Appuntamento della rubrica dei nostri diari di viaggio. Viaggio in estate in Francia per un itinerario di gruppo, con foto, dettagli sulle soste camper e informazioni pratiche
Indice dell'itinerario

Già da tempo seguivamo con interesse l’itinerario in camper della Francia proposto da un tour operator che ricalca buona parte della Route des Grandes Alpes, un’iniziativa dedicata ai camperisti che – come noi – avvertivano il desiderio di “ritorno alla normalità”. Quale migliore occasione per stare in compagnia e festeggiare assieme ad altri equipaggi la tanto sospirata ripresa dei viaggi en plein air?

Road Map della Francia in camper: 1055 km percorsi

  • 1° GIORNO: Ritrovo dei partecipanti a Susa, visita al centro storico e briefing iniziale.
  • 2° GIORNO: Da Susa attraverso il Passo del Moncenisio il gruppo supera il confine francese. Discesa della Valle della Maurienne. Arrivo in un campeggio a Thonon-les-Bains, sulle rive del Lago Lemano.
  • 3° GIORNO: Partenza a metà mattinata da Thonon les Bains e superamento in successione di: Col des Gets, Col de la Colombière, Col des Aravis e Col de la Forclaz. Arrivo al campeggio di Beaufort.
  • 4° GIORNO: Si riparte da Beaufort e passando per il lago di Roselend si arriva al Bourg Saint Maurice. Quindi salita del Col de l’Iseran e discesa al borgo di Bonneval-sur-Arc e risalita al Col du Telegraphe e al Col du Galibier.
  • 5° GIORNO: Visita di Briançon. Salita al Col de l’Izoard. Arrivo a Brunissard e salita al Col de Vars. Deviazione al Col de la Bonette. Visita ai villaggi di Santo Stefano e Isola.
  • 6° GIORNO: Visita all’Ouvrage Rimplas. Superamento del Col de Saint Martin e salita al Col de Turini. Discesa attraverso le Gorge du Piaon e arrivo al campeggio di Sospel.
  • 7° GIORNO: Superamento del Col de Castillon, visita al villaggio di Eze. Trasferimento a Sanremo e ultimo pernottamento.

Il viaggio in camper in Francia

Confermata la partenza da parte degli organizzatori, ed essendo verificate come accessibili tutte le aree interessate dall’itinerario, il nostro viaggio inizia in direzione di Susa, punto di ritrovo con gli altri partecipanti.

In serata passeggiamo con i nostri nuovi amici nel borgo storico del paese sino all’Arco di Augusto: scopriamo che il monumento fu fatto erigere in onore di Augusto da Cozio, re dei Cozi, per sancire l’alleanza con l’imperatore romano nel primo secolo avanti Cristo, quando l’attuale Susa portava l’antico nome di Segusium.

Non mancano altre testimonianze dell’importanza della cittadina quale punto di controllo dei valichi alpini: fra queste i resti di epoca romana della cinta muraria, Porta Savoia, l’acquedotto e l’anfiteatro. Notevole è anche il borgo antico di epoca medievale dove possiamo gustare un aperitivo in un’originale osteria. Il primo giorno si chiude con il briefing da parte del nostro accompagnatore.

Dal colle del Moncenisio a Thonon-Les-Bains

Il giorno seguente inizia la prima tappa del percorso. Il cielo è coperto, ma le previsioni annunciano un miglioramento nel corso della giornata. In fila indiana muoviamo la nostra piccola colonna lungo la strada panoramica che sale verso il Colle del Moncenisio; in breve, attraversiamo il confine per entrare in territorio francese.

Lungo tornanti che permettono di superare i dislivelli più accentuati, saliamo presto in quota per raggiungere il bellissimo specchio d’acqua dell’omonimo lago. Diverse soste permettono di ammirare e fotografare il panorama; intanto sul bordo strada alcune marmotte osservano il nostro passaggio, curiose dopo tanto tempo in cui l’uomo, con la sua assenza, ha lasciato tutti per loro i grandi spazi naturali.

Intanto fra le nuvole il cielo si tinge di azzurro: raggiunto il culmine del passo iniziamo la discesa sulla Valle della Maurienne attraversata dallo scorrere del fiume Arc. Il percorso è sempre più panoramico e ad ogni tornante cambiano le prospettive sulla valle e sulle cime che la racchiudono da ogni lato.

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La strada ora corre lungo il fiume e ci permette di raggiungere la Barriera dell’Esseillon (o Forti dell’Esseillon), un complesso di cinque fortificazioni costruite nel XIX secolo per proteggere il Piemonte da un eventuale attacco francese. Ogni edificio porta il nome di un membro di Casa Savoia. Visitiamo la Redoute Marie-Thérèse, poi scavalchiamo il profondo canyon scavato dal fiume Arc attraversando il Ponte del Diavolo, già esistente nel 1818.

Sulla riva opposta risaliamo sino al Forte Vittorio Emanuele, il più grande e meglio conservato tra i cinque. Rimaniamo impressionati nel constatare con i nostri occhi le capacità ingegneristiche del tempo, tali da consentire di costruire fortificazioni con potenze di fuoco idonee a sbarrare tutta la valle da un eventuale attacco.

Dopo pranzo riprendiamo il nostro cammino. Uscendo dalla valle una comoda autostrada e un’ampia statale che attraversa un territorio segnato da morbidi rilievi dai colori verdi accesi ci portano a Thonon-les-Bains, cittadina affacciato sulle acque del Lago Lemano e punto ufficiale d’inizio della Route Des Grandes Alpes. Accolti in un bellissimo campeggio chiudiamo la fine di questa giornata con una cena comune unendo i nostri tavoli in un clima estivo.

Di passo in passo presso Dranse

La partenza a metà mattina ci permette di godere la colazione all’aperto. Inizia quindi il nuovo percorso che ci porta al vicino Chateau de Ripaille, edificio di importanza storica essendo stato costruito sulle antiche vestigia dell’edificio che fu una delle più importanti residenze dei Savoia. 

Ripreso il cammino iniziamo a risalire lungo il torrente Dranse sino alle Gorges du Pont du Diable, un impressionante canyon scavato dalle acque con i sorprendenti colori delle rocce, della vegetazione e del blu intenso delle acque. Una comoda passerella conduce lungo le pareti dove si godono i giochi di luce e l’alternanza dei colori.

Raggiungiamo il primo tra i passi inseriti nel percorso: il Col des Gets, posto alla quota relativamente bassa di 1.170 metri di altitudine sul livello del mare, caratterizzato da verdi campi, boschi di conifere e importante luogo turistico, come testimoniano le moderne costruzioni dall’architettura alpina e le attività di svago.

Ma ora sappiamo che saliremo sempre più in alto; lungo la strada che incrocia villaggi in un susseguirsi di saliscendi e curve, eccoci al Col de la Colombière a quota 1.613 metri, dove gustiamo un buon caffè nel locale posto al valico ammirando i panorami che ci circondano.

Scendiamo ancora di quota per riprendere la salita dopo Bossonet. Bellissimi pascoli attorno a noi, e più in alto le cime dei picchi più alti ancora coperti parzialmente da lingue di neve. Al Col des Aravis sostiamo per godere del panorama. Siamo a 1.486 metri, il cielo blu contrasta con le tonalità di verde e grigio delle montagne e la piccola cappella di Sainte Anne, protettrice dei viaggiatori, merita una visita.

Acquistiamo formaggi nel vicino alpeggio e iniziamo la discesa verso Flumet, dove il nostro itinerario originale subisce una modifica. Essendo chiusa la strada per il Col des Saisies, siamo costretti ad una deviazione verso Ugine per risalire il Col de la Forclaz lungo una strada alquanto impegnativa per i nostri veicoli, più stretta e tortuosa della principale. Ma i panorami ci permettono di superare in armonia le difficoltà e, ricongiungendoci al tracciato originale, raggiungiamo il campeggio di Beaufort.

Dopo la pioggia ritorna il sereno

Le condizioni meteorologiche nelle zone di montagna tendono a essere imprevedibili e ne abbiamo la conferma: già la sera una forte pioggia ci ha costretti a interrompere le chiacchiere accompagnate da liquori artigianali. Anche il mattino seguente il cielo non sembra promettere nulla di buono. Una sosta nel centro di Beaufort ci permette la visita all’antica casera ora rimodernata. Oltre all’arte della produzione del tipico e omonimo formaggio, è stato realizzato un piccolo museo e negozio con vendita diretta dei prodotti locali.

Salendo al Lac de Roselend viaggiamo nella nebbia, ma una schiarita ci permette tuttavia di ammirarne l’ambiente maestoso. Percorriamo l’imponente diga in cemento con i nostri veicoli per portarci al successivo punto panoramico. Proseguendo lungo l’impervia strada che porta al Comet de Roselend ci accorgiamo che il tempo sta nuovamente cambiando e tende al bello! A Bourg-Saint-Maurice, dove sostiamo per pranzo e rifornimenti della cambusa, il sole irradia tutta la valle preannunciando i giorni più spettacolari del nostro tour, che saranno valorizzati da un cielo sempre terso e da colori brillanti.

Di nuovo la strada riprende quota e di colpo appare l’imponente diga che sbarra il corso del torrente Isère formando il Lac du Chevril. Attraversata la diga parcheggiamo a Les Boisses, per passeggiare lungo i lati dello sbarramento tra il grande precipizio che si proietta sulla valle da un lato e il bacino dai colori azzurri intensi dall’altro. Fanno da cornice i monti con i picchi innevati in lontananza che raggiungeremo a breve: in poco tempo ci troviamo infatti sul Col de l’Iseran alla quota di 2.770 metri.

È doverosa una breve sosta fra i tanti motociclisti che raggiungono questo passo, meta d’eccellenza per i ciclisti che lo percorrono essendo non di rado inserito fra le tappe del Tour de France. Di nuovo in discesa, passando tra pareti di neve sino al fondovalle ci fermiamo per una sosta obbligata all’incantevole villaggio di Bonneval-sur-Arc, considerato uno tra i più bei borghi di Francia. Una breve passeggiata nel suo centro tra cassette in pietra e legno ci riporta nel passato, anche se si notano i segni di recenti restauri.

Ora il nostro itinerario ripercorre in parte quello già fatto durante l’arrivo dal Moncenisio, poi una deviazione ci conduce a una serie di tornanti che salgono al Col du Télégraphe a 1.566 metri, così chiamato per la fortezza che proteggeva un antico telegrafo.

Salite emozionanti

Tra i tanti panorami sino ad ora attraversati quello che ci ha lasciati più senza fiato è stato quello del Col du Galibier, che fa da confine tra il dipartimento della Savoia e quello delle Grandi Alpi. Le alte cime che fanno da cornice con i loro ghiacciai e la strada che s’inerpica in uno scenario alpino offrono un crescendo di emozioni. Assieme al Col de l’Iseran ed al Col de la Bonette, il Col du Galibier è uno dei passi più alti in Francia; prende il nome da Le Grand Galibier, la cima della montagna che sovrasta il colle dai suoi 3.228 metri di altitudine sul livello del mare.

Nel 1911, anno della prima salita del Tour de France, fu terminata la prima vera strada che lo attraversava. Prima di raggiungere il culmine, un tunnel realizzato nel 1891 permette di attraversare la montagna per un breve tratto, ma noi deviamo sul tronco di strada costruita nel 1976 che porta al punto più alto. Fu realizzata per sopperire agli anni della chiusura per cattive condizioni della galleria, poi riaperta nel 2002.

Un piccolo parcheggio consente una sosta e una breve passeggiata conduce al punto panoramico con vista a trecentosessanta gradi sulla catena delle Alpi. Uno spettacolo incredibile che gustiamo sino al calare del sole, poi scendiamo leggermente di quota sul versante opposto e parcheggiamo i nostri veicoli tra bianche lingue di neve, trascorrendo la notte sotto un cielo stellato e illuminato dalla luna.

Tra Briançon e isola

La discesa inizia lungo la bella strada panoramica che ci porta presto a fondovalle. Il sole ha già illuminato il percorso e anche oggi si prospetta una giornata di bel tempo: in cielo nemmeno una nuvola. Dopo una sosta per rifornire i nostri serbatoi raggiungiamo in breve Briançon, parcheggiando vicino alla parte antica fortificata.

La cittadina ha un illustre passato che parte dal periodo antecedente all’epoca romana, favorito dalla sua posizione strategica tra i valichi alpini. L’ingresso dalla Porte de Pignerol riporta indietro nel tempo e dopo il posto di guardia si aprono le viuzze del centro, colorate e abbellite dai tanti negozi che si affacciano lungo l’asse principale. Passeggiamo e sorseggiamo un caffè gustando la pace di questo luogo e il clima mite sino all’ora prevista per la partenza.

Dopo il piccolo borgo di Cervières la strada risale rapidamente e ci conduce al Col de l’Izoard. La vegetazione diminuisce a mano a mano che si sale di quota: al passo, situato a 2.360 metri di altitudine, siamo circondati solo da brulle montagne dalle cime rocciose.

Sempre inserito nelle diverse tappe del Tour de France ed anche nel Giro d’Italia, questo valico alpino è un vero e proprio mostro sacro per i tanti ciclisti che vi si cimentano. Tra le leggende delle scalate ciclistiche compare il nostro grande Fausto Coppi, ricordato da una targa insieme al campione francese Louison Bobet. Foto di gruppo e panoramiche si susseguono in grande quantità.

Sul lato opposto si trova la Casse Deserte, particolarità geologica di questa parte di montagna caratterizzata dalla quasi totale assenza di alberi, da numerose formazioni rocciose friabili e relative pietraie, che la fanno assomigliare a un deserto o a un paesaggio lunare. I colori caldi delle rocce ed il contrasto con il blu del cielo arricchiscono la bellezza del panorama.

Ai piedi del colle il piccolo paese di Brunissard ci accoglie per una sosta pranzo, prima di rimetterci in marcia e affrontare le pendici del Col de Vars a 2.108 metri. Un buon caffè condiviso tra i compagni di viaggio permette un breve relax, chiacchiere e risa. Eccoci di nuovo in discesa, ma con una modifica rispetto all’itinerario principale.

Sì, perché su consiglio di Fabio, il nostro accompagnatore di Rotta360, decidiamo di sostituire il Col de la Cayolle, incluso nell’itinerario originale, con il Col de la Bonette, uno dei passi più alti delle Alpi. Deviamo dal percorso e iniziamo la nostra salita tra curve e tornanti; l’ambiente che si apre sempre più davanti ai nostri occhi man mano che la vegetazione diminuisce, offrendo panorami interrotti solo dalle cime delle montagne circostanti.

Gli ultimi tornanti ci proiettano in un territorio coperto da vegetazione di alta quota e piccoli nevai che resistono al calore estivo. Sotto di noi possiamo ammirare gli ultimi veicoli della nostra carovana che seguono il tracciato, quasi creature estranee nel pieno della natura. Raggiunto il colle sul tracciato originale, a 2.715 metri, proseguiamo sul nuovo anello di strada che porta ai piedi della Cime de la Bonette aumentando la quota di transito dei veicoli a 2.806 metri di altitudine.

Siamo estasiati da questi panorami e ci soffermiamo a lungo prima di riprendere il cammino in discesa dove la strada attraversa l’antico posto militare di Camp des Fourches, un complesso di ventisei piccoli edifici costruiti alla fine del XVIII secolo. La strada ci porta ai piccoli villaggi alpini di Santo Stefano ed Isola, ultima tappa della giornata odierna. Una visita al piccolo borgo antico e una serata in compagnia nei tavoli all’aperto dell’unico bar sulla piazza principale del paese, prima di sistemarci per la notte.

Sulle strade del rally

Il nuovo giorno ci porta all’Ouvrage Rimplas, fortezza appartenente al sistema difensivo della Linea Maginot, che venne costruita tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale per difendere la Francia dalle invasioni italiane e tedesche. Proseguiamo attraversando il Col de Saint Martin, a 1.500 metri di altitudine sul livello del mare, per prendere l’impervia salita ricca di tornanti che conduce al Col de Turini, famosa tappa del Rally di Montecarlo.

Sul passo sostiamo per pranzo godendoci il clima mite di questa regione che già sente l’influenza del Mediterraneo. La discesa è un lungo susseguirsi di tornanti, curve e stretti passaggi che si addentrano nelle Gorges du Piaon, dalle pareti di roccia strapiombanti. Infine il meritato riposo nel campeggio di Sospel all’ombra della vegetazione e – per alcuni di noi – accompagnato da un bel tuffo in piscina.

Verso il Mar Ligure

Aerial view of the Mediterranean coastline from the top of the Eze village. Provence, France

L’ultima tappa ci porterà sulle coste della Liguria. Prima di lasciare Sospel visitiamo il suo borgo medievale diviso in due frazioni dal fiume Bevera e unite dal bellissimo Ponte Vecchio, nella cui torre veniva corrisposto il pedaggio tra la Francia e la regione del Mediterraneo. Quindi attraversiamo il Col de Castillon, l’ultimo dei nostri passi.

La giornata sta per concludersi, ma non la voglia di continuare a viaggiare con i nostri nuovi amici. È così che quando Fabio propone una tappa fuori programma a Eze accettiamo tutti con grande entusiasmo.

In breve raggiungiamo uno dei più bei villaggi delle Alpi marittime, posto alla quota di 400 metri di altitudine sul livello del mare, con vista mozzafiato verso la costa e il Mediterraneo. Attraversando la porta d’ingresso del borgo medievale ci si trova catapultati in un labirinto di strette viuzze su cui affacciano le vecchie stalle riconvertite in negozi di souvenir o oggetti di artigianato. Il giardino esotico, posto alla sommità del nucleo abitato dove sorgeva l’antico castello, è ricco di piante grasse e tropicali giunte da varie parti del mondo.

Anche questa tappa si conclude con il rientro in Italia lungo la veloce autostrada. A Sanremo ci sistemiamo per l’ultima notte nell’area di sosta in riva al mare. Festeggiamo il compleanno di Silvano e chiudiamo il nostro viaggio con una simpatica cena di gruppo. 

È stato un tour breve ma intenso e ricco di emozioni per i luoghi visitati e gli amici conosciuti. Un primo “assaggio” dopo il periodo di chiusura, ma con la promessa di condividere nuove e più lunghe avventure.

La Routes des Grandes Alpes

Classificata strada nazionale, la D902-Route des Grandes Alpes si snoda attraverso le Alpi francesi concatenando fra loro sedici valichi alpini (di cui sei sopra i 2.000 m). Il tracciato ufficiale inizia a Thonon-les-Bains e termina a Mentone dopo 684 chilometri e un dislivello positivo superato di 15.713 metri. Le aree protette interessate dal tracciato sono i parchi nazionali della Vanoise, des Écrins e del Mercantour, nonché le riserve regionali dei Bauges e del Queyras.

I borghi più belli

Oltre al percorso ricco di interessi naturalistici e ai panorami spettacolari, ecco alcune delle località che maggiormente hanno colpito l’autrice durante il viaggio.

Susa 

Città dall’importante storia che conserva i resti di monumenti di epoca romana 

Briançon 

Bellissimo il borgo medievale all’interno della cittadina con la cinta muraria

Bonneval sur Arc 

Villaggio montano considerato tra i più belli e caratteristici delle Alpi francesi

Beaufort 

Luogo di produzione del saporito Beaufort Dop, il formaggio vaccino tipico dell’Alta Savoia

Sospel 

Vivace paese dal centro storico medievale diviso dal fiume Bevera in due parti unite da un caratteristico ponte in pietra

Eze 

Uno dei più caratteristici villaggi di epoca medievale delle Alpi Marittime

Dove sostare in Francia con il camper

Ecco i campeggi, le aree attrezzate e i parcheggi utilizzati dal gruppo durante il viaggio itinerante lungo la Route des Grandes Alpes.

  • Susa Area sosta camper in Piazza Arsenio Favro, al centro del paese (GPS 45°08’19.1”N 7°03’14.4”E). A pagamento, all’interno di un parcheggio dedicato anche alle vetture, dispone di corrente e camper service con acqua e pozzetto di scarico.
  • Thonon-les-Bains Camping Saint Disdille, Avenue de Saint-Disdille 117, tel. 0033/4507/11411, www.disdille.com, GPS 46°23’57.4”N 6°30’15.2”E. A 200 m dal lago di Ginevra, in posizione tranquilla, dotato di punto ristoro e minimarket.
  • Beaufort Camping municipal Domelin, tel. 0033/479/383388, www.lebeaufortain.com/fiches/camping-municipal-de-beaufort, camping-beaufort@orange.fr. Situato a dieci minuti a piedi dal paese, dispone di cento piazzole, blocco servizi, campo da pallavolo e area giochi per bambini.
  • Col du Galibier Sosta libera nel piazzale a fianco del Rifugio Galibier (tel. 0033/6/52260533, refugedugalibier.fr, GPS 45°03’45.3”N 6°24’23.1”E). 
  • Isola Sosta libera nel parcheggio situato al centro del paese, GPS 44°11’10.2″N 7°02’54.9″E Sospel
  • Camping Domaine Sainte Madeleine, Route du Moulinet, tel. 0033/4/93041048, 0033/6/88482289, www.camping-sainte-madeleine.com, camp@camping-sainte-madeleine.com, GPS 43°53’48.9”N 7°25’00.2”E. Confortevole, tranquillo, ben servito. Dotato di camper service, WiFi gratuito, minimarket, lavanderia. Servizi accessibili alle persone con disabilità motoria.
  • Sanremo Area di sosta Pian di Poma, GPS 43°48’11.2″N 7°44’47.4″E

L’itinerario descritto in questo diario di viaggio è stato realizzato con il supporto del tour operator Rotta 360, www.rotta360.it.

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