Alle spalle di uno dei più importanti porti del Mediterraneo si estende una città sorprendente e accogliente, la cui identità è figlia di una storia complessa e del caratteristico spirito libero delle comunità marittime. Andiamo in camper a Livorno, e portiamo con noi la bicicletta per visitarla davvero en plein air.
Indice dell'itinerario

Colorata, vivace, profumata di mare e di salmastro, affollata di barche e di biciclette, una città tutta da pedalare. Livorno in bici? Può rivelarsi la scelta giusta per conoscerla a fondo. Estesa lungo la costa, la dueruote è uno dei migliori modi per visitarla spostandosi tra i canali e i moli del porto, con la brezza di mare tra i capelli. Livorno è il porto di mare per eccellenza, la città di passaggio tra una partenza e l’altra.

In sella, allora! Il Pontino, a nord-ovest, è uno dei quartieri più caratteristici e occupa un’area molto estesa: è un mix di scali, piazze, fossi e viuzze che convogliano da una parte sulla Fortezza Nuova e dall’altra sulle mura leopoldine. Un buon punto da cui iniziare il tour in bici di Livorno è Piazza Garibaldi, dove il quartiere diventa un incantevole quadro d’autore con le case che si specchiano sul Fosso Reale: pedalando troverete la meravigliosa Fortezza Nuova, parte di una cinta muraria cinquecentesca.

Alla scoperta di Livorno in bici

Oggi è un parco pubblico dove si tengono concerti, laboratori artistici, incontri culturali e altri eventi, soprattutto nel periodo estivo. Dagli Scali del Pontino, scendendo senza fatica lungo i fossi, troverete una piccola parte delle cantine della città, luoghi che raccontano abitudini e tradizioni ancora radicate: ci sono quelle dei rioni, dove si allenano i vogatori, o quelle degli artisti, atelier di strada aperti a tutti.

Livorno, la statua del marinaio che scruta i flutti

Costeggiando Piazza della Repubblica si raggiunge il Comune, con le vie laterali che conducono all’interno del quartiere Venezia. Tra la fine di luglio e i primi d’agosto si anima di concerti, spettacoli, ristoranti più o meno improvvisati e bancarelle per uno degli eventi più attesi, Effetto Venezia. Prima di proseguire, ritornando verso il Comune e tuffandovi per un attimo nel traffico, potrete fare un giro nel cuore pulsante del centro, costituito dalla suggestiva Piazza Grande, dall’omonimo palazzo e dal duomo. Non mancate uno “spuntino” alla Torteria Da Gagarin, con il mitico 5&5 (panino o focaccia con torta di ceci e melanzane), o un panino con la salsa verde della Barrocciaia. Le calorie si consumano pedalando! Per ricaricarvi di energie provate il ponce alla livornese: quello vero si beve al bar Civili.

Verso Ponte Santa Trinità

Riprendendo gli Scali del Corso troverete la sede del Vernacoliere, rivista irriverente ed espressione della sfrontataggine dei livornesi e di quella satira che non teme nessuno. Un buon punto anche per una sosta alla Bodeguita, locale affacciato sul canale che la sera diviene il cuore della vita notturna di zona. Di nuovo in bici, pedalando dolcemente lungo gli Scali del Refugio troverete la chiesa di Santa Caterina, un capolavoro che oltre ad affreschi custodisce un dipinto a olio del Vasari. Risalite in direzione del porto e superate le vecchie carceri dei Domenicani; cercate sulla destra la Via dei Bottini dell’Olio, e passate poi Viale Caprera.

Raggiungete la rampa d’accesso al Ponte Santa Trinità: non è molto comoda con la bicicletta, ma è utile per evitare il traffico. E una volta in cima, per riprendere fiato, potrete fermarvi ad ammirare gli scenari della Fortezza Vecchia, all’estremità del porto mediceo, simbolo della storia e delle tradizioni più antiche della città, e i canali portuali. Sulla sinistra il vecchio mercato ittico, che sul tetto mostra un dipinto di Libera Capezzoni, un enorme acciuga con sotto la scritta: Lische, squame, coda, amore, Libertà.

I monumenti di Livorno

Il tragitto prosegue in piano, imboccando la strada che affianca il porto, dove si trova uno dei monumenti chiave della città, i Quattro Mori. Una statua eretta per celebrare la vittoria di Ferdinando I de’ Medici sui corsari che ostacolavano le rotte e impedivano i commerci: opera di Giovanni Bandini e Pietro Tacca, rappresenta il granduca circondato da quattro pirati incatenati.

Ma i pedali fremono, perché proseguendo lungo Piazza Mazzini e la zona di Porta a Mare si raggiunge Viale Italia, con la passeggiata e le celebri baracchine frequentate la domenica pomeriggio da persone di ogni età e il sabato sera dai giovani livornesi.

Qui la bici è di casa grazie alla pista che corre sul lungomare per ben cinque chilometri in cui si assapora il profumo del mare. La prima parte del Viale culmina sulla Terrazza Mascagni, un belvedere a scacchi grigi e bianchi che, come un serpente sinuoso, traccia e segue la linea di costa. Splendida al tramonto e durante le forti libecciate, con le onde che sbattono e imprigionano per pochi secondi le colonne. Fermatevi, contemplate il mare e magari approfittate di una bibita, un panino o di un po’ di musica al Surfer Joe, fast food in pieno stile anni Cinquanta.

Un particolare del monumento dei Quattro Mori

Museo civico Giovanni Fattori

Nei pressi della terrazza c’è il Museo civico Giovanni Fattori, una raccolta delle opere del pittore livornese e di altri macchiaoli; la Casa natale Amedeo Modigliani, in Via Roma 38, è l’altro luogo che gli amanti dell’arte vorranno visitare. Superata la Terrazza Mascagni e gli stabilimenti storici dei Bagni Pancaldi, si raggiunge la spettacolare chiesa di San Jacopo in Acquaviva e la sua cripta sul mare, quindi si aprono i cancelli dell’Accademia Navale.

Livorno in bici

Proseguendo sulla pista ciclabile continuano gli scogli e le tante scese al mare: quando sarete stanchi sceglietene una e perdetevi con i bagnanti che qua mettono radici da marzo a ottobre, sempre in cerca di sole o di un bagno rinfrescante. Poi ci sarebbe da rimettersi in sella, magari imbarcarsi per le isole. Ma la bicicletta cambia la prospettiva e in un porto di mare si può gettare l’ancora un po’ più a lungo.

Testo e foto di Formaioni Jacopo

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