Stai aspettando le prossime vacanze per approfittare delle ferie e organizzare un bel viaggetto nel centro Italia? Se la tua meta sono i borghi dell’Umbria, non puoi assolutamente perdere Deruta e se ci vai in camper puoi sostare nel parcheggio gratuito vicino al cimitero. È aperto anche di notte ed è due passi dal centro storico.
A vederlo da lontano Deruta sembra un paese come tanti altri. Uno dei classici borghi medievali, assai graziosi, di cui è ricca questa regione. E invece no. Deruta ha qualcosa di speciale e per questo l’abbiamo scelto per il nostro viaggio in camper: l’intera comunità è legata a doppio filo alla storia e alla produzione della ceramica artistica. Vediamo in cosa consiste.
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Le maioliche dipinte, il vanto del borgo
Perfino i cinquantotto scalini che salgono al centro storico sono stati decorati con maioliche dipinte a mano da artigiani del luogo. Una tradizione che si tramanda da centinaia di anni e che continua ancora oggi a caratterizzare l’economia locale. Basta vedere le botteghe e i laboratori dove mani sapienti creano opere apprezzate in tutto il mondo.
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Il museo dei vasai

Le prime notizie certe sulla lavorazione della ceramica derutese risalgono alla fine del XIII secolo, quando venivano realizzati oggetti di uso comune con decorazioni molto semplici. Già nel XV secolo l’attività dei maestri vasai era diventata una vera e propria forma d’arte con l’uso sempre più ampio e raffinato di colori e motivi decorativi (girali fioriti, corone di spine, figure grottesche, battaglie, immagini sacre e così via).
Sempre nel Quattrocento si diffuse a Deruta (e in pochi altri centri italiani) la tecnica del lustro originaria del Medio Oriente. Arrivò probabilmente a noi grazie agli scambi commerciali con la Spagna e soprattutto con l’isola di Maiorca (da cui deriva il termine maiolica), che arricchiva le opere più pregiate di riflessi cromatici iridescenti.

Il percorso storico dell’arte ceramica derutese, con l’esposizione di oltre seimila pezzi dal periodo medievale ai giorni nostri, è raccontato nel Museo Regionale della Ceramica, il più antico del suo genere in Italia. Istituito nel 1898 come “Museo artistico pei lavoranti in maiolica”, è ospitato nel complesso conventuale di San Francesco e comprende una biblioteca con oltre millecinquecento volumi.
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Un borgo che fu un castello fortificato
Il nostro viaggio in camper a Deruta prosegue per il tunnel sotterraneo che collega il museo all’area archeologica delle Fornaci di San Salvatore (visitabile solo su richiesta e accompagnati). Rinvenuta nel 2008 durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio, l’area include un tratto delle antiche mura medievali di fine Duecento e i resti di alcuni forni risalenti al XIV-XV secolo.. Deruta era infatti un castello fortificato facente parte del sistema difensivo di Perugia.
L’adiacente chiesa di San Francesco, di antichissima origine, fu ricostruita nella seconda metà del Trecento dopo essere stata danneggiata gravemente da un terremoto. Nonostante vari interventi successivi, ha conservato il suo impianto gotico. Dotata di due campanili, uno trecentesco e un altro a pianta poligonale tirato su a metà Ottocento, conserva bellissimi affreschi segnati dal tempo e databili tra il XIV e il XVI secolo. Puoi notare opere di Domenico Alfani e Giovanni Battista Caporali. E anche un grande dipinto murale del 1390 dedicato a Santa Caterina d’Alessandria, patrona dei ceramisti.

Sulla parete di sinistra si apre l’ottocentesca Cappella del Rosario, il cui altare presenta un paliotto in maiolica raffigurante tre angeli realizzato nel 1899 da Angelo Micheletti su disegno di Alpinolo Magnini. La chiesa ospitava altri due preziosi dipinti del Quattrocento. Come ad esempio Il Padre Eterno e i Santi Romano e Rocco di Pietro Vannucci detto il Perugino e La Madonna dei Consoli di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno. Questi dipinti fanno parte della ricca raccolta di opere esposte nella vicina Pinacoteca Comunale nel trecentesco palazzo dei Consoli.
Importanti affreschi di Bartolomeo e Giovanni Battista Caporali (padre e figlio), abbelliscono anche la piccola chiesa di Sant’Antonio Abate. Essa è visitabile rivolgendosi all’Ufficio Informazioni Turistiche situato all’ingresso del centro storico dopo Porta San Michele. Gli altri due storici accessi al borgo sono le porte Perugina e Tuderte.

Le fornaci Grazia e Baiano
L’ufficio turistico è di per sé una meta imperdibile perché è dentro l’Antica Fornace Grazia, risalente al XVI secolo e oggi adibita a spazio museale utilizzato per mostre ed eventi culturali e musicali. È una delle più antiche fornaci del borgo e una delle poche ancora integre.
Qui la famiglia Grazia iniziò la produzione della maiolica nella prima metà del Cinquecento andando avanti fino al 1924. Poi spostò la fabbrica (attiva tuttora) in una nuova sede poco fuori dal paese. Al piano terra c’è la camera di combustione, con volta a botte, dove veniva bruciata la legna per creare il calore necessario da trasmettere tramite fori ai forni dei piani superiori. Sopra, avveniva la cottura degli oggetti.
Forse ancora più antica la Fornace della famiglia Baiano, privata ma visitabile (con negozio annesso). Possiede due forni venuti alla luce negli anni Ottanta del secolo scorso durante i lavori di restauro di un’abitazione del Seicento e databili intorno al XV-XVI secolo. Ci si può arrivare dalla grande Piazza dei Consoli, nel cuore del borgo, scendendo per la pittoresca scalinata di Via Ritorta, i cui muri sono impreziositi da sfere colorate e targhe in ceramica con frasi e aforismi.

D’altronde qui, passeggiando fra vicoli e piazzette, l’arte s’incontra a ogni angolo e l’espressione “casa e bottega” non è solo un modo di dire. A dispetto del toponimo, che pare derivi dal latino diruta (distrutta, rovinata), oggi Deruta è più viva che mai. Inserita non a caso fra i Borghi più belli d’Italia e capace di attirare visitatori amanti della cultura e dell’artigianato di qualità.
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Imparare a lavorare al tornio, sperimentare le tecniche della pittura e della smaltatura, scoprire Deruta e le sue tradizioni in maniera non convenzionale, visitare le botteghe gestite da due generazioni di donne. Sono solo alcune delle proposte messe a punto dagli artigiani della località umbra per coinvolgere il visitatore e fargli toccare con mano i segreti di un’arte famosa in tutto il mondo.
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Altre soste camper a Deruta
Hai almeno altre due possibilità di sosta camper molto vicino a Deruta:
- a Torgiano l’area attrezzata gratuita del campo sportivo comunale
- a Perugia l’area attrezzata in Piazzale del Bove