Andiamo a scoprire l’Appennino romagnolo che è quasi Toscana con il delizioso borgo di Santa Sofia e la meravigliosa Foresta di Campigna. Per la sosta c’è l’area attrezzata in Piazzale Karl Marx e non mancano i punti sosta per parcheggiare e godersi a piedi il territorio.
Case e vie del borgo di Santa Sofia
Indice dell'itinerario

Cuore dell’Appennino romagnolo. Dalla corona di crinale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna discendono tre torrenti (Corniolo, Ridracoli, Pietrapazza) che s’incontrano appena a monte di Santa Sofia. Così il fiume Bidente attraversa placido e pittoresco questa cittadina della cosiddetta Romagna Toscana, ora sede della Comunità del Parco. Siamo in un territorio controllato per cinque secoli dal Granducato (fu Mussolini, nel 1923, a portarli amministrativamente in provincia di Forlì), e il lascito toscano è ancora rinvenibile nell’architettura, nelle tradizioni gastronomiche e nella parlata della gente. Non solo sono tante le motivazioni turistiche, ambientali e culturali di Santa Sofia, ma diciamo subito che la località coccola il viaggiatore pleinair: sono cinque le aree e i punti sosta per i camper, di cui ben tre nel parco nazionale.

Camper in sosta nell'Appennino romagnolo
Area sosta con quattro camper e bagni pubblici

Nel contesto ambientale di Santa Sofia gravitano la meravi­gliosa Foresta di Campigna (con la sentieristica del parco, a partire dalla mitica 00 e dall’Alta Via dei Parchi), il Monte Falco (1.658 m, la cima più alta dell’appennino tosco-romagnolo) e il Lago di Ridracoli, specchiato sulla foresta e sbarrato da una poderosa diga. Anche in pieno inverno la zona di Monte Falco è fruibile dagli equipaggi in camper: al Pian dei Fangacci (1.400 m) è stato da poco inaugurato il nuovo parcheggio, con ventinove stalli riservati ai veicoli ricreazionali.

Nella buona stagione è uno straordinario campo base per le escursioni, in quella invernale per vivere la magia bianca di queste foreste: campetto da sci per i bambini con pedana meccanica, pista da fondo Piancancelli e sciovia per la discesa (per informazioni e noleggio di attrezzature ci si può rivolgere all’albergo Granduca in località Campigna, tel. 0543 980051).

Due persone in mezzo a una faggeta dell'appennino romagnolo
Faggeta casentinese

Santa Sofia sull’Appenino romagnolo

Nel cuore cittadino di Santa Sofia (fermate il camper nel parcheggio del Piazzale Karl Marx, sulla strada per San Piero) è da non perdere innanzitutto il centro visite del parco, con un grande plastico del territorio, sale dedicate ad apprendi­mento e suggestioni e un corridoio a tema sulla foresta.

Monti tra Corniolo e foresta Campigna nell'Appenino romagnolo
Escursione verso San Paolo in Alpe, tra Corniolo e foresta Campigna

Dalla Romagna Toscana dei granduchi Santa Sofia ha ereditato una certa vivacità artistica e culturale che trova espressione nella galleria d’arte contemporanea Vero Stoppioni, con una col­lezione permanente di movimenti di varie tendenze – lavori per lo più raccolti nel corso di più di cinquanta edizioni del rinomato Premio Campigna – tra cui La Mistura, grande opera polimaterica dell’artista Mattia Moreni (1920-1999); collegato alla galleria, un museo a cielo aperto raccoglie in vari punti della cittadina installazioni di artisti internazionali che creano un singolare connubio tra arte e ambiente.

Corniolo: prima Repubblica Partigiana

Corniolo, il borgo dove il 2 febbraio 1944 fu proclamata l’indipendenza della prima Repubblica Partigiana dell’Italia settentrionale, è da segnalare la chiesa romanica di San Pie­tro: per visitarla si lascia il camper nel parcheggio a sinistra sulla salita. Sulla strada di controcrinale per Fiumicello di Premilcuore (valico della Braccina), in un ambiente selvatico a tutta natura nei pressi del camping Vivaio (apertura estiva), merita una sosta il Giardino Botanico di Valbonella, con oltre trecento specie arboree ma aperto solo dal 25 aprile a settembre: davanti all’ingresso c’è una sorgente di acqua pu­rissima e un’area attrezzata per picnic con barbecue e legna.

Leggi anche: “Tra Marzabotto e Monte Sole: un viaggio di memoria tra i monti”

Lago di Ridracoli tra i monti dell'Appennino romagnolo
Lago di Ridracoli

Anche la diga che forma il Lago di Ridracoli è visitabile in camper il sabato e i festivi: un piazzale sopraelevato al par­cheggio delle auto è riservato ai veicoli ricreazionali. Il “gigante buono della Romagna” (amministrativamente compreso nel territorio di Bagno di Romagna) dimostra l’utile e possibile alleanza tra ambiente e tecnologia. Da non perdere, soprattutto per le famiglie con bambini, la visita dell’Idro Ecomuseo delle Acque di Ridracoli (il 12 novembre si organizzano anche visite guidate al museo e ai cunicoli della diga). Foriera di camminate panoramiche una sosta sul grande sbarramento: l’invaso che crea spinge le acque smeraldine a penetrare in angoli riposti della grande Foresta della Lama.

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