I Greci che dall’VIII secolo prima di Cristo giunsero sulla punta dello Stivale chiamarono quel luogo Rhegion, dal verbo rhegnumi, che significa “spezzare”, con evidente riferimento allo Stretto di Sicilia. E ancora oggi Reggio Calabria veglia come muta sentinella sulla profonda scissione geologica che ha separato le due terre, conferendo al paesaggio un aspetto drammatico e affascinante.

Nei secoli la città ha seguito le alterne vicende imposte dagli eventi storici e naturali. Come il disastroso terremoto del 1908, che rase al suolo gran parte degli edifici, e i bombardamenti degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Poi la ricostruzione fino allo sbocciare della “primavera di Reggio”, nei primi anni Novanta, quando l’allora sindaco Italo Falcomatà diede impulso a una profonda trasformazione urbana.
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Il lungomare
Proprio a lui è intitolato il lungomare tra Piazza Indipendenza e Piazza Garibaldi, già definito da Gabriele D’Annunzio “il più bel chilometro d’Italia”. Un’elegante passeggiata ricca di veri e propri monumenti vegetali, installazioni artistiche e palazzi liberty di grande eleganza, oltre ai resti delle mura dell’antico abitato greco e a quelli di un impianto termale di epoca romana.

La sintesi perfetta è rappresentata dallo spazio teatrale denominato Arena dello Stretto, cornice di eventi e spettacoli estivi. Vi troneggia la statua bronzea di Atena Promachos dedicata a Vittorio Emanuele III, considerata il simbolo della resistenza di Reggio alle avversità.

I Bronzi di Riace
Sono loro ad avere reso Reggio Calabria famosa nel mondo: i cosiddetti Bronzi di Riace, rinvenuti nel 1972 da un subacqueo nel mare di Riace Marina. Si tratta di due figure maschili alte due metri realizzate presumibilmente nel V secolo a.C. Una vera e propria rarità, visto che pochissime sono le statue in bronzo di epoca greca giunte integre fino ai giorni nostri.
Per vederle dal vero basta recarsi al MArRC – Museo Archeologico Nazionale di Reggio di Calabria, che già prima del loro ritrovamento ospitava una ricca collezione di reperti della Magna Grecia.
Reggio Calabria, 4 cose da vedere
- Corso Garibaldi, l’asse principale del centro storico: è la strada pedonale dello struscio su cui affacciano le vetrine dei negozi più eleganti.
- La Cattedrale di Santa Maria Santissima Assunta in cielo, edificata in stile neoromanico agli inizi del XIX dopo che il terremoto del 1908 distrusse il preesistente edificio in stile tardo barocco.
- Il Castello Aragonese, dalla storia millenaria, con le possenti torri cilindriche da cui si gode un panorama davvero unico.
- Il Museo del Bergamotto, che celebra una delle peculiarità del territorio. Un frutto dalle insospettabili qualità sconosciuto ai più.
La leggenda della Fata Morgana
Secondo un’antica leggenda la Fata Morgana ingannò il comandante di un’orda barbarica inducendolo a raggiungere al galoppo con il suo esercito la Sicilia, fattasi improvvisamente vicinissima. Un racconto fantastico legato a un particolare fenomeno di rifrazione, osservabile nello Stretto di Messina durante le giornate più calde.
La costa occidentale: tra Scilla e Palmi
Parco archeologico dei Tauriani
Per comprendere a fondo le peculiarità della Calabria bisogna andare a Palmi. In questo territorio si sviluppò anticamente la città di Tauriana, una delle poche fondate non da coloni greci ma da una misteriosa popolazione italica, i Tauriani appunto. Dalle cronache si è scoperto che la città fu l’unica della regione a non essere stata conquistata dai Romani, che invece scesero a patti con la reggente dell’epoca. Tauriana infatti per secoli venne governata dalle donne più intraprendenti della comunità, le meddix, un particolare che attirò lo scherno delle popolazioni confinanti.
Eppure grazie al loro buon governo Tauriana non conobbe guerre e si sviluppò fino al X secolo, quando rimase l’unica città marittima della Calabria sudoccidentale, in seguito devastata dai Saraceni. Percorrendo le tappe del parco archeologico si possono apprezzare i resti degli insediamenti greci e romani e una torre medievale di avvistamento. E ancora, la chiesetta di San Fantino, il luogo di culto più antico della Calabria, con cripta ipogea e affreschi policromi.

Il monastero ortodosso dei santi Elia e Filareto
Immerse fra gli olivi della valle delle Saline, a un paio di chilometri da Seminara, spiccano le geometriche forme del monastero ortodosso dedicato ai santi Elia e Filareto. All’interno le pareti sono state riaffrescate da un artista venuto appositamente dalla Grecia in modo da ricreare le atmosfere dell’antico tempio andato distrutto. In paese si può dare un’occhiata ai resti dell’ottocentesco Palazzo Mezzatesta, semidistrutto dal terremoto del 1908.

Scilla
È il punto di riferimento della Costa Viola, che si estende per una quarantina di chilometri tra Palmi e Villa San Giovanni. Scilla incanta il visitatore in ogni stagione. Anche senza godere della bellezza delle sue spiagge e della sua acqua cristallina, si finisce per farsi travolgere dal fascino dei suoi quartieri. San Giorgio, con il centro storico a strapiombo sul mare. Marina Grande, con il lungomare incastonato fra il Belvedere Morselli e la rocca su cui domina la mole di Castello Ruffo. Ma soprattutto Chianalea, “la piccola Venezia del sud”: un rione marinaro con le minuscole casette fronte mare e i caratteristici vicoli acciottolati.

Calanna, la Cappadocia calabrese
Piccolo borgo alle pendici dell’Aspromonte, Calanna è noto come “la Cappadocia calabrese” per le sue caratteristiche arenarie, chiamate “tafoni”, levigate per millenni dagli elementi naturali. I resti di un castello bizantino che dominano la vallata del Gallico raccontano la sua passata importanza strategica.
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La costa sud: nella Calabria Greca
Bova
Bova è considerata il capoluogo della Calabria Greca, un territorio in cui molte comunità hanno conservato la lingua ellenica nonostante i Normanni dall’XI secolo avessero imposto la latinizzazione. Annoverata tra i Borghi più Belli d’Italia, è dominata dalla possente mole del castello normanno, di cui si conservano importanti vestigia.

Passeggiando fra i vicoli del centro storico si finisce per imbattersi in qualche tappa del Sentiero della civiltà e della cultura contadina. Sono da vedere anche la Cattedrale di Santa Maria dell’Isodia, nella parte alta, e la curiosa locomotiva a vapore, collocata nella piazza principale a simbolo e ricordo degli emigrati.

Amendolea
A pochi chilometri di distanza, ecco le rovine del paese fantasma di Amendolea. Il vecchio borgo, dominato da Castel Ruffo, venne abbandonato dopo un terremoto e un’alluvione, ma esercita ancora parecchio fascino sul visitatore.
Palizzi
Ripresa la Statale Jonica in direzione est, una nuova salita verso i monti dell’Aspromonte conduce con una ripida serie di tornanti a Palizzi, piccolo borgo arroccato intorno a uno spuntone roccioso su cui dominano i resti di un antico castello. È uno dei siti paleolitici più antichi d’Europa.

Pentedattilo, il paese fantasma
In piena area grecanica, Pentedattilo è considerato il paese fantasma più affascinante della Calabria. Costruito nel IX secolo ai piedi delle cinque cime (di qui il nome dal greco) del Monte Calvario, fu abbandonato alla fine Settecento dopo un rovinoso terremoto. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso artigiani e artisti hanno ripopolato il borgo ristrutturando alcune dimore, mentre dei coraggiosi imprenditori ne hanno destinate altre ad alloggi per turisti, in una location davvero unica.
La costa orientale
Villa romana di Casignana
Sessanta anni fa sotto a quei terreni incolti, a due passi dalla Statale Jonica tra Bovalino e Bianco, doveva passare il nuovo acquedotto. Ma le ruspe si imbatterono in uno dei tesori più strabilianti del territorio calabrese. Gli scavi infatti riportarono alla luce le vestigia di una sontuosa villa romana, edificata presumibilmente nel I secolo d.C., quasi interamente pavimentata a mosaico e dotata di un impianto termale privato.

Per la qualità delle decorazioni la Villa Romana di Casignana è annoverata tra i più pregevoli edifici dell’antichità presenti nel nostro paese, anche se gran parte del sito resta ancora da indagare. Le prospezioni hanno fatto capire che là sotto giacciono altri tesori inestimabili, che aspettano di tornare a risplendere.
Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri
Era una delle più importanti poleis della Magna Grecia. Locri Epizefiri venne edificata da coloni provenienti dalla Locride intorno al VII secolo avanti Cristo. Dopo alterne vicende, al termine della Seconda Guerra Punica fu abbandonata dai suoi abitanti, che si trasferirono all’interno. I resti della città antica furono portati alla luce a partire dai primi anni del Novecento su un’area molto estesa nell’attuale comune di Portigliola.

Nel 1996 venne ufficialmente istituito il parco archeologico per la tutela e valorizzazione dell’antica colonia greca, che ingloba il museo nazionale fondato nel 1971. Ancora visibili sono i resti della cinta muraria, originariamente lunga sette chilometri, al cui interno si trovano il teatro del IV secolo a.C. e le aree sacre a Zeus, Atena e Afrodite. Da segnalare anche il tempio ionico, uno dei pochi realizzati in questo stile in Magna Grecia, e le terme romane nei pressi del Casino Macrì, recuperato di recente.

Gerace
Inserito nella rete dei Borghi più Belli d’Italia, Gerace è un gioiello indiscusso dell’architettura bizantino-normanna. Lasciato il camper nel parcheggio alla base dell’abitato e superata Porta della Varvara, si sale verso la terrazza sul mare che si apre sulla cima della rocca. Durante l’ascesa si incontrano tesori come la chiesa di Santa Maria del Mastro, vicino a Palazzo del Balbo, e il convento dei Cappuccini.

Quindi si entra nel Borghetto e si raggiunge il Belvedere Bombarde; poi, dopo aver superato Piazza del Tocco, si arriva alla straordinaria Cattedrale dell’XI secolo in puro stile romanico-normanno. La salita si conclude ai resti del Castello e dello spiazzo del Baglio.

La coste dei Gelsomini: Roccella Ionica
Superata Gioiosa Jonica, con i ruderi del Castello dei Pellicano, si giunge lungo la Costa dei Gelsomini a Roccella Jonica. Lasciato il camper nel parcheggio gratuito nei pressi del teatro di Via Torrente Zirgone si imbocca il sentiero che conduce in venti minuti ai resti del castello dei principi Carafa. In tutto una ventina di minuti.

Costruito dagli Svevi nel XIII secolo, rappresentò per secoli uno dei punti di difesa più inespugnabili della costa calabra. Trasformato in residenza dai Carafa, perse le sue peculiarità difensive, anche se la struttura ne conserva ancora i lineamenti. Accanto si trova l’ex chiesa di San Nicola, in corso di ristrutturazione insieme al palazzo nobiliare. Al suo interno ospita il Museo Multimediale Immersivo, dedicato alla storia della città e dei suoi illustri abitanti.
Parco Archeologico dell’antica Kaulon
La polis greca si estendeva nei pressi del promontorio di Punta Stilo, a qualche chilometro da Monasterace Marina. Fondata secondo la leggenda dagli Achei intorno all’VIII secolo a.C., la città fu abbandonata, come riporta lo storico Strabone, tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio I secolo d.C. I resti sono ben visibili fra la spiaggia e la Statale 106 Jonica.

Da segnalare le vestigia di alcune case, una delle quali mosaicate, e quelle del santuario di Afrodite e Zeus con le fondamenta di un grande tempio dorico affacciato sulle acque dello Ionio. Gran parte degli oggetti rinvenuti durante le campagne di scavo è esposta nel Museo Archeologico di Monasterace, dove è possibile ammirare rare anfore ancora piene di pece, graziosi akroterion (figure decorative poste sulle sommità degli edifici) e una lamina votiva con iscrizione arcaica.

Stilo
Significativo esempio di architettura bizantina, la chiesetta in mattoni chiamata Cattolica di Stilo, appollaiata sul costone roccioso del Monte Consolino, venne edificata nel X secolo su pianta a croce greca e più volte ristrutturata nel corso dei secoli. La sua inconfondibile forma è determinata dalle cinque cupolette che sormontano altrettanti corpi cilindrici. Tra i resti degli affreschi che decorano gli interni spicca la dormitio virginis, che rappresenta gli ultimi istanti di vita della Madonna.
testo di Gianluca Ricci

Informazioni utili

Dove sostare
Anche fuoristagione le possibilità di pernottare sono numerose e ben distribuite. A seguire le aree attrezzate utilizzate dall’autore durante i sopralluoghi.

- Barritteri di Seminara Area di sosta Il tracciolino, Via Nazionale 41, tel. 349 0855558. Dieci stalli con bagni, docce, carico e scarico, elettricità. Aperta tutto l’anno, costo 15 euro al giorno. A sei chilometri da Palmi.

- Gallina di Reggio Calabria Agricamping Rudì, Contrada Murroco, tel. 368 7864497 o 320 0376607. Sulle colline a 8 chilometri dal centro storico di Reggio Calabria, in posizione tranquilla, dotato di tutti i servizi, bagni e docce compresi. Il ristorante propone le pietanze della tradizione locale. Aperto tutto l’anno, costo per un camper e due persone elettricità inclusa 27 euro a notte.
- Brancaleone Marina Area di sosta Priolo, Strada statale Jonica, tel. 348 1349651. Posta fra la statale, la ferrovia e la spiaggia, dotata di tutti i servizi. Aperta tutto l’anno, costo 15 euro al giorno. A 5 chilometri da Galati.
- Siderno Camping Caravan Sud, Via Mediterraneo 37, tel. 0964 387112. Piccolo campeggio stretto fra statale e ferrovia a due passi dal mare, essenziale ma dotato di tutti i servizi. Aperto tutto l’anno, costo 13 euro al giorno.

- Gerace Ampio parcheggio in Contrada Barbara.
- Monasterace Marina Area di sosta Camini mare, Via Nazionale, tel. 324 7459822. Trentasei stalli di fronte alla spiaggia con tutti i servizi. Aperta tutto l’anno, 20 euro al giorno.
- Marina di Sant’Ilario Parcheggio per camper lungo la Srada statale Jonica, 15 stalli gratuiti in un piazzale di fronte alla spiaggia. A 5 chilometri da Locri.
Cosa visitare
Reggio Calabria
- Museo Archeologico Nazionale, Piazza De Nava 26. Aperto tutti i giorni tranne il lunedì (da maggio a ottobre anche lunedì) dalle 9 alle 20.
- Cattedrale di Maria Santissima Assunta, Piazza Duomo. Aperta tutti i giorni dalle 7 alle 12.15 e dalle 15.30 alle 19, ingresso gratuito.
- Museo del Bergamotto, Via Filippini 50. Aperto da lunedì a sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, ingresso gratuito.
- Castello Aragonese, Via Aschenez. Aperto tutti i giorni tranne lunedì dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30.

- Casignana Villa romana, SS106 km 102. Aperta tutti i giorni mercoledì escluso dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 19.30 (sabato e domenica dalle 17 alle 19.30).
- Locri Epizefiri Museo e Parco archeologico, Contrada Marasà. Aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 9 alle 20.
- Monasterace Museo e Parco archeologico dell’antica Kaulon, Contrada Runci. Aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 9 alle 18.
- Palmi Parco archeologico di Tauriana, Contrada San Fantino 181, tel. 377 3976017. Aperto la domenica e nei festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 al tramonto; per visite guidate o aperture a richiesta: tel. 327 4560565.
- Scilla Castello, Piazza San Rocco. Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 19, ingresso 2 euro dai 10 ai 70 anni, altrimenti gratis.
- Stilo Chiesa Cattolica di Stilo, Via Cattolica. Aperta da lunedì a sabato dalle 8 alle 18, domenica dalle 12 alle 18.
- Gerace Cattedrale, Via Duomo, aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30.

