Un viaggio nel tempo per la Magna Grecia che puoi effettuare a tappe col tuo camper: da Cuma ad Agrigento (5ª puntata)
Indice dell'itinerario

Il monte dell’Aspromonte, la punta dello stivale della penisola, non è così lontano. Qui, sul versante jonico della Calabria greca, sono fioriti i commerci e una città di grandi fasti culturali: Locri Epizefiri. Pensa che grazie al legislatore Zaleuco, qui sono state redatte le prime leggi scritte di tutto il mondo ellenico; sono state prescritte specifiche pene per ogni delitto superando così le decisioni discrezionali dei giudici, spesso fonte di litigi e discordie.

Andiamo a vedere se qualche locrese può indirizzarci verso i guardiani di Reggio.

Ricostruzione grafica dell'antica Locri Epizefiri
«Da Locri ha inizio la fronte dell’Italia, chiamata Magna Grecia.»
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia III 95

La necropoli e il Teatro

Prima di entrare in città dovresti notare le necropoli che la circondano. La più nota è quella di ꞌContrada di Luciferoꞌ con tombe di tre tipi: a fossa, a cappuccina e a semibotte. Qui sono stati trovati oggetti pregiati importati dalla Grecia e dalle altre colonie della Magna Grecia tra cui vasi, specchi, ornamenti di bronzo e monili in metallo prezioso.

Teatro greco di Locri

Il Teatro è l’unico edificio pubblico non a carattere religioso ed è stato costruito sfruttando una conca naturale arrivando ad accogliere circa 4.500 spettatori.

I Pinakes di Locri

Fra i numerosi templi di Locri il più importante è il santuario di Persefone, al cui interno è presente un’elevata quantità di depositi votivi: specchi e altri ornamenti di bronzo, monili in metallo prezioso, quadretti in terracotta e produzioni ceramiche a vernice nera con figure rosse.

I Pinakes di Locri, tavolette fittili votive decorate a basso rilievo

Ma gli elementi più celebri di Locri sono i suoi Pinakes, uno degli esempi artistici più alti e raffinati di tutta la Magna Grecia. Sono delle tavolette fittili votive decorate a basso rilievo, che a volte raffigurano scene dionisiache ma più spesso il mito del rapimento di Persefone da parte di Ade.

Le tavolette sono infatti molto legate ai rituali del culto presso il santuario di Persefone, ma a volte si riferiscono anche ad altre divinità femminili, come Afrodite per esempio.

La discendenza femminile e l’origine delle ꞌcento caseꞌ

Vicino la costa si trova proprio l’area sacra di Afrodite, un complesso formato da un tempietto, da una serie di ambienti con portico a forma di “U” e da un cortile centrale.

Resti dell'aerea sacra di Afrodite

L’attenzione posta ad Afrodite non è un caso. Qui a Locri la discendenza è matrilineare e le donne rivestono una grande importanza. Aristotele stesso ci dice che la città è stata fondata proprio dalle donne provenienti dalla Locride -in Grecia- e dai loro schiavi, poiché i mariti erano impegnati da anni nella guerra in Messenia al fianco di Sparta.

Le ꞌcento caseꞌ di Locri, che governano la città e che appartengono all’aristocrazia femminile, fanno riferimento proprio alla nascita della colonia.

Ai tempi della guerra di Troia, un soldato acheo della Locride (in Grecia), Aiace Oileo, si macchiò di un feroce delitto, profanando il tempio di Atena e abusando della sacerdotessa Cassandra sull’altare. Per vendetta la dea lo fulminò e fece diffondere una pestilenza tra i suoi compagni di ritorno in patria. Per placare l’ira di Atena, l’oracolo sentenziò che era necessario mandare ad Ilio due vergini delle nobili famiglie locresi, affinché diventassero sacerdotesse del tempio.

E quando alcuni secoli dopo venne fondata la colonia qui in Italia, vi si trasferirono dalla madrepatria infestata anche alcune donne di queste famiglie, che dovettero quindi proseguire la punizione divina.

L’incontro con Nosside

Locri è anche un notevole centro di attività culturali ed artistiche. Qui la poesia è fiorita soprattutto grazie a colei che molti poeti soprannominarono ꞌVoce di donnaꞌ, la più affascinante, al punto da eguagliare Saffo, la poetessa erotica per eccellenza in Grecia.

Primo piano della statua della poetessa Nosside

Sto parlando di Nosside, epigrammista di versi d’amore e educatrice di un tiaso, l’istituzione che prepara le giovani fanciulle al matrimonio e alla vita coniugale.

Osserva, la poetessa ci sta venendo incontro.

«Ulisse, ben ritrovato. Cosa ti porta qui a Locri?»

«Il mio è un peregrinare continuo, dolce Nosside. Ma il tenero suono delle tue parole, della grande poetessa d’Occidente, rende le mie angosce più lievi.»

«Nulla è più soave dell’amore, e ogni altra delizia è seconda, anche il miele degli dei rigetterei dalla bocca.»

«Anche io sono alla ricerca dell’amore, verso la mia famiglia che non vedo ormai da vent’anni. Secondo te è destino che la rincontri?»

«Se non ti abbondoni alle paure, tutto è possibile. Segui il tuo cuore e troverai anche la strada di casa.»

«La strada che ho scelto deve portarmi dai guardiani dello stretto.»

«Allora vai Ulisse, prosegui lungo la costa e presto giungerai a confrontarti con loro.»

Reggio Calabria, la punta dello stivale

Questo splendido lungomare, luminoso, ritmato di magnolie, palme e rare piante esotiche non può che essere Reggio Calabria, o Rhegion, come la chiamiamo noi Greci. Questa posizione di fronte l’isola di Sicilia è la punta dello stivale italiano e viene da sempre considerato il primo porto sicuro per chi viene dall’oriente. È stato il più importante oracolo greco, quello di Delfi, a indicare alle genti calcidesi di fondare qui la loro colonia.

Ed è proprio qui che mi confronterò con i guardiani dello stretto, i Bronzi di Riace.

Monumento della punta dello stivale a Reggio Calabria

«Laddove l’Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; (il dio) ti concede la terra ausone.»

Diodoro Siculo, XIII, 23 – responso dell’Oracolo di Delfi che guidò la fondazione di Reggio

La missione dei Bronzi di Riace

I Bronzi di Riace

«Sei finalmente giunto alla punta dello stivale, Ulisse. Ti aspettavamo.»

«Tiresia ha detto che mi avreste indicato la via di casa. Cosa mi aspetta ancora nel mio tragitto?»

«Ti sei mosso bene fino ad ora. Non manca molto alla meta e se porterai a compimento la missione, presto rivedrai Itaca.»

«Di quale missione parlate?»

«Dovrai raggiungere l’isola di Sicilia, verso la Valle dei Templi e riportare questo ramo d’ulivo al suo legittimo proprietario da cui è stato brutalmente strappato.»

«Sono già stato in Sicilia. Nessuno è stato in grado di indicarmi la via di casa.»

«Ma ora hai un aiuto. Il tuo accompagnatore ti supporterà fino al raggiungimento dell’agognato desiderio.»

I guardiani hanno ragione, possiamo farcela insieme. Ti ringrazio per essermi stato accanto fino ad ora. Credo che non manchi molto, se te la senti proseguiremo il viaggio insieme. Come dici? Dobbiamo andare? Chi ci sta inseguendo?

Oh Zeus! Ancora gli scagnozzi di Circe: sono sulle nostre tracce!

Testo di Fabrizio Roscini

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Qui trovi la sesta tappa del viaggio di Ulisse. Riuscirà a sfuggire agli scagnozzi di Circe?

Qui trovi tutte le aree di sosta tra la Locride e Reggio Calabria.

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