Daniele e Roberto mi accolgono sulla porta della veranda del loro ristorante all’ombra della rocca di Dozza. Dal 1977 la famiglia Preti propone una cucina tradizionale nei locali recuperati della vecchia scuderia del castello – da cui il nome La Scuderia – che conserva le antiche poste per i cavalli e le mangiatoie originali.

La visita di Dozza non può che iniziare da qui, dal maniero fortificato che domina la sommità del colle raccontando i fasti della signoria dei Campeggi e di Caterina Sforza. Una leggenda popolare narra che un drago di nome Fyrstan, che agli inizi dell’XI secolo minacciava la salute dei corsi d’acqua e del bestiame, riposa nella torre e si sveglia per due giorni ogni due anni, e in effetti la temibile creatura giace davvero qui: la si può vedere aggirarsi tra i corridoi negli orari di apertura del castello.
È d’obbligo la salita alla torre da cui si gode un’impareggiabile vista sulle valli circostanti coltivate a vigneti. I sotterranei ospitano, invece, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna con una raccolta di oltre ottocento etichette che declinano i vini regionali, dall’Albana al Lambrusco, dal Padadebit al Sangiovese, solo per citarne alcuni. Chi lo visita, anche per una sola volta, non può non innamorarsi di questo borgo accoccolato su una collina che domina la valle del fiume Sellustra.

Dozza, il borgo dipinto
Basta percorrere Via XX settembre per comprendere che ci troviamo in un luogo magico. Sulle facciate delle case artisti provenienti da ogni dove hanno lasciato in eredità opere sempre nuove che si aggiungono a quelle già esistenti.
Tutto ebbe inizio nel 1960, quando per la prima volta venne indetto un concorso a premi invitando artisti di chiara fama a decorare le mura cittadine. Grazie all’iniziativa, che ha dato origine alla Biennale del Muro Dipinto in programma nel mese settembre degli anni dispari, artisti del Novecento del calibro Sebastian Matta, Bruno Saetti, Aligi Sassu e Domenico Purificato hanno frequentato il borgo imolese lasciandovi impresso un proprio segno.

È impossibile non notare l’arco con l’orologio addossato alla chiesa di Santa Maria Assunta in Piscina, con l’Arcobaleno pitturato da Alfonso Frasnedi in Piazza Zotti. Via Edmondo de Amicis è come una gigantesca tela in un museo che non chiude mai e soprattutto, dove non si paga il biglietto d’entrata. Due donne conversano affacciate alle finestre dalle persiane verdi.
L’artista polacco Kamil Targosz ha esposto il suo dipinto Two women chatting nella galleria en plein air nel 2003 e il murale è ancora lì. A ridosso della porta d’ingresso al borgo, un maxi francobollo dentellato e annullato del valore di quindicimila lire, omaggio dell’artista ceco Michal Strjecek, regala un bel colpo d’occhio sulla graziosa piazzetta Andrea Costa.
Castel San Pietro Terme, la città del buon vivere
Percorrendo la statale 9 per circa nove chilometri e mezzo, in dodici minuti si raggiunge Castel San Pietro Terme, dichiarata “città slow” nel 2005,un tempo raggomitolata all’interno della cinta muraria di cui oggi rimane ben poco. Dal parcheggio si arriva in pochi passi in Piazza XX Settembre su cui svetta il santuario del Santissimo Crocifisso, che custodisce altorilievi e dipinti di notevole pregio.
Il campanile ospita un originalissimo carillon con cinquantacinque campane di dimensione diversa – la più grande pesa undici quintali – realizzate dalla Fonderia Brighenti di Bologna: per azionarle viene usato uno speciale organo creato appositamente dall’artigiano Giulio Gollini. La piazza incrocia la porticata Via Matteotti che termina con il Cassero, la torre costruita verso la fine del Duecento a scopo difensivo che oggi ospita il teatro comunale.

Turtlein e Pignoletto
“Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza, se la merita”, scrive Pellegrino Artusi nel primo e più famoso ricettario delle regioni italiane. Basta sedersi alla tavola del Gastarea, il ristorante dell’Anusca Palace Hotel di Castel San Pietro Terme che prende il nome dalla musa del gusto, per dare ragione all’autore de La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.
Lo chef Dimitri Galuzin dimostra in modo esemplare come sia possibile giocare con la fantasia pur restando fedeli alla tradizione: abbina la cipolla Dop di Medicina a ricotta e prosciutto e insaporisce il risotto con lo squacquerone di Castel San Pietro Terme, poi inverte la carbonara che diventa il ripieno del tortello. Nella carta dei vini l’occhio finisce sul pignoletto e su un Albana che la famiglia Dalfiume trasforma in Ballanzone quando le uve stramature diventano passito.

Una dama nella cantina di Fratta Minore
Dopo aver ereditato il podere Fratta, su cui inizialmente era impiantato solo un vitigno di Albana, Nicola e Marianna nel 2006 hanno dato vita a una moderna azienda vinicola in cui oggi si coltivano cinque ettari e mezzo di uva ricavando circa quarantamila bottiglie all’anno. Nel 2011 la cantina Fratta Minore di Castel San Pietro Terme fa un salto di qualità: reimpianta la vite ormai vecchia e inizia a seguire procedure di vinificazione con metodo biologico.
Grazie alla filiera corta con l’imbottigliamento in azienda e una migliore qualità dei vini, conquista una propria nicchia di mercato anche grazie a fiori all’occhiello come la linea Dama Bianca dello spumante metodo classico, con la bottiglia che ricorda le gonne delle nobildonne dell’Ottocento. Tutti i venerdì di maggio organizza Aperi-Fratta, l’aperitivo con tagliere di salumi e calice di vino a scelta al costo di 10 euro.

Il Golf Club Le Fonti
C’è un luogo adiacente alle Terme dove si assapora il piacere di godere della natura in un ambiente di grande fascino. Incastonato nella valle del fiume Sillaro, il Golf Club Le Fonti è il posto ideale per trascorrere la giornata all’aria aperta e, perché no, provare a cimentarsi con buche e palline. Creato nel 1999 su progetto dell’architetto Ivano Serrantoni, attuale presidente dell’associazione sportiva che conta ottocento soci, vanta un percorso di sei chilometri e mezzo estremamente vario e divertente sia per i giocatori più abili che per i principianti, diciotto buche par 72, una piscina scoperta, una palestra e due sale ricreative. Ogni domenica dalle 16 alle 18 si organizzano prove gratuite per bambini e adulti che vogliono avvicinarsi a questo sport fornendo anche l’attrezzatura.

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