A Trento si vive bene. Una città a dimensione d’uomo, anche per la presenza di turisti e di oltre quindicimila studenti universitari. Il centro storico, chiuso al traffico, si può visitare piacevolmente a piedi o in bicicletta.
Visita del centro storico di Trento
Cominciamo il nostro giro da Piazza Duomo, dove dopo il lavoro ci s’incontra per un aperitivo e per chiacchierare all’ombra dell’imponente cattedrale di San Vigilio. All’interno dell’edificio, dedicato al terzo vescovo e patrono della città, si può ammirare anche il crocifisso ligneo di Sixtus Frey, dinanzi al quale il 13 dicembre 1545 papa Paolo III pronunciò l’omelia d’inizio del XIX Concilio Ecumenico.

Per i successivi diciotto anni Trento divenne il fulcro d’Europa: l’atmosfera di quell’importante evento, che portò alla rottura con i protestanti di Martin Lutero e Calvino, si scopre grazie ad alcune opere custodite presso il Museo Diocesano Tridentino, nel duecentesco Palazzo Pretorio adagiato tra il duomo e la torre civica. Si possono ammirare La Congregazione generale del Concilio di Trento di Elia Naurizio, del 1633, e una copia della XXIII sessione del Concilio di Trento nella Cattedrale di San Vigilio di Odette Pauvert-Tissier (l’originale è conservato al Louvre di Parigi).
Oltre a una ricca collezione di paramenti sacri, il museo ospita i celebri arazzi collocati nella sala dove si svolse il Concilio, raffiguranti La Passione di Cristo, dell’atelier del fiammingo Pieter van Edinghen. In Piazza Duomo si trovano anche la settecentesca Fontana del Nettuno di Francesco Antonio Gionco e le cinquecentesche case Cazuffi Rella, con gli affreschi attribuiti a Marcello Foglino. Interessanti inoltre le pitture esterne di Palazzo Geremia e di Casa Alberti Colico, nella vicina Via Belenzani, una delle più animate della città. Nella stessa strada spiccano altri due edifici: Palazzo Thun, sede del Municipio, e la barocca chiesa della Santissima Annunziata.
La Trento romana e medievale
La storia di Trento riserva delle sorprese anche nel sottosuolo. Non lontano dal duomo, durante alcuni lavori di restauro al teatro sociale sono stati casualmente portati alla luce i resti dell’antica Tridentum romana, della metà del I secolo avanti Cristo (accesso al sito da Piazza Cesare Battisti). Allora la città era un punto di transito sulla Via Claudia Augusta, importante via di comunicazione fra Italia e Baviera. Poco lontano, su un dosso, s’incontra il Castello del Buonconsiglio che per più di cinquecento anni fu la residenza dei principi vescovi di Trento.
L’imponente maniero, che da solo vale il viaggio, comprende diversi corpi di fabbrica di varie epoche: il nucleo più antico è Castelvecchio, della prima metà del XIII secolo, il Magno Palazzo è l’ampliamento voluto nel ‘500 da Bernardo Cles, mentre la Giunta Albertiniana è stata eretta nel ‘600 dal vescovo Francesco Alberti Poia per riunire i due edifici. Da Castelvecchio un cammino interno alle mura porta alla Torre Aquila, all’estremità meridionale.
Qui si possono ammirare i celebri affreschi del maestro boemo Venceslao, raffiguranti il Ciclo dei Mesi. Commissionati dal principe vescovo Giorgio di Liechtenstein e realizzati fra il 1391 e il 1407, offrono un interessante spaccato della vita di quel periodo. Con grande realismo sono illustrate le attività agricole in tutte le stagioni, la caccia, i tornei, ma anche la vita quotidiana, le abitudini e gli abiti dei contadini, degli artigiani e dei nobili. Splendidi pure gli affreschi della Loggia, le cui lunette sono affrescate con figure mitologiche e allegoriche da Girolamo Romani detto il Romanino.
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Città di montagna

Fra le numerose iniziative, in loco si organizza il Trento Film Festival internazionale, una manifestazione quest’anno giunta alla sessantesima edizione, promossa dal Club Alpino Italiano e dal Comune di Trento. È un evento aperto ai migliori film legati alla cultura della montagna, all’esplorazione, all’ambiente, all’alpinismo, all’arrampicata e coinvolge registi, giornalisti, scrittori, critici, fotografi e alpinisti. Montagne e pareti sono infatti a portata di mano, essendo la città dominata dal Calisio, dal Bondone e dalla Vigolana.
In breve si raggiungono la Val di Fiemme, le Dolomiti di Brenta e Arco con le splendide falesie attrezzate sul Lago di Garda. Nei sobborghi di Trento, a Cognola, si può praticare il boulder al Parco delle Coste, frequentato soprattutto in primavera e in autunno; i climber locali spesso si allenano sulla palestra di roccia in località Vela, dove si contano una sessantina di percorsi attrezzati.
A disposizione degli escursionisti ci sono ben sette percorsi di trekking urbano (dépliant su questi e altri, adatti anche a persone diversamente abili, sono disponibili presso gli uffici turistici). In genere si tratta d’itinerari facili, alla portata di tutti, articolati in città o nelle immediate vicinanze, sulle colline di Cognola o di Povo. Tra i più frequentati segnaliamo il trekking alla scoperta delle Cave di Pila, ora adibite a parco nel cuore di Trento, e l’escursione di Sardagna, che regala una delle viste più suggestive sulla città.
Dall’alto si distinguono gli edifici del centro storico, Palazzo delle Albere (sede del MART di Trento) e il Museo delle Scienze (convenzionato con il PLEINAIRCLUB) collocato presso l’ex area industriale Michelin. Il complesso, progettato da Renzo Piano, è già stato terminato e sarà inaugurato e aperto al pubblico dal prossimo anno.
Aspettando il Natale

Vestita a festa nel periodo natalizio, Trento è ancora più bella. Per oltre un mese le luci e i decori animano il centro storico, mentre la suggestiva Piazza Fiera dal 24 novembre al 24 dicembre ospita l’ormai celebre Mercatino di Natale, chiara derivazione del Kristkindlmarkt di cultura germanica.
Dalle dodici casette di legno dell’edizione zero di vent’anni fa si è passati alle oltre settanta attuali; l’ultimo anno si sono contati più di 530.000 visitatori anche d’oltralpe, centinaia di camperisti e oltre cento pullman ogni weekend. Il successo dell’evento è legato alla bellezza della città che lo ospita, ma anche all’ampia varietà di merci esposte: dall’artigianato ai vini e dai manufatti tradizionali alle delizie gastronomiche, principalmente del territorio.
Come resistere al profumo dello strudel o a una bella fetta di zelten? Quest’ultimo è un sostanzioso dolce di frutta secca, tipico del periodo natalizio. Considerato di buon auspicio, le ragazze usano donarlo al proprio fidanzato e futuro sposo. In passato chiamato celteno, spesso si prepara nel rispetto di un’antica ricetta riportata in un manoscritto di tre secoli fa, oggi custodito presso la biblioteca di Rovereto:
“Prendete dell’uva di Candia, uva passa, pinoli, mandorle sbucciate tagliate per il lungo, scorze di limone minutamente tagliate, semi di anice, cedro candito, cannella in polvere, un po’ di zucchero e un po’ di farina e mescolate insieme ogni cosa…”.

I mercatini di Natale di Trento
Passeggiando tra le bancarelle disposte a ferro di cavallo, si possono acquistare tante golosità per lo più locali: dai canederli agli strangolapreti, dal miele agli sciroppi biologici, dallo speck ai salumi di cacciagione. E poi ci sono i formaggi di Graziano Lozzer dell’Agritur Fior di Bosco in Valfloriana, che propone il Nostrano d’Inverno fatto con latte crudo intero di vacche alimentate con cereali e foraggio biologici, e le caciotte aromatizzate alle erbe o al peperoncino.
Interessante anche la tradizionale zighera della Valfloriana: ha forma di cono, si ottiene mescolando vari formaggi macinati con sale, pepe e ricotta. Agli amanti del pesce segnaliamo poi lo stand dell’azienda Armanini, che propone filetti di pesce marinati ma anche trote e salmerini delicatamente affumicati mediante la combustione di legni aromatici. Si potrà inoltre acquistare la mitica polenta di farina gialla di Storo, ottenuta dalla macinazione del granoturco prodotto e asciugato nella Valle del Chiese.

E per i bambini?
La domenica il piacevole vagabondare da una casetta all’altra è allietato anche da cori di montagna alle undici e trenta del mattino e alle tre del pomeriggio; i più piccini potranno visitare la casetta degli Elfi o di Babbo Natale e salire sul suo trenino. E quando il freddo incalza, conviene gustare un buon bicchiere di vin brûlé caldo e profumato, un rimedio efficace e molto apprezzato: lo scorso anno, in un solo giorno ne sono stati serviti ben 10.000 litri.
Si può anche ricorrere al Parampampoli, un liquore tipico della Valsugana, composto da caffè, grappa, vino, miele, zucchero e vari aromi, generalmente servito flambé. Il mercatino di Trento è un’inesauribile miniera d’idee per l’acquisto di souvenir e regali alla portata di tutti i portafogli.
