Se non hai mai visitata, questo è l’anno giusto per visitare l’Aquila in camper. La città, che da poco si è dotata di un’area di sosta, è Capitale Italiana della Cultura 2026. Il capoluogo abruzzese mostra il volto di una città in piena rinascita, con la ricostruzione privata quasi del tutto completata e il sessanta per cento degli edifici pubblici ripristinati. L’obiettivo: riaprire la cattedrale di San Massimo entro l’anno in corso, restituendo alla città uno dei simboli più struggenti della ferita subita nel 2009.

Da Corso Vittorio Emanuele a Corso Largo
A diciassette anni dal sisma il centro storico aquilano rivive. L’Aquila si presenta a misura di camper. Puoi girarla a piedi una volta che hai parcheggiato. Complice l’aumento delle aree pedonali, abitanti e turisti sono tornati ad animare Corso Vittorio Emanuele II, cuore pulsante e quasi interamente restaurato. Ai suoi lati la ricostruzione continua. Passeggiando nel gomitolo di stradine strette, vicoli acciottolati e cortili ci si imbatte in decine di cantieri sormontati dagli alti profili delle gru. Eppure il cuore medievale della città non ha perso il suo fascino. Entraci all’ora del tramonto quando l’alternanza della pietra bianca e rosa che domina le facciate assorbe la luce del sole e la restituisce amplificata, accendendo i vicoli di calde sfumature.
Riemergendo sul Corso Largo (così gli aquilani chiamano la parte del corso che dai Quattro Cantoni scende in direzione di Piazza Duomo e della Villa Comunale), la strada si allarga e lo sguardo spazia sui palazzi nobiliari fino allo slargo che ospita la cattedrale. Qui lo street artist e fotografo francese JR realizzerà il progetto Inside Out – The People’s Art Project, che ha preso il via a giugno. Più di duemila ritratti fotografici in bianco e nero dei cittadini comporranno una gigantesca installazione a cielo aperto, visibile a partire da luglio nell’ambito del cartellone di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Il palinsesto conta circa trecento appuntamenti tra mostre e performance diffusi nell’arco del 2026 tra la città e i borghi dell’Appennino. La sfida: dimostrare che la cultura può salvare le aree interne del Paese.

“Essere Capitale italiana della Cultura significa assumersi la responsabilità di raccontare unastoria di rinascita e futuro ”, afferma
il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.“E la rassegna I Cantieri dell’Immaginario (quarantadue spettacoli nell’arco di un mese con l’apertura affidata a Roberto Bolle il 4 luglio) incarna pienamente questo spirito declinato in spettacolo, visione, partecipazione e comunità. La presenza di artisti di fama internazionale e la qualità dell’offerta culturale testimoniano il percorso di crescita compiuto in questi anni e la capacità dell’Aquila di essere protagonista nel panorama culturale contemporaneo”.
5 tappe imperdibili
1. La Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Appena fuori dalle mura cittadine, affacciata su un grande prato verde, con la sua facciata geometrica a tessere rosa e bianche è un capolavoro del romanico abruzzese. Qui fu incoronato Papa Celestino V: fu lui a istituire la Perdonanza Celestiniana, il primo Giubileo della storia, pochi mesi prima di rinunciare al pontificato.
2. La Fontana delle 99 Cannelle

Un vero e proprio cortile ipogeo a tre lati, interamente rivestito da un motivo a scacchi di pietra bianca e rosa (la caratteristica bicromia aquilana). Avvicinandosi ai tre lati della vasca si nota che da ogni blocco di pietra sgorga un filo d’acqua limpida, alimentato da 99 cannelle. Di queste, ben 93 sono sormontate da mascheroni in pietra raffiguranti volti di cavalieri, monaci, satiri, figure grottesche, teste di animali. Merita una visita la chiesa di San Vito alla Rivera con le due meridiane sulla facciata.
3. Il Maaxi

Palazzo Ardinghelli, fra gli esempi più apprezzati di recupero e riconversione successiva al sisma, ospita la sede abruzzese del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo. Qui il designer cinese Ai Weiwei ha collocato circa settanta opere nate in seguito al terremoto del Sichuan, avvenuto nel 2008 nel sudovest della Cina. Aftershock è un racconto toccante che utilizza materiali eterogenei. Dall’acciaio recuperato alle macerie, dalla porcellana ai marmi, fino agli oggetti della quotidianità. Un dialogo a distanza tra due terre ferite.
4. Il Munda

L’imponente castello cinquecentesco noto come il Forte Spagnolo si trova in posizione dominante nella parte alta della città. Ancora in parte in restauro, ospita il Munda-Museo Nazionale d’Abruzzo. Al suo interno uno scheletro di mammut risalente a un milione e trecentomila anni fa, e il capolavoro rinascimentale Ecce Homo di Antonello da Messina. È a un passo la Fontana Luminosa in Piazza Battaglione Alpini, alle porte del corso principale. L’opera in bronzo degli anni Trenta raffigurante due figure femminili nude che sorreggono la conca (il vaso tradizionale abruzzese per l’acqua) sembrano sollevare lo sguardo fiero verso il profilo imponente del Gran Sasso che si staglia alle loro spalle.
5. Campo Imperatore

Al tramonto, quando cala il silenzio sulla piana di Campo Imperatore, i camperisti hanno il privilegio raro di rimanere a guardare le stelle dal parcheggio a pagamento nelle vicinanze dello storico albergo. Una postazione che premia chi sale i trentacinque chilometri di tornanti fino ad affacciarsi sulla sconfinata piana battuta dal vento. Il fianco settentrionale è dominato da una lunga catena di montagne innevate per buona parte dell’anno. Quello meridionale digrada dolcemente fra continui saliscendi fino a giungere alla formidabile Rocca di Calascio.
Sul “Piccolo Tibet” di Fosco Maraini si può girare a piacimento, raggiungendo le silenziose rovine della grangia cistercense di Santa Maria del Monte, dove il termine indicava una vasta azienda produttiva monastica. Scoprendo il luogo dove fu girata la scena dei fagioli di Continuavano a chiamarlo Trinità, con Bud Spencer e Terence Hill. Immergendosi nel Canyon dello Scoppaturo, fra sabbie erosive, verticali pareti e robusti torrioni che sanno di far west e di solitudine. E non ultimo fermandosi a uno dei ristori di Fonte Vetica per acquistare e cuocere direttamente sul posto in appositi bracieri gli immancabili arrosticini.
La Perdonanza Celestiniana, un rito eterno

Oggi fonde sacro e profano la Perdonanza Celestiniana, l’evento che nella settimana dal 23 al 29 agosto celebra l’eremita Pietro da Morrone, una delle figure più affascinanti della storia della chiesa. Nel 1294, pochi giorni dopo essere diventato Papa, compì un atto rivoluzionario. Emanò la Bolla del Perdono. Così istituì di fatto il primo Giubileo della storia. A differenza dei giubilei successivi, concesse l’indulgenza plenaria ossia il perdono di tutti i peccati) a chiunque varcasse la Porta Santa di Collemaggio, a patto di essere pentito e confessato.
Il Corteo della Bolla che si tiene il 28 agosto è il momento più spettacolare della festa: un lungo serpentone di oltre mille figuranti in sontuosi abiti medievali sfila per le vie del centro. La parata termina davanti alla Basilica di Collemaggio dove un cardinale riceve il ramo d’ulivo e batte tre volte sulla Porta Santa. Quando i battenti si spalancano, il Giubileo inizia ufficialmente. Per ventiquattro ore un fiume silenzioso di persone attraversa la soglia di pietra. Maggiori info qui.
Sosta camper

L’Aquila è esplorabile in camper grazie all’area camper di nuova realizzazione in Via D’Ascanio: 19 stalli a circa due chilometri dall’uscita del casello autostradale L’Aquila Est, di fronte a un centro commerciale; prenotazione con l’app CamperAQ (tel. 371 6666783).
Dove mangiare
- Ristorante Connubio Via San Bernardino 8-16, tel. 327 6652396, www.ristoranteconnubio.com.
- Ristorante Lo Scalco dell’Aquila, Via Minucuccio D’Ugolino 2, tel. 328 3974129, 334 2661277, www.loscalcodellaquila.com.
- Osteria La Grotta di Aligi Viale Luigi Rendina 2, tel. 388 1088518, FB La Grotta di Aligi Osteria.
Indirizzi utili
Portale di informazione turistica Assessorato al Turismo e Promozione dell’Immagine del Comune dell’Aquila
Per conoscere tutti gli eventi di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura clicca qui.
testo di Ida Santilli
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