Pedalare sulle dune in sella a una fatbike o salire su una torre per ammirare uno tra gli skyline più mozzafiato d’Europa? Godersi i tramonti infiniti sorseggiando un lonkero o passeggiare sotto un cielo ammantato di ombrelli? Da Oulu a Gibellina ecco le mete del 2026 scelte da noi per ispirare la vostra prossima avventura di viaggio. 10 destinazioni da scoprire nel corso dell’anno a venire
Indice dell'itinerario

A Oulu per godersi i tramonti infiniti o ad Águeda per passeggiare sotto un cielo ammantato di ombrelli? È ora di programmare dove andare in camper nel 2026. Abbiamo selezionato 10 destinazioni da scoprire nei prossimi mesi e ti spieghiamo perché.

L’Aquila

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perché: l’impulso dell’arte per la rinascita, le aspre montagne e i borghi di pietra.

L’Aquila nel 2026 sarà Capitale Italiana della Cultura. L’Aquila, è il cuore pulsante di un territorio che vanta le cime più alte dell’Appennino centrale e un paesaggio affascinante. A quindici anni di distanza dal terribile terremoto del 2009 la città è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura 2026. Circa300 appuntamenti tra mostre e performance cambieranno il volto della città.

Gli eventi

  • SOND The School of Narrative Dance una parata di danza, musica e teatro
  • progetto espositivo del MAXXI curato da Maurizio Cattelan e Marta Papini
  • Il Premio Nazionale delle Arti che coinvolge le accademie delle belle arti di tutta Italia.

Per saperne di più sul programma degli eventi clicca qui.

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Il corpus storico e artistico della città si è conservato nonostante il sisma. Nel gomitolo di vicoli e ripide stradine, si dispiega una sequenza di piazze ingentilite da zampilli. Circondata da alte montagne, l’acqua non manca di certo all’Aquila. La Fontana delle 99 Cannelle, situata a Borgo Rivera, secondo la tradizione rappresenterebbe i castelli che nel XIII parteciparono alla sua fondazione.

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Occupa quasi tutto il perimetro della piazza. Su un lato merita una visita l’antica chiesa di San Vito alla Rivera. Dietro alla chiesa, il vecchio mattatoio ospita il Munda, il Museo Nazionale d’Abruzzo. Qui è custodito lo scheletro del mammut appartenente a un esemplare maschio di cinquantacinque anni vissuto circa 1,3 milioni di anni fa.

Appena fuori dalle mura cittadine, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio è uno splendido esempio di arte romanica abruzzese. Qui fu incoronato papa Celestino V che pochi mesi dopo rinuncerà al pontificato.

Sosta camper: all’Aquila è stata da poco inaugurata un’area camper in Via D’Ascanio. 19 stalli nella zona est della città. A circa due chilometri dall’uscita del casello autostradale L’Aquila Est. A un chilometro dal centro e di fronte al centro commerciale; prenotazione con l’app CamperAQ (informazioni tel. 371 6666783).

Nei dintorni: da Campo Imperatore a Santo Stefano di Sessanio

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il castello di Rocca Calascio

Impossibile visitare L’Aquila e l’Abruzzo senza trascorrere almeno mezza giornata sullo spettacolare altopiano di Campo Imperatore. Trentacinque chilometri di strada (fra salite e tornanti) per affacciarsi sulla sconfinata piana pettinata dal vento. Il fianco settentrionale è dominato da una lunga catena di montagne innevate per buona parte dell’anno. Quello meridionale digrada dolcemente fra continui saliscendi, fino a giungere alla formidabile Rocca di Calascio. Sul Piccolo Tibet di Fosco Maraini si può girellare a piacimento, raggiungendo le silenziose rovine della grangia cistercense di Santa Maria del Monte.

Da non perdere Santo Stefano di Sessanio, uno dei borghi storici più rinomati d’Abruzzo. Simbolo di recupero sostenibile del territorio. Qui la presenza di un albergo diffuso ha favorito il recupero delle antiche abitazioni del centro, ristrutturate nel rispetto delle architetture originali. Completamente edificato in pietra calcarea bianca, dal XIII secolo passò sotto il dominio di diverse famiglie nobili. Tra queste è indelebile il segno lasciato da quella fiorentina dei Medici. L’emblema è la torre divenuta simbolo del borgo, crollata con il sisma del 2009 e ora ricostruita.

Scoprire l’Abruzzo acquista ancora più valore considerando che le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2026 Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori. La notizia non stupisce. I pascoli coprono oltre la metà della superficie terrestre del mondo e rappresentano quindi il nostro ecosistema più grande. Allo stesso tempo è anche il più minacciato e meno protetto. La pastorizia è un sistema sostenibile, più che necessario nel mondo di oggi, con un clima imprevedibile e mutevole. Se non sai ancora dove andare nel 2026 considera l’Abruzzo, le sue montagne e i suoi borghi.

Ascolta il canale dedicato all’Abruzzo interno su Loquis

Assisi (PG)

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perché: per compiere un viaggio dello spirito tra boschi, borghi medievali, eremi e colline olivate

Non si poteva scegliere una città migliore di Assisi per ospitare il World Tourism Event 2026. La città è simbolo riconosciuto nel mondo di pace e fratellanza. E l’evento è dell’unico appuntamento globale dedicato alla valorizzazione dei siti patrimonio mondiale Unesco. La città di San Francesco nel 2000 è stata inserita nel prestigioso elenco.

Il 24 e il 25 settembre raduna i paesi di ogni continente per parlare dello sviluppo di un turismo sostenibile e consapevole. L’evento coincide con gli 800 anni dalla morte del santo che, insieme a Santa Chiara, ha messo in movimento migliaia di pellegrini. La città si è dotata di un’aurea di spiritualità. La Basilica Superiore che custodisce ventotto scene delle Storie Francescane, uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell’arte occidentale, è una tappa obbligata. Completa l’esperienza con una camminata sulla Via di Francesco, l’itinerario che ripercorre i sentieri calcati dal poverello.

Sosta camper: al Camping Green Village Assisi sosta scontata per gli iscritti al PLEINAIRCLUB.

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Gibellina (TP)

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il Cretto di Burri

perché: è una città-opera, esempio di rigenerazione urbana, dove il silenzio amplifica il ricordo

Non è il classico paesino del sud dove il curtigghiu delle donne riecheggia tra i vicoli, i bambini giocano a pallone sulla piazza, e le campane suonano per richiamare i fedeli alla preghiera nella chiesa madre. Gibellina non è un borgo, è una galleria d’arte en pleinair.

Gibellina nuova

Vanta oltre cinquanta opere diffuse tra sculture e installazioni e ben due musei musei d’arte contemporanea (il Mac e il Museo delle Trame Mediterranee). In seguito al terremoto che nel 1968 rase al suolo la località della Valle del Belìce, il sindaco di allora, Ludovico Corrao, convocò artisti e architetti di fama internazionale. Arrivarono Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino e Mimmo Rotella per dare un nuovo assetto al centro urbano. L’opera in acciaio inox di Pietro Consagra (una stella alta ventisei metri) ricorda le luminarie del paese che si accendevano in occasione delle feste. Si trova sulla strada che conduce a Gibellina Nuova ed è diventata il simbolo della Valle del Belìce.

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Gibellina vecchia

Mantenere vivo il ricordo del tragico evento sismico era anche lo scopo di Alberto Burri che ha realizzato il Grande Cretto sui ruderi del paese distrutto. Gibellina Vecchia dista meno di venti chilometri dalla nuova. L’opera, che ricalca l’antico tracciato viario, fu realizzata in due fasi tra il 1984 e il 1989. Venne completata nel 2015, vent’anni dopo la scomparsa dell’artista umbro. La costruzione si estende lungo il pendio della collina e si compone di centoventidue blocchi di cemento bianco alti circa un metro e sessanta, realizzati accumulando le macerie delle case abbattute. L’impatto visivo è travolgente: cammini nel dedalo bianco e hai la sensazione di perdere l’orientamento.

Quale città se non questa poteva aggiudicarsi il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026? In Italia è la prima a ottenerlo. in quanto pioniera di rigenerazione urbana e per la capacità di essere una città da contemplare come un’opera d’arte e da abitare al tempo stesso.

Sosta camper: a Gibellina Vecchia Punto sosta in Via Alcamo, nei pressi del Cretto di Burri; a Montevago Terme Acqua Pia; a Menfi Boomerang Camping.

Pistoia

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il Battistero di San Giovanni in Corte e Piazza del Duomo

perché: per la piazza, tra le più affascinanti d’Italia, e per i monti dell’Appennino

I rilievi dell’Appennino che incorniciano Pistoia la rendono un prolungamento della Montagna Pistoiese. Pistoia non è solo un concentrato di architettura e oreficeria gotica. Un tripudio di marmo bianco e verde ma anche la tappa di un piccolo Cammino di Santiago. La chiamano infatti “santiago minor” per la preziosa reliquia dell’apostolo Giacomo il Maggiore custodita nella cattedrale di San Zeno insieme a quella di San Jacopo. Volete una scusa in più per andarci?

Quando andare nel 2026

A luglio la città ospita il Pistoia Blues, uno degli eventi musicali più longevi d’Italia. Inoltre, organizza la Giostra dell’Orso, l’avvincente sfida tra i quattro rioni. L’evento si svolge in occasione della festa di San Jacopo, patrono della città (il 25).

La città sarà Capitale Italiana del Libro 2026 e il legame con i libri non manca. Pinocchio nasce a due passi, a Collodi, la frazione di Pescia. Il villaggio prende il nome dall’inventore della celebre favola ed è una cascata di piccole case arrampicate lungo il pendio di un colle scosceso. Sembrano quasi trattenute dall’imponente architettura barocca della Villa Garzoni. Ma è anche il fazzoletto di terra tanto amato dallo scrittore Tiziano Terzani che trovava ispirazione nella Valle dell’Orsigna.

Gli eventi

Tra gli eventi si segnalano, a marzo, il Climate Fiction Days, il primo festival in Italia sulla letteratura che tratta i cambiamenti climatici. Ad aprile il Festival del Giallo. A maggio Dialoghi di Pistoia, il festival di antropologia contemporanea giunto alla sedicesima edizione. Curiose alcune iniziative: dal Librobus, il pulmino che ogni due settimane conduce gli anziani non automuniti in biblioteca, alla lista di nozze in libreria. Dal libro sospeso alle favole al telefono lette da volontari ai bambini che per varie ragioni devono rimanere a casa. Maggiori info qui.

L’Oasi Dynamo

Sull’Appennino Pistoiese, la riserva naturale del WWF Oasi Dynamo, si distende su mille ettari. Offre uno sfogo nel verde importante per la città. Da aprile a ottobre propone nei suoi boschi protetti una serie di attività (escursioni guidate, laboratori didattici e momenti dedicati all’esplorazione della fauna locale). È possibile, su richiesta, pernottare in tende sospese tra gli alberi, partecipare a escursioni a cavallo e a safari fotografici. Per i bambini in estate partono i campi estivi in collaborazione con WWF.

Sosta camper: Pistoia dispone di un’area camper comunale in Piazza Oplà. Si trova nei pressi dello stadio a venti minuti a piedi dal centro, dotata di scarico, non sorvegliata e gratuita.

Finlandia: Oulu

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Perché: per godersi la luce di mezzanotte e i tramonti infiniti

Safari con gli husky, ciaspolate sul mare gelato, pedalate sulle dune in sella a una fatbike, pagaiate nel vasto delta del fiume. L’aurora boreale e la sauna non sono gli unici motivi per spingersi in camper sulla costa occidentale del nord della Finlandia. Sono tante le esperienze che si possono fare nonostante le basse temperature per godersi i paesaggi incontaminati di Oulu.

La città nel 2026 sarà Capitale Europea della Cultura e impronta il programma di appuntamenti – che spaziano dallo sport all’arte – sullo slogan “Cultural Climate Change”. Culturalmente vivace, la città è immersa nella natura. Il parco Hupisaaret, adagiato sul fiume, è composto da isolotti collegati da ponti bianchi ed è il polmone verde della città. A venti chilometri, il Rokua Geopark offre un ambiente spettacolare fra creste, dune e foreste con percorsi per tutti i livelli. È d’obbligo la sauna finlandese (diventata patrimonio culturale immateriale dell’Unesco nel 2020) per rilassarsi durante il viaggio. Quella proposta su una zattera con vista fiume Oulujoki è a legna

Gli eventi

Tra gli eventi si segnalano il festival di musica elettronica Frozen People, in programma dal 28 febbraio al 1° marzo in uno scenario davvero unico. sulle sponde del mare ghiacciato. I Campionati Mondiali di Air Guitar, una strampalata competizione tra musicisti che mimano di suonare la chitarra, si tiene dal 26 al 29 agosto. A novembre il Lumo Light Festival invita i cittadini a uscire di casa anche se a mezzogiorno è buio e il termometro è sotto lo zero. Installazioni, proiezioni sui palazzi e performance illuminano piazze e strade.

Per Oulu 2026 è stata lanciata l’iniziativa Arctic Food Lab che valorizza le materie prime locali. Vengono utilizzati principalmente prodotti che si possono trovare nei boschi e nei mari circostanti. D’estate la città si trasforma in una grande sagra ospitando tavolate all’aperto, balli e musica. Il programma si estende anche all’hinterland. A Raahe, grazioso villaggio con le case in legno a un piano dai colori pastello, ad esempio, a luglio si terrà il festival estivo Jazz on the beach. Per sapere cosa fare e dove andare a Oulu nel 2026 clicca qui.

Sosta camper: ad Oulu c’è Nallikari Holiday Village.

Finlandia: Vaasa

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Perché: per immergersi nell’ambiente unico dell’arcipelago di Kvarken e osservare il terreno che si alza

Approfittando della tratta finlandese della Bothnian Coastal Route, il percorso che costeggia il mare su strade e basso traffico affrontabile a tappe, si può raggiungere Vaasa. Si tratta di una vivace città universitaria adagiata sul Golfo di Botnia. Per gli sforzi a diventare neutrale in termini di emissioni di carbonio entro la fine del decennio, si è aggiudicata il Green Leaf Awards 2026. Questo premio viene assegnato alle città più piccole, con un numero di abitanti compreso tra 20 e 100mila abitanti. La creazione di una rete di trasporti pubblici a basse emissioni è soltanto il primo passo.

Se viaggiate in estate il tragitto è ancora più piacevole con le notti luminose e le temperature miti. Vale la pena fermarsi a Kalajoki, nota per le sue dune di sabbia, per godersi uno dei suoi tramonti infiniti sorseggiando un bicchiere di lonkero. Il lonkero è una bevanda analcolica a base di gin inventata per le Olimpiadi estive di Helsinki del 1952 a base di gin e soda al pompelmo. Oppure si può fare un’ escursione tra baie e foreste di betulle con la luce della sera nell’arcipelago di Kvarken.

L’arcipelago di Kvarken

L’arcipelago di Kvarken è uno dei luoghi migliori al mondo per osservare il fenomeno del sollevamento della terra causato dall’ultima era glaciale. Il tour in barca è qualcosa di speciale: prendete il traghetto la sera da Kokkola per raggiungere la piccola e pittoresca isola Tankar. Con il centro moderno e i lunghi viali alberati ricorda le città svedesi. Forse perché la Svezia è a due passi, facilmente raggiungibile in traghetto, e non a caso è l’unica a essere bilingue.

Sosta camper: a VaasaTop Camping Vaasa (Niemeläntie 1, info.topcampingvaasa@puuhagroup.com).
Molti gli alloggi vicini al mare costruiti in modo sostenibile. Come Kalles Inn Resort, nell’arcipelago di Vaasa, che si trova in un ambiente sorprendente modellato dall’era glaciale. Dispone di otto piccole case di vetro a pochi metri dalla riva. A Kalajoki c’è Kalajoki Camping.

Germania: Francoforte

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perché: per il mix di innovazione e tradizione in un assetto urbano in continua evoluzione

Basta salire con l’ascensore sulla Main Tower e ammirare dalla piattaforma panoramica lo skyline sul corso del Meno e i grattacieli (che ospitano la Banca Centrale Europea e la Borsa di Francoforte) per comprendere perché Francoforte è chiamata “Mainhattan”. A Francoforte convivono due anime: una antica, ricostruita con cura, l’altra moderna, che guarda al futuro. Gli edifici a graticcio dai colori pastello con le facciate ristrutturate dopo la guerra dialogano con costruzioni più moderne. Come il centro commerciale MyZeil progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas con la copertura a pannelli di vetro e acciaio che filtra la luce naturale a tutti i livelli dell’edificio, un intricato sistema di scale mobili (la più lunga misura 45 metri). Fu l’architetto Ernst May negli anni Venti a dare un nuovo impulso alla città con un progetto di sviluppo urbano chiamato Nuova Francoforte.

Il volto moderno

E se oggi arriva la designazione di Francoforte Capitale Mondiale del Design 2026, insieme alla regione del Reno-Meno, la cosa non ci stupisce. La città è un armonioso dialogo tra passato e presente: le trasparenze giocano con il cielo, i mattoncini rossi della cattedrale con materiali che possono essere disassemblati e facilmente ricostruiti ogni anno (come il Frankfurt Pavilion). Addirittura un tram che emerge dal marciapiede: è l’ingresso stupefacente della stazione metro Bockenheimer Warte della linea U6. Con un tocco di design l’architetto Zbigniew Peter Pininski ha valorizzato quello che fu un crocevia importante per i tram cittadini fino agli anni Sessanta.

La città vecchia

La città vecchia si sviluppa intorno a Römerberg, la piazza principale su cui svetta il Römer, il municipio. Merita una visita la Goethe House, la casa natale del poeta che conserva gli arredi e gli oggetti originali. Accanto, si trova il Museo del Romanticismo (Deutsches Romantik-Museum) che offre un percorso immersivo. Si cammina tra manoscritti, dipinti, oggetti d’epoca e installazioni multimediali che raccontano la vita, le idee e l’estetica dei grandi romantici tedeschi.

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D’obbligo un selfie sul ponte pedonale Eiserner Steg che collega il centro storico con il vivace quartiere di Sachsenhausen. Un tempo era una città separata, oggi pullula di taverne e bar vivaci. Fu costruito nel 1868 e fu uno dei primi ponti in ferro della Germania. Distrutto durante la seconda guerra mondiale, fu restaurato nel 1946 conservando il suo fascino originale. Anche la Goethe Tower, situata un po’ fuori dal centro, immersa nella vasta foresta cittadina, incendiata nel 2017, è tornata a nuova vita grazie a un progetto che ha utilizzato travi lamellari di castagno. Alta 43 metri, è un altro punto di osservazione della città.

La card per muoversi agilmente

Acquista la Frankfurt Card da uno o due giorni per viaggiare senza limiti sui mezzi pubblici e per usufruire di sconti su numerose attrazioni e tour. Acquistabile online presso l’Ufficio Informazioni Turistiche Römer, presso il DB Travel Center alla Stazione Centrale e all’aeroporto di Francoforte. Se state pensando a dove andare nel 2026 sicuramente Francoforte va segnata in agenda! Per saperne di più sulla città clicca qui. Maggiori info sulla regione.

Quando andare nel 2026

  • Ambiente Trends 26+ dal 6 al 10 febbraio
  • La costa di Monet. La scoperta dell’Étretat allo Städel Museumdal 19 marzo al 5 luglio
  • Wäldchestag- Frankfurt Forest Festival dal 22 al 26 maggio
  • Apple Wine Festival dal 7 al 16 agosto
  • Museum Embankment Festival dal 28 al 30 agosto

Sosta camper: Dista circa 25 minuti da Francoforte il Campingplatz Dreieich-Offenthal; a circa 35 minuti da Francoforte, a Nauheim, c’è il Campingplatz Nauheim.

Slovacchia: Trenčín

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perché: sconosciuta al turista, ha la chance di proporsi come destinazione nuova e poliedrica

È la porta d’ingresso ai Carpazi Bianchi, la catena montuosa riconosciuta riserva della biosfera dall’Unesco, che tra la primavera e l’estate sfoggia un tappeto di orchidee. E pur se abbracciata dal verde (foreste di faggi centenari, prati sconfinati e percorsi naturalistici come il sentiero del daino di Teplice, tra i più suggestivi della zona), la città è ancora poco conosciuta.

Per tutto il 2026 sarà Capitale Europea della Cultura (qui tutti gli eventi) insieme alla finlandese Oulu e avrà l’opportunità di mettersi in mostra. Intanto vi sveliamo che le viuzze del centro storico si dipanano intorno al castello, che gli edifici hanno architetture che risalgono a epoche diverse (e anche per questo è affascinante), e sulle piazze si respira una certa vivacità. Diamole una chance. Poi sicuramente Bratislava va vista una volta che siete qui.

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Tra le mete dove andare nel 2026 potreste includerla. Già solo per il tragitto che segue il corso del fiume Váh attraversando villaggi e colline verdi vale la pena raggiungere in camper la capitale della Slovacchia, che dista circa un’ora e mezza.

Terme di Luhačovice

Se invece siete curiosi di scoprire il territorio al confine tra la Moravia e la Slovacchia, ancora poco esplorato, potete optare per le Terme di Luhačovice nei pressi di Zlín che distano una quarantina di chilometri da Trenčín. Per rigenerarsi dalle fatiche del viaggio mettersi in ammollo nelle acque curative ricche di minerali è un toccasana. Lasciatevi inebriare dal profumo dei wafer appena sfornati: i fragranti biscotti farciti con crema o cioccolato sono una specialità locale. Un’altra coccola, ma stavolta per gli occhi, sono le rifiniture in stile liberty dei palazzi che ospitano le vasche.

Sosta camper: Kemp na Ostrov (Mládežnícka ulica 1446, FB Kemp na Ostrove Trenčín, campingtn@gmail.come). Un piccolo campeggio vicino al castello, sulle sponde del fiume Vah e a poco più di due chilometri dal centro città.

Portogallo: Guimarães

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Largo do Toural

perché: per la nuova visione ecologica dell’urbanismo che dialoga con l’impianto medievale

Il caldo record, i ghiacciai che si sciolgono, gli eventi estremi: che strumenti adottano le città per affrontare le sfide del futuro? Ripensano l’urbanistica, invitano a cambiare lo stile di vita, si reinventano. Come Guimarães, città del Portogallo del nord a poco più di mezz’ora da Porto, nominata Capitale Verde Europea per il costante impegno a rendere la città più verde, smart e accessibile. Come? Migliorando la qualità dell’aria, gestendo meglio le risorse idriche, la biodiversità, gli spazi verdi e i rifiuti. È una delle cento città coinvolte nel programma “Mission Cities” della Commissione europea che puntano a diventare neutrali dal punto di vista climatico entro il 2030. Insomma, Guimarães è una delle città dove andare nel 2026.

Le principali attrazioni

La visita del centro storico medioevale, patrimonio Unesco, va fatta rigorosamente a piedi. Se c’è una città del Portogallo in cui il Medioevo segnato da leggende ed eroismi, ha lasciato in eredità una costellazione di edifici quella è Guimarães. In primis, il castello adagiato sulla Colina Sagrada. Qui pare che si siano consumate battaglie decisive per l’indipendenza del paese e dove sarebbe nato il primo re del Portogallo, Alfonso Henriques. Poi c’è Largo da Oliveira dove campeggia un curioso tempietto gotico, su cui si affaccia l’Igreja de Nossa Senhora de Oliveira. La chiesa ha una bellissima torre campanaria, staccata dal corpo della chiesa, in stile manuelino tardivo. Cattura l’attenzione l’edificio medievale degli antichi Paços do Concelho (oggi è il palazzo comunale).

Monte da Penha

Basta attraversare un’arcata gotica per sbucare in Largo de São Tiago. la piazza si presenta con una corona di edifici e una sfilza di dehor dove sorseggiare un drink. La vetta del Monte da Penha offre una visita mozzafiato sulla città. Il modo più facile per raggiungerla è a bordo del Teleférico da Penha che parte dal Parque das Hortas. In alternativa si può prendere l’autobus Mondinense che parte dalla stazione degli autobus. Una chicca: salendo in camper sul Monte da Penha visitate la bellissima Pousada de Santa Marinha. Riconvertita da un convento del XII secolo, è un tripudio di chiostri, fontane di granito e azulejos.

Sosta camper: ampio parcheggio pubblico allo stadio di calcio con supermercato e centro storico a 5 minuti a piedi.

Portogallo: Águeda

Anche la città Águeda, a sud di Porto, ha impressionato la giuria grazie ai suoi programmi a favore dell’ambiente. Si è aggiudicata l’European Green Leaf (la Foglia Verde Europea 2026) avendo una popolazione inferiore ai 100mila abitanti. Se programmate un tour del Portogallo in estate, suggeriamo il mese di luglio. La città fa un bagno di colore in occasione del Festival Agitágueda, in programma dal 4 al 26. Si cammina sotto un cielo ammantato di ombrelli colorati: uno spettacolo di grande impatto visivo.

Organizza il tuo viaggio in Portogallo consulta il sito dell’ufficio del turismo.

Sosta camper: Campeggio Penha, aperto da aprile a settembre.

Dopo aver letto le nostre proposte hai le idee più chiare su dove andare nel 2026?

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