Nella Carnia settentrionale, il borgo di Sutrio è famoso per le sculture in legno e per l’albergo diffuso, un modello di accoglienza che ha fatto scuola; ma anche per i sapori e per la rassegna di presepi che tra l’Avvento e l’Epifania avvolge di atmosfere questa località del Friuli Venezia Giulia.

Un borgo, cento presepi
Le luci dell’Avvento a Sutrio illuminano il borgo animato da musica, eventi per bambini, dolcetti, vino, birra artigianale e cioccolate calde. Il paese è il cuore e l’anima della rassegna Borghi e Presepi in calendario fino all’Epifania. Per l’occasione i vicoli mettono in mostra una rassegna di Natività artigianali che si snoda tra le vie, i cortili, i loggiati e le cantine delle case in pietra e legno più belle e caratteristiche.
Il punto di ritrovo sono le casette in legno del mercatino di artigianato e prodotti tipici, ricco di bontà e idee per un regalo originale. Cuore della rassegna è la grande Natività esposta nel 2022 a Roma, in Piazza San Pietro. Realizzato dagli artigiani locali, con le sue diciotto statue a grandezza naturale il presepe è visibile nella piazzetta sotto il Municipio. Una particolarità: la culla del bambinello è stata scolpita da Stefano Comelli, in collaborazione con l’artista Martha Muser, nella radice di un grande albero sradicato dalla tempesta Vaia nell’autunno 2018.
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Il Presepe di Teno
Il Presepe di Teno è un’ingegnosa macchina realizzata in trent’anni di pazienza e dedizione dall’artigiano Gaudenzio Straulino, noto come Teno. Rappresenta la Natività, ma a uno sguardo più attento si colgono la vita e le attività tradizionali locali. Un ritratto in miniatura di una comunità della Carnia ricco di dettagli, personaggi e scene che raccontano di arti e mestieri popolari. L’opera è custodita in un piccolo museo nel centro di Sutrio con annesso negozio di artigianato.

L’albergo diffuso
Al calar della sera l’aria si infreddolisce e una bevanda calda ci riscalda in piazza, nei bar e nelle taverne. Come dal Marangon, il punto di ritrovo per gli abitanti del paese. Aperto da mattina a sera, riveste un importante valore sociale in un borgo che dopo il terremoto del Friuli rischiava lo spopolamento. Tra le operazioni che hanno contribuito alla rinascita del paese c’è un modello turistico e di economia sociale che ha ispirato analoghe iniziative in Italia.
L’Albergo Diffuso Borgo Soandri, ideato venti anni fa dall’allora sindaco Enzo Marsilio, ha portato nel 2023 quasi 50.000 arrivi di cui 14.000 nella rete ricettiva del paese-albergo, gestito da un unico centro di prenotazione situato presso l’ufficio turistico. Se all’epoca il comparto dominante era la falegnameria, oggi a Sutrio prevalgono l’economia del turismo, delle produzioni gastronomiche e dei servizi.

Un borgo di sapori
Il progetto di albergo diffuso ha favorito a Sutrio la nascita di piccole aziende agricole e allevamenti da cui provengono carni, salumi, formaggi, trote affumicate, birre, erbe spontanee e i piatti della tradizione carnica, proposti in trattorie e osterie montane. Le attività agricole e ricettive sono inserite nel progetto La Fattoria Diffusa, un percorso turistico per piccoli gruppi con esperienze alla scoperta di caseifici e allevamenti, seguiti da una degustazione di prodotti locali.
Il birrificio
Per chi ama le bionde e le rosse c’è il Birrificio Artigianale Bondai, gestito dai coniugi Arianna Matiz e Luca Dalla Torre, che durante la pandemia hanno avviato un’attività in campo brassicolo. Non manca un locale dove si servono spuntini e un’ampia scelta di birre a bassa fermentazione, prodotte con acqua della sorgente Fontanon di Timau.

Le erbe officinali
La cooperativa agricola Saût realizza prodotti a base di erbe officinali e spontanee: calendula, fiordaliso, melissa, arnica, fiori di sambuco; e ancora infusi, oli essenziali, creme per la cura del viso e del corpo.

La norcineria
Per la salumeria il punto di riferimento è La Vecje Becjarie, una macelleria-norcineria davanti allo slargo che ospita il Mercatino di Natale. Tra le specialità salame, pancetta arrotolata, coppa, costicine di maiale affumicate e cotechini di musetto affumicati con legno di faggio.
Non manca un allevamento di vacche da latte, capre camosciate delle Alpi e capre meticce nell’azienda agricola Davide Flora guidata dai giovanissimi fratelli Davide e Mattia. In estate portano gli animali nell’alpeggio di Malga Lavareit (1.472 m), sui monti di Paluzza, con vista sul confine austriaco e sui luoghi della Grande Guerra.

Il caseificio
Immancabile tappa di una visita a Sutrio è il Caseificio Sociale Alto Bût, che produce ottimi formaggi: tra questi un Alto Bût di varie stagionature, dal fresco (due mesi) all’extra vecchio (il “vecio”). E ancora ricotta affumicata, stracchino, caciotta, burro e il Formadi Frant, una bontà ottenuta con frantumi di Alto Bût macinati, impastati con sale, pepe e panna e stagionati per circa un mese. Infine c’è il Pastorût, un formaggio grasso a pasta molle da latte vaccino intero pastorizzato, con aggiunta di latte fermentato e spore di muffa Penicillum.
L’allevamento di trote
Ce n’è per gli amanti del pesce a La Trute, un allevamento a conduzione familiare di trote e salmerini in acque di montagna, alimentato da una risorgiva affiorante e con ottomila metri quadrati di vasche a cielo aperto.

Il presidio Slow Food
A Timau, località al confine con l’Austria dove si parla un dialetto germanofono, la famiglia Mentil della Bottega Salumi e Sapori produce pancetta, speck, guanciale, salsicce, cotechini. Tra i fiori all’occhiello c’è la Varhackara, una crema a base di speck, lardo bianco e pancetta affumicata. L’impasto può essere spalmato su crostini, oppure utilizzato per insaporire la minestra o per condimento di pasta e gnocchi. Nato in origine per conservare la carne di maiale, il prodotto è un presidio Slow Food.
La lanternata
Tra le esperienze che si possono fare a Sutrio c’è la passeggiata serale nel bosco di un paio d’ore con la sola luce delle lanterne a petrolio. Si fa una tappa sotto la Torre Moscarda e si visitano i bunker della Seconda Guerra Mondiale, dove si finisce il giro con un assaggio di salumi, formaggi e dolci. Nel bosco sono dislocate opere di land art a tema naturalistico realizzate con canne, legno e tessuti.
Situata in Val Bût, tra Sutrio e Paluzza, la torre vanta origini romane: la base della struttura risale al 55 a.C., costruita a presidio della via Julia Augusta e divenuta con la formazione del patriarcato di Aquileia un punto di dogana al confine con l’Austria. La parte superiore della torre fu costruita nel 1274 per volere del patriarca Gregorio. Il bunker, invece, fu realizzato tra il 1937 e il 1943 (per prenotazioni rivolgersi alla Pro Loco di Sutrio).
testo e foto di Massimiliano Rella

Dove sostare
- Sutrio Parcheggio in Via Linussio, davanti alla sede dell’Albergo Diffuso Borgo Soandri. Spazio illuminato, privo di servizi.
- Ovaro Camping Caravan Zoncolan, Via Vidrina di Chialina 21, tel. 0433 786246, www.zoncolancampingcaravan.it. Offre dodici piazzole su due livelli, oltre a spazi tende (120 posti) e ostello con camere matrimoniali. La struttura è dotata di locanda con cucina tipica e noleggio bike in convenzione. La sosta camper invernale ha un costo di 15 euro a piazzola più 10 a persona (6 per bambini e ragazzi da 5 a 16 anni).

- Ravascletto Pace Alpina Hotel & Camping, Via Valcada 13, tel. 0433 66018, www.pacealpina.it. Un camping 3 stelle di 42 piazzole e tutti i servizi inclusi, sul retro dell’albergo. Tariffe 10 euro a piazzola più 8 a persona (6 per bambini e ragazzi da 2 a 16 anni).
- Timau Trattoria Ai Laghetti, Strada statale 52 bis, tel. 348 7630191. Dispone di area camper con 5 piazzole dotate di corrente. I servizi (acqua, scarico e docce) sono disponibili solo nel periodo estivo.
Dove mangiare
- Timau Ristorante Da Otto, Via Maria Plozner Mentil 15, tel. 0433 779002. Dal 1870 la famiglia Matiz gestisce una trattoria con possibilità di alloggio in 10 camere. Fra i tavoli il signor Diego, in cucina la moglie Antonietta e la signora Sara. Tra gli antipasti l’immancabile spuntino di pane di segale e varhackara fino al mix di assaggi: black angus, lardo e radic di mont, cavolo blu e crema di formaggi, strudel ai carciofi. Tra i primi, gli ottimi ravioli di farina di pere su crema di formadi frant; fra i secondi il tenerissimo goulash con polenta. Conto per tre portate 45 euro.
- Sutrio Agriturismo Naunal, frazione Priola, tel. 335 7745403, www.agriturismonaunal.it. Conto per tre portate 25 euro.

- Baita da Rico Conto, Monte Zoncolan, tel. 331 6892383, www.baitadarico.it. Conto 25 euro.
- Birrificio Artigianale Bondai, Viale Val Calda 1, tel. 349 8203216, www.birrificiobondai.it. Prezzi al boccale 3-5 euro.
- Da Alvise, Via I Maggio 5, tel. 0433 778692 o 334 7985865, www.osteriadaalvise.it. Conto tre portate 45 euro.
- Il Marangon, Viale Europa Unita 8, tel. 0433 778924. Conto per due portate 15-20 euro.
- Ristorante Del Negro, Via Roma 55, tel. 0433 778039, www.hoteldelnegro.com. Conto per tre portate 25 euro.
