Ero bambino quando, nella rotta da Roma verso il mare, passavo sulla Via Pontina sotto due bunker che si ergevano massicci e grigi come strani moai a guardia del traffico. Parliamo della prima metà degli anni ’70 e dal finestrino sbirciavo affascinato e intimorito questi fortini abbandonati, andando con la mente ai giovani soldati tedeschi che erano stati lì dentro trenta anni prima: se erano stati abbastanza fortunati da farsi fare prigionieri, ora forse erano in Germania, paese per me a quell’epoca lontano e misterioso.

Il tempo aveva poi ricoperto i bunker anche nella mia memoria finché, circa quarant’anni dopo tornando dal mare, ecco che ne scorgo le orbite vuote fissarmi di nuovo dalla collina. Bisognava pianificare un’escursione per andarli a vedere.

Riserva Naturale di Decima-Malafede
Bunker della Via Pontina
- Quota 70 m
- Sentiero non segnato
- Dislivello 98 m
- Distanza 6,71 km
- Tempo totale 2:06 h

Tracce di storia
Ci avviamo su una traccia fangosa dal Casale di Perna, all’interno della Cooperativa Agricoltura Nuova. Siamo a neanche quattro chilometri dal Grande Raccordo Anulare, nella Riserva Naturale di Decima-Malafede, territorio di ampi coltivi che contribuisce a fare della Capitale il più grande comune agricolo d’Europa. Un contadino foraggia le mucche, le oche sibilano minacciose, alcuni cani reclamano carezze e api tardive ronzano intorno alle arnie.

Destreggiandoci nella mota solcata da un trattore, in lievi saliscendi si aprono e si chiudono vicine visioni del mostro cittadino, e lungo Via del Casale della Caccia appaiono i primi due bunker sbrecciati dalle cannonate.
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Li tralasciamo per raggiungere quelli più grandi sulla Via Pontina, piantati su un basso crinale che permetteva il controllo della vallata sottostante e della stessa Pontina vecchia, la via principale di accesso a Roma provenendo da Anzio e Nettuno, dove le truppe americane erano sbarcate il 22 gennaio 1944. Il compito di queste casematte era proprio quello di rallentare l’inevitabile avanzata alleata lungo la linea Cesar e il 4 giugno, con la Liberazione di Roma, si svolsero qui diversi combattimenti.

Dentro i bunker
Pecore e tralicci, oltrepassiamo dubbiosi un fatiscente ponticello e siamo sotto il primo bunker che assaltiamo ormai senza problemi. Dall’alto del fortilizio osserviamo il vicino rombo della Via Pontina, immaginando la silente attesa per l’avanzata della Quinta Armata. Il secondo bunker è vicino ma invaso di spini; uno più grande è poco sopra e dentro questo entriamo a respirare l’aria del tempo.

Un pranzo gustoso
Lasciamo alle spalle questa sconosciuta storia recente e raggiungiamo presto la mensa della cooperativa agricola. Un saluto al busto di Lenin (dono del Partito Comunista dell’Unione Sovietica al Partito Comunista Italiano in occasione dell’XI Congresso del gennaio 1966) e con contadini e operai, sotto murales cileni della Brigadas Ramona Parra, fra slogan e falci e martello, per 15 euro un genuino pasto completo conclude degnamente la giornata.

La via del camper
La Via Pontina, a sud della Capitale, è anche conosciuta come La strada del camper. Qui troviamo, a poca distanza l’uno dall’altro, i principali centri vendita del settore. Nell’ordine, provenendo da Roma:
- La Bottega del Campeggiatore
- Zaccari Caravan
- Centro Caravan Costantini
- Nuova Riviera
- Motor Caravan Italia
Testo e foto di Marco Sances