Nelle Dolomiti, tra la Val di Fassa e la Val di Fiemme, si distende una spettacolare pista ciclopedonale: da Alba di Canazei a Molina di Fiemme sono circa 50 chilometri (47,5 per l’esattezza) da percorrere in bici tutti d’un fiato oppure a tappe. Si procede in leggera discesa (a meno di non voler seguire il percorso nella direzione opposta) approfittando del comodo servizio di bus navetta con trasporto bici che riaccompagna ad Alba.

Il tracciato in bici nelle Dolomiti ha ricevuto nel 2022 la menzione speciale della giuria nell’ambito dell’Italian Green Road Awards, riconoscimento che valorizza i percorsi ciclopedonali intesi come importante volano per il turismo sostenibile e a basso impatto.
La Green Road delle Dolomiti attraversa con il suo percorso in bici prati e boschi seguendo il gorgogliare del torrente Avisio, che nasce dai ghiacciai della Marmolada, e arrivando via via a scoprire i graziosi paesi di fondovalle.

Tutto intorno s’innalzano le meravigliose guglie delle Dolomiti tra cui il Latemar e il Catinaccio, dal 2009 inserite dall’Unesco nel Patrimonio naturale dell’umanità. A volte su pista esclusivamente ciclopedonale, a volte su strade a basso traffico, il percorso ricalca in parte il tracciato della Marcialonga, la celebre competizione invernale di sci di fondo, e quello dell’antica ferrovia Ora-Predazzo.
Scopri gli sconti e i vantaggi del PLEINAIRCLUB in Trentino Alto Adige!
Da Alba di Canazei a Moena
Il nostro punto di partenza per il traccio in bici tra le Dolomiti è ad Alba di Canazei, nei pressi degli impianti di risalita Ciampac. Pedaliamo inizialmente attraversando un boschetto di abeti e larici profumati di resina, che sarà una costante di tutto il percorso, e di lì a poco eccoci a Canazei, uno dei principali centri abitati della Val di Fassa. Incastonato tra gli imponenti massicci dolomitici della Marmolada, del Gruppo del Sella e del Gran Vernel, il paese è la più importante meta di sport invernali della zona. Ci troviamo nell’area linguistica e culturale dei Ladini, una popolazione minoritaria insediatasi in cinque vallate dolomitiche attorno al massiccio del Sella.

La pedalata prosegue in lieve discesa dentro il bosco mantenendosi alla sinistra del fiume e lambendo graziosi paesi. In località Fontanazzo, attraversato il ponte sul fiume, il bosco cede il passo a un vasto pianoro dove si avvertono i profumi dei fiori e del fieno. I boschi si allontanano ai lati, e qua e là si notano ancora i segni del devastante passaggio della tempesta Vaia tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre del 2018.
Il Museo Ladin de Fascia
Si susseguono poi – e a volte si attraversano – vari centri abitati i cui nomi terminano con “di Fassa”: tra questi Vigo, Pozza e Pera, riuniti sotto l’egida del Comune sparso di San Giovanni di Fassa, dove ha sede il Museo Ladin de Fascia, interessante museo etnografico dedicato a questa minoranza culturale e linguistica.

Giunti a Soraga merita una pausa il piccolo laghetto contornato da praticelli verdi e panchine, perfette per una merenda o un panino al sole. Facciamo bene a ritemprarci un po’: ci aspettano alcune impegnative (per fortuna brevi) salite, le uniche di tutto l’itinerario.
Giunti a Moena ci concediamo un’altra pausa per visitare uno dei maggiori centri turistici della valle, vero e proprio punto di congiunzione tra la Val di Fassa e la Val di Fiemme. Il paese, soprannominato la “Fata delle Dolomiti”, ha un piccolo centro storico chiuso al traffico con edifici curati, negozietti e ristoranti dove gustare le prelibatezze locali.
Da Moena a Molina di Fiemme
Entrando in Val di Fiemme la pedalata continua in lieve discesa fra boschi e prati, a tratti costeggiando le sponde del fiume, finché non giungiamo a Predazzo, rinomata stazione di sport invernali e attività outdoor estive. Il centro storico è dominato dalla parrocchiale neogotica intitolata ai Santi Filippo e Giacomo ed è impreziosito da vecchie case decorate da affreschi. Da non perdere una visita al Museo Geologico delle Dolomiti: istituito nel 1899, consente di compiere un viaggio nella storia naturale del territorio anche grazie ad animazioni multimediali, mostre tematiche, laboratori ed eventi.

Proseguiamo a pedalare tenendoci nella parte alta del pianoro a sud della cittadina, seguendo Via Lagorai, per poi reimmetterci nel tracciato della pista. Si alternano ora campi coltivati, boschetti e distese di prati dedicati alla fienagione: le guglie delle Dolomiti si allontanano sempre più alle nostre spalle.
All’altezza di Panchià, caratteristico è il Ponte Vecchio sull’Avisio, con un tetto in legno a due falde. Ci accorgiamo di trovarci nelle vicinanze di Cavalese quando avvistiamo la stazione a valle della funivia Alpe Cermis; tuttavia la pista non attraversa il centro, che rimane invece più in alto sul versante opposto della valle. Una deviazione in salita consente di raggiungere questo borgo disteso su una terrazza soleggiata di fronte alla Catena del Lagorai.

Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme
Nel centro storico, da non perdere una visita al trecentesco Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, antica sede dei principi-vescovi di Trento, che ospita un museo e una pinacoteca con le opere degli artisti legati alla Scuola pittorica di Fiemme. Non a caso ci troviamo nei territori della Magnifica Comunità della Val di Fiemme, antica istituzione che ancor oggi continua a gestire i boschi e i pascoli della valle.
Molina di Fiemme, punto di arrivo della pedalata, è ormai vicina: la raggiungiamo in circa cinque chilometri. Prima di arrivare in centro, attraversiamo per l’ennesima volta il torrente Avisio su ponte ciclopedonale e lanciamo uno sguardo di saluto a queste acque che insieme a noi hanno disceso le due valli di Fiemme e Fassa.
Leggi anche: “Vacanze sulla neve in camper in Val di Fiemme”
E da mangiare, fresco o stravecchio?

Caratterizzato dalla crosta untuosa, dal forte odore e dalla pasta dal colore paglierino chiaro, il Puzzone di Moena (in ladino Spretz Tzaorì, “pressato saporito”) viene prodotto con latte crudo proveniente da bovine di razza bruna o grigio-alpina, alimentate con fieno di prato stabile o al pascolo a partire dai 1.000 metri di quota.
Nella lavorazione è vietato l’uso di additivi o conservanti. La maturazione è compresa tra i novanta giorni e gli otto mesi dando origine al Puzzone fresco, stagionato o stravecchio: una prelibatezza da non perdere, a patto di amare i sapori decisi
(Caseificio Sociale di Predazzo e Moena, tel. 0462 501287)
Bici + bus
A disposizione dei ciclisti che percorrono la pista da Alba di Canazei (o da altre località lungo il tracciato) a Molina di Fiemme c’è una comoda navetta con trasporto bici che riaccompagna al punto di partenza.
Il Fassa e Fiemme Bike Express ripercorre a ritroso e in salita i quasi cinquanta chilometri percorsi, fermandosi nelle principali località delle valli con tre corse giornaliere.
Il servizio è attivo nei weekend da metà maggio a metà giugno e in autunno, tutti i giorni in estate. È raccomandata la prenotazione.
Info tel. 0462 241111 – 0462 609500 e sul sito.
Leggi anche: “I 5 migliori percorsi in bici in Trentino-Alto Adige”

E in camper, dove sostare?
- Canazei Camping Marmolada, tel. 0462 601660, www.campingmarmolada.com. In posizione pianeggiante in riva al torrente Avisio. Aperto da giugno a settembre.
- Campitello Camping Miravalle, tel. 0462 750502, www.campingmiravalle.it. Circondato da una splendida cornice di cime dolomitiche, dispone di piazzole di varia metratura su terreno erboso. Aperto da giugno a settembre.
- Moena Area attrezzata Il Giardino, Località Forno, tel. 0462 573287, www.campergiardino.com. A pagamento, a pochi chilometri da Moena, vicino al passaggio della pista ciclopedonale.
- Punto sosta nel parcheggio del campo sportivo in Stradade Prealon. Tesero Piccola area attrezzata comunale sul Lago di Tesero, in Via Tresselume, vicino al centro fondo. A pagamento.
- Predazzo Area attrezzata Fiemme, Via Venezia 44, www.areacamperfiemme.com. A pagamento, completamente automatizzata, lungo la strada per Passo Rolle.
- Cavalese Area attrezzata Alpe Cermis, SP232, tel. 0462 340490, www.alpecermis.it. Nel parcheggio degli impianti di risalita, a pagamento.
Testo e foto di ARIANNA MANTOVANI
——————————-
Tutti gli itinerari di PleinAir sui percorsi in bici tra le Dolomiti li puoi leggere sulla rivista digitale sul pc, sul tablet o sullo smartphone. Con un anno di abbonamento a PLEINAIR (11 numeri cartacei) hai a disposizione gli inserti speciali, la rivista digitale e l’archivio digitale dal 2015 (con gli allegati).
Con l’abbonamento a PleinAir ricevi i prossimi numeri comodamente a casa e risparmi!


