I vigneti contornati da muretti a secco che disegnano il paesaggio, i sapori veraci dei pizzoccheri e del bitto, le acque fresche dell’Adda che scrosciano fra i sassi. Agli inizi dell’autunno la Valtellina offre alcuni dei suoi tratti più suggestivi. Un itinerario che prende il via dal lago di Como e risale il corso del fiume fino al Passo dello Stelvio dove non mancano campeggi e aree di parcheggio per camper.
Indice dell'itinerario

All’estremità nordorientale del lago di Como la Valtellina è già alle porte, ma il suo ingresso dolce e pianeggiante non deve trarre in inganno: è sufficiente  seguire per pochi minuti il corso dell’Adda per ritrovarsi fra boschi di abeti bianchi e rossi, faggi, larici e pini cembro e distese di vigneti che tappezzano le pendici delle Alpi Retiche ricamandole di terrazze e muretti a secco che rappresentano, come vedremo più avanti, uno dei tratti caratteristici del paesaggio locale.

Basta poi addentrarsi nelle valli laterali (come la Valmalenco, la Val Grosina, la Val Masino, la Valfurva e la Valle del Bitto) per scoprire piccoli mondi a sé che offrono gioielli di biodiversità e scorci da cartolina.

Delimitata a sud dalla catena delle Alpi Orobie, a nord dalle Alpi Retiche, la Valtellina si estende per centoventisei chilometri in provincia di Sondrio dal Lago di Como verso il confine con la Svizzera, salendo dal suo punto più basso – la riserva del pian di Spagna, a 180 metri di quota – alle note località turistiche di Bormio (1.225 m) e Livigno (1.816 m). Tutt’intorno si affaccia una rosa di vette tra le più belle d’Italia: il Disgrazia (3.678 m), il Pizzo Tresero (3.602), il Pizzo Badile (3.308), Cima Piazzi (3.439), Punta Scais (3.038), Pizzo Scalino (3.323), il Gran Zebrù (3.857) e il Pizzo Bernina (4.050), la cima più alta del territorio.

Bitto e pizzoccheri

Agli inizi dell’autunno questo territorio regala alcuni dei suoi tratti più suggestivi: le fresche acque dell’Adda che scrosciano sui sassi, il vento che sibila tra le fronde ingiallite, gli odori e i colori dei boschi, il tepore del sole che scalda appena. E poi i sapori che ci vengono incontro lungo la strada: il vino rosso da vitigno Chiavennasca (così viene qui chiamato il Nebbiolo), i pizzoccheri, la bresaola, il bitto e gli altri formaggi d’alpeggio, accanto alle mele, alle zuppe e all’amaro Braulio fatto con erbe d’alta montagna.

Col Trenino Rosso e in bici

Vale davvero la pena prevedere un viaggetto sul Trenino Rosso del Bernina, che collega Tirano a Sankt Moritz con uno dei percorsi più panoramici d’Europa. E come non citare lo Stelvio, la montagna sacra del ciclismo. La salita da Bormio su una lunga e tortuosa strada con tornanti spettacolari è una sfida tra le più toste per i professionisti del sellino, celebrata nel Giro d’Italia da epiche salite; memorabile quella del 1953 con Fausto Coppi che staccò di quattro minuti e ventisette secondi il “falco biondo” Hugo Koblet, impresa eroica passata alla storia dello sport. Oltre ventuno chilometri di salita per polpacci super allenati verso i 2.578 metri della mitica Cima Coppi.

Scopri come ottenere lo sconto sul Trenino Rosso grazie al PLEINAIRCLUB!

L’alternativa più facile è il Sentiero Valtellina, una piacevole ciclabile di centoquattordici chilometri, con dislivelli impegnativi solo nel tratto finale da Grosio a Bormio (quest’ultimo lungo ventisei chilometri con un dislivello di 580 metri). Il tratto iniziale, più pianeggiante e alla portata di tutti, unisce Colico a Tirano – passando per Sondrio e Morbegno – seguendo il letto dell’Adda. Il percorso è servito da sette punti noleggio biciclette e da quaranta aree dove prevedere una sosta; quelle della piana di Lovero, nel Parco dell’Adda, e di Mazzo di Valtellina sono dotate anche di piazzole per camper a ridosso della ciclabile.

Arte, storia e sapori

Sono tante le attrazioni e i monumenti lungo il percorso che sale dolcemente da Colico verso Bormio, passando per Morbegno, Teglio, Tirano e Grosio.

Morbegno

Morbegno visitiamo il Palazzo Malacrida del XVIII secolo, impreziosito da affreschi rococò e oggetti d’epoca. Da qui il passo è breve per raggiungere la Bottega Fratelli Ciapponi, aperta dal 1883, con una ricca esposizione di vini, formaggi, farine, pasta, conserve, marmellate, salumeria e altre bontà valtellinesi. A gestirla i cugini Alberto e Paolo Ciapponi, che incontriamo mentre sono impegnati a imprimere la data di nascita sulle forme del Bitto, il re dei formaggi locali.

Teglio

Sono almeno due le ragioni per andare a Teglio. La prima è fare una visita agli interni di Palazzo Besta, dimora nobiliare cinquecentesca con saloni decorati da interessanti cicli pittorici; al pianterreno è allestito l’Antiquarium Tellinum, una raccolta di reperti archeologici dalla preistoria all’età romana rinvenuti in loco. Finito il giro converrà sedersi alla tavola del Combolo, uno dei ristoranti dell’Accademia dei Pizzoccheri.

La tipica pasta della Valtellina, originaria di questa località, viene preparata con un impasto d’acqua, farina di grano saraceno (per tre quarti) e farina bianca. Una delle ricette più classiche prevede di cuocerli insieme a patate e foglie di verza e di servirli con burro fuso e fette sottili di formaggio Valtellina Casera.

Tirano

Di nuovo in viaggio, facciamo tappa a Tirano accedendo al centro storico dalla ben conservata Porta Poschiavina, edificata da Ludovico il Moro insieme alle mura tra il 1492 e il 1498. Al suo interno gli stemmi dei podestà dei Grigioni, la figura mitologica dell’Uomo Selvatico e l’allegoria della Giustizia dei Grigioni testimoniano il lungo periodo – dal 1512 al 1797 – della dominazione svizzera sulla Valtellina. Tirano è anche il punto di partenza per raggiungere Sankt Moritz con il Trenino Rosso del Bernina, un fantastico percorso inserito nel patrimonio dell’Unesco.

Grosio

Prima di raggiungere Bormio è d’obbligo una tappa nel paese di Grosio, in Valgrosina, per ammirare i resti del castello di San Faustino, con piccolo campanile romanico, e il più recente castello dei Visconti Venosta, con doppia cortina di mura e torre interna fortificata. Risalgono invece alle età del rame, del bronzo e del ferro le incisioni rupestri su una grande roccia scura affiorante, all’interno di un parco dedicato.

Bormio

Passata Sondalo la strada comincia a salire verso Bormio (si veda il numero 559), nota località sciistica con un grazioso centro storico che confluisce in piazza Kuerc (Cavour) dove svettano la cinquecentesca torre civica e il campanile dell’attigua chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. Prima di affrontare i tornanti dello Stelvio potremmo cedere alla tentazione di immergerci nella grande piscina all’aperto delle terme dei Bagni Vecchi, con una vista spettacolare su boschi e vette alpine. Tra bagni romani, percorso medievale, saune, aree trattamenti e tinozze sotto gli alberi, la magia e il relax vanno avanti fino a tarda sera.

L’arte del paesaggio in Valtellina

I nettari della Valtellina erano già conosciuti e apprezzati nell’antichità, tuttavia la viticoltura nel territorio si sviluppò largamente dopo l’XI secolo, quando fu permesso ai contadini di coltivare le terre “a livello” per trasformarle da pendii sassosi in terrazze dove far crescere le vigne rigogliose. Questo eccezionale paesaggio disegnato durante il Medioevo fu poi ampliato tra il 1550 e il 1797, durante il governo svizzero della Lega Grigia.

Oggi, durante la vendemmia, si raccolgono a mano trentasettemila quintali di grappoli d’uva che vengono trasportati interamente a spalla lungo ripidi sentieri e scalette che si snodano tra i pendii. La produzione attuale si sviluppa fra Morbegno e Tirano lungo i settanta chilometri della fascia pedemontana della catena alpina retica, tra i 270 e i 900 metri di quota, sul versante esposto a sud e alla destra orografica dell’Adda.

I Vigneti Terrazzati del Versante Retico della Valtellina

Immaginate quasi mille ettari di terreni scoscesi, a tratti impervi, contornati – si stima – da duemilacinquecento chilometri di muretti a secco: una mastodontica opera di modellamento di uno dei paesaggi agrari tra i più belli al mondo, che regge il paragone con i muretti a secco delle Cinque Terre in Liguria, le colline Unesco dell’Alto Douro, in Portogallo, e quelle svizzere del Lavaux, sul lago di Ginevra; non per nulla “L’arte dei muretti a secco” è stata inserita nel 2018 nel patrimonio immateriale dell’umanità.

Dal canto loro, i Vigneti Terrazzati del Versante Retico della Valtellina attendono il riconoscimento nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali e Storici, sulla base della candidatura presentata lo scorso gennaio al Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali, Forestali e del Turismo.

Tra gli scorci più noti e suggestivi segnaliamo i due castelli di Sondrio: Castel Masegra, situato in posizione panoramica tra le vigne di nebbiolo a dominare la città, e Castel Grumello, tutelato dal FAI, un raro esempio di castello gemino, formato cioè da due edifici speculari uniti da un tratto di mura.

I rossi della Valtellina

Dalla spremitura della varietà nebbiolo nascono rossi importanti, come il Valtellina Superiore Docg, strutturato e potente, e lo Sforzato di Valtellina Docg, ottenuto con la tecnica dell’appassimento delle uve su graticci. Il primo comprende cinque sottozone indicabili in etichetta: Maroggia, l’ultima riconosciuta nel 2002, nel comune di Berbenno; Sassella, tra Castione Andevenno e il territorio a ovest di Sondrio; Grumello, sul versante a nordest di Sondrio; Inferno, la più piccola delle sottodenominazioni, a est del Grumello tra Poggiridenti e Trevisio.

Infine Valgella, la più estesa delle sottozone, nei comuni di Teglio e Chiuro. Oltre allo Sforzato, che può essere prodotto in tutte le sottozone, in Valtellina nascono anche vini più giovani e di più facile beva, come il Rosso di Valtellina Doc e l’Alpi Retiche Igt.

Una passeggiata tra le vigne panoramiche e un calice d’ottimo vino rosso è la migliore conclusione del nostro viaggio in questa terra dai tanti volti che in autunno ci ha rivelato uno dei suoi aspetti più preziosi e singolari.

Sul Bernina con lo sconto

Gli iscritti al PLEINAIRCLUB possono vivere l’esperienza del Trenino Rosso del Bernina a condizioni preferenziali:

  • Gratis per bambini fino a 5 anni
  • 10% sui pacchetti turistici presenti sul catalogo.
  • 20% sulla tariffa del biglietto individuale per tutte le tratte della Ferrovia Retica (nessuna riduzione è prevista sul prezzo dell’eventuale supplemento della vettura Panoramica):
  • 50% tra 6 e 15 anni

Per usufruire dei vantaggi scrivere a info@treninorosso.it specificando

  • i dati dell’iscritto
  • la data del viaggio
  • il numero dei partecipanti
  • allegando copia della tessera

(per maggiori informazioni: Adrastea Viaggi T.O. Agente Ufficiale Ferrovie Svizzere, tel. 0342 706263).

Testo e foto di Massimiliano Rella

________________________________________________________

Tutti gli itinerari, i weekend, i diari di viaggio li puoi leggere sulla rivista digitale da smartphone, tablet o PC. Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB l’accesso alla rivista digitale è inclusa.

Con l’abbonamento a PleinAir (11 numeri cartacei) ricevi la rivista e gli inserti speciali comodamente a casa e risparmi!

photo gallery