Oltre che paesaggi incantevoli, il polmone verde d’Italia ha una storia millenaria da raccontare. Siamo andati a scoprire in camper 3 borghi in Umbria dalle origini romane e medievali. Vediamo quali!
Nocera Umbra

Il primo dei borghi in Umbria in camper da vedere è Nocera Umbra. Girando per il centro colpiscono le strutture del Palazzo del Comune e il Museo Civico, ospitato nell’ex chiesa di San Francesco. La collezione di quest’ultimo è decisamente interessante e tra le molte opere esposte notiamo il grande crocifisso realizzato da un ignoto pittore umbro nella seconda metà del XIII secolo, un polittico del 1483 di Niccolò di Liberatore e gli affreschi di Pietro da Gualdo.
Iniziative didattiche ne fanno una tappa capace di incuriosire anche i visitatori più giovani, che entro la fine dell’anno potranno tornare a scorrazzare nelle sale del vicino museo archeologico, in fase finale di ristrutturazione.
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Gualdo Tadino

Passiamo al secondo dei borghi in Umbria da vedere in camper: Gualdo Tadino Il paese si trova ai piedi del Monte Serrasanta fin dal Medioevo (la fondazione della città in età preromana avvenne nella piana e sui colli adiacenti), e il nucleo è Piazza Martiri della Libertà, sulla quale affacciano i monumenti principali: il duomo dedicato a San Benedetto che conserva nella facciata l’aspetto originale duecentesco con un bel rosone e le decorazioni dei tre portali, il Palazzo Comunale eretto nel ‘700 sulle rovine del medioevale Palazzo delle Arti e dei Priori, la fronteggiante torre civica e la chiesa di San Francesco. Quest’ultima, consacrata nel 1315, è forse l’edificio più interessante e presenta un bell’ingresso ligneo, resti di antichi affreschi, una Crocifissione di Matteo di Gualdo e soprattutto uno splendido coro del XIV secolo.
Dalla piazza si sale per Corso Italia alla Rocca Flea, bell’esempio architettonico di fortezza italiana del basso Medioevo che all’interno ospita un museo civico articolato in tre sezioni: un antiquarium, una collezione di ceramiche e una pinacoteca ricca di opere provenienti dal territorio circostante.
Torniamo in centro
Tornati in pieno centro raggiungiamo l’ingresso del Palazzo del Podestà, dove ha sede la vera sorpresa di Gualdo Tadino: il Museo Regionale dell’Emigrazione intitolato al primo presidente della Regione Umbria, Pietro Conti. La struttura è interamente dedicata all’espatrio dei nostri connazionali in cerca di una vita migliore, soprattutto nel corso del ‘900: un fenomeno sociale imponente – si scopre ad esempio che in un solo anno circa 5.000 abitanti dell’Umbria emigrarono in Brasile, meta privilegiata assieme agli Stati Uniti – e commovente nelle sue dimensioni e implicazioni culturali.
Le sale del museo ne ricostruiscono e rievocano le vicende tramite oggetti, scritti, filmati e registrazioni delle voci di numerosi testimoni, dando un certo risalto al lavoro in miniera che, a suo tempo, spinse molti italiani a recarsi nell’Europa centrale.
Fino a Valsorda
Per concludere la visita alla città vale la pena seguire la stradina che dalla rocca, passando attraverso un rimboschimento di pini, sale per 6 chilometri fino alla località Valsorda, un valico seguito da una serie di piccoli pianori carsici, alcuni con laghetti, dove c’è anche un campeggio con bar e ristorante. Da qui, a 1.000 metri di quota, ha inizio un’interessante faggeta mista ad aceri che nei mesi autunnali dispiega un’affascinante tavolozza di colori.
Meno avvincente lo spettacolo verso il fondovalle, dove corre la Flaminia: durante la salita si può constatare l’incalzante processo di urbanizzazione che procede con criteri discutibili, per via di una dislocazione ormai diffusa e della pessima qualità dei nuovi insediamenti.
Gubbio

Fra i cosiddetti centri minori che fanno unico il Bel Paese, Gubbio merita un posto in prima fila per questo lo abbiamo inserito tra i borghi dell’Umbria da non perdere in camper. Per il nucleo storico mirabilmente conservato, per il patrimonio di tradizioni secolari — la frequentatissima Corsa dei Ceri si tiene da quasi 850 anni — e per la posizione di campanili, mura, torri e palazzi merlati disposti come una quinta sul fianco del Monte Ingino, a chiudere la conca pianeggiante dove sorse l’italica Iuvium. Sistemato il camper nel comodo approdo attrezzato poco lontano dallo stadio, si inizia la visita dal monumento più noto della città, il teatro romano.
Risalente al I secolo, è opportunamente circondato da un’area inedificata a prato su cui spiccano begli esemplari di acero; il sito archeologico comprende inoltre un piccolo antiquarium. Percorrendo il viale alberato che costeggia il parco si giunge in Piazza Quaranta Martiri, dove troneggiano la chiesa di San Francesco e i portici delle scenografiche Logge dei Tiratori.
Il consiglio, a questo punto, è di salire per il primo tratto di Via della Repubblica, dove si trova un ufficio turistico in cui procurarsi mappe, opuscoli e informazioni varie. In cima alla salita, dopo una scalinata e l’incrocio con Via XX Settembre, si apre la visione di uno degli spazi urbani più spettacolari d’Italia, la Piazza Grande.

Le attrazioni principali di Gubbio
Iniziata nel 1321 e rimasta incompiuta, si sporge sulla vallata come un ampio e raffinato terrazzo (la pavimentazione in cotto ne aumenta la suggestione) chiuso alle spalle dagli edifici civili più importanti della città.
L’imponente Palazzo dei Consoli, con l’attigua torre merlata, ospita un museo civico dove sono esposte, tra l’altro, le famose Tavole Eugubine: si tratta di sette lastre di bronzo incise in umbro e latino, risalenti al III-I secolo a.C., che sono l’unica fonte per lo studio dell’idioma dell’antico popolo italico. Il museo include anche una piccola sezione dedicata alle ceramiche e una pinacoteca con varie opere tra cui quelle di Mello da Gubbio, protagonista della pittura locale del ‘300.

Salendo verso il duomo si passa per gli eleganti giardini pensili di fronte ai quali si trova il Palazzo del Capitolo dei Canonici, dove ha sede l’interessante Museo Diocesano. Ad unica e ampia navata, il duomo presenta cappelle laterali con tavole d’altare, affreschi e organi. Giusto di fronte, il Palazzo Ducale merita una visita per il magnifico cortile rettangolare, opera quattrocentesca di Francesco di Giorgio.
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La Via della Cattedrale
Scendendo infine per Via della Cattedrale o per la parallela, suggestiva Via dei Consoli si accede al quartiere più occidentale della città, quello di San Martino. In Piazza Giordano Bruno sorgono il Palazzo del Capitano del Popolo, la chiesa di San Domenico e il teatro comunale; dal lato opposto, invece, Via XX Settembre attraversa il quartiere di Sant’Andrea per giungere alla Porta Romana.
Nei pressi è la stazione di partenza della bidonvia che in pochi minuti raggiunge gli 827 metri della basilica di Sant’Ubaldo, in cui si possono ammirare i tre Ceri lignei che vengono portati in processione a metà maggio nella festa più attesa della città: un’ottima scusa per ritornare in primavera nel cuore verde d’Italia.
Testo e foto di Giulio Ielardi
