Salerno è la migliore porta d’accesso e base per visitare la Costiera Amalfitana. Seguendo le orme di Vincenzo Malinconico, protagonista della fortunata serie televisiva di Rai 1, abbiamo scoperto che la città campana è molto di più di una città di passaggio verso le blasonate località vicine. Si rivela un pout pourri di antico e moderno in un’armoniosa composizione.

Lascia il camper e prendi il traghetto, il treno o il bus
Dimentica le code sui tornanti e le maledizioni lanciate contro automobilisti impazienti o ciclisti audaci. Il tratto di costa tirrenica più amato dal jet-set degli anni Sessanta non è più un tabù. Basta arrivarci via mare. Lascia il camper nell’ampia area di sosta a pagamento affacciata sul lungomare, comoda per raggiungere l’imbarco dei traghetti e la città in pochi minuti a piedi. Puoi muoverti con i tuoi mezzi (bicicletta, scooter, monopattino) oppure utilizzare i mezzi pubblici (metropolitana, treno e bus) e quelli a noleggio per spostarti dalla città ai dintorni. Bun lato e il mare dall’altro. Parcheggi il tuo mezzo e ai problemi del traffico non ci pensi più.
Una città pedonale che guarda al futuro

A Salerno si va a piedi. Corso Vittorio Emanuele è un’isola pedonale come il lungomare Trieste. Questo è lungo un chilometro e mezzo adornato da palme, ficus e altre specie esotiche. Un boulevard pedonale che termina a Piazza della Libertà su cui affacciano il Crescent di Ricardo Bofill e la Stazione Marittima dell’archistar Zaha Hadid, frutto della rivoluzione urbanistica voluta dall’ex sindaco Vincenzo De Luca.
Il belvedere antistante il complesso residenziale, che ospita anche una galleria commerciale, regala una vista mozzafiato sulla città e il golfo Posidonio. La storia recente di Salerno si respira nei capolavori dell’architettura contemporanea: l’impronta di Santiago Calatrava è ben visibile nella Marina d’Arechi, quella di David Chipperfield nella Cittadella Giudiziaria, un complesso di edifici con torri e porticati, sede del nuovo tribunale.
Sulle orme dell’avvocato buffo e imperfetto

Si svolgono a Salerno e nella vicina costiera le vicende dell’avvocato Vincenzo Malinconico, protagonista della serie tv di Rai 1 – coproduzione Rai Fiction e Viola Film – basata sui romanzi di Diego De Silva. La città offre un ampio ventaglio di location facilmente accessibili come il lungomare, il centro storico, l’isola pedonale, le coste vicine.
«Salerno è in una posizione strategica», spiega lo scrittore. «Oggi con l’Alta Velocità da Salerno raggiungi facilmente Sapri. Prima dovevi taccariare a lungo per raggiungere la costa cilentana». «Volevo un posto che non coincidesse con l’iconografia tipica napoletana a cui l’occhio del telespettatore si è abituato», continua De Silva. «Ho pensato che un luogo diverso sarebbe stato più interessante per il pubblico».
L’attore Massimiliano Gallo interpreta magistralmente il ruolo dell’avvocato precario nel lavoro e nei sentimenti. Un perdente ma non un fallito, che ha un approccio filosofico nei confronti della vita. E’ molto amato dai figli, dalle donne che incontra e finanche dall’ex moglie e dall’ex suocera. Buffo e imperfetto (e proprio in questo risiede il suo fascino), Malinconico riflette con ironia sui grandi temi come l’amore, la famiglia e la criminalità, trattata in modo tragicomico.
Muri d’autore al rione Fornelle

Nel rione Fornelle nacque e visse Alfonso Gatto, il poeta che ha segnato la vita culturale della città nel secondo dopoguerra. Alcune delle più belle frasi dello scrittore campeggiano sulle mura del quartiere in cui, nel IX secolo, furono deportati alcuni amalfitani dal principe longobardo Sicardo.
Nel 2014 è stato lanciato il progetto Muri d’autore, che punta alla riqualificazione dell’area rinsaldando il legame tra il poeta e la sua città. Murales e versi che richiamano il mare decorano le facciate dei palazzi creando un museo di arte urbana en plein air di grande impatto. Inerpicandosi sui gradoni, intrufolandosi negli angusti vicoli e passando sotto agli archi sembra quasi di sentire riecheggiare le frasi scritte sulle pareti. E invece è il vociare proveniente dalle abitazioni strette le une alle altre che ti avvolge e ti fa sentire quasi a casa.
Quaderni di poesie al posto delle facciate
Grazie all’idea di Green Pino, ovvero Pino Roscigno, i muri di Vicolo della Neve si sono trasformati in quaderni di poesie. I versi di autori come Ilde Rampino, Rocco Papa, Alfonso Graziano, Nicola Vacca, Angelo Coscia, sono stati incollati alle pareti. Roscigno ha dipinto un primo piano di Gatto con la sigaretta in bocca sulla Scalinata di Masaniello tra il vicolo Amalfitani e le Fornelle.
Anche l’artista romana Alice Pasquini è coinvolta nell’omaggio al poeta: il suo enorme murale si spalma sulla scalinata dei Mutilati che conduce a Piazza Principe Amedeo. I versi di Gatto non potevano mancare nel Vicolo San Bonosio, dove ha aperto uno spazio della fondazione a lui intitolata.
L’arte in periferia

Un altro progetto di recupero, intitolato Metro Cubo, riguarda invece le zone più periferiche e coinvolge street artist come Jorit che ritrae il viso di Trotula de Ruggiero, la donna medico che operò nella scuola medica salernitana, sul muro del parcheggio di Via Vinciprova dove Andrea Casciu racconta La Pesca Miracolosa. Avendo a disposizione un paio di giorni puoi concentrare la visita nei luoghi scelti per ambientare le scene della serie televisiva.
La serie televisiva
I luoghi a Salerno

Palazzo Genovese
Lo studio in affitto che Malinconico condivide con l’amico e collega Espedito è all’interno dell’edificio in stile tardo barocco che si affaccia su Largo Campo, a pochi passi dalla fontana dei Pesci progettata dal Vanvitelli.
Duomo
La cattedrale dedicata a Santa Maria degli Angeli, San Matteo e San Gregorio VII fu costruita in stile romanico nel IX secolo. L’atrio circondato da un colonnato è lo scenario dell’università frequentata da Alagia, figlia di Malinconico. La cripta in stile barocco, che conserva le reliquie di San Matteo, è impreziosita da affreschi raffiguranti scene ispirate al Vangelo redatto dall’apostolo ed episodi di storia salernitana.
Giardino della Minerva
Usato nel Medioevo a fini didattici per gli studenti della scuola medica salernitana, l’orto botanico raccoglie oltre trecento specie di piante. Il giardino a più livelli si ammira meglio dall’alto della scalinata che regala una vista strepitosa sulla città e sul mare. È qui che Vincenzo incontra la sofisticata Veronica Starace Tarallo.
Villa Comunale
Intorno alla fontana del Tullio si sviluppa un rigoglioso orto botanico usato in più di una scena nella serie. È una delle ambientazioni di Luci d’Artista, l’evento natalizio che trasforma la città in un caleidoscopio di installazioni luminose.
Vecchio tribunale
L’ex palazzo di giustizia su Corso Garibaldi è uno dei più interessanti edifici della città. Interni ed esterni fanno da sfondo agli incontri con Alessandra Persiano, l’avvocatessa più corteggiata del tribunale, e con Benny La Calamita, collega svogliato che per accontentare il padre avvocato esercita una professione che non ama.
Stazione marittima
Il terminal crociere dalle linee sinuose collegato con Piazza della Libertà, è il fast foo dove Malinconico si incontra segretamente con la figlia Alagia. «Quando ero ragazzo era una zona degradata chiamata “delle chianchiarelle”», spiega De Silva. «La riqualificazione dell’area ha suscitato non poche polemiche».
Lungomare Trieste
Questo è il luogo principale di struscio dei salernitani. «Quando ero bambino il lungomare era l’unica zona pedonale e rappresentava lo spazio, la libertà» racconta De Silva. Poco prima di arrivare in Piazza della Libertà, un solarium che i ragazzi chiamano Salifornia è diventato punto d’incontro dei giovani.
Stadio Arechi
Il settore inferiore dei Distinti con gli spalti vuoti diventa nella serie, il luogo d’incontro della criminalità organizzata.
Fuori città

- Cetara: nel piccolo borgo di pescatori Malinconico si rifugia ogni tanto per confidarsi con l’ex suocera (l’effervescente Lina Sastri). Vale la pena arrivare al belvedere della Torre Vicereale, una delle torri di difesa costruite per contrastare le invasioni dei Saraceni, e acquistare la famosa colatura di alici.
- Cava de’ Tirreni: merita una gita per Borgo Scacciaventi, la parte più antica del centro storico, caratterizzata da un porticato tardo catalano unico nel suo genere e per l’abbazia benedettina della Santissima Trinità, ricca di opere d’arte.
- Marina di Vietri: un bar nel colorato vicolo della Marina di Vietri è il luogo d’incontro di Malinconico con Amodio Tricarico, un camorrista che gli sta addosso da quando ha assunto la difesa del criminale Mimì ‘o burzon. Da vedere il duomo di San Giovanni Battista con la cupola maiolicata, le botteghe, la facciata della fabbrica di ceramiche Solimene. Offre un bel colpo d’occhio sul mare la Villa Comunale che ricorda Parco Güell di Barcellona, con i passamano e i muretti ornati con tessere di ceramica dipinta.
Il cast
- Vincenzo Maliconico Massimiliano Gallo
- Alessandra Persiano Denise Capezza
- Amodio Tricarico Francesco Di Leva
- Nives Teresa Saponangelo
- Espedito Lenza Giovanni Ludeno
- Benny La Calamita Luca Gallone
- Alagia Malinconico Chiara Celotto
- Alfredo Malinconico Francesco Cavallo
- Assunta Lina Sastri
- Veronica Starace Tarallo Ana Caterina Morariu
- Ugo Maria Starace Tarallo Michele Placido
Dove sostare
L’area camper di Salerno è asfaltata e videosorvegliata e si trova sul lungomare Marconi (tel. 338 8940068). La sosta giornaliera ha un costo di 10 euro che comprende il carico e lo scarico delle acque, più 5 per l’allaccio alla rete elettrica. Nei dintorni puoi sostare a:
- Pontecagnano: Camper Stop Italy oppure al Camping Salerno.
- Tramonti Agriturismo Costiera Amalfitana
- Battipaglia Camperstop Lagomare
- Montecorvino Rovella Masseria Sparano
- Cava de’ Tirreni area camper comunale in Via Ido Longo 68, gratuita e illuminata.
Dove mangiare
A Salerno c’è l’imbarazzo della scelta. Ovunque vai, mangi bene. Uno degli indirizzi da segnare in agenda se si ama la classica pizza napoletana con il cornicione alto è Don Antonio 1970. Fabio Di Giovanni sperimenta e osa: la pizza Mamma Africa assembla crema di yuca, fior di latte, provola di bufala, paglia di yuca fritta, salsiccia secca di bufalo e paprika dolce. Mette la costiera nel piatto Il limoneto a base di salsa di ricotta, fior di latte, alici di Cetara, pinoli tostati e crumble di pane, limone e menta.

E’ sfiziosa la Taperia Mediterranea che propone un menù di mare in versione tapas con originali rielaborazioni basate sulle ricette della tradizione. AMO restaurant è invece un raffinato ristorante affacciato sul porticciolo turistico sciorina gustosi piatti di mare come il polpo arrosto servito con scarola liquida, olive taggiasche disidratate e pomodorini.

Fuori Salerno
A Vietri sul mare vale la pena gustare un pasto all’osteria mediterranea Sesta Stazione. Candele alla genovese di tonno o spaghetti con la colatura di alici? Provateli entrambi. Le maioliche dell’arredo e la simpatia del proprietario rendono unica l’esperienza a tavola. Non puoi non fare incetta di souvenir avendo a disposizione il gavone del camper. Ti consigliamo l’agriturismo Terra delle Rose a Battipaglia dove risparmi sulla ristorazione e sull’acquisto dei prodotti oppure da Delfino Battista a Cetara per la famosa colatura di alici.
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