Gironzolare in camper sulle colline del Montefeltro, territorio che si estende tra Marche, Romagna e Toscana, regala grandi soddisfazioni a chi ama i piccoli borghi, i castelli, le rocche e le chiese di campagna.
Indice dell'itinerario

Antiche divinità custodiscono il territorio che da Sasso Simone e Sasso Simoncello digrada dolcemente verso l’Adriatico seguendo il corso del fiume Marecchia. Dall’alto di due speroni rocciosi il dio Penn, celtico protettore della montagna a cui deve il nome la catena degli Appennini, e Bile, l’albero sacro, proteggono la tranquillità di questi luoghi dall’assalto di un turismo mordi e fuggi proveniente dalla vicina riviera. Ci troviamo nel versante romagnolo del Montefeltro, dove per ogni rupe o quasi c’è una rocca che sorveglia l’ampia vallata del Marecchia. 

San Leo

Prima di raggiungere gli antichi dèi che vegliano sulla spina dorsale d’Italia, c’è un santo appollaiato su uno sperone di roccia a cui bisogna far visita. Il forte di San Leo sorveglia l’intero territorio dall’alto del Mons Feretrus, che dà il nome al territorio e a una delle famiglie protagoniste della scena rinascimentale italiana. Il borgo prende il nome da San Leone, compagno di San Marino – celebrato poco lontano dalla Serenissima Repubblica – che arrivò dalla Dalmazia nel IV secolo per evangelizzare la zona ed è considerato per tradizione il primo vescovo del Montefeltro.

Superato il portale in pietra, dopo una breve salita si può scegliere se imboccare Via Giacomo Leopardi, che raggiunge il forte, o proseguire fino a Piazza Dante: al Sommo Poeta è dedicato il fulcro della cittadina citata nel IV canto del Purgatorio. Una targa sulla facciata di Palazzo Nardini rivela che qui, l’8 maggio del 1213, San Francesco trascorse la notte: a lui si deve anche la fondazione del convento di Sant’Igne, a un paio di chilometri dal centro, attualmente in stato di abbandono.

Sulla piazza incrociano i destini anche le celebri famiglie dei Montefeltro, che nel Palazzo Municipale avevano una loro antica residenza; e quella dei Medici, che nel XVI secolo rimodellarono una modesta costruzione voluta dai Della Rovere, oggi sede del Museo d’Arte Sacra che custodisce anche un Cristo deposto del Guercino.

Piazza Dante e il forte

Completano il panorama architettonico di Piazza Dante le absidi della pieve, uno splendido edificio preromanico quasi interamente in conci di pietra. È necessario entravi dal fianco sinistro in quanto la facciata è priva di portale; da non mancare il sacello raggiungibile tramite una scaletta all’inizio della navata destra che, secondo la tradizione, venne edificato proprio da San Leone. Affacciato sulla rupe, in posizione più elevata, sorge invece il duomo, edificato in stile romanico con ogni probabilità sulle rovine del tempio di Giove Feretrio.

È giunto il momento di raggiungere il forte, posto sulla sommità della rupe a 639 metri di altitudine. La punta triangolare dell’edificio che guarda a sud-est sembra la prua di una nave pronta a solcare le dolci onde disegnate dalle colline feltresche. Questa illusione è opera dell’architetto Francesco di Giorgio Martini che, su incarico del duca di Urbino, Federico da Montefeltro, aggiunse all’impianto medievale della fortezza anche i poderosi torrioni cilindrici e la parte residenziale.

L’aquilone e il lupo di Novafeltria

Facendoci nuovamente guidare dalle acque del fiume giungiamo a Novafeltria, fino al 1941 chiamata Mercatino Marecchia. Ci accoglie l’elegante Piazza Vittorio Emanuele, impreziosita dal prospetto del seicentesco Palazzo dei Conti Segni, che oggi ospita la sede del Municipio. Sulla destra una scalinata conduce alla cappella di Santa Marina, edificata nel XIV secolo; è successiva invece l’aggiunta del campanile a vela.

Prima di puntare verso Novafeltria si può fare una deviazione che porta verso la chiesa di Santa Maria d’Antico, nel territorio di Maiolo. Superato il quattrocentesco portale si scopre un piccolo gioiello: una Madonna col Bambino in terracotta invetriata di Luca della Robbia.

Dal canto suo l’area attrezzata allestita nella frazione di Perticara, sviluppata sulle pendici del Monte Aquilone, è la base ideale per visitare il Museo storico minerario che illustra la storia dell’estrazione dello zolfo ricavato dai monti circostanti fino agli anni Sessanta.

Un serpente d’asfalto segue la cresta spartiacque tra la Valle del Marecchia e la Valle del Savio, superando prima l’antico fabbricato di Badia Mont’Ercole e poi il panoramico santuario della Madonna del Soccorso, fino a giungere ai piedi del Sasso del Lupo, un’altra rupe fortificata. Siamo al cospetto di Rocca Fregoso, che dall’alto domina l’abitato di Sant’Agata Feltria.

Anche in questo caso l’aspetto odierno si deve alla mano di Francesco di Giorgio Martini, che rimodellò le forme del maniero innalzato nel X secolo dal conte Raniero Cavalca di Bertinoro. Coeva è la collegiata intitolata a Sant’Agata, che porta i segni degli ammodernamenti apportati nel XVIII secolo, mentre seicentesco è il Palazzo del Municipio, che al suo interno accoglie un piccolo teatro a tre ordini di palchi costruito interamente in legno.

Pennabilli: un luogo dell’anima

Ecco infine il momento di andare a porgere un omaggio alle divinità della montagna, Penn e Bile. Gli antichi guardiani da tempo immemore vegliano su questi luoghi, arroccati sugli speroni di Penna e Billi (oggi chiamati Roccione e Rupe) e alleati dopo secolari discordie nell’univoca entità di Pennabilli.

Anche le due porte che in successione introducono al centro storico parlano di antiche rivalità: Porta Carbone, che si fregia dello stemma dei Montefeltro, è subito seguita da Porta Malatesta, anch’essa sormontata dallo stemma della famiglia urbinate. La tradizione locale, strenuamente avversata dalla vicina Verrucchio, vuole che qui abbia origine la stirpe dei signori di Rimini ai quali Pennabilli appartenne fino a quando, nel 1468, passò sotto il dominio del Ducato di Urbino.

A ricordare il castello di Billi resta un’alta croce posta su un grumo disordinato di ruderi, mentre è sulla sella a cavallo tra i due roccioni e sull’antica Penna che si sviluppa l’odierno centro storico. Per coglierne l’essenza lasciamoci guidare dallo spirito di Tonino Guerra, poliedrico scrittore e nume tutelare di questi luoghi, che diede vita alle installazioni che compongono il museo diffuso I Luoghi dell’Anima.

Da Pennabilli la strada si biforca in due direttrici principali: una attraversa l’exclave toscana di Ca’ Raffaello per poi – dopo un altro passaggio in Romagna – sfociare in terra aretina; l’altra porta verso Carpegna, nella provincia di Pesaro e Urbino, di cui questi territori hanno fatto parte fino al 2009.

In mezzo a questo crocevia tra Emilia Romagna, Marche e Toscana chiudono il nostro itinerario altri due contrafforti, questa volta ad opera della natura. Come due pilastri di roccia calcarea, il Sasso Simone e il Sasso Simoncello sembrano volerci ricordare che gli dèi della montagna popolano ancora questi luoghi. Sta a noi avere la sensibilità per andare a scovarli.   

Ca’ Raffaello, Toscani in Romagna

Correva l’anno 1607 quando i Gonzaga di Novellara vendettero quindici chilometri quadrati di terra feltresca al Granduca di Toscana Ferdinando I. Cambiarono i signori, arrivò l’Unità d’Italia, ma i confini di quest’isola di Toscana in terra di Romagna non sono cambiati. Oggi Ca’ Raffaello, con le sue due frazioni di Cicognaia e Santa Sofia Marecchia, rappresenta l’exclave interregionale più estesa d’Italia ed è parte del comune di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo.

Piccole meraviglie diffuse

Sono sette i percorsi tematici racchiusi nel museo diffuso I Luoghi dell’Anima di Pennabilli. Fra questi ci sono l’Orto dei frutti dimenticati, un museo dei sapori dedicato a piante da frutto appartenenti alla flora spontanea appenninica; e il Giardino Pietrificato, ai piedi di una torre millenaria nella frazione di Bascio, dove sono stesi sette tappeti di ceramica creati da Giovanni Urbinati e dedicati ad altrettanti personaggi che hanno calcato la terra di questi luoghi.

Tra le piccole esposizioni è da non mancare, nella cappella dei Caduti, quello che è stato definito il “più sguarnito e poetico museo del mondo”: qui si trova un unico dipinto, L’angelo coi baffi del pittore milanese Luigi Poiaghi, ispirato a un breve racconto di Tonino Guerra.

Viaggiatori incantati

Realizzazioni artigianali e moderne tecnologie si alleano per creare un mondo fatato all’interno del forte di Sant’Agata Feltria: la Rocca delle Fiabe è una mostra permanente che ricrea gli aspetti fantastici delle storie per l’infanzia sviluppando quattro diverse tematiche: il riscatto delle fanciulle perseguitate, il viaggio, l’avidità e la superbia e la rivalsa dei piccoli sulle avversità del loro percorso.

Una deviazione profumata

Bisogna scavare per scoprire il più grande tesoro di Talamello, piccolo comune raggiungibile in pochi minuti da Novafeltria: si tratta del formaggio di fossa, qui chiamato Ambra di Talamello e realizzato con le stesse procedure del Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone, insignito della DOP.

Si narra che nel XV secolo i contadini del Montefeltro nascosero le provviste in fosse scavate nel terreno per difenderle dai saccheggi delle truppe di Alfonso d’Aragona: una volta recuperato il formaggio scoprirono che aveva acquisito un profumo e un sapore unici. Ogni anno In occasione della sfossatura, che avviene nel mese di novembre, una manifestazione gastronomica celebra questa specialità: provatela in abbinata alle tagliatelle e ai tradizionali passatelli.

Informazioni pratiche sul Montefeltro in camper

DOVE SOSTARE

  • San Leo Parcheggio Quattro Venti, Strada Leontina Quattroventi 82, www.guidasanleo.it. Ad accesso gratuito, si trova a dieci minuti a piedi dal centro storico ed è l’unico adatto alla sosta di camper e caravan; dispone di servizi igienici e servizio navetta.
  • Novafeltria Area attrezzata in SP74, Via Circonvallazione, Loc. Perticara.
  • Sant’Agata Feltria Area attrezzata in Piazza del Mercato, www.prolocosantagatafeltria.com/area_camper.
    Pennabilli Agriturismo La Concia, Via Ca’ Berbece, tel. 338 8267213, www.agriturismolaconcia.it; dotato di pozzetto di scarico, servizi igienici con docce e allaccio elettrico e idrico.
  • Camping Marecchia, Ponte Messa di Pennabilli, tel. 338 7545712, www.campingmarecchia.it; aperto da maggio a settembre.

COSA VISITARE

  • Novafeltria Sulphur – Museo Storico Minerario di Perticara, Via Montecchio 2, tel. 0541 927576, www.museosulphur.it.
  • Sant’Agata Feltria Rocca Fregoso, tel. 0541 929923, www.roccadellefiabe.it.
  • Pennabilli Museo diffuso I luoghi dell’anima, tel. 0541 928578, www.museoiluoghidellanima.it.
  • Fondazione Tonino Guerra, Via dei Fossi 4, tel. 0541 928846, www2.toninoguerra.org.
  • Museo Mateureka, Piazza Garibaldi, tel. 0541 928659 o 338 2406649, www.mateureka.it; ripercorre la storia del calcolo e della matematica.
  • Museo Naturalistico Sasso Simone e Simoncello, Viale dei Tigli 5a, tel. 334 5760963 o 0541 928047, www.musss.it.

DOVE MANGIARE

  • San Leo Osteria La Corte, Via Michele Rosa, 74, tel. 0541 916145, osterialacorte.it.
  • Osteria Belvedere, Via Pietro Toselli 19, tel. 0541 916361, www.belvederesanleo.it.
  • Locanda La Rocca, Via Giacomo Leopardi 16, tel. 0541 916241, www.laroccasanleo.it.
  • Novafeltria Osteria Madama Dorè, Via Marecchia 49, tel. 0541 926369, www.osteria-madamadore.com.
  • Le due lanterne, Via Ca’ Del Vento 215, tel. 0541 920200.
  • Sant’Agata Feltria Trattoria Bossari, Via San Girolamo 4, tel. 0541 929697.
  • Pennabilli Il Piastrino, Via Parco Begni 9, tel. 0541 928106, www.piastrino.it.
  • Al Bel Fico, Piazza Vittorio Emanuele II 24, tel. 0541 928810, www.ristorantebelfico.it.

PRODOTTI TIPICI E ARTIGIANATO

  • San Leo La butega di cocc, Via Montefeltro, tel. 333 1192592; ceramiche e artigianato locale.
  • Azienda Agricola Gabrielli, Via Montefeltro 8; in vendita i prodotti dell’allevamento biologico di maiali di varietà grigione che pascolano in libertà in un bosco di querce recintato.
  • Novafeltria La Gastronomica, Via Marecchia 41, tel. 0541 921696.
  • Sant’Agata Feltria Sant’Agata Tartufi, Piazza Garibaldi 20, tel. 339 4279038.
  • Pennabilli Molino Ronci, Via Molino Schieti 23, Loc. Ponte Messa, tel. 0541 928704, www.molinoronci.it.

INDIRIZZI UTILI

  • Pro Loco Pennabilli, Piazza Garibaldi 1, tel. 0541 928659, www.pennabilliturismo.it, info@pennabilliturismo.it.
  • IAT San Leo, Piazza Dante Alighieri 14, tel. 0541 916306 o 0541 926967, www.san-leo.it, info@sanleo2000.it.
  • UIT Novafeltria, Piazza Vittorio Emanuele 2, tel. 0541 845619, urp@comune.novafeltria.rn.it.
  • Pro Loco Sant’Agata Feltria, Piazza Garibaldi 34, tel. 0541 848022, www.prolocosantagatafeltria.com.
  • Unione di Comuni Valmarecchia, Piazza Bramante 11, Novafeltria, tel. 0541 920442, www.vallemarecchia.it.
  • Ente del turismo regionale Emilia Romagna, www.emiliaromagnaturismo.it.
  • Ente Parco Sasso Simone e Simoncello, Via Rio Maggio, Carpegna, tel. 0722 770073, www.parcosimone.it.

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