Non lontano dalle battute spiagge della Versilia, i luoghi in cui ha vissuto Giacomo Puccini sono ideali per un weekend di relax nella quiete del Lago di Massaciuccoli. Segui il nostro itinerario a partire dalla casa natale del compositore e tieni la APP PLEINAIRCLUB a portata di mano per risparmiare sulla sosta camper.
È il 1896. La primavera volge all’estate e l’alba porta con sé un giro di vento, che ora spira da nord. Dopo la notte passata al pianoforte, Giacomo Puccini sale in camera da letto ed esce sul balcone a sentire il cinguettio del buongiorno che proviene dai pennuti vicini di casa. In lontananza ode un suono che ama: sono le quattro nuove campane della chiesa romanica di Bargecchia, un paese di prima collina di là dal Lago di Massaciuccoli. Accenna un sorriso, torna al pentagramma e aggiunge le campane – riproducendone fedelmente le note – al duetto che chiude il primo atto della Tosca.
La musica nel sangue
Il maestro era fatto così. Prendeva spunto da tutto ciò che lo circondava, quasi fosse uno scrittore in musica. Geniale sperimentatore ed instancabile correttore di sé stesso, trasse almeno una parte del suo estro da una tradizione secolare. I Puccini furono infatti maestri di cappella del duomo di Lucca per quattro generazioni: alla metà del Settecento era stato l’omonimo antenato del nostro a trasferirsi nella capitale dell’antica Repubblica.
Celle
Un breve viaggio alla scoperta dei luoghi cari al musicista può cominciare proprio dalla casa di famiglia a Celle, un borghetto di pietra su un poggio tra ulivi e castagni a cui si sale per una strada bordata di fiori colorati, accompagnati dagli svolazzi delle cinciallegre.

Lasciato il veicolo nello slargo lungo la via ci si incammina a piedi e si attraversa il paesino fino a giungere alla casa museo. Il cinquecentesco edificio, e con esso vari terreni, rimase di proprietà della famiglia fino alla morte del padre di Giacomo (il piccolo aveva appena cinque anni) allorché la madre, vedova incinta di un altro figlio, si trovò costretta ad alienare alcuni beni per mantenere la prole. L’abitazione fu poi riacquistata da Ramelde, una delle sorelle, e passò alle sue figlie che infine trovarono l’accordo per farne la realtà espositiva che possiamo ammirare grazie all’impegno dell’associazione Lucchesi nel Mondo.
Il percorso di visita si sviluppa dal salone – dove tra l’altro è custodito il pianoforte su cui fu composta parte di Madama Butterfly – ai veri e propri ambienti domestici: la camera con il letto su cui nacquero (a Lucca) tanti Puccini, la cucina che offre uno spaccato della vita quotidiana di un tempo, le stanze di sopra con suppellettili d’epoca e teche con spartiti e interessanti lettere e biglietti.
Dove tutto ebbe inizio
Il fiume Serchio ci indica la strada per il capoluogo. La collezione della residenza di Lucca offre la più completa panoramica delle vicende personali e della storia professionale di Giacomo, che qui venne alla luce il 22 dicembre 1858. All’ingresso, la Sala della Musica. Circondato da ritratti degli avi e sormontato da un dettagliato albero genealogico, lo stupendo pianoforte a coda della Steinway&Sons fu acquistato nella primavera del 1901 e accompagnò l’ispirazione del maestro fino alla sua ultima opera, l’incompiuta Turandot.
L’esposizione prosegue nell’intero appartamento tra mobilio e decorazioni originali, documenti, testimonianze, partiture e una ricchissima raccolta di fotografie che consente di ripercorrere la vita di Puccini quasi come in un fotoromanzo. Divertente la soffitta dedicata a La bohème grazie a un allestimento realizzato dal Teatro del Giglio di Lucca, stupefacente lo spazio che accoglieva la biblioteca di casa e che oggi esibisce il costume di scena indossato da Maria Jeritza nella première newyorkese di Turandot nel 1926.
L’appartamento del musicista
Il percorso si sviluppa tra dodici ambienti ed è consigliabile farsi accompagnare per ascoltare racconti curiosi sui risvolti più impensati, anche infausti, della vita turbolenta di un uomo che amava sentirsi libero e non disdegnava la compagnia extraconiugale.

Il palazzo fa angolo con Piazza Cittadella, dove nel 1994 fu collocata una grande statua bronzea realizzata da Vito Tongiani che raffigura il maestro intento a fumare, comodamente seduto. Ma l’altro luogo pucciniano di Lucca è certamente il già citato Teatro del Giglio, che proprio in questi mesi riapre al pubblico dopo importanti lavori di ristrutturazione del palcoscenico e della buca nonché di restauro degli arredi: il maestro vi curò in prima persona la messa in scena di alcune sue opere.
Sempre in città, infine, si trova un centro studi che mette a disposizione di studiosi e appassionati documenti, registrazioni e libri: la sua biblioteca vanta la custodia di quasi tutte le pubblicazioni su Puccini prodotte nel mondo.
Prua verso il mare!
In qualche modo citare Robert Louis Stevenson funziona anche qui, dato che una volta usciti dalle possenti mura cinquecentesche di Lucca ci dirigiamo verso il mare (Ligure secondo il genovese Istituto Idrografico della Marina, Tirreno a sentire la monegasca International Hydrographic Organization) per raggiungere Torre del Lago, frazione del Comune di Viareggio che già nel 1938 unì al toponimo il cognome del suo più noto cittadino.
Torre del Lago
Quello che oggi è un popoloso agglomerato di casette fu una macchia verdeggiante: Puccini scrisse che v’erano dodici case, e che i dintorni erano abitati da animali d’ogni tipo. Innamoratosi della pace che vi regnava, affittò l’antica torre di guardia che dominava la sponda del Lago di Massaciuccoli e quando poté acquistarla la modificò completamente, trasformandola nella villa che possiamo visitare grazie agli attenti restauri che vi sono stati portati negli anni (è stato concluso nel mese di maggio il ripristino degli eleganti mosaici pavimentali al pianterreno).

È questo il luogo d’elezione del maestro ed è questa la tappa dell’emozione. Dal curato giardino che fronteggia il belvedere – un tempo lambiva il padule – si entra in una casa riccamente arredata secondo quegli stilemi del Liberty che a cavallo tra Ottocento e Novecento ebbero tanto successo. La sala d’ingresso ospita il pianoforte che per anni espresse le composizioni di Puccini; alle spalle dello strumento, nel salottino dietro il muro, le sue spoglie riposano quasi a voler mantenere una fisicità nel rapporto fra Giacomo e la sua tastiera.
Come era Puccini?
Visitare questo edificio permette di scoprire alcuni tratti interessanti della personalità del compositore. La vetrina di un piccolo ambiente accoglie non pochi fucili: una delle sue più grandi passioni fu la caccia, per la quale finì addirittura a giudizio. Ma di pallini ne aveva parecchi, a cominciare dalla bicicletta per proseguire con i motoscafi e le automobili. Ne possedette diverse, e ci mise perfino del suo allorché domandò a Vincenzo Lancia di realizzargliene una con telaio rinforzato, ruote adatte al fango e altre caratteristiche personalizzate: in sostanza, per migliorare la sua esperienza di caccia quando si spostava in Maremma – dove le strade erano terribili, a suo dire – Puccini si rese artefice del primo fuoristrada per uso civile.

La sua attitudine alla modernità è ben evidente al piano di sopra della villa, dove si fece allestire il bagno in camera. Certamente il maestro trasse spunti dai suoi numerosi viaggi, non ultimi gli appuntamenti americani, ma in generale fu un uomo molto curioso. Pur rimanendo per tanti aspetti tendenzialmente conservatore lo attirava tutto ciò che era diverso, esotico, nuovo.
E vero. Con gli amici di Torre del Lago non disdegnava giocare a carte, far bisboccia e fumare come un turco e con i parenti era affettuoso e burlone. Anche se era sempre allegro lo velava una malinconia, forse la stessa che lo aiutò a produrre pagine di musica meravigliose e tragiche perfino in commedia. Non resta che ascoltarle e acclamarle nei teatri di tutto il mondo. Ma finché si è qui a Torre del Lago, magari fuori stagione, si può gustare il silenzio che liberava la mente geniale di Giacomo Puccini.

Un gran teatro per un gran festival
Affacciandovi dalle finestre della Villa Puccini a Torre del Lago non potrete fare a meno di individuare una grossa costruzione moderna prospiciente lo specchio d’acqua. Sono i colossali spazi del Gran Teatro all’aperto che ogni estate accoglie più di tremila spettatori a sera nelle date del Festival Puccini, giunto quest’anno alla sessantasettesima edizione, che non propone solo opere del maestro: fra le altre produzioni – che potete consultare sul sito puccinifestival.it – il 10 agosto andrà in scena il Pierrot lunaire di Arnold Schönberg (che di Puccini ebbe grande stima), mentre il 12 salirà sul palco Toni Servillo.
Ma il clou del cartellone, ovviamente, sono le opere del maestro Giacomo, che ricapitoliamo in calce. Nonostante la spaziosità della struttura i concerti vanno sold-out, perciò è consigliabile prenotare per tempo: ogni informazione è reperibile telefonando allo 0584 359322 o scrivendo a ticketoffice@puccinifestival.it.
Informazioni pratiche
Dove sostare a Lucca
- Agricampeggio Ai Linchi, Via del Caporale Sant’Alessio, tel. 0583 330461, www.ailinchi.it. 10% sulla sosta
- Area attrezzata Il Parcheggio del Borgo, Via Augusto Passaglia 318, tel. 0583 330882 o 331 9385603, www.ilparcheggiodelborgo.it. 10% sulla sosta
- Area attrezzata Il Serchio, Via del Tiro a Segno 704, tel. 0583 317385 o 335 8481153, www.camperilserchio.it.
- Area attrezzata in Viale Luporini, vicino a Porta Sant’Anna.
- Torre del Lago Puccini Camping Europa, Viale dei Tigli 51, tel. 0584 350707, www.europacamp.it. Aperto da aprile a ottobre. 10%
- Italia Family Camping Village, Viale dei Tigli 52, tel. 0584 359828, www.campingitalia.net. Aperto da aprile a settembre. 10%; 5% da metà giugno a metà agosto
- Camping dei Tigli, Viale dei Tigli 54, tel. 0584 359182, www.campingdeitigli.com. Aperto da aprile a settembre.
- (A Viareggio) Sosta camper La Sirenetta, Viale Europa 7/A, località Darsena, tel. 349 7518661, www.lasirenetta-versilia.it.
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