La rocca, il borgo e la doppia cinta muraria di Gradara hanno fornito la giusta ambientazione alla storia d’amore tra Paolo e Francesca, narrata da Dante nel V canto dell’Inferno nella Divina Commedia. Il mastio è stato costruito attorno al 1150 dalla famiglia dei De Griffo, ma furono i Malatesta a costruire la fortezza e le mura tra il XIII ed il XIV secolo. Dai camminamenti di ronda si gode una bella veduta panoramica. Un intricato dedalo di viuzze conduce alla rocca malatestiana che custodisce una raffinata Madonna con Bambino e Santi di Andrea Della Robbia in terracotta invetriata e una pala d’altare di Giovanni Santi, padre di Raffaello.
Non andare via senza prima aver assaggiato il tagliolino con la bomba, piatto rustico a cui è dedicata una sagra nel mese di giugno. Fai incetta di ceramiche: l’arte della terracotta è un’antica tradizione artigiana.
Programma 2026
Passeggiata alla scoperta del patrimonio storico artistico e ambientale di Gradara.
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Da qui vale la penda spostarsi per raggiungere Urbino con il centro storico riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
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