Un viaggio di coppia intenso: 24 giorni tra Alaska e Canada, un lungo e avventuroso viaggio sulle piste sterrate un tempo battute da pionieri e cercatori d’oro. Con loro attraversiamo foreste e parchi smisurati, al cospetto di laghi, montagne e ghiacciai in luoghi dove la natura domina incontrastata
Muncho-Lake
Indice dell'itinerario

Si possono realizzare i sogni, viaggiando? Giada e Matteo ci sono riusciti arrivando fino in Canada in camper. A bordo del loro pick-up 4×4 Ford Ranger allestito con una cellula abitativa Modulidea, protagonista del loro blog In viaggio col Ranger, i due giovani piemontesi hanno compiuto oltre novantamila chilometri attraversando le Americhe in lungo e in largo, dalla Nuova Scozia all’Alaska, e poi giù lungo la Panamericana fino alla Terra del Fuoco. Di questa avventura vi proponiamo di seguito il lungo tratto fra la Columbia Britannica, i Territori del Nord Ovest, lo Yukon e, soprattutto, l’Alaska. Ultima frontiera assurta a mito, provincia selvaggia e incontaminata, per molti ancora sconosciuta. E affascinante.

Road Map del viaggio in camper in Canada e Alaska in

  • 1°- 2° GIORNO: Dawson Creek – Muncho Lake (700 km)
    Viaggio lungo l’Alaska Highway e relax nelle acque termali situate nei pressi del Muncho Lake.
  • 3° GIORNO: Muncho Lake – Watson Lake (300 km)
    Ingresso nello Yukon e visita del Watson Lake  per lasciare una targa nella Sign Post Forest.
  • 4° GIORNO: Watson Lake – Whitehorse (450 km)
    Trasferimento a Whitehorse, visita della città e rifornimenti.
  • 5° GIORNO: Whitehorse – Dawson City (400 km)
    Spostamento a Dawson City e visita della città.
  • 6°- 12° GIORNO: Dawson City – Tuktoyaktuk – Dawson City (1.900 km)
    Lunga deviazione attraverso la Dempster Higway fino al Mar Glaciale Artico e ritorno.
  • 13° GIORNO: Dawson City – Chicken (175 km)
    Visita dei luoghi legati alla corsa all’oro del Klondike. Ingresso in Alaska con foto di rito.
  • 14° GIORNO: Chicken – Fairbanks (450 km)
    Trasferimento lungo l’ultimo tratto dell’Alaska Highway, visita della Santa Claus House a North Pole e sistemazione per la notte a Fairbanks.
  • 15° GIORNO: Fairbanks – Parco Nazionale del Denali (200 km)
    Ingresso nel principale parco nazionale dell’Alaska e sistemazione in campeggio.
  • 16°- 18° GIORNO: Parco Nazionale del Denali (0 km)
    Giornate dedicate all’esplorazione del parco a bordo di un autobus con guida.
  • 19° GIORNO: Parco Nazionale del Denali – Anchorage (400 Km)
    Viaggio verso la città più grande dell’Alaska e rapida visita.
  • 20° GIORNO: Anchorage – Penisola di Kenai (250 km)
    Immersione nella natura incontaminata in una delle zone più affascinanti dell’Alaska.
  • 21° GIORNO: Penisola di Kenai – Homer (125 km)
    Trasferimento nella cittadina turistica situata nell’estremo meridionale della penisola e passeggiata lungo la Homer Split.
  • 22° GIORNO: Homer – Seward (300 km)
    Escursione per ammirare il Ghiacciaio dell’Orso e sistemazione a Seward.
  • 23°- 24° GIORNO: Seward (0 km)
    Giornate dedicate all’esplorazione del Parco Nazionale dei Fiordi di Kenai e alle escursioni in barca per ammirare dal mare la fauna artica e i ghiacciai.
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Cartina Alaska

Dati di viaggio in Canada e Alaska in camper

  • Destinazione Alaska (USA)
  • Mezzo Pick-up Ford Ranger 2.0 Ecoblue 170 CV del 2021 con cellula abitativa Modulidea
  • Equipaggio Giada e Matteo
  • Periodo 11 giugno – 4 luglio 2023
  • Durata 24 giorni
  • Chilometri totali 5.650
  • Tipologia soste libera e campeggi
  • Paesi attraversati Columbia Britannica, Territori del Nord Ovest, Yukon (Canada); Alaska (USA)

Inizia l’avventura in Alaska

Ingresso-in-Alaska
Ingresso in Alaska

Appena lasciata Halifax, dove siamo sbarcati, l’Alaska diventa il nostro obiettivo principale. Considerata come una terra estrema e difficile, la cosiddetta “ultima frontiera” è ancora poco conosciuta, quasi circondata da un’aura di mistero che la rende ancora più intrigante.

Dawson Creek
Dawson Creek

Percorriamo quindi velocemente quasi diecimila chilometri ed eccoci a Dawson Creek per la foto di rito davanti al cartello che segna il miglio zero dell’Alaska Highway. Apprendiamo nei piccoli musei locali (spesso gratuiti) la storia incredibile di questa strada, che in circa 2.450 chilometri porta a Delta Junction. Costruita in soli otto mesi nel 1942, era una sterrata pionieristica creata per facilitare i collegamenti militari durante la Seconda Guerra Mondiale.

Grizzly, laghi e foreste

Nel primo tratto canadese incontriamo luoghi magici come il Muncho Lake. Ci immergiamo nelle vicine e caldissime sorgenti termali, che creano una foresta pluviale in un territorio ricoperto unicamente da conifere. La “foresta” di Watson Lake, invece, è fatta di cartelli creati dai viaggiatori, una tradizione iniziata nel 1942. Oggi la Sign Post Forest conta oltre centomila cartelli, e anche noi ci dilettiamo a creare la nostra targa.

Fiume-Yukon-vicino-a-Whitehorse
Fiume Yukon vicino a Whitehorse

Il viaggio è lungo, ma i chilometri percorsi nelle foreste non ci annoiano mai, perché spesso avvistiamo orsi bruni e grizzly in cerca di cibo nei cespugli al bordo della strada, oltre a caribù, alci, arieti di Dall e buoi muschiati.

Leggi anche: Stati Uniti in camper: dalla California ai parchi dell’ovest

Parentesi artica

Attraversiamo il 60° parallelo nord ed entriamo nello Yukon, territorio canadese forse ancora più sconosciuto. Dopo chilometri circondati da nient’altro che foreste e solitudine, perfino la cittadina di Whitehorse (40.000 abitanti) ci sembra immensa. Il centro è super fornito di generi alimentari, lavanderie, ristoranti e meccanici, di cui abbiamo bisogno per il cambio d’olio e le riparazioni. Facciamo ampie scorte, perché abbiamo in mente una deviazione e non sappiamo quando rivedremo una città.

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Dempster Highway Abitazioni tipiche

Decidiamo infatti di imboccare la Dempster Highway, una sterrata di “soli” 1.000 chilometri da percorrere sia all’andata che al ritorno per vedere il Mar Glaciale Artico. Superiamo così il Circolo Polare Artico e ci avventuriamo nei Territori del Nord Ovest, una delle province canadesi con la più bassa densità di popolazione e con le curiose targhe automobilistiche a forma di orso. Oltrepassiamo foreste e tundra artica, attraversando i fiumi su traghetti gratuiti, fino al piccolo centro dal nome impronunciabile di Tuktoyaktuk, che conta meno di mille abitanti. Il panorama è bello, ma le condizioni di vita in questi luoghi isolati sono davvero disagiate. Non osiamo immaginare il lungo inverno artico, quando il buio dura oltre un mese.

Finalmente Alaska

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Edifici storici a Dawson City

Chiusa la digressione, ci spostiamo a Dawson City, epicentro della corsa all’oro del fiume Klondike alla fine del XIX secolo. Sembra di tornare indietro nel tempo nella cittadina che conserva gli edifici dell’epoca. La serata a ritmo di can-can in un locale storico è la ciliegina sulla torta.

Entriamo in Alaska da un confine aperto solo in estate, percorrendo una sterrata panoramica, la Top of the World Highway. Ad accoglierci troviamo il villaggio di Chicken, che tradotto significa “pollo”! Secondo una leggenda, i cercatori d’oro che fondarono la comunità avrebbero voluto chiamarla Ptarmigan, nome della pernice bianca diffusa nella zona, ma non riuscendo a scriverlo correttamente preferirono il più orecchiabile Chicken.

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Riprendiamo il percorso lungo l’Alaska Highway, scattiamo una foto di rito all’ultimo miglio e proseguiamo fino alla Santa Claus House, dove gli appassionati possono incontrare Babbo Natale e trovare decorazioni uniche e originali. Anche se è estate, infatti, a North Pole è sempre Natale!

Ai piedi della grande montagna

La tappa successiva è il Parco Nazionale del Denali, che si può visitare unicamente a piedi o tramite visita guidata in autobus. Gli avvistamenti della fauna selvatica sono veramente frequenti, in particolare grazie alle guide che hanno un occhio eccezionale per scorgere gli animali anche da lontano. Riusciamo a scattare le foto più belle di tutto il viaggio, in particolare ai simpatici caribù e ai piccoli fiori dai colori vivaci che sembrano macchie di tempera sui prati verdissimi.

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Parco Nazionale dei Fiordi di Kenai

Il Monte Denali (o “Grande Montagna”, nome indigeno dell’altura di recente rinominata in Monte McKinley, ndr) con i suoi 6.190 metri di altitudine si è lasciato ammirare per ben due giorni consecutivi. Una fortuna, perché spesso la sua sommità è nascosta dalle nuvole.

Infine facciamo un salto a Healy per fotografare la replica del Magic Bus 142 realizzata per le riprese del film Into the wild.

Salmoni, aquile e ghiacciai

Dedichiamo solo una veloce visita ad Anchorage, poiché preferiamo di gran lunga la natura alla città; quindi ci dirigiamo verso il Parco Nazionale dei Fiordi di Kenai, situato sull’omonima penisola. Luglio e agosto sono i mesi migliori per esplorare la zona, perché i salmoni risalgono la corrente dei fiumi per andare a deporre le uova, attirando numerosi pescatori.

La pesca è abbondantissima e viene effettuata con giganteschi retini in punti strategici, alla foce dei fiumi e alla congiunzione dei corsi d’acqua. Rappresenta una tradizione radicata che muove un grande indotto turistico. Non immaginavamo che impegnasse così tante persone divise in gruppi, dove ognuno ha un compito preciso: chi tiene l’enorme retino, chi porta i pesci a riva, chi li pulisce e li ripone in grandi frigoriferi portatili.

Fiordi-di-Kenai
Fiordi di Kenai

La penisola di Kenai offre panorami e cittadine di una bellezza unica come Homer, capitale mondiale della pesca all’halibut, un pesce bianco simile al rombo veramente gustoso e raffinato. La città è caratterizzata dalla Homer Spit, una sottile lingua di terra protesa nella baia per oltre sei chilometri, che ospita ristoranti, negozi, campeggi e il porto.

L’aquila di mare testabianca, simbolo degli USA, vive proprio in queste zone e in particolare a Seward. Ne vediamo esemplari in picchiata sul mare o appollaiati sugli alberi e sugli scogli nei pressi di questa pittoresca cittadina, perfetto punto di partenza per esplorare il parco dal mare. I tour in barca permettono di osservare la fauna marina (che comprende balene, orche, foche, trichechi, lontre e leoni marini) e inoltre di avvicinarsi al fronte del Bear Glacier (il Ghiacciaio dell’Orso) a Resurrection Bay.

Alaska-Ghiacciai
Alaska Ghiacciai

Il parco di Kenai, infatti, offre affacci su ghiacciai formatisi milioni di anni fa, mostrando lingue di ghiaccio che si tuffano in mare e che scivolano dai monti verso i fiumi. L’Exit Glacier è il principale ghiacciaio raggiungibile a piedi percorrendo semplici sentieri adatti a tutti.

Ma è giunto il momento di continuare il nostro viaggio: lasciamo a malincuore la penisola di Kenai per rientrare a Whitehorse.

Non dimenticheremo mai il blu intenso dei laghi, l’azzurro brillante dei ghiacciai e le mille sfumature di verde. Queste zone ci hanno sorpreso e ci sono rimaste nel cuore per la loro natura selvaggia, vasta e incontaminata. Non possiamo far altro che consigliare un viaggio nel Grande Nord in camper, a nostro avviso il mezzo ideale per stabilire un contatto ravvicinato e privilegiato con la sua natura meravigliosa.

Giada Buffa

Il magic bus di Chris Mccandless

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Magic Bus

Ripudiato il materialismo per vivere di quanto offerto dalla natura, in libertà e totale solitudine, il giovane statunitense Christopher McCandless si era rifugiato in un vecchio autobus – da lui chiamato “Magic Bus” – abbandonato nel Parco del Denali, dove ha trovato la morte probabilmente per inedia nel 1992, ad appena 24 anni. Venuti a conoscenza della sua tragica vicenda raccontata nel libro Into the Wild di Jon Krakauer (Nelle terre estreme. Storia di una fuga dalla civiltà, Milano, Rizzoli, 1997) e nell’omonima pellicola (Sean Penn, 2007), diversi viaggiatori si sono spinti in Alaska per raggiungere il Magic Bus, incuriositi da quel veicolo assurto a simbolo di libertà e ribellione contro le convenzioni sociali.

A causa delle condizioni inospitali e pericolose, però, molti di loro si sono smarriti, altri sono rimasti senza cibo e alcuni, purtroppo, hanno perso la vita. Per questo nel 2020 il governo americano ha spostato il Magic Bus nel Musem of the North a Fairbanks. La copia realizzata per il film è invece visitabile a Healy.

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Inizio Alaska Highway

Dove sostare in camper in Canada e Alaska

A parte i due campeggi indicati di seguito, nella maggior parte dei casi Giada e Matteo hanno optato per la sosta libera.

Dawson City Gold Rush Campground, 1207 Fifth Avenue, tel. 001/867/993/4543, info@goldrushcampground.com, goldrushcampground.com (64.063206 N -139.427409 E).

Denali National Park and Preserve Riley Creek Campground, Denali Park Road, tel. 001/800/622/7275, www.reservedenali.com/camping/campground-information (63.730934 N, -148.897543 E).

Leggi anche: 5 libri sul Grande Nord da leggere prima di partire

Parti con Avventuriamoci

Volete vivere l’avventura dei protagonisti di questo racconto? Grazie alla collaborazione con il tour operator Avventuriamoci.com, Giada e Matteo propongono un viaggio di gruppo con camper a noleggio in loro compagnia, lungo una versione del tragitto percorribile anche senza veicoli 4×4. Il primo tour è in programma dal 3 al 20 agosto 2027, su un circuito ad anello di circa 4.000 km che ha come base Whitehorse, capoluogo del territorio canadese dello Yukon (tel. 334 6590539, avventuriamoci88@gmail.com, www.avventuriamoci.com).

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