La community Borghi in camper ha espresso la preferenza tra le mete più friendly da visitare a luglio in Sardegna
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Indice dell'itinerario

Il sondaggio estivo del gruppo Facebook Borghi in camper ci invita in Sardegna: un viaggio a luglio tra mete camper friendly che attraversa un’isola fatta di murales, selvagge montagne dell’entroterra e paesi che conservano un’identità forte anche nei mesi più affollati. 

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I tre borghi camper friendly scelti per luglio compongono un volto della Sardegna autentico, lontano dagli affollamenti del turismo balneare. Bosa, in provincia di Oristano, mette insieme un’armonia fatta di mare, cultura e tradizioni. Ussassai, tra Barbagia di Seulo e Ogliastra, sposta la rotta in quota tra boschi, sorgenti e paesaggi calcareo-dolomitici. Dal canto suo Orgosolo, nel Nuorese, porta il viaggio al centro della Barbagia tra murales, memoria collettiva e canto a tenore. In tutti e tre i borghi si possono alternare natura attiva e relax, visite culturali e soste più fresche. Scopriamoli insieme.

Bosa (OR)

Adagiato sulla costa occidentale della Sardegna, Bosa è uno dei pochi centri dell’isola in cui il fiume entra davvero nel paesaggio urbano. Il Temo accompagna il borgo fino alla foce, verso Bosa Marina, creando un rapporto continuo tra acqua dolce, porto fluviale e mare. Si può iniziare la visita dal lungofiume, dove si affacciano le antiche concerie, per poi salire nel quartiere medievale di Sa Costa e ammirare le case colorate che risalgono il colle di Serravalle e i vicoli raccolti lungo le scalinate che portano verso il punto più alto dell’abitato.

Il riferimento principale è il Castello di Serravalle, o dei Malaspina, costruito nel XII secolo e dominante sul centro storico. All’interno dell’area castellana si visita anche la chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, nota per il ciclo di affreschi medievali.
Bosa parla con le immagini: il fiume al tramonto, le facciate colorate e il mare a pochi minuti. 

La facilità del viaggio in camper è testimoniata dalla presenza dell’area di S’Abba Druche, lungo la strada provinciale Bosa-Alghero, che consente di abbinare sosta, mare e visita del borgo. In estate conviene riservare al mattino o al tardo pomeriggio la salita al castello e a Sa Costa, lasciando le ore più calde per una tappa al mare o sul lungofiume.  

Ussassai (OG)

A oltre settecento metri di quota, Ussassai è il borgo più interno della triade e anche quello che cambia di più il ritmo del viaggio. Si trova tra Barbagia di Seulo e Ogliastra, arrampicandosi sulle pendici nord-orientali del Monte Arcuerì e lungo la valle del Rio San Gerolamo.

Prima di partire conviene verificare in anticipo le possibilità di sosta, evitare di avventurarsi con mezzi troppo ingombranti e considerare questa meta come tappa di montagna più che come base attrezzata.
Il valore di questa località non ruota attorno a un solo monumento, ma nel territorio che la circonda, tra boschi, sorgenti, pareti calcareo-dolomitiche, sentieri e punti freschi dove l’estate sarda diventa più sopportabile. 

Nei dintorni si possono programmare escursioni verso i tacchi (o toneri) d’Ogliastra tra cui spicca il Profilo di Dante a mille metri di quota, uno spuntone roccioso che ricorda il volto del Sommo Poeta. 
Ussassai è ideale per chi vuole camminare, cercare ombra, ascoltare i sussulti di un entroterra poco frequentato.

Non a caso il borgo fa parte delle cinque blue zone del mondo, cioè i territori con maggiore concentrazione di ultracentenari: merito dell’aria pulita, di un’alimentazione sana e di uno stile di vita slow. Fra i piatti dell’antica tradizione gastronomica ci sono le coccois prenas e i su strippiddi, focaccine ripiene di patate, zucche ed erbe locali, e i culurgiones, i tipici ravioli ogliastrini lavorati e chiusi a mano.

Orgosolo (NU)

A Orgosolo non si arriva per cercare una cartolina, bensì per leggere. Nel cuore della Barbagia, in provincia di Nuoro, il paese ha trasformato le facciate in pagine aperte: i murales parlano di lavoro, emigrazione, protesta, guerre, diritti civili, pastorizia, politica. Alcuni colpiscono subito, altri chiedono tempo per essere capiti. Il centro si visita a piedi, senza un percorso troppo rigido. Si entra nelle vie principali e si procede per frammenti tra un volto, una scritta, una scena di paese, una denuncia, un ricordo.

Orgosolo permette di interrogare la Sardegna e di sganciarsi dalla visione stereotipata di una semplice isola felice per le vacanze.
Al patrimonio visivo si affianca quello sonoro del canto a tenore, espressione profonda della cultura barbaricina e Patrimonio Unesco.
Da qui lo sguardo si allarga al Supramonte di Orgosolo, tra escursioni guidate, percorsi naturalistici e itinerari verso aree interne di grande valore paesaggistico.

Questo territorio aspro e isolato conserva anche una memoria più oscura legata agli anni Settanta avendo offerto rifugio e base d’azione all’Anonima Sequestri. A quella stagione rimanda anche Hotel Supramonte di Fabrizio De André, canzone legata al rapimento che il cantautore subì nel 1979 insieme alla compagna Dori Ghezzi. Orgosolo è adatta a chi vuole capire la Sardegna oltre la superficie turistica, per osservare un volto più complesso segnato da una forte identità.

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