Sacile è il punto di partenza della Ciclovia Pedemontana FVG3 che unisce la cittadina a Gorizia, eletta nel 2025 Capitale Europea della Cultura insieme a Nova Gorica. Nel 2024 tracciato della FVG3 ha vinto l’Oscar del Cicloturismo, un motivo in più per percorrerlo in bici (con l’abbinata del camper). Le sue tappe principali sono Maniago, Gemona del Friuli, Cividale del Friuli e Gorizia. E noi con un piccolo camper abbiamo seguito in bici la FVG3 nel tratto fra Sacile e Gemona del Friuli. Per farlo abbiamo approfittato dell’asse ferroviario Sacile-Maniago, attrezzato con convogli adatti al trasporto di bici (fino a 7). Con il vantaggio quindi di poter rientrare in treno a Sacile o di fare base in una delle località lungo la ferrovia. Fra Maniago e Gemona del Friuli da metà luglio a metà agosto è inoltre attivo nei weekend un servizio di Bicibus.
Il tracciato
Possiamo dire che il tracciato è abbastanza ben segnalato nel tratto fra Sacile e Tarcento, mentre da qui a Gorizia è in via di perfezionamento. Non si tratta di una pista ciclabile ma di una ciclovia, ovvero di un percorso che utilizza piste ciclabili e vie secondarie indicate con opportuna segnaletica.
Soltanto in alcuni tratti è presente un tracciato riservato alle dueruote. Vediamo di seguito l’itinerario in bici lungo la FVG3 fra Sacile e Gemona del Friuli.
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Sacile, giardino della Serenissima
Si specchiano nelle acque del Livenza le fronde dei salici che coronano le rive del fiume nel centro storico di Sacile. Tra eleganti palazzi in stile veneziano è facile vedere giovani canoisti varcare le porte del campo di slalom, piroettare fra le rapide, risalire la corrente per poi riprendere a scivolare fra le cascatelle.

Poco distante c’è Piazza del Popolo con la quattrocentesca Loggia Comunale. Uno spazio urbano tutto da assaporare, impreziosito da palazzi rinascimentali e popolato da eleganti caffè con tavolini all’aperto.
Tutto, nel centro di Sacile, ha a che vedere con lo scorrere delle acque del Livenza. È fiancheggiato da una roggia il cinquecentesco Palazzo Ragazzoni, con lo splendido salone affrescato nel XVI secolo da Francesco Montemezzano della scuola del Veronese. Sede di mostre, ha un grande cortile interno sovente animato da manifestazioni.

Costruito a fianco di un ponticello, il minuscolo oratorio della Pietà del XVII secolo fa pensare per un attimo di trovarci in una calle veneziana. Atmosfere serenissime accolgono anche nella piazza del Duomo dedicato al patrono San Nicolò, su cui affaccia l’elegante Palazzo Ovio-Gobbi. Si trova in riva al fiume l’area attrezzata comunale, a pochi minuti a piedi dal centro e accanto al molo d’imbarco per piccoli natanti.

FVG3 e camper: in bici da Sacile a Polcenigo
Dalla stazione ferroviaria di Sacile iniziamo a pedalare puntando verso la fascia prealpina che chiude le ultime propaggini orientali della Pianura Padana. Si attraversa Nave (4 km) e si raggiunge la località Fontaniva, ormai nel territorio di Polcenigo.
Le sorgenti del Livenza e il Palù
Proprio a Polcenigo hanno origine le acque che abbiamo ammirato dai ponti di Sacile. Si tratta delle sorgenti del Livenza, più o meno in corrispondenza dell’importante sito palafitticolo del Palù inserito dal 2011 nel patrimonio dell’Unesco. Accanto al Santuario della Santissima, eretto tra il XVI e il XVII secolo in un antico luogo di culto, il Livenza sgorga ai piedi della montagna ed è subito un fiume ricco di acqua limpida, pronto a continuare la sua corsa in direzione di Sacile e poi di Caorle, dove va a sfociare. Lascia al suo affluente, il torrente Gorgazzo, il compito di lambire le case del borc, il centro storico inserito tra i Borghi più Belli d’Italia.
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Il Gorgazzo
Quanto al Gorgazzo, è una delle più suggestive formazioni carsiche del Nordest: sgorga direttamente dalla roccia creando un laghetto d’acqua color smeraldo. La rete di cunicoli sottostante si dirama per centinaia di metri, ma le immersioni sono ristrette a scopi di studio, poiché questo ambiente ipogeo richiede attrezzatura ed esperienza da speleosub.

Il centro di Polcenigo
Da vedere la piazza centrale dominata dall’elegante Palazzo Zaia, il convento e la chiesa di San Giacomo con un prezioso organo settecentesco, posti in cima alla collina affacciata sul borgo; e ancora la millenaria chiesetta di San Rocco e il Parco Rurale di San Floriano, un colle sovrastato dall’omonima chiesetta dove è davvero piacevole passeggiare e trattenersi per un picnic. Polcenigo, infine, è la sede del Troi Trek, una partecipata competizione di mountain bike che si svolge alla fine di agosto. Ma noi per ora continuiamo l’avventura in bici sulla FVG3!
Scopri l’anello di Sacile e del Gorgazzo
FVG3 e camper: in bici da Polcenigo a Montereale Valcellina
Il percorso sfiora le pendici del Parco Rurale di San Floriano (12 km) e inizia a salire dolcemente verso Santa Lucia di Budoia. Da questa località a Castello d’Aviano (21 km) il tracciato scorre fra i campi coltivati. Attraversata Aviano si sale verso Marsure (30 km), dove s’imbocca un bel tratto dedicato a bici, pedoni e mezzi agricoli con il quale s’arriva quasi in vista di Montereale Valcellina (40 km).
La centrale di Malnisio
A Malnisio vale la pena prenotare una visita all’ex centrale idroelettrica Antonio Pinter, uno splendido esempio di architettura industriale che conserva i macchinari per la produzione di energia risalenti agli inizi del Novecento.

FVG3 e camper: in bici da Montereale Valcellina a Maniago
Si procede, attraversando il paese, fino al vecchio ponte che supera il Cellina, nel punto in cui anticamente prendeva il via la strada che fra curve, gallerie e spettacolari affacci seguiva la forra scavata da questo torrente. Oggi l’accesso è regolamentato e gestito dal Parco Dolomiti Friulane. Disegnando un grande gomito seguiamo la provinciale sino a Maniago (48 km).
La città dei coltelli
Una volta arrivati conviene recarsi subito al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, allestito nell’ex stabilimento Coltellerie Riunite Caslino. L’edificio, sede dell’ufficio turistico, illustra la storia dell’arte fabbrile legata alla produzione di coltelli e di arnesi da taglio, che qui ebbe inizio intorno alla metà del XV secolo sfruttando le acque del Colvera.

Maniago è la località capofila del Distretto Industriale del Coltello, che annovera quasi 200 aziende impegnate nella produzione di lame e arnesi da taglio. Qui ha sede di Lis Aganis, il centro di coordinamento degli ecomusei del territorio che raduna una straordinaria varietà di realtà locali a tutela delle tradizioni, degli antichi mestieri e dei sapori.

Il centro storico si sviluppa ai piedi dei ruderi del castello dell’XI secolo: da vedere Piazza Italia, lo spazio cittadino principale, e il duomo dedicato a San Mauro martire con una pala raffigurante il Redentore e Santi (1558) attribuita a Pomponio Amalteo.
Per scoprire i dintorni di Maniago consigliamo l’anello dei borghi montani lungo la Val Colvera per raggiungere Poffabro e l’anello dei Magredi.
FVG3 e camper: in bici da Maniago al lago di Cornino
Attraversata Maniago ci attende un altro tratto dedicato alle dueruote sino a Fanna (52). Si punta ora, di nuovo sulla provinciale, verso Meduno (58 km) e da lì, per piacevoli vie secondarie, si toccano Toppo (63 km) e Travesio (70 km).

Dopo Borgo Ampiano eccoci a Valeriano (78 km) e quindi a Pinzano al Tagliamento (82 km), dove incrociamo per la prima volta il grande fiume che da questo momento ci accompagnerà fino a Gemona del Friuli. A Cornino (82 km) ci attende la riserva naturale che protegge l’omonimo lago. Una gemma preziosa del viaggio in bici lungo la FVG3.
Nel Lago di Cornino i grifoni sono tornati
Intorno al Monteprat, che si specchia con i suoi 800 metri di quota nelle acque del Lago di Cornino, volteggiano i grifoni. Grazie a un progetto di ripopolamento questi rapaci sono stati reintrodotti nella riserva. Per avvistarli da vicino bisogna arrivare al mattino presto: è questo il momento in cui i volatili vengono a nutrirsi in un apposito punto di alimentazione.

Se invece si arriva con il sole alto li vedremo punteggiare il cielo sopra il piccolo lago, un prezioso ecosistema dalle acque color smeraldo provenienti dall’altipiano del Monteprat e dal Tagliamento. La visita guidata consente di approfondire le abitudini di questi rapaci, ma anche le caratteristiche dello specchio d’acqua – lungo solo 140 metri e profondo 8 – e più in generale del territorio segnato dal vicino corso del Tagliamento.
Verso Gemona del Friuli
Dal centro visite della riserva (possibilità di parcheggio camper in un grande piazzale a circa trecento metri dal centro visite) partono alcune passeggiate che effettuano il periplo del bacino, conducono all’osservatorio o portano a uno spiazzo sul greto del Tagliamento. Sempre a partire dal parcheggio della riserva, in sella alla bici si può seguire la strada verso Peonis (87 km) e raggiungere il Cippo Bottecchia, dedicato al leggendario ciclista che in questo punto fu ritrovato agonizzante in circostanza misteriose.

A Trasaghis (95 km dalla partenza) una facile deviazione consente di raggiungere le rive del Lago di Cavazzo, bella tappa del viaggio in bici lungo la FVG3.
A Braulins, infine, attraversiamo il Tagliamento e facciamo il nostro ingresso a Gemona del Friuli (103 km). La località è il punto d’intersezione con la Ciclovia Alpe Adria, percorso transfrontaliero da Salisburgo a Grado.
Il viaggio in bici lungo la FVG3 prosegue!
Gemona del Friuli, il Medioevo ritrovato
Attraversato il Tagliamento sul ponte di Braulins eccoci nel territorio di Gemona del Friuli, che si prospetta in lontananza. La città simbolo del terremoto del 1976 accoglie con il bianco Palazzo Comunale del XVI secolo, caratterizzato da una struttura tipica veneziana con il porticato a tre arcate e il primo piano occupato dal Salone del Consiglio. All’estremità del borgo antico spicca la facciata del duomo in pietra rosata con l’imponente statua di San Cristoforo, oggetto di un recente restauro. A fianco spicca il trecentesco campanile a pianta quadrata, mentre nell’interno a tre navate è possibile vedere le colonne inclinate dal sisma e il misterioso sacello sotterraneo affrescato di San Michele, visitabile su prenotazione.

Su Via Bini, il corso principale, affacciano bei palazzi del XVI secolo con portici, bifore e trifore gotiche restaurati rispettando le forme originali. Al civico 9 lo splendido Palazzo Elti è sede del Museo Civico, mentre al numero 50 la sede della Cineteca del Friuli ospita una biblioteca tematica e una pregevole collezione di foto e video; nella zona nuova sorge invece la moderna sede dell’Archivio Cineteca del Friuli, è uno dei principali centri italiani in Italia dedicati al restauro e alla conservazione delle pellicole.

Per chi vuole proseguire
Il nostro viaggio in bici lungo la FVG3 fra Sacile e Gemona del Friuli termina qui. Tuttavia il tracciato prosegue verso Gorizia toccando Cividale del Friuli e Cormons. Un’altra bellissima avventura da vivere con l’abbinata camper più bici.

Dove sostare in camper e bici lungo la FVG3
Nel tratto di ciclovia descritto sono presenti aree di sosta a Sacile, Polcenigo, Maniago, Cavasso Nuovo e Gemona del Friuli: qui per cercare tutte le soste convenzionate con il PLEINAIRCLUB.






