Adagiata a oltre 700 metri di quota e circondata dalle alte vette appenniniche che culminano nei 2.912 metri del Corno Grande del Gran Sasso, L’Aquila non deluderà il viaggiatore attento che troverà nel capoluogo d’Abruzzo ricchi motivi d’interesse: storici, religiosi e ambientali. Così come il piacere di scoprire i segni della ricostruzione che superano ormai quelli del terremoto.
L’Aquila che così descriveva nel quindicesimo secolo lo storico Camillo Porzio: “È L’Aquila città degli Abruzzi fra altissimi monti posta, e delle rovine di luoghi convicini tanto cresciuta, che di uomini, di armi e di ricchezze era la prima ripetuta dopo Napoli”.

Ecco allora 5 esperienze aquilane da non mancare.
Per la sosta puoi utilizzare l’area camper con servizi di Via Strinella, vicino al Forte Spagnolo.
Bere alle 99 Cannelle
Circondata da alte montagne, l’acqua non manca di certo a L’Aquila e il più stupefacente esempio di questo opulenza idrica è la Fontana delle 99 Cannelle.

Situata a Borgo Rivera, una delle zone più antiche della città, secondo la tradizione rappresenterebbe i 99 castelli che nel XIII parteciparono alla sua fondazione.
La fontana occupa quasi tutto il perimetro della piazza dove si trova. Su un lato merita una visita l’antica chiesa di San Vito alla Riviera, purtroppo pesantemente danneggiata dal terremoto del 2009. Da notare sulla facciata le due meridiane, con ora italica e ora solare.

Alla ricerca di Papa Celestino nella Basilica di Collemaggio
Appena fuori dalle mura cittadine, affacciata su un grande prato verde, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio è uno splendido esempio di arte romanica abruzzese. Fra queste navate il 29 agosto 1294 fu incoronato papa Celestino V, al secolo Pietro Angelerio da Morrone, che pochi mesi dopo rinuncerà al pontificato. Il papa del Gran rifiuto secondo Dante, che lo colloca nel III Canto dell’Inferno. Il simbolo di chi antepone la purezza della coscienza alle lusinghe del potere secondo lo scrittore abruzzese Ignazio Silone. Dall’eremitaggio in una caverna isolata della Majella ai fasti e agli intrighi del soglio pontificio fino all’abdicazione e a una scelta di libertà.

Una visita al Mammut del Castello
Stupore per grandi, gioia per i piccini: lo scheletro del grande mammut aquilano è conservato negli spazi del Museo Nazionale d’Abruzzo, ospitato nelle mura del Forte Spagnolo.
L’Archidiskodon Meridionalis Vestinus fu ritrovato nel 1954 nel territorio dove si allargava il grande lago della Conca Aquilana. Morto circa 1.500.000 anni fa, doveva pesare in vita oltre 16 tonnellate e arrivare ai 4 metri di altezza.

Il Forte Spagnolo è stato pesantemente danneggiato dal terremoto del 2009 ed è attualmente in avanzata fase di restauro. Ma aperture straordinarie di susseguono nel corso dell’anno. Per informazioni puoi consultare il sito del museo.

La passeggiata verso il Santuario della Madonna Fore
Dal centro de L’Aquila una piacevole passeggiata (in moderata salita) fra i boschi alle pendici del Gran Sasso. La carrareccia ombrosa si stacca dalla strada per il Convento di San Giuliano e attraversando una bella pineta, in un’ora e un quarto arriva al santuario della Madonna Fore. Proseguendo per 100 metri sul sentiero e tornando poi indietro sulla sinistra (ovest) è possibile raggiungere un punto panoramico.
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Una fuga a Campo Imperatore
Impossibile visitare L’Aquila e l’Abruzzo senza trascorrere almeno mezza giornata sullo spettacolare altopiano – di proporzioni extraeuropee – di Campo Imperatore. 35 chilometri di strada (fra salite e tornanti) per affacciarsi sulla sconfinata piana pettinata dal vento.

Il fianco settentrionale è dominato da una lunga catena di montagne innevate per buona parte dell’anno, mentre quello meridionale digrada dolcemente fra continui saliscendi, fino a giungere alla formidabile Rocca di Calascio. Sul Piccolo Tibet di Fosco Maraini si può girellare a piacimento, raggiungendo le silenziose rovine della grangia cistercense di Santa Maria del Monte, dove il termine indicava una vasta azienda produttiva monastica.

Scoprendo il luogo dove fu girata la scena dei fagioli di …continuavano a chiamarlo Trinità, con Bud Spencer e Terence Hill. Immergendosi nel Canyon dello Scoppaturo, fra sabbie erosive, verticali pareti e robusti torrioni che sanno di far west e di solitudine. Non mancando infine una scorpacciata di arrosticini in uno dei due ristori al termine della strada.
Marco Sances

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