Inaugurata da Napoleone nel 1805, il Passo del Sempione unisce Domodossola con Briga. Ma ben prima dell'imperatore, lungo questa strada sono passati intellettuali famosissimi e le loro tracce sono ben visibili nel tragitto
Indice dell'itinerario

Sapevi che Napoleone ha lasciato tante opere in eredità all’Italia? Una di esse è il Passo del Sempione, una larga strada che collega Domodossola, in Piemonte, con Briga, in Svizzera. Segui il nostro itinerario.

“Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro” recita l’ode di Alessandro Manzoni che ha tormentato generazioni di studenti italiani. La vicenda terrena dell’imperatore dei francesi si concluse il 5 maggio del 1821 nell’isola di Sant’Elena, nell’Atlantico meridionale, dove gli Inglesi lo avevano relegato in esilio. Sei anni prima a Waterloo, in Belgio, era arrivata la sua definitiva sconfitta militare. Ma Napoleone è ancora tra noi. Lo ricordano molte leggi ancora in vigore, lo ricordano gli studi dell’antico Egitto, avviati durante una campagna militare ai piedi delle Piramidi. Lo ricorda il sistema metrico decimale, diffuso dagli eserciti francesi e che (guarda caso) non ha mai attraversato la Manica.

La Strada del Sempione

In Italia lo ricordano le sue residenze sull’Isola d’Elba, dove fu esiliato tra il 1814 e il 1815, e decine di campi di battaglia da Marengo a Rivoli. Al condottiero di origini italiane nato in Corsica si deve anche una grande opera di pace: è la Strada del Sempione, il valico tra il Vallese e l’Ossola che offre la via più diretta tra Parigi e Milano, e che la quota di 2.005 metri rende più comoda rispetto ad altri passi alpini. Fu Bonaparte a ordinare di trasformare la vecchia mulattiera in una strada“ in grado di far passare il cannone”.

La via, progettata dall’ingegnere Nicolas Céard, era un’opera straordinaria per i tempi e fu inaugurata nel settembre del 1805. Larga otto metri, attrezzata con solidi ponti in pietra, traversava le gole granitiche di Gondo grazie a un tunnel lungo duecento metri. Tra Domodossola e Briga le diligenze impiegavano undici ore, e nella parte alta venivano sostituite d’inverno da slitte. La strada proseguiva verso Sesto Calende e Milano, dove al suo termine fu creata la piazza che si chiama ancora Foro Buonaparte.

Il viaggio degli intellettuali per il Passo del Sempione

Nell’Ottocento la Strada del Sempione emozionò viaggiatori come Charles Dickens, Hans Christian Andersen e Stendhal. “La bellezza, la precisione e la forza con i quali era stata costruita la strada ci strapparono esclamazioni di meraviglia” scrisse James Fenimore Cooper, autore de L’ultimo dei Mohicani, che vi passò nel 1834. Due anni prima Alexandre Dumas, l’autore del Conte di Montecristo e dei Tre moschettieri, aveva descritto il contrasto tra “la sommità, terra di ghiaccio e nevi” e “le tiepide folate del vento d’Italia” che soffiano nelle Gole di Gondo. Anche Garibaldi e Cavour traversarono in diligenza il Sempione. Non è certo, invece, che vi sia passato lo stesso Napoleone.

Oggi molti viaggiatori che attraversano il passo sostano davanti all’unico albergo di Gabi. Un cartello in inglese, affiancato da una tazza di peltro e da una vecchia moneta, spiega che “qui, il 27 maggio 1807, Napoleone bevve un bicchiere di latte e lo pagò con una moneta da cinque franchi”. Per alcuni storici potrebbe essere un falso. Al contrario che al Brennero e al Gran San Bernardo, il confine al Sempione non coincide con lo spartiacque alpino. La strada di circa ottanta chilometri che collega Domodossola, in Piemonte, con Briga, in Svizzera, si snoda solo per un quarto in territorio italiano. Oltre Iselle, all’imbocco del tunnel ferroviario del Sempione, si entra in Svizzera e poi si sale attraverso le granitiche Gole di Gondo in direzione di Gabi, del borgo di Simplon Dorf, del vecchio Ospizio del Sempione costruito
nel 1235 e di quello nuovo inaugurato nel 1834, che sorge sulla spianata erbosa del passo.

L’Eco-museo di Simplon Dorf

Oltre all’Ospizio, all’interessante Eco-museo di Simplon Dorf e al cartello (autentico o meno) di Gabi, meritano attenzione i panorami verso il Fletschhorn, il Monte Leone e le vette dell’Oberland Bernese.

In più punti, dalla strada moderna, si raggiungono i tunnel del tracciato napoleonico. Un sentiero conduce al Forte di Gondo, in parte scavato nella roccia, che testimonia la paura elvetica di un’invasione da parte dell’Italia fascista. Accanto all’edificio si fotografano spesso gli stambecchi.

A Iselle, all’imbocco del traforo ferroviario, una lapide ricorda i sessantadue operai italiani caduti durante i lavori di apertura del tunnel, lungo 19,8 chilometri, dove transitò nel 1906 il primo treno da Losanna a Milano.

D come Domodossola

A Domodossola le memorie del Sempione sono divise tra diverse raccolte. Una perforatrice e altri cimeli del tunnel sono esposti nel Collegio Rosmini, che si visita su appuntamento; il museo di Palazzo San Francesco custodisce una diligenza e una slitta utilizzate sul valico. All’esterno della scuola Don Milani, in una teca, vi è un’ala del monoplano Blériot sul quale, nel 1910, l’aviatore peruviano Jorge “Geo” Chávez traversò per la prima volta in volo le Alpi, per poi morire in un atterraggio di fortuna.

Tra Domodossola, il Passo del Sempione e Briga, tredici opere d’arte contemporanea ricordano quel volo avventuroso e tragico. Agli appassionati dei sentieri il Sempione offre un percorso da compiere in due giorni. È lo Stockalper Weg, che unisce Briga con Gondo e che si percorre normalmente passando una notte all’Ospizio. Il tracciato ricalca la mulattiera fatta sistemare nel Seicento dal mercante Gaspar Jodok Stockalper, e che generazioni di viaggiatori hanno usato prima della strada di Napoleone.

Dal suo palazzo-castello di Briga, Stockalper controllava i commerci tra Anversa, Parigi e i porti della Manica a nord e Milano a sud. Fu lui a far attrezzare con ponti e rifugi il percorso, e a permettere alle carovane di passare anche d’inverno.

Ben conservato intorno al passo, il sentiero utilizzato dagli escursionisti di oggi ha richiesto dei complessi lavori nelle Gole di Gondo. Dove l’antico tracciato è stato cancellato dalla superstrada, ponti e passerelle metalliche consentono di transitare senza problemi. I bus postali svizzeri permettono di camminare per qualche ora e di tornare comodamente alla base. Oltre che in treno, in auto o in camper, il Sempione merita di essere esplorato a piedi.

Informazioni pratiche

In Svizzera il campeggio libero è vietato, ma segnaliamo che al Grimselpass c’è un parcheggio per camper. Di seguito un elenco di campeggi in corrispondenza delle località indicate nell’articolo:

  • Briga Camping Geschina, Geschinaweg 41, tel. 0041/27/9230688, www.geschina.ch. Un tranquillo camping a gestione familiare.
  • Brigerbad Thermal Camping Brigerbad, Thermalbad 1, tel. 0041/27/9484848, www.thermalbad-wallis.ch.
    Dispone di quattrocento piazzole ombreggiate. Fiesch Camping Eggishorn, Fieschertalstrasse 50, tel. 0041/27/9710316, www.camping-eggishorn.ch, info@camping-eggishorn.ch. A 1.000 metri di altitudine, apertura estiva e invernale.
  • Obergoms Camping Nufenen, tel. 0041/27/9731437, www.camping-nufenen.ch, info@camping-nufenen.ch. Piccola e tranquilla struttura. Randa Camping Attermenzen, Kantonsstrasse, tel. 0041/27/9672555, www.camping-randa.ch.
  • Saas Grund Camping Mischabel, tel. 0041/27/9571608, www.campingmischabel.com. Un campeggio con vista panoramica sul massiccio del Mischabel.
  • Camping Schönblick, tel. 0041/27/9572267, schoenblick@campingschweiz.ch. Tranquillo, soleggiato, nei pressi di un torrente.
  • Sion TCS Camping Sion, Chemin du Camping 6, tel. 0041/27/3464347, www.tcs.ch. Struttura gestita dal Touring Club Svizzero. Täsch Camping Alphubel, tel. 0041/27/9673635, www.campingtaesch.ch.
  • Dispone di cento piazzole. Zermatt Camping Matterhorn, tel. 0041/79/5364630, www.campingzermatt.ch.
    Campeggio solo per tende.

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