Aprile, tra i ponti di primavera e le vacanze pasquali, è il mese giusto per programmare un tour alla scoperta di una delle regioni più selvagge d’Italia. Se non hai tanti giorni a disposizione, puoi ridurre i giorni. Ma un weekend in camper in Calabria è appagante soprattutto chi ama stare in movimento e spaziare tra mare e monti.
In Sila mai fermi!

Un weekend in camper in Calabria? Se sei uno sportivo non puoi rinunicare alla Sila Grande, una palestra en pleinair per tutta la famiglia che svela paesaggi di inattesa bellezza e offre continui motivi di meraviglia. Cosa puoi fare in Sila? Dalle ciaspole al bob su rotaia, dalle bike boat al water trekking. Tutte attività che puoi fare nel raggio di pochi chilometri. Il Parco Nazionale della Sila è un mosaico di ecosistemi naturali e biodiversità. Boschi, pascoli e laghi compongono il contesto dell’area protetta, da scoprire a piedi, in bici, a cavallo, in kayak e in battello.
Dal centro visite Cupone, a ridosso del lago Cecita, parte un sentiero didattico, particolarmente adatto alle famiglie, dove si possono osservare cervi, daini, caprioli e lupi. Accanto alla partenza della vecchia cestovia di Lorica, invece, è situata una pista da bob su rotaia. Accanto alla pista del bob su rotaia, sul tapis roulant i bimbi possono iniziare a muovere i primi passi sulla neve o perfezionare il proprio stile e, su richiesta, è possibile prendere lezioni da un maestro di sci.
Sosta camper: a Camigliatello Silano c’è un’area attrezzata a pagamento e un’altra adiacente a una trattoria. A Lorica c’è un parcheggio senza servizi in Via Nazionale. A Spezzano della Sila trovi vari punti sosta all’interno del Parco della Sila su fondo sterrato dotati di area picnic, vicino al lago di Cecita e al Centro Visite Cupone, ombreggiati, gratuiti, senza servizi per camper.
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Un salto da Celestino, il maestro del telaio

Una volta tolte le pedule puoi concederti un po’ di relax lungo Via Roma a Camigliatello Silano, che ospita negozi e botteghe artigianali. Al civico 66 c’è la bottega di tessuti di Mario Celestino, artigiano che porta avanti con passione una tradizione nata negli anni Trenta a Longobucco. Il maestro del telaio crea stoffe utilizzando la ginestra, il lino, la canapa, il cotone, la seta e la lana e realizza disegni a mano che hanno una simbologia affascinante, frutto di credenze popolari.

Come il “punto del giudice”, un disegno che una madre avrebbe realizzato per sdebitarsi con il giudice che aveva reso giustizia al figlio. Per la decorazione la signora utilizzò la sega, il pino, la vite con i grappoli d’uva, la bilancia e le colombe, simboli di pace, giustizia e abbondanza. Il negozio è tappezzato di arazzi ornati con disegni di chiara ispirazione asiatica che richiamano una fauna che non appartiene alla Sila e questo dettaglio fa pensare che la tessitura di Longobucco abbia origini orientali.
Chi può allungarsi fino al borgo di Longobucco non perda il Museo della ginestra, della lana e della seta che s’incontra inerpicandosi nelle viuzze. L’edificio racconta in tre sale espositive l’antica tradizione della lavorazione dei tessuti di tre generazioni della famiglia Celestino.
Sosta camper: l’agriturismo Salinella a Rossano dista circa 40 chilometri da Longobucco.
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A Casignana il primo laboratorio cinematografico di comunità

Dal vari punti del borgo si vede il mare Ionio e già solo per questo il paese di Casignana merita una visita. Accoccolato sul versante orientale dell’Aspromonte è stretto tra la montagna e il mare. In località Palazzi, sulla costa, sorgono i resti della villa romana con un pregevole pavimento a mosaico. Se sei un amante delle passeggiate ti puoi incamminare lungo i percorsi naturalistici che dalla costa si diramano verso l’interno.
Da poco in paese è attivo un laboratorio cinematografico con l’intenzione di raccontare una triste vicenda accaduta il 21 settembre del 1922. Un documentario che coinvolge gli abitanti e rafforza il sentimento di comunità. L’iniziativa fa parte del progetto Locride 2025 tutta un’altra storia che coinvolge 42 comuni della Locride.
Sosta camper: è aperto tutto l’anno il Camping Afrodite a Caulonia che dista circa 50 chilometri.
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A Reggio Calabria il chilometro più bello d’Italia

In un weekend in Calabria in camper non si può non fare una lunga passeggiata sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, considerato il “chilometro più bello d’Italia”. Da qui puoi godere una delle più belle viste in Italia sulla città di Messina e trascorrere qualche ora nel museo che custodisce i famosi Bronzi di Riace. Sei a due passi dall’Aspromonte se ami la montagna. Esistono tre cammini (tra cui il Sentiero del Brigante e il Sentiero dell’Inglese) e la ciclovia dei parchi per chi è allenato sulle dueruote.
Sosta camper: area camper sul mare a pagamento in Via Bosco 34. Per soste prolungate a Palmi, a circa 40 minuti di strada c’è l’area attrezzata Summerland dove la sosta è scontata per gli iscritti al PLEINAIRCLUB.
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La traversata dello Stretto

Una volta che sei a Reggio Calabria, Messina ti sembra davvero a due passi. Pochissimi chilometri separano le due regioni e vale davvero la pena, una volta arrivati fin qui, navigare lo Stretto e approdare in Sicilia per trascorrere qualche ora nella città siciliana. Spesso considerata una tappa di passaggio per raggiungere Taormina o altre blasonate località della costa, Messina è una città interessante.
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Messina, non solo tappa di passaggio
Stretta tra i Monti Peloritani e il mare, ha numerose attrazioni. In primis il duomo con l’antico orologio meccanico astronomico. Fai in modo di arrivare al cospetto del campanile alle 12 quando si aziona un complesso sistema di leve e contrappesi che mette in il movimento le statue in bronzo sulla facciata. Il movimento dura 12 minuti ed è accompagnanato dall’Ave Maria di Schubert.
Il campanile è visitabile all’interno. Lungo il percorso delle scale, si ammirano le statue in bronzo e il complesso e ingegnoso sistema di leve e ingranaggi che consente il movimento dell’orologio. Da sopra puoi goderti lo spettacolo: ammiri la città e lo stretto.
Per una golosa pausa pranzo è d’obbligo una sosta da Don Minico, storico indirizzo per chi sale a cercare refrigerio soprattutto d’estate tra i Monti Peloritani. Ordina una Pagnotta alla Disgraziata che è la sua specialità ripiena di olive schiacciate, melanzane e carciofini sott’olio, pomodori secchi, pecorino pepato e salame. “Cu mancia bonu e bivi vinu, non lassa muddichi!” è lo slogan del locale. Provare per credere!
Sosta camper: parcheggio in Via Uberto Bonino 5 oppure Il Gelsomino ritrovato a Milazzo. Shopping di prodotti aziendali alla Tenuta Rasocolmo.
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