I vigneti, ordinatamente disposti su terrazze, abbracciano dolcemente l’abitato a settentrione. I filari del Santa Maddalena e del Lagrein digradano fino a lambire i monumenti, le piazze, i castelli e i musei del centro storico. Più a sud scorre l’Isarco, prima di affluire nell’Adige. Ecco la Bolzano che abbiamo visitato in camper.

“Una città travestita da montagna, un’attrice affascinante e contraddittoria, altera e comunicativa, disponibile e fredda”
Reinhold Messner
Diviso in cinque quartieri, il capoluogo altoatesino mescola antico a moderno, elementi della tradizione germanica a quelli mediterranei, l’italiano al tedesco, edifici gotici ad architetture del periodo fascista, Erker (bovindi) a stucchi rococò, attività commerciali a chiese e monumenti straordinari. Per apprezzarne l’atmosfera conviene passeggiare per Via dei Portici, pedalare lungo le ciclabili del centro storico e della periferia, concedersi una pausa nei prati adiacenti al Talvera o nei bar del centro.
Le Dolomiti a portata di mano
Le montagne sono vicine: tre impianti di risalita consentono di raggiungere in pochi minuti Colle, San Genesio e Renon con le loro innumerevoli possibilità di escursioni principalmente adatte alle famiglie. A Colle ci si arriva a bordo di una moderna cabina. Sono passati più di cent’anni da quando fu inaugurata la prima funivia al mondo adibita al trasporto di persone (ancora visibile nel bosco), voluta da Josef Staffler, lungimirante albergatore bolzanino.

Colle divenne un’importante località turistica, largamente apprezzata dai bolzanini facoltosi che eressero alcune ville, oggi tutelate dalla Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici. Da una panoramica torre di legno lo sguardo spazia dal Gruppo di Tessa al Monte Penegal, dai Monti Pallidi alla città incastonata ottocento metri più in basso. Le Dolomiti sono a portata di mano: il versante occidentale del Catinaccio e le esili Torri del Vajolet spuntano alle spalle delle slanciate cuspidi d’arenaria del campanile del duomo di Santa Maria Assunta.
Bolzano in 5 tappe
1. Piazza Walther
Questo gioiello gotico-romanico è uno dei simboli della città di Bolzano. Si erge maestoso al limite sudoccidentale di Piazza Walther, in un’area precedentemente occupata da una basilica protocristiana. All’esterno si nota la Leitacher Törl (la Porta del Vino), il cui nome è legato alla possibilità concessa nel Trecento alla parrocchia di vendere il prezioso nettare. All’interno sono custoditi il pulpito d’arenaria di Hans Lutz von Schussenried (1514), l’imponente altare maggiore e un crocifisso ligneo quattrocentesco. Si può inoltre visitare il Tesoro del Duomo con la collezione di paramenti sacri, le reliquie, le pergamene e i numerosi manufatti di oreficeria, per lo più del Settecento.

Da non perdere è la visita della vicina chiesa dei Domenicani della fine del Duecento, fu saccheggiata dalle milizie napoleoniche e uscì indenne dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che solo in parte la interessarono. Ospita una pala del Guercino raffigurante L’apparizione di San Domenico a Soriano, alcune pitture bizantine e nella cappella di San Giovanni – voluta dal banchiere toscano Giovanni de’ Rossi – lo straordinario ciclo di affreschi trecenteschi di scuola giottesca con le storie di Maria, di San Nicolò e dei Santi Giovanni Evangelista e Battista.

2. Piazza del Grano
La chiesa è a due passi da Piazza Walther von der Vogelweide, il salotto buono della città, al cui centro vi è la statua del poeta tedesco vissuto a cavallo tra l’XI e il XII secolo. Dalla Festa dei Fiori al Mercatino di Natale, il sito oggi è il fulcro di eventi e d’incontri. La frequentano i cittadini e i turisti che d’estate non perdono l’occasione di apprezzare la frescura serale, accomodati ai caffè più gettonati. Piazza Walther è delimitata a nord da Piazza del Grano, nel cuore del borgo medioevale, che un tempo ospitava il mercato delle granaglie. La vocazione commerciale della città è assai antica: già verso la metà dell’anno Mille vi si tenevano importanti fiere, grazie alla posizione strategica a ridosso dei valichi alpini. Da un lato della vicina Via Portici, lunga quasi quattrocento metri, esponevano i commercianti provenienti dal sud, dalla parte opposta quelli del nord.

Per sfruttare al meglio lo spazio disponibile le costruzioni a più piani comprendevano una parte sotterranea dove venivano stoccate le merci, le botteghe al pianterreno e le abitazioni ai piani superiori. I decori di pregio di molti edifici inducono a supporre che già nei secoli scorsi la città godesse di benessere economico. Vicoli angusti collegano i portici con le arterie laterali.
3. Il Museo Mercantile
Al civico 39 si trova il Museo Mercantile, fin dalla prima metà del Seicento sede storica del Magistrato Mercantile, voluto dall’arciduchessa Claudia de’ Medici per limitare i contenziosi fra i commercianti.
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Articolato su più piani, il percorso espositivo comprende documenti, quadri di pregio, arredi, oggetti d’arte e al primo piano il suggestivo salone d’onore. In Via Portici si concentrano alcuni fra i migliori negozi della città: dagli abiti tradizionali e di loden di Oberrauch Zitt alle attrezzature per l’outdoor di Sportler, dai manufatti della Cooperativa Artigiani Atesini ai cappelli a falde larghe di Rizzoli.
Continuando per Via Portici si arriva in Piazza Erbe con l’affollatissimo e pittoresco mercato attivo sei giorni la settimana. In questa sorta di ampia via allungata e dominata da palazzi storici si possono acquistare fiori, primizie di stagione e il meglio delle produzioni contadine locali e non solo.
4. Fontana del Nettuno

Dalla parte opposta alla Fontana del Nettuno – simpaticamente ribattezzata Oste con la forchetta – una targa su un edificio neogotico ricorda il luogo dove sorgeva l’albergo Al Sole. L’edificio ospitò personaggi illustri tra i quali l’imperatore Giuseppe II e il poeta Johann Wolfgang Goethe, che rimase colpito da Bolzano: “La vista di tutti quei volti di mercanti mi piacque. Sulla piazza erano sedute le fruttivendole; nelle loro ceste rotonde e piatte, larghe più di quattro piedi, le pesche erano ben allineate, in modo da non schiacciarsi; così pure le pere”.
5. Museo Archeologico dell’Alto Adige
Proseguendo per Via Museo, al civico 53 s’incontra il Museo Archeologico dell’Alto Adige, la cui esposizione va dal Paleolitico all’epoca di Carlo Magno passando per i reperti romanici. E poi c’è Ötzi, l’Uomo del Similaun vissuto 5.000 anni fa. Da quando è stata inaugurata nel 1998 la struttura ha accolto oltre quattro milioni di visitatori; fino al 10 gennaio 2016 ospiterà la mostra Frozen Stories, con reperti rinvenuti nelle Alpi a seguito del ritiro dei ghiacciai.
Lasciata l’esposizione si può continuare verso est fino al vicino Ponte Talvera, che unisce il centro storico a Piazza Vittoria con il discusso monumento eretto dal regime fascista tra il 1926 e il 1930.
I castelli di Bolzano
Castel Mareccio

Tornati a Ponte Talvera si può seguire un facile itinerario ad anello, molto amato e frequentato dai bolzanini. Ci s’incammina verso nord fino a Castel Mareccio, adagiato sulla sinistra orografica del fiume, poi per un sentiero che inizia a Ponte Sant’Antonio e s’inerpica per Castel Roncolo. Circondato dai vigneti, il primo maniero fu eretto nel Duecento e ampliato nelle epoche successive. Può essere visitato solo su prenotazione o in occasione di concerti ed eventi.
Castel Roncolo

Anche Castel Roncolo spesso ospita mostre, concerti e spettacoli teatrali, per lo più concentrati nel periodo estivo. Adagiato su uno sperone roccioso all’imbocco della Val Sarentino, questa imponente costruzione duecentesca (dove Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del film Il Decameron) è celebre per gli affreschi a tema profano tra i più importanti e grandiosi del Medioevo, voluti da Niklaus e Franz Vintler, divenuti proprietari nella seconda metà del Trecento. Raffigurano momenti di caccia e di vita quotidiana, tornei cavallereschi e, nella cosiddetta Casa d’Estate, scene ispirate a re Artù e alle vicende amorose fra Tristano e Isotta.
4. Museion, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea

Di nuovo a Ponte Talvera, si può continuare la passeggiata verso sud fino al vicino Museion, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Inaugurato nel 2008, l’edificio di Bolzano si presenta come un cubo alto più di cinquanta metri con due facciate di vetro e acciaio, simbolicamente rivolte una verso la città nuova e l’altra verso quella antica. Due sinuosi ponti (uno pedonale, l’altro ciclabile), anch’essi in vetro e acciaio, attraversano il Talvera e conducono al museo. D’estate l’edificio resta aperto anche di sera per visite guidate gratuite, mentre le pareti diventano lo schermo per audiovisivi mirati ad avvicinare il pubblico all’arte contemporanea.

Bolzano è aperta alle novità artistiche ma non dimentica le grandi opere del passato, come la vecchia parrocchiale di Nostra Signora di Gries con lo splendido altare a portelle di Michael Pacher, capolavoro assoluto dell’arte gotica tirolese. Realizzata nel Quattrocento, l’opera lignea raffigura l’Incoronazione di Maria. Attorno alla chiesa e alla vicina abbazia dei benedettini lo sguardo si perde fra i vigneti che si spingono fino ai margini della città, che Wolfgang Goethe poeticamente battezzò Porta delle Dolomiti.
Sapori di Bolzano

Due gli aperitivi più richiesti nei bar di Piazza Walther: il Veneziano (a base di vino bianco frizzante, selz e Aperol) e l’Hugo, preparato con prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, acqua minerale e foglie di menta. Allo Stadt Cafè si possono gustare lo strudel caldo e l’originale torta Sacher, mentre in Via Portici all’angolo con Via Argentieri ci si può rilassare all’Hofen & Co, uno dei caffè più antichi del capoluogo altoatesino.
Oggi è stato trasformato in un’osteria dove si servono i classici brezen o piatti più robusti quali la zuppa di porri e lo speck al sorbetto accompagnati dalla Bozner Bier, la birra artigianale. Nei negozi di alimentari della città si trovano specialità altoatesine poco conosciute come il Graukäse (formaggio grigio) della Valle Aurina, preparato con il residuo di latte vaccino avanzato dalla produzione del burro: benché sia assai magro (ha solo il 20% di grassi) è molto saporito e si serve condito con olio e aceto e ricoperto da cipolle crude tagliate a fettine.

Il primo abitante di Bolzano: Ötzi
Nel 1991, nell’area del Giogo di Tisa a oltre 3.200 metri di altitudine, i coniugi tedeschi Erika ed Helmut Simon rinvennero tra i ghiacci un cadavere mummificato. Era quello dell’Uomo del Similaun, vissuto all’inizio dell’Età del Rame, oltre cinquemila anni fa. Chi era Ötzi? Secondo alcuni un pastore, secondo altri un reietto o un fuggiasco. Molto probabilmente trovò la morte a seguito di una ferita di freccia alla spalla, e il freddo preservò perfettamente il suo corpo e l’equipaggiamento: la mantellina di fili d’erba, la sopraveste di pelliccia di capra, il perizoma, i gambali, le calzature, il berretto di pelle d’orso, ma anche l’ascia, il pugnale l’arco e le frecce. Oggi riposa in una teca sterile che riproduce artificialmente le condizioni del ghiacciaio.
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