione di reliquie, antichi manoscritti, sculture, gioielli e dipinti di importanti artisti quali Rembrandt, Saenredam, Jan van Scorel.

I musei di Utrecht

Da qui un’altra breve camminata porta alla Maliebaanstation dove è allestito l’interessante Spoorwegmuseum, un emozionante viaggio nella storia delle ferrovie olandesi con locomotive a vapore, carrozze d’epoca, oggetti, ambienti e attrazioni per grandi e piccini, come il simulatore che consente di guidare un treno lanciato a gran velocità attraverso i paesaggi dei vari continenti.

Le famiglie con bimbi al seguito non devono mancare l’appuntamento con il Miffy Museum, recentemente rinnovato e dedicato al celebre coniglietto Miffy, creato nel 1955 dall’illustratore locale Dick Bruna e divenuto famoso come personaggio di libri per l’infanzia tradotti in oltre quaranta lingue.

Il museo fa parte dell’adiacente Centraal Museum, che ospita un’enorme collezione di arte antica, moderna e applicata, mostre temporanee, lo studio e i lavori di Dick Bruna, nonché la più grande raccolta al mondo di opere dell’architetto Gerrit Rietveld, esponente di spicco del movimento De Stijl e progettista della casa Rietveld Schrӧeder (in Prins Hendriklaan 50, un po’ fuori dal centro), realizzata nel 1924 e considerata patrimonio mondiale dell’Unesco.

A casa dei Van Zuylen

A proposito di residenze, a una manciata di chilometri da Utrecht nei pressi del villaggio di Haarzuilens c’è il neogotico Kasteel De Haar, il più grande e sontuoso castello d’Olanda circondato da un magnifico parco con tanto di laghetto e ponti levatoi, canali, boschi e splendidi giardini. Il maniero, risalente al 1391 e la cui proprietà passò nel secolo successivo dalla famiglia Van De Haar a quella dei Van Zuylen, nel 1482 fu distrutto a causa di guerre locali e in seguito ricostruito, ma con il passare del tempo cadde nuovamente in rovina.

Alla fine dell’Ottocento il barone Etienne Van Zuylen e la moglie Hélène de Rothschild decisero di riedificarlo completamente affidando il progetto a Pierre Cuypers, il più famoso architetto olandese dell’epoca. I lavori durarono vent’anni e nel 1898, per fare spazio alla nuova struttura e ai giardini, fu perfino smantellato il villaggio di Haarzuilens che venne spostato a circa un chilometro e mezzo di distanza, dove si trova ancora oggi, lasciando nel sito originario solo la chiesa con funzione di cappella del castello.

La bellissima tenuta, che dal 2000 appartiene alla fondazione Kastel De Haar ed è stata sottoposta negli ultimi anni a massicci restauri, attira turisti da mezzo mondo e ospita eventi, matrimoni, manifestazioni culturali. Gli interni, visitabili unicamente con tour guidati anche in italiano, sono lusso allo stato puro: dalle cucine ai bagni, dai saloni alle stanze da letto, per non parlare degli oggetti d’arte e di una preziosa collezione di vasi cinesi e giapponesi provenienti dai viaggi in Estremo Oriente del barone Van Zuylen e consorte.

Il parco nazionale De Hoge Veluwe

Una sessantina di chilometri a est di Utrecht, facilmente raggiungibile in autostrada (A28 più A1 oppure A12), ci aspetta invece quell’autentico spettacolo della natura che è il parco nazionale De Hoge Veluwe, un paradiso di boschi, brughiere, piccoli laghi, torbiere e dune sabbiose nella provincia del Gelderland.

Con i suoi 5.500 ettari è il più grande parco nazionale olandese e la sua istituzione risale agli inizi del XX secolo, quando il terreno dove sarebbe sorta l’area protetta fu acquistato come riserva di caccia dai coniugi Anton Krӧller e Helene Müller, affermato uomo d’affari e appassionata collezionista d’arte. Insieme diedero vita a un incredibile binomio fra natura e cultura che ancora oggi rende unico questo luogo, dove si possono osservare cervi, mufloni, caprioli e cinghiali e allo stesso tempo ammirare dipinti e sculture dei più grandi artisti del mondo.

Infatti all’interno del parco – dotato di un’ottima rete di piste ciclabili e di biciclette gratuite a disposizione dei visitatori (ben 1.700) – si trova il prestigioso Kröller-Müller Museum, nato nel 1938 per ospitare la ricchissima raccolta donata allo stato da Helene Müller: opere di Cézanne, Matisse, Monet, Picasso, De Chirico, Mondriaan, Gauguin, Severini e tanti altri, oltre a un’intera galleria dedicata a Van Gogh (duecentosettanta fra disegni e dipinti, la seconda più grande collezione al mondo dei suoi lavori dopo quella del Van Gogh Museum di Amsterdam) e a una sezione di sculture, distribuite anche all’esterno in un vasto giardino, realizzate da artisti di fama internazionale.

La struttura, una delle mete più gettonate d’Olanda, è poco distante dall’entrata di Otterlo, uno dei tre accessi dell’area protetta, e vicino al centro visitatori che ospita un bel museo geologico-naturalistico e un auditorium dove viene proiettato un filmato introduttivo sul parco.

Al confine settentrionale della riserva ci attende invece un’altra sorpresa: la Jachthuis Sint Hubertus, casa di campagna dei coniugi Kröller-Müller, costruita fra il 1915 e il 1920 sulla riva di un piccolo lago dall’architetto Hendrik Petrus Berlage, pioniere del razionalismo in Olanda. La torre che la sovrasta, elemento distintivo della residenza e visitabile solo con guida, fu fortemente voluta dai committenti per avere una splendida vista sul paesaggio circostante.

Anton Kröller e Helene Müller adoravano questo luogo, tanto che decisero di trascorrervi stabilmente gli ultimi anni di vita. E per gli strani disegni del destino, se oggi noi possiamo goderci quest’oasi di natura protetta lo dobbiamo proprio a loro: un uomo d’affari con la passione per la caccia e una facoltosa signora amante dell’arte.

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