La Riviera dei Cedri è una sinfonia di sapori, paesaggi e colori. Dalle spiagge di Diamante ai boschi del Pollino: un itinerario in Calabria in camper per le tue vacanze itineranti
Indice dell'itinerario

Quest’anno per le vacanze sei orientato sul mare? La Calabria con il camper può rivelarsi una meta azzeccata. Non solo per le acque cristalline ma anche per i borghi a picco sul mare che custodiscono antiche tradizioni e bellezze artistiche inaspettate. Il nostro itinerario lungo la Riviera dei Cedri parte da Diamante e arriva a Praia a Mare con qualche piacevole deviazione. Per la sosta camper abbiamo approfittato dei campeggi e delle aree attrezzate che sulla costa non mancano.

La Riviera dei Cedri occupa per una cinquantina di chilometri il tratto più settentrionale della costa calabrese e si allarga verso l’entroterra inglobando alcuni paesi del Parco Nazionale del Pollino. Come i borghi di Maierà e Grisolia, che si scrutano come sentinelle annidati su due rilievi opposti e divisi soltanto da un burrone. Sono terre antiche e dalle radici profonde queste aree dell’Alto Tirreno Cosentino, come testimoniano i resti archeologici di Cirella o i graffiti paleolitici della grotta del Romito a Papasidero.

Diamante, il borgo del peperoncino

Il nostro itinerario inizia nel borgo marinaro di Diamante, dove decine di murales compongono una galleria en plein air d’arte urbana. Vera e propria mecca del peperoncino, a cui è dedicato un festival nel mese di settembre, la Diamandé dei bizantini è una località balneare di grande richiamo con otto chilometri di spiagge dorate affacciate su un mare che è un acquerello. Vale la pena addentrarsi senza una mappa tra vicoli del centro storico ben curato, perdendosi fra suggestioni e richiami artistici.

Calabria-Diamante-murales raffifurante Cristo con le spine
murale di Ozon

Il primo nucleo del paese si formò nel XVI secolo intorno alla Torre del Semaforo (u Zimàfuru) costruita per volere del principe Girolamo Sanseverino, che intendeva contrastare le incursioni dei Saraceni. Fu poi trasformata in dogana, restaurata nell’Ottocento e in seguito sormontata da un’antenna della Marina mercantile, oggi non più presente. Dopo un’accurata ristrutturazione la torre è oggi adibita a sede espositiva e rappresenta uno dei simboli della località calabrese.

Fra le attrazioni di Diamante ci attendono anche il mausoleo romano, un sepolcro monumentale del II-III secolo, i resti della cinta muraria voluta dai Sanseverino e il settecentesco Palazzo Ducale voluto dai Catalano Gonzaga che oggi è un albergo. Il Lungomare Vecchio, costruito negli anni ‘60, ci conduce alla spiaggia della Guardiola mentre il parco La Valva, lungo il fiume Corvino, è un’area naturalistica che al suo interno ospita strutture sportive, attività culturali e la sede dell’Accademia del Peperoncino. Ciliegina sulla torta, poco distante dal paese, immerso in un mare da incanto, spunta l’isolotto di Cirella sormontato dai resti di una cinquecentesca torre di guardia.

Leggi anche: “Viaggio in camper in Calabria nella Riviera dei Cedri”

Il cedro, il patrimonio locale

Calabria-Santa Maria del Cedro-Museo del Cedro-cedri in salamoia-botte
Cedro decorticato in salamoia al Museo del Cedro, a Santa Maria del Cedro

Nel XVII secolo, durante il dominio borbonico, il borgo di Diamante si popolò di spagnoli e campani e divenne un centro di pesca, commerci e coltivazione del cedro. La varietà “liscio Diamante”, un frutto di grossa taglia che ha fatto la fortuna della vicina Santa Maria del Cedro. Ogni anno, tra luglio e settembre, questo agrume tipico attira rabbini da tutto il mondo alla ricerca di frutti puri e perfetti da utilizzare nelle celebrazioni della Festa delle Capanne. A tavola, invece, è protagonista di tante bontà, dai liquori ai dolci, dai gelati ai canditi. Al ristorante La Guardiola lo troviamo in ricette curiose come le tagliatelle di cedro con gamberetti, scorza di cedro e canocchie, presenti nel menù accanto alla raganella di alici (fatta con prezzemolo, peperone secco tritato, aglio e pane raffermo) e alle classiche patate con baccalà e peperoni cruschi.

Il cedro Liscio Diamante

La Riviera dei Cedri prende il nome dal tipico agrume Liscio Diamante che ogni anno, tra luglio e settembre, attira rabbini da tutto il mondo. I frutti migliori vengono selezionati per le celebrazioni del Sukkoth, la Festa delle Capanne, che dura sette giorni e rievoca agli ebrei il viaggio nel deserto verso la Terra Promessa. I cedri prescelti devono essere puri, cioè nati senza innesti, avere la buccia “liscia”, priva di fori e macchie, pesare tra 80 e 250 grammi e avere una forma che assomigli il più possibile a un muscolo cardiaco. Il paese di Santa Maria del Cedro, fondato nel XVII secolo, è la patria di questo frutto prezioso pagato dai rabbini da 30 a 50 euro ciascuno.

A spasso tra i murales

Calabria-Diamante-murales dedicato a Basquiat di Jorit
Il murale dedicato all’artista Jean-Michel Basquiat, opera dello street artist Jorit

Placati i morsi della fame ci attendono i 330 murales di Diamante, uno dei borghi più dipinti d’Italia. L’iniziativa nacque nel 1981 su idea del pittore milanese Nani Razzetti e del sindaco dell’epoca, Evasio Pascale. Per l’occasione furono accolti più di ottanta artisti internazionali. L’iniziativa proseguì con il progetto Muralespanso e nel 2021 con il quarantennale Murales40, che ha richiamato giovani firme come lo street artist napoletano Jorit che ha realizzato un ritratto di Jean Michel Basquiat, artista americano scomparso nel 1988. E ancora: il padovano Tony Gallo, autore di un’opera onirica sull’amore, il madrileno Kraser, che ha dipinto Mercurio, il messaggero degli De. E la milanese SteReal, che ha raffigurato una donna intenta a intrecciare i peperoncini.

Calabria-Diamante-murale dell’artista spagnolo Kraser (2021) ispirato a Mercurio, il messaggero dei Dei
Il murale dell’artista spagnolo Kraser (2021) ispirato a Mercurio, il messaggero dei Dei

Notevoli anche il murale dedicato al commissario Mascherpa, il protagonista del fumetto della rivista Poliziamoderna disegnato da Daniele Bigliardo o il murale pop con Superman che bacia una vecchietta, opera di Flavio Solo, street artist di successo. Tra i più significativi c’è quello realizzato nel 1981 in Corso Garibaldi dal pittore israeliano Baruch Kadmon: è ispirato a uno scatto realizzato nel 1953 dal fotografo statunitense Paul Strand che rappresenta una famiglia in posa sulla porta di casa (scelta per la copertina del libro Un paese di Cesare Zavattini).

Fra queste opere d’arte effimera, pronte a sfidare il tempo e le intemperie, non va dimenticato il murale a mosaico dei coniugi ferraresi Michele e Angiolina Sposito ispirato alla storia della Calabria, dalle origini del “Toro di Papasidero” fino alla civiltà contadina e dei pescatori. L’opera, fra le più datate del borgo, è rimasta incompiuta: secondo il disegno originale avrebbe dovuto occupare l’intera parete della chiesa Madre in Via Alfieri.

Sosta camper con lo sconto lungo la Riviera dei Cedri

A Diamante puoi risparmiare sulla sosta camper soprattutto fuoristagione nelle seguenti aree di sosta convenzionate col PLEINAIRCLUB:

Cirella, fra la costa e la collina

Calabria-Diamante-isola di Cirella-mare blu-sfumature
l’isola di Cirella, frazione di Diamante

Solo sei chilometri di litoranea, la SS18, ci separano da Cirella. La località fu in origine una fiorente colonia marina della Magna Grecia abitata fino alla metà del IX secolo, quando la costa fu messa a soqquadro dalle incursioni saracene. La popolazione si trasferì allora su un colle panoramico a 172 metri di altitudine, dove eresse una città murata con un castello baronale cinto da mura dotate di tre porte d’accesso e torri di guardia. Tra i suoi ruderi sono oggi riconoscibili le torri di Vaccuta e dell’Isola.

Il paese era anche dotato di un porto, ma nel 1567 un’invasione turca causò gravi rovine e a partire dal XVII secolo i cirellesi cominciarono a emigrare verso i territori circostanti, tra cui Majerà e la stessa Diamante. Vari furono i motivi che portarono all’abbandono della Cirella collinare: l’aridità del sito, l’esosità dei feudatari e il venir meno della minaccia turca. Sotto i Catalano Gonzaga, che acquisirono il Ducato a metà del XVIII secolo, l’area costiera ebbe un deciso sviluppo commerciale offrendo un motivo ulteriore agli abitanti per abbandonare la collina e scendere verso il mare. L’esodo si concluse nel periodo napoleonico (1804-1814), quando gli ultimi cirellesi si trasferirono tra Diamante e Grisolia.

Sosta camper: In località Cirella puoi sostare nell’area camper Green Paradise, al Lido Il Tritone oppure al Lido Alexander.

Grisolia

Calabria-borghi Maierà e Grisolia-Parco Nazionale del Pollino-panorama
i paesi dirimpettai di Maierà (in basso) e Grisolia (in alto) sul Parco Nazionale del Pollino

Anche noi saliamo a Grisolia, un grazioso borgo che fronteggia il paese di Maierà. Entrambi nel Parco Nazionale del Pollino, distano in linea d’aria appena 900 metri, separati soltanto da un burrone, sulla vallata dei Mulini. Di origini medievali e ancor prima greca, Grisolia (l’antica Chrousolea) era considerata terra dorata per la fertilità dei suoli, ma qualcuno ipotizzò per la presenza di miniere d’oro. Il nome di Maierà deriva invece dall’ebraico M’arà (grotta), che richiama la presenza di cavità naturali.

Leggi anche: “Trekking in Calabria: il Cammino di San Francesco di Paola”

Trekking nella Valle dell’Argentino

Dopo aver apprezzato dall’alto un magnifico panorama sulla Riviera dei Cedri, conviene scendere di nuovo verso gli altri gioielli della costa: Praia a Mare fronteggiata dall’isola di Dino, San Nicola Arcella e Scalea. Approfittiamo della primavera anche per un giro su una barca ecologica attorno all’isola di Dino, alla scoperta di spiagge e scorci mozzafiato come l’Arcomagno, una meraviglia naturale che possiamo ammirare senza la calca estiva (in alta stagione è in vigore l’accesso limitato e a pagamento). Se ami le camminate non perdere il trekking nella Valle dell’Argentino.

Il rafting sul fiume Lao

Non ti accontenti di osservare la natura ma ti piace buttartici dentro? La discesa in canoa o in gommone lungo il fiume Lao è una delle attività praticate d queste parti. Sui monti di Orsomarso, tra gli scorci più selvaggi del Parco Nazionale del Pollino, la Riserva Naturale Valle dell’Argentino è solcata da un fiume limpido che scorre per 20 chilometri fra gole e pareti sino ad affluire, dopo Orsomarso, nel corso del Lao, antico confine tra i Bruzi e la Lucania.

Il fiume esce quindi dal tratto ingolato per allargarsi prima di sfociare nel Tirreno a Scalea. Se la valle dell’Argentino si presta al trekking, il fiume Lao è meta degli amanti del rafting e – più a valle – della canoa. Se non sei così temerario puoi sempre concederti una pedalata lungo gli itinerari che intercettano il circuito del Calabria Coast to Coast, accompagnati dalle giovani guide di BikeLife. Bikelife organizza percorsi guidati in bici, anche a pedalata assistita, di varia durata: tra i programmi c’è anche il pacchetto Calabria Coast to Coast.

Leggi anche: “5 escursioni a piedi sul Pollino”

Papasidero, l’antenato del toro

Calabria-Papasidero-graffito-Riparo del Romito
il graffitto del Bos Primigenius (Uro) nel Riparo del Romito, sito archeologico paleolitico di Papasidero

A 30 chilometri da Diamante, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, c’è il borgo curioso e isolato di Papasidero. Il nome deriva dal greco Papàs Isidoros, un monaco bizantino membro di una comunità che s’ispirava alla regola di San Basilio (330-379 d.C.). La principale attrazione di questa località è però la Grotta del Romito, risalente al tardo Pleistocene, considerata uno dei più importanti siti archeologici d’Italia legati al Paleolitico. Tra i reperti vi è un imponente graffito considerato la più grande espressione d’arte verista dell’antichità in area mediterranea. L’animale rappresentato è l’uro (Bos Primigenius), un grande bovino del Paleolitico superiore da cui discesero i bovini domestici.

L’isola di Dino, un gioiello di natura set di Diabolik 3

Di fronte a Praia a Mare, l’isola Dino si estende per 50 ettari fino a 100 metri d’altezza con strapiombi e varie grotte: del Monaco, delle Sardine, delle Cascate, del Leone, la Grotta Azzurra e la Gargiulo, situata a 18 metri di profondità. Più volte assalita dai Turchi, nel 1806 divenne base delle operazioni della flotta angloborbonica che fronteggiava i Napoleonici.

Nel 1917 un sommergibile tedesco vi affondò un piroscafo inglese, mentre nel 1956 il Comune la diede in concessione e nel 1962 fu venduta a Gianni Agnelli che voleva svilupparla turisticamente con casette-igloo e cottage. In seguito è passata ad altri imprenditori e poi caduta in abbandono per varie vicissitudini. Oggi è un Sito d’Interesse Comunitario (Sic), su cui è vietato approdare. Tra gli ultimi a mettervi piede gli attori di Diabolik 3, il film dei Manetti Bros uscito nel 2023.

Escursioni in barca

Si chiama Elettra la prima imbarcazione a energia solare per il trasporto turisti, un battello ibrido alla sua terza stagione d’attività tra San Nicola Arcella e Praia a Mare. È alimentata da cinque pannelli per 5 Kw, 2 batterie miste a litio, ferro e fosfato da 20 Kw. In condizioni meteomarine favorevoli ha un’autonomia di 10 ore al giorno.

Qui per saperne di più sul territorio della Riviera dei Cedri!

testo e foto di Massimiliano Rella

________________________________________________________

Tutti gli itinerari, i weekend, i diari di viaggio li puoi leggere sulla rivista digitale da smartphone, tablet o PC. Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB l’accesso alla rivista digitale è inclusa.

Con l’abbonamento a PleinAir (11 numeri cartacei) ricevi la rivista e gli inserti speciali comodamente a casa e risparmi!

photo gallery