Adagiata fra il Monte Grappa, l’Altopiano dei Sette Comuni e la rigogliosa pianura veneta, Bassano del Grappa conserva il fascino di una città d’arte che ha saputo svilupparsi urbanisticamente ed economicamente senza tuttavia compromettere i propri tesori. Raccolto sulla sommità di un colle lambito dalle acque non sempre placide del Brenta, il centro storico racchiude chiese antiche, palazzi di varie epoche, ville e musei.

E naturalmente il celebre Ponte Vecchio (noto anche come Ponte degli Alpini) progettato da Andrea Palladio nel 1569: elegante ed equilibrato con la sua singolare copertura di legno, è composto da cinque campate lunghe circa tredici metri appoggiate su due spalle laterali e quattro piloni intermedi. Un vero emblema di resistenza agli eventi naturali e bellici.
Là ci darem la mano

La storia del simbolo cittadino s’intreccia agli eventi che hanno segnato la località vicentina. Dopo il crollo in seguito a una piena del fiume, il 31 marzo del 1568 il Consiglio di Bassano decretò che:
“Il ponte deve essere refatto et costrutto nel modo et forma che era il precedente menato via dal la Brenta con quelle adiuncte che parerà alli proti et maistri che lo costruiranno”
Il Consiglio di Bassano, 1568
Nel 1748 l’opera cedette alla piena del Brenta e fu riedificata da Bartolomeo Ferracina nel rispetto del disegno originale; sessantacinque anni dopo la costruzione fu incendiata dal principe francese Eugenio di Beauhanaris e poi ricostruita.
Durante la Prima Guerra Mondiale sul ponte transitarono le truppe guidate dal generale Cadorna dirette all’Altopiano di Asiago; il 17 febbraio del 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu raso al suolo a seguito di un attentato voluto dagli Alleati nel quale morirono un ragazzo e una donna. Al termine del conflitto fu nuovamente eretto secondo il disegno originale.

Al di là del Ponte Vecchio è d’obbligo una visita alla Grapperia Nardini, sede della più antica distilleria d’Italia, e alla Distilleria Poli. Da quest’ultima – seguendo prima Via Ferracina e poi Via Schiavonetti – in breve si raggiunge Palazzo Sturm, elegante e imponente edificio a picco sul Brenta.
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Scacco alle mura

Otto chilometri separano Bassano del Grappa da Marostica, città murata tra le più scenografiche d’Italia. Fulcro della cittadina è Piazza Castello (o Piazza degli Scacchi), celebre per la partita di scacchi a personaggi viventi che viene disputata negli anni pari il secondo fine settimana di settembre (la scorsa edizione è stata rinviata al 2021).
L’evento, che coinvolge oltre seicento figuranti, è ispirato alla leggendaria disputa tra Rinaldo D’Angarano e Vieri da Vallonara. Nel 1454 entrambi s’innamorarono di Lionora, la seducente figlia del Governatore Taddeo Parisio: non potendo battersi in duello i due contendenti si sfidarono al nobil ziogo.

Tutto l’anno si può visitare il Museo dei Costumi e della Partita a Scacchi, presso il Castello Inferiore; l’esposizione comprende gli abiti indossati dai personaggi della storica partita, insieme ai vessilli, alle armi e alle corazze. Prima di lasciare Marostica conviene salire al Castello Superiore, dal quale si offre un’impareggiabile vista del centro storico.
Quando c’è la stoffa

A quattro chilometri da Marostica si può prevedere una tappa al Museo Civico della Ceramica di Nove, dedicato allo scultore locale Giuseppe De Fabris: l’esposizione comprende ceramiche locali e venete dal XVIII secolo ai giorni nostri.
Tornati a Bassano, puntando a nordest si raggiunge in breve Romano d’Ezzelino, dove al civico 2 di Via Torino ci attende il Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar.

L’esposizione spazia dalle auto ai motori, dal velocipede alla bici elettrica, dal microprocessore del vicentino Federico Faggin alle tantissime invenzioni di scienziati veneti. Tutti dotati di “coraggio intelligente e di una intelligenza coraggiosa” notò Giannino Marzotto, a cui è dedicata la collezione. E ci piace chiudere questa proposta di viaggio ricordando l’originale imprenditore e pilota che fra le sue passioni annoverava anche l’abitar viaggiando.
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