Fotografare il mosso può essere un importante elemento creativo, in grado di rendere piacevoli effetti dinamici e pittorici, e di donare la sensazione di fluidità all’acqua, alle nuvole e ad altri soggetti. Impariamo a domarlo per ottenere immagini ad elevato impatto dinamico.

Mosso con brio
Per imparare a fotografare il mosso dobbiamo prima capire perché un’immagine viene mossa e volgere poi a nostro favore queste circostanze.
Un’immagine mossa è il risultato di due diversi fattori
- Il movimento del soggetto all’interno dell’inquadratura
- Il movimento della fotocamera durante lo scatto
Su entrambi i casi influisce in modo determinante il tempo di esposizione
- Più il tempo di esposizione è lungo maggiori sono le probabilità che durante lo scatto il soggetto si muova o la fotocamera vibri rendendo un’immagine confusa
- Più il tempo è rapido più facilmente sarà possibile congelare tutti i movimenti, sia del soggetto che della fotocamera
Il movimento fa bene
Con questa solida base teorica, abbiamo ora capito che la prima regola per fotografare il mosso è di usare tempi di scatto abbastanza lunghi.
Questo effetto, però, non si presta a tutti i soggetti. È sicuramente indicato nelle foto d’azione e sportive per enfatizzare la sensazione di velocità di un atleta o di un veicolo. È ideale anche in tutti i casi in cui il soggetto abbia un profilo ben riconoscibile anche se confuso e nelle riprese notturne di elementi ben illuminati.

Mosso creativo: 5 tecniche per i tuoi reportage
Oltre che con effetti generici, possiamo cimentarci con tecniche ancora più estreme, ma non per questo più difficili da realizzare.
1. Acque fluide
Per ottenere un’immagine nella quale acque in movimento appaiano con un suggestivo effetto seta, è necessario esaltare il mosso della corrente o delle onde fissando la fotocamera su un treppiede e scattando con tempi di mezzo o un secondo. Per evitare aree sovraesposte nell’immagine dobbiamo escludere dall’inquadratura il cielo e altre zone troppo luminose.

2. Esplosione zoom
Altro mosso creativo nel quale gli effetti cromatici e pittorici prevalgono sulla riconoscibilità del soggetto. È necessario un obiettivo a focale variabile, impostando un tempo di esposizione fra 1/15 e 1/8 di secondo. Poi scattiamo ed effettuiamo una rapida e costante variazione di focale durante l’esposizione. I risultati migliori si ottiengono con la fotocamera sul cavalletto, passando dalla focale più corta a quella più lunga e riprendendo luci o soggetti particolarmente illuminati.

3. Vibrato
Da eseguire a mano libera su soggetti notturni o diurni ben illuminati, esaltando delicatamente, ma con decisione, il naturale movimento della fotocamera durante le lunghe esposizioni.

4. Panning
Questa tecnica permette di mantenere il soggetto principale nitido o quasi rispetto a uno sfondo mosso, conferendo alla scena un’elevata sensazione di dinamicità. Possiamo applicarla solo a soggetti che si muovano paralleli al piano focale, si esegue a mano libera impostando un tempo di scatto inferiore a 1/30 di secondo e seguendo il soggetto durante il suo movimento. Per i migliori risultati è necessario che lo spostamento dell’inquadratura sia il più possibile fluido e solidale col quello del soggetto, ruotando l’intera parte superiore del corpo dalla vita in su.

5. Mosso digitale
Senza andare troppo in giro, possiamo anche rendere dinamica una foto statica con l’aiuto di Photoshop.
- Aprite l’immagine e duplicatene il livello con Livello>Duplica livello.
- Dal menu Filtro selezionate Sfocatura>Effetto movimento. Nell’omonima finestra regolate i parametri Angolo e Distanza, tenendo conto della direzione di movimento del soggetto.
- Selezionate lo strumento Gomma con un pennello di diametro adeguato e intervenite sulla parte centrale del soggetto per eliminare la sfocatura che è stata applicata a tutta l’immagine.
- Infine riducete l’immagine a un unico livello con Livello>Unico livello.

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