Negli anni abbiamo scoperto che l’Umbria è una delle migliori mete per chi viaggia in camper e ama la natura e i borghi. Ogni volta che ci torniamo cambiano le destinazioni, ma non l’intento. Non è soltanto un luogo dove fuggire per qualche giorno di relax, è un grembo in cui rigenerarsi, ricaricarsi, riconnettersi alla terra e a noi stessi.

E lo abbiamo sentito, in una tiepida giornata primaverile, affrontando una curva dopo l’altra nella Valle del Tevere, col finestrino abbassato e lo sguardo puntato sulle distese d’acqua che in questa terra si alternano armoniose alle masse boscose. Mentre correvamo rapidi sulle nostre quattro ruote, i pescatori lanciavano l’esca, i ciclisti ci accompagnavano per un tratto di strada e le imponenti mura che definiscono ancora il passato dei borghi tracciavano il nostro cammino come imponenti guardiani.

Abbiamo percorso l’Italia sfruttando la E45 come spina dorsale per poi immetterci in strade provinciali che richiedono sempre un po’ di attenzione al volante, per la pendenza e le strettoie, ma che regalano ancora dei paesaggi incontaminati dell’ultimo vero polmone verde d’Italia.

Chi viaggia su strada vive talvolta i chilometri come trofei: ogni curva, ogni tratto percorso diventa una conquista personale, un modo per misurarsi. Ma in Umbria non si collezionano solo le distanze, si porta a casa consapevolezza. E questa volta tutto ha inizio dalle rive del Lago Trasimeno.
Lago Trasimeno: ciclovie e antiche memorie

Puntando verso il lago più esteso dell’Italia centrale, cercavamo prima di tutto una base strategica da cui partire per progettare il giro completo. Abbiamo scoperto che l’Area Sosta Camper L’Airone, a Passignano sul Trasimeno, è un punto di riferimento per i soci PLEINAIRCLUB, una di quelle certezze che, quando la trovi, non la metti più in discussione.

Si trova proprio presso il molo turistico. Appena arrivati, siamo entrati e abbiamo scelto la piazzola che più ci richiamava. Con una tariffa che ci è sembrata in linea con l’offerta, abbiamo potuto sostare la notte, ma soprattutto entrare e uscire liberamente, organizzando il periplo del lago con i nostri tempi.

Scovare le giuste mete per chi viaggia in camper e ama la natura è fondamentale, ma anche avere un punto d’appoggio comodo fa la differenza. Il tramonto è un momento che conta tanto quanto il resto del giorno: sedersi sotto il tendalino del proprio camper, ripensare alle bellezze viste e sentirsi esattamente dove si dovrebbe essere.

Abbiamo trovato piazzole ben separate da siepi, servizi igienici con docce calde e la possibilità di carico e scarico delle acque prima di ripartire. E dal molo, con la stessa semplicità, puoi anche partire per l’Isola Maggiore, accessibile tutto l’anno.

Non solo mete per il camper in Umbria, ma anche natura per la bici
Dopo aver trovato la base operativa, non restava che decidere da dove cominciare. Una delle esperienze che attira chi ama la natura ma anche il movimento è la ciclovia del Trasimeno: un percorso ad anello di circa 60 km intorno al lago, suddiviso in più blocchi e accessibile con diversi mezzi.

È un viaggio dentro al viaggio, che permette di scoprire l’Umbria con la calma che le è propria. Pedalando si sfiorano i borghi che svettano dalla vegetazione e, anche solo per qualche istante, si entra nella quotidianità di chi questi luoghi li abita e li vive ogni giorno.

Gli accessi al percorso sono numerosi. Ne abbiamo trovato uno che coincide con l’Area Sosta Camper gratuita di San Feliciano, un piccolo borgo di pescatori.

Da qua si può anche prendere la barca per visitare l’Isola Polvese, che apre con la bella stagione.

Tappe tra borghi e storia
Per chi invece vuole viaggiare comodo, i punti d’interesse lungo il lago offrono solo l’imbarazzo della scelta.

Abbiamo deciso di partire da Tuoro sul Trasimeno dove, nel 217 a.C., Annibale tese l’imboscata alle legioni romane. Oggi si può ripercorrere l’evento attraverso un percorso storico-archeologico panoramico che si snoda tra il centro e gli ulivi.

Se ti piacciono i borghi, meritano una visita anche Castiglione del Lago e Passignano sul Trasimeno, con le rispettive rocche (tra cui il Palazzo della Crogna).

A noi, che piace la storia con un tocco di magia, su consiglio del gestore dell’Area Sosta L’Airone, ci siamo spinti fino alla Torre Pendente di Vernazzano. Ultimo resto dell’antico castello, continua a sfidare la gravità. Gli stormi che volano nella parte alta impressionano, ma è il silenzio intorno a sorprendere davvero.

Una breve passeggiata dalla Chiesa di Santa Lucia permette di avvicinarsi alla torre immergendosi nei boschi umbri. La strada per arrivare è stretta e in pendenza, larga quanto il nostro camper furgonato, ma poco trafficata. Come ci era stato detto, sul retro della chiesa si trova un ampio parcheggio sterrato che consente di girarsi e ripartire senza ulteriori difficoltà, una volta conclusa la visita.

Leggi anche: Umbria in camper da Assisi a Monteleone di Spoleto
Deruta: energia plasmata dal fuoco e dalle mani

Sulla parete della cucina a casa dei miei genitori ho sempre visto appeso un piatto decorato a raffaellesco, con grottesche raffiguranti uccelli stilizzati e motivi floreali. La storia dietro a questo genere di creazioni è arrivata molto più tardi, il giorno in cui siamo entrati nel borgo di Deruta (di cui abbiamo parlato anche qui).

Ripresa la E45 verso sud e imboccata l’uscita Deruta Nord, abbiamo raggiunto un luogo tanto raccolto quanto ricco d’arte e tradizione. Non serve essere esperti per capire cosa si produce: lo scopri subito dopo aver parcheggiato.

È ovunque. Dalle rotonde ai muri delle fabbriche, nei dettagli che segnalano le case e nelle panchine dei parchi pubblici. Ti accompagna nella visita, fino a farti capire cosa rende famosa Deruta nel mondo: la ceramica artistica.

Ci hanno spiegato che le origini risalgono alla fine del Duecento, ma è nel Quattrocento che la produzione ha raggiunto un livello più elevato, anche grazie all’introduzione della tecnica del lustro attraverso i commerci nel Mediterraneo.

Ancora oggi è possibile visitare alcune fornaci, a partire dall’Ufficio Turistico ospitato nell’Antica Fornace Grazia, risalente al XVI secolo.

Quando siamo arrivati, il borgo era silenzioso, come spesso accade a metà mattina. Camminando, ci è venuto incontro un signore che si è rivelato la chiave per entrare davvero in questo mondo. Chinando la testa e facendo attenzione ai gradini irregolari, siamo scesi nell’angusta camera di cottura della fornace di famiglia, dove ancora oggi si possono vedere frammenti dell’antica produzione a mano.

Parlare con chi ha vissuto per generazioni la produzione della ceramica artistica non ha prezzo. Ma altrettanto interessante è ripercorrere l’intera storia di questa tecnica, dal Medioevo a oggi, al Museo Regionale della Ceramica. È il più antico museo italiano dedicato alla ceramica e si trova presso il complesso conventuale di San Francesco, affacciato sulla piazza principale.
Todi: l’arte sopra e sotto terra

Essendo la prima volta che visitavamo Todi, abbiamo parcheggiato il nostro furgonato all’Area Sosta Camper comunale. È un ampio parcheggio, adiacente a quello per le auto, senza elettricità ma con carico e scarico.

Abbiamo notato subito una comodità a suo favore: si trova a pochi metri dall’ascensore gratuito che porta alla città alta. Di contro, la tariffa è piuttosto alta, motivo per cui lo consigliamo soprattutto per soste più lunghe o per la notte.

Per chi ha solo qualche ora a disposizione, abbiamo scoperto un secondo punto d’appoggio: il parcheggio presso il Tempio di Santa Maria della Consolazione. Dal basso, si raggiunge il centro storico attraversando Parco della Rocca. Oltre a essere un piacevole angolo di verde, il parco è un vero e proprio percorso artistico attraverso le sculture monumentali di Beverly Pepper, alcune alte quanto gli alberi stessi.

Qui la natura resta protagonista, come in molte mete per camper in Umbria, ma basta entrare in città per accorgersi che il viaggio è anche fatto di storia. A Todi, ciò che ci ha colpiti di più sono state le Cisterne Romane.

Dal Punto Informativo Turistico, una visita guidata ci ha portati sotto Piazza del Popolo, dove si snoda un complesso costruito tra età repubblicana e imperiale per la raccolta dell’acqua. Grandi ambienti voltati sono ancora perfettamente integri e ospitano inoltre installazioni artistiche.

Ma non potevamo andarcene senza entrare al Duomo e alla Chiesa della Nunziatina. Quest’ultima dall’esterno passa quasi inosservata, ma l’interno è un’esplosione di affreschi che le è valsa, a ragione, il soprannome di “Piccola Cappella Sistina di Todi”.
Leggi anche: Umbria, itinerario da Todi a Orvieto per borghi e birrifici

Orvieto: due città in una
Todi non è l’unica città che si visita a due livelli. Orvieto è una di quelle tappe in cui prima o poi tutti passano. Anche noi c’eravamo già stati, limitandoci al Duomo e a una passeggiata nel centro storico, senza immaginare cosa si nascondesse sotto.

Essendo costruita su una rupe, abbiamo parcheggiato il camper alla base. Torniamo sempre all’Area Sosta Camper Battistelli Renzo. Strategica, attrezzata di servizi e comfort, e a pochi passi dalla funicolare.

È il punto da cui partire e dove rientrare la sera, magari per concedersi un buon bicchiere di vino umbro preso nello shop interno, dove puoi anche chiedere informazioni e acquistare la Carta Unica di Orvieto.


La funicolare ci ha portati dritti in Piazza Cahen, da dove abbiamo raggiunto velocemente a piedi il Pozzo di San Patrizio. I 248 gradini in discesa e in risalita, senza mai incrociarsi, creano una spirale ipnotica. Scendendo fino in fondo, dove riposa ancora dell’acqua, e alzando lo sguardo, si percepisce tutta l’imponenza di questa opera ingegneristica.

Diversa è invece l’atmosfera al Pozzo della Cava. Se nel primo abbiamo avuto l’impressione di scendere nelle viscere della terra, con una lama di luce a tagliare l’umidità tra la pietra e il muschio, qui siamo entrati in un percorso più guidato. I restauri hanno riportato alla luce cisterne, forni e ambienti adibiti alla creazione e lavorazione della ceramica.

E poi Orvieto Underground. Una città gemella sotto la città. Un sistema di cavità scavate nel tufo che ci hanno accompagnati dai primi pozzi etruschi fino alle sale da cui si estraeva la pozzolana per costruire le abitazioni. Luoghi che un tempo sono stati frantoi, cantine, rifugi.

Lago di Corbara e Oasi WWF di Alviano: tappa camper nella natura umbra

L’ultima tappa delle mete in camper in Umbria immerse nella natura ci ha riportati dritti all’elemento da cui siamo partiti: l’acqua.

A differenza del Lago Trasimeno, il Lago di Corbara, nato dalla diga che sbarra il Tevere, non è un vero e proprio luogo di sosta. Non abbiamo trovato strutture lungo la riva e gli spazi per sostare sono pochi, anche solo per una foto. Lo abbiamo capito quasi subito: a meno che tu non sia appassionato di pesca, questa tappa va vissuta proprio guidando.

La strada è la SS448, una serpentina panoramica che richiede attenzione alle curve, ma che restituisce al tempo stesso degli scorci bucolici. Abbiamo provato a lasciarla per raggiungere il paese di Corbara, passando ai piedi della diga, dove il Tevere diventa poco più di un ruscello. Ma tra strettoie e salite abbiamo capito che, in mancanza di una meta precisa, è meglio restare sulla strada principale.

Ben diverso è invece ciò che abbiamo incontrato poco più avanti, al Lago di Alviano. Presso la biglietteria dell’Oasi WWF c’è un ampio parcheggio dove sostare con il camper e visitare l’area naturalistica. È una zona frequentata da chi pratica il birdwatching. Ma è perfetta anche per chi, come noi, apprezza semplicemente una passeggiata nel verde.

Per chiudere la giornata, ci siamo fermati al Birrificio Centolitri, in zona Baschi. La strada non presenta particolari difficoltà, ma l’ultimo tratto in discesa verso il casale va affrontato con attenzione, soprattutto con un camper oltre i sei metri. Una volta dentro, lo spazio per le manovre non manca. E la sosta vale la pena, per gustare una birra fatta bene e godere dell’inimitabile accoglienza umbra.
Testo e foto di Eleonora Truzzi

Dove sostare in camper in Umbria
- PASSIGNANO SUL TRASIMENO Area Sosta Camper L’Airone Lungolago Lelio Giappesi, 1, 06065 Passignano sul Trasimeno (PG), tel. 347 6613387. Situata a 1,4 km dal centro storico di Passignano sul Trasimeno e a 50 metri dal porto turistico.

- SAN FELICIANO Area Sosta Camper Lungolago Antonino Alicata, 28, 06063 San Feliciano (PG), tel. 389 265.7154. Gratuita, con punti di carico e scarico acqua, posizionata a 600 metri dal centro storico di San Feliciano e all’imbocco della ciclovia del Trasimeno.

- TODI Area Sosta Camper P.Ta Orvietana, 06059, Todi (PG). Parcheggio a pagamento, consigliato per chi sosta un’intera giornata o la notte, con servizi per le acque ma senza elettricità, nei pressi dell’ascensore gratuito con cui è possibile raggiungere il centro città.

- ORVIETO Area Sosta Camper Battistelli Renzo Str. della Direttissima, 63, 05018 Orvieto Scalo (TR), tel. 0763 30016. A pochi metri dalla funicolare di Orvieto, dotata di ampie piazzole, elettricità, carico e scarico acque, servizi igienici con acqua calda compresa nel prezzo, punto informazioni per le visite alla città e shop interno di specialità culinarie tipiche e prodotti per camperisti.
























