Abbiamo esplorato i Pirenei in camper, nella Catalogna meno nota: la Valle del Boí, ricco di arte, architettura e natura. Il termine valle non tragga in inganno. Per raggiungere i suoi otto piccoli borghi in cui vivono meno di 900 abitanti si sale a 1.100 metri di altitudine. Base di partenza per passeggiate ed escursioni è il parcheggio di Barruera. Il parcheggio è utilizzabile solo nelle ore diurne, oppure il Camping Boneta, completo di piazzole e servizi.
Barruera, nella valle delle ossa

Barruera, toponimo che ricorda la vallis ursaria o “valle delle ossa”, ha un centro storico costituito da case e fienili, in legno e travetti di pietra. Poco fuori il borgo antico c’è la chiesa di Sant Feliu (San Felice): essenziale l’architettura, con navata unica e porticato esterno e abside decorato. Il fiume Noguera de Tor può essere ammirato dal Ponte Palanca e dal Pointe Penjant del Salencar, semplici ponti a passerella. Lungo la strada per Durro meritano una breve sosta le Cascada al Barranc Gros.
Un patrimonio romanico
Sono nove le chiese della Valle de Boí entrate dal 2000 a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
- Sant Climent e Santa Maria a Taüll
- Sant Feliu a Barruera (nella foto in alto)
- Sant Joan a Boí
- Santa Eulalia a Erill la Vall
- Santa Maria de l’Assumpció a Cóll
- Santa Maria a Cardet
- Nativitat de la Mare de Déu e di Sant Quirc a Durro
La curiosità
Secondo alcuni il nome Pirenei deriverebbe dal greco peirõ, che vuol dire infilzare. Le cime ruvide di questa catena montuosa al confine tra Francia e Spagna sono lì pronte a punzecchiare l’azzurro del cielo ma anche a dare il benvenuto a chi vorrà venire a visitarle. Il mito racconta invece che Eracle, figlio di Zeus, innamorato della principessa Pirene, le fece partorire un serpente. La donna, spaventata dal figlio mostruoso, si rifugiò tra i monti che ancora oggi portano il suo nome. E ancora, c’è chi sostiene che il toponimo derivi da pyr, fuoco, a conferma della sacralità di queste montagne.
Boí, incanto di pietra

La chiesa di Sant Joan, a 1.260 metri di altitudine, sembra essere parte del paesaggio che la circonda, con la pietra rustica di ardesia in contrasto con la roccia su cui sorge e su cui si eleva anche il vicino campanile. Presenta un’architettura a pianta basilicale con tre navate e pochi resti di affreschi; quelli originali furono in gran parte staccati nel 1919 ed esposti al MNAC (Museo Nazionale di Arte della Catalunya) di Barcellona. Non solo architettura e arte nella valle del Boí, ma anche tanta natura. Da Plaça del Treio partono i taxi che portano nel cuore del Parco Nazionale di Aigüestortes e Estany de Sant Maurici.
Il servizio taxi è l’unica possibilità per accedervi con un mezzo di trasporto (il costo tra andata e ritorno è di 6 euro a persona). Da qui si raggiungono il Centro Informazioni di Aigüestortes e il Sentiero delle Lontre che arriva alle prime cascate e ai laghi; per il rifugio Estany Llong ci vuole circa un’ora e mezza di cammino.
3 esperienze da fare
1. Un viaggio in 3D nella chiesa di San Climent

Vedere il Pantocratore che riprende vita, con i colori accesi con cui si presentava ai pellegrini medievali, è un’esperienza unica da vivere nella chiesa di Sant Climent a Taüll. Una proiezione laser ad altissima precisione ricostruisce i colori e le figure originali del XII secolo sulle pietre millenarie delle spoglie pareti.
2. Rilassarsi nelle terme di Caldes

Da Boí si sale per cinque chilometri fino alle terme di Caldes percorrendo una strada che solo nel tratto finale è in salita. Nel raggio di pochi metri sgorgano trentasette sorgenti di acque diverse per temperatura (da 4 a 56 gradi centigradi) e composizione minerale. Non perdete la Estufa, una grotta naturale scavata nella roccia dove sgorga vapore caldissimo: una sauna naturale utilizzata fin dai tempi dei Romani. è possibile a tutti passeggiare gratuitamente nel parco delle sorgenti, riempire la borraccia e godersi l’atmosfera alpina. Proprio all’ingresso di Caldes c’è un ampio parcheggio dove è consentita solo la sosta diurna, mentre per la notte bisogna ridiscendere a Barruera.
3. Gustare l’escudella i carn d’olla e la vianda

Uno stufato o zuppa con carne e verdure, a volte anche con pasta, servito in una scodella o escudella (da cui prende il nome) che può essere arricchito con carne, verdure, ceci e salsicce. La vianda è una zuppa preparata facendo bollire per ore diversi tipi di carne (maiale, manzo e gallina) insieme a cavolo, carote, sedano, patate e legumi. Verso la fine della cottura si aggiungono pasta (spesso i galets, a forma di conchiglie) o riso. Accompagnatela con un vino rosso robusto della zona vicina, come il Costers del Segre.
Taüll, medioevo di luce

Da Boì cinque minuti di strada ci separano da Taüll. Sistemato il mezzo nel comodo parcheggio per camper a pochi metri dal centro si prosegue a piedi fino verso la chiesa di Santa Maria de Taüll, unico edificio storico a ingresso gratuito. Consacrata nel dicembre del 1123, come la vicina chiesa di San Clemente, è caratterizzata dal campanile in stile bizantino disposto su sei livelli e dal piccolo cimitero che la affianca. La chiesa è costruita con blocchi di granito e mostra interessanti elementi decorativi. Le pareti interne sono spoglie di decorazioni e affreschi, anche questi staccati per motivi conservativi; tuttavia a intervalli di un’ora si può ammirare il videomapping che ricostruisce il corredo pittorico originario.

Erill dista meno di dieci minuti e la chiesa di Santa Eulalia si riconosce per la sua essenzialità, con la navata unica e l’abside maggiore con pianta a trifoglio. Anche qui troviamo il campanile a sei piani con decorazioni e finestre bifore, mentre in basso il portico è scandito da archi a tutto sesto. Il campanile era simbolo di potere ma anche punto di osservazione e comunicazione con i borghi vicini. Piccolo lo spazio sacro all’interno, con in alto sette sculture in legno, copia del gruppo della Deposizione dalla Croce.
Durro, altari sospesi

A Durro (1.386 m) si ammira la chiesa della Nativitat de la Mare de Déu, costruita a una sola navata con la volta a botte e il tetto in ardesia. L’edificio risale al XIII secolo, mentre gli interni barocchi sono parte dei rifacimenti successivi. Suggestivo l’Eremo di San Quirico, posto su uno sperone di roccia con la chiesetta e il piccolo campanile. La chiesa custodisce l’immagine di Sant Quirc e Santa Giulita e una pala d’altare barocca.

Per raggiungere la chiesa di Santa Maria de Cardet occorre ripercorrere la strada per Barruera e passare dal Presa de Cardet con vista spettacolare sul lago. La chiesa sorge su un pendio scosceso ed anch’essa è a navata unica, con i decori barocchi che ne hanno modificato lo stile. Meno di dieci minuti e si è alla chiesa de la Assumpció de Cóll, poco fuori il villaggio di Cóll. Venne consacrata nel 1110: originariamente in stile romanico, fu poi rimaneggiata nello stile gotico con la cappella laterale e la torre campanaria.
Come ulteriore approfondimento del territorio il Centro Romanico della Vall de Boí, a Erill la Vall, offre un’esperienza multimediale tra immaginazione e fantasia: uno spazio in più per essere parte di questa valle d’incanto, che sa fondere arte, fede e meraviglia.
Pirenei allo specchio

Il periplo dell’altopiano misura 120 chilometri e richiede quasi due ore e mezza di strada per aggirare il Parco Nazionale di Aigüestortes i Estany de Sant Maurici. Esso fa da fondale alla valle del Boí e alle sue chiese romaniche. Oltre duecento tra corsi e bacini d’acqua completano un variegato panorama alpino tra vallate, pascoli, boschi sempreverdi fino alle cime gemelle del Los Encantados, tra le più belle dei Pirenei. Una natura che fa da richiamo agli amanti delle escursioni a piedi o in bici: si seguono le aigüestortes che scavano meandri e solcano le rocce per confluire nei Estanys d’Amitges, i laghi di Amitges.
Qui le passeggiate sono (quasi) alla portata di tutti: il lago di Sant Maurici è a 1910 metri di altitudine. Dalla parte opposta del parco, in camper si può raggiungere Prat Pierró, ad Espot; qui, con un po’ di fortuna, è possibile anche parcheggiare il veicolo. Da qui s’imbocca il sentiero che raggiunge in due ore di cammino il lago, percorribile per oltre 500 metri anche dalle persone con disabilità.
5 punti panoramici da non perdere

1. Il belvedere sulla Llebreta
Domina l’omonimo lago (Estany de Llebreta), un bacino di origine glaciale circondato da foreste di pini neri e abeti. Nelle giornate calme, il lago diventa uno specchio perfetto. Poco distante, si vede (e si sente) la spettacolare Cascada del Sant Esperit. È il perfetto compromesso per chi non vuole fare trekking estremi (come il Portarró) ma vuole comunque immergersi nella natura del parco. Ci si arriva con i taxi 4×4 da Boí chiedendo all’autista di scendere proprio alla fermata della Llebreta.
2. Mirador de Sant Quirc de Durro
Che silenzio da quassù! La vista spazia su Barruera e sul fondovalle, con le vette del massiccio della Maladeta in lontananza.
Attenzione: la strada che sale dal borgo di Durro all’eremo di Sant Quirc è asfaltata ma stretta. Consigliamo di lasciare il camper nel parcheggio all’ingresso di Durro e proseguire a piedi per circa 15-20 minuti lungo una stradina sterrata.
3. Mirador de Taüll
È il punto migliore per ammirare il campanile di Sant Climent: il romanico si fonde armoniosamente con il paesaggio montano. Dal parcheggio diurno all’ingresso del paese basta seguire le indicazioni per i sentieri che salgono leggermente verso
la parte alta del borgo per trovare i punti di osservazione migliori.
4. Mirador de la presa de Cavallers
Si trova oltre il borgo di Erill la Vall, dove il paesaggio cambia drasticamente: spariscono i boschi dolci e appare il regno del granito, dei ghiacciai e delle cascate. La vista sul bacino artificiale di Cavallers, circondato da pareti verticali altissime, è mozzafiato. Si può sostare in camper nell’ampio parcheggio diurno ai piedi della diga (per la notte occorre rientrare a Barruera o Boí).
5. Mirador del Portarró
La sfida per i più sportivi. Se i tre punti panoramici precedenti sono raggiungibili con uno sforzo minimo o medio, questo è riservato agli escursionisti allenati. Lasciato il mezzo a Boí si sale in taxi 4×4 fino al Planell d’Aigüestortes. Dal Planell inizia
una salita costante di circa tre ore solo per l’andata (600 metri di dislivello), per un totale di 5-6 ore di cammino tra andata e ritorno. Arrivati al Portarró, il respiro vi mancherà due volte: per la salita e per la vista incredibile che abbraccia l’Estany de Sant Maurici e i leggendari Encantats.
Quando andare
Nei mesi di giugno e luglio nei Comuni di Barruera, Boí, Durro, Erill la Vall e Taüll si svolge la Fallas, un’antica festa del fuoco che recupera i riti legati al solstizio d’estate per celebrare, con lunghe torce di pino, in catalano fallas, la purificazione dei campi e dei boschi. Durante una lenta processione, i fallaires, i portatori delle fiaccole, scendono verso il villaggio per tener lontani gli spiriti maligni grazie alle fiamme. Al termine del percorso i falò confluiscono sulla grande pira accesa sulla montagna, simbolo luminoso per l’intera valle. Per la suggestione che regala, il rito è stato dichiarato Patrimonio Immateriale dell’Unesco.
Come arrivare

Da Barcellona occorrono quattro ore per arrivare nella Valle del Boí, distante più o meno 300 chilometri, passando per Terrassa, Manresa e Lleida, fino al El Pont de Suert. Barcellona si può raggiungere via terra (dista 979 km da Milano e 1.360 da Roma), o via mare imbarcando il camper su un traghetto da Genova (con la compagnia Grandi Navi Veloci) oppure da Savona, Livorno, Civitavecchia o Porto Torres (con Grimaldi Lines).
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Dove sostare

Nella Valle di Boí il campeggio libero non è consentito e non è permesso posizionare tavoli o sedie al di fuori delle aree designate. Nelle aree di parcheggio attrezzate non sono consentiti pernottamenti superiori a cinque notti consecutive.
- Barruera Càmping Boneta Carrer del Riu 3, tel. 0034/973694086, campingboneta.com.
- Àrea de serveis Autocaravanes Barruera Carrer del Riu 9.
- Pla de l’Ermita Area camper Pla de la Ermita è un parcheggio senza servizi a cinque chilometri dal comprensorio montano di Boí Taüll; nelle vicinanze bar, negozi e un’area giochi per bambini.
- Taüll Càmping Taüll Carretera de Taüll km. 3, tel. 0034/618337540.
Ingressi chiese
Le chiese segnalate nell’articolo sono generalmente aperte dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19 (fino alle 20 nei mesi di luglio e agosto). La chiesa dell’Assumpció de Santa Maria de Coll è aperta dalle 16 alle 20 da mercoledì a domenica dal 17 luglio al 1° settembre. Santa María de Taüll è accessibile senza biglietto con orario continuato dalle 10 alle 19. Santa Maria de Cardet è aperta dalle 10 alle 14. L’ingresso per tutte costa 2 euro a eccezione di Sant Climent de Taüll (il cui biglietto ha un costo di 5 euro). È possibile scegliere tra i biglietti cumulativi disponibili: 3 chiese 7 euro, 5 chiese 10 euro, 5 chiese più ingresso al MNAC a Barcellona 15 euro.
INDIRIZZI UTILI
Turisme de la Vall de Boí
Turisme Alta Ribagorça
Centre del Romànic de la Vall de Boí,
Ente del Turismo della Catalogna
Portale Ufficiale del Turismo Spagnolo.
di Martino Cazzorla
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